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Hit-Monkey – stagione 1 (2022): un quadrumane con un fucile mitragliatore in ogni zampa

Mi conoscete, sono uno Scimmiologo convinto, voi mettete una
scimmia nella vostra storia ed io sarò lì in prima fila, figuriamoci poi se
quella scimmia ha un paio di Wayfarer sul naso e spara con un fucile
mitragliatore per ogni mano (in quanto quadrumane, pensate quanti proiettili)
perché una scimmia va bene, ma una scimmia sicario è anche meglio.

Tutto è cominciato nel 2010, con una breve storia scritta da
Daniel Way e disegnata da Dalibor Talajić, impreziosita da una copertina di uno
dei miei preferiti, Frank Cho. La
storia tutta matta era quella di un sicario assoldato per un omicidio politico
a Tokyo, che braccato dai suoi nemici e in fuga, finisce a Nagano, nel cuore
montuoso del Giappone, dove si trovano le fonti termali rese popolari dai loro
abitanti, le caratteristiche scimmie dalla pelliccia bianca che avete
sicuramente visto farsi la “sauna” in qualche foto o qualche documentario. Idea
scema? Molto, anche se nell’immaginario è difficile tenere separati gangster e saune no?

L’esordio della scimmietta assassina della Marvel, su disegni del mitico Frank Cho.

Il sicario nel fumetto trova riparo e cure tra le scimmie ma
i suoi nemici trovano lui, sterminando anche tutto il branco, tranne un
sopravvissuto, Hit-Monkey armato di mitra finirà per vendicarsi diventando a
sua volta un sicario piuttosto feroce. Se ve lo state chiedendo, alla Marvel negli
anni ’70 girava roba buona e forse nel 2010 in qualche cassetto ancora si
trovava qualcosa.

Mai lasciare qualcosa di pericoloso incustodito, lo dico sempre io (tipo la droga alla Marvel)

Hit-Monkey non è certo Iron Man, parliamo di un personaggio
ben oltre il concetto di “minore” per la Casa delle idee, una scimmia incazzata
che ogni tanto compare sulle pagine di Deadpool
e che ha combattuto anche contro uno dei più celebri avversari di Daredevil, il
letale Bullseye.

Ad ovest delle serie ufficiali, quelle dello
stratificato canone dell’MCU, su Disney+ ogni tanto spuntano le serie che
personalmente a me interessano molto di più. “Hit-Monkey” è quello che resta
della pianificazione parallela della Marvel, serie fuori canone, rivolte ad un
pubblico più grandicello di cui fa parte quel gioiellino di M.O.D.O.K. a mani basse la miglior serie
Marvel che tutti continuano ad ignorare malgrado i miei consigli. Il piano
originale prevedeva una serie animata anche su Howard il papero (per altro
scritta da Kevin Smith, storia vera) per poi culminare tutti insieme in una
serie corale, alla moda di Defenders, intitolata però “The Offenders”, che
tanto non vedremo mai perché è già tanto che Hit-Monkey dopo essersi salvata
dagli squadroni della morte, non sia caduta anche sotto la censura della Disney,
insomma questa scimmia è dura a morire.

No sul serio, spiegatemi perché non dovrei voler vedere una serie che ha tutto questo in un solo fotogramma?

“Hit-Monkey” è stata curata da Will Speck e Josh Gordon per
Hulu (proprio come M.O.D.O.K.), l’animazione strizza l’occhio a quella degli
Anime, anche se a ben guardarla sta a metà tra il Giappone e i disegni di “Archer”,
forse non sarà particolarmente dettagliata e in tal senso, sembra cavalcare precedenti recenti, anche per il
contenuto, perché per fortuna qui la scimmia sicario può ammazzare gente,
crivellare persone di proiettili, mozzare braccia e gambe il tutto con sangue
senza tirar via la mano, le mani, le zampe, insomma avete capito no?

La vestizione (e il relativo prurito) dell’eroe.

Lo stile Marvel però richiede il suo tributo, non di sangue
ma di battute, infatti a differenza del fumetto, Hit-Monkey non è da solo, ma
ad aiutarlo nel suo percorso di crescita da scimmia albina ad “Assassino degli assassini”
al suo fianco troviamo Bryce Fowler (doppiato in originale dal sempre più
lanciato Jason Sudeikis), ovvero lo
spirito del sicario che solo la nostra scimmietta può vedere e soprattutto
sentire, visto che Bryce non sta mai zitto e spara battute, battutacce e
citazioni alla cultura pop, che vanno dal molto divertente alla peggior
freddura, in una dinamica da “Buddy movie” che sembra un po’ quella tra Han
Solo e Chewbacca, visto che la nostra scimmia comunica solo per versi che solo
Bryce comprende.

Musica da ascensore nella vostra testa mentre leggete questa didascalia.

Il primo episodio di “Hit-Monkey” è una classica storia di
origini del personaggio ma io vi avviso, le prime puntate creano dipendenza,
poi digerito il carico di umorismo nero, parolacce e ammazzamenti, subentra un
po’ la ripetitività, anche perché non è impossibile capire chi sia il vero
mandante dietro l’omicidio politico per cui era stato assoldato Bryce.

Sulle piste della coppia di assassini in completo e occhiali,
due agenti di polizia che rientrano nei canoni degli Strambi Sbirri, la nuova arrivata Akiko Yokohama (doppiata da Olivia Munn) e il maturo e alcolizzato detective Shinji Yokohama, la cui voce in originale
è quella di una leggenda come George Takei, che da solo rappresenta un motivo
di interesse per il suo personaggio.

Detto questo “Hit-Monkey” resta un divertente viaggetto nel
Giappone dell’MCU, ovviamente non mancano apparizioni di alcuni dei più
popolari personaggi Marvel del Sol Levante, pare non si possa scrivere una
storia ambientata a Tokyo per la Casa delle idee senza Silver Samurai nella trama. Anche
se l’apparizione più gustosa resta senza ombra di dubbio l’entrata in scena
della letale Lady Bullseye.

Anche la Morte è una signora vestita di nero no?

Versione femminile di Bullseye, fermi! So cosa state
pensando, di norma questa tipologia di personaggi femminili derivati da un
collega maschio più famoso sono tristi perché pensati a tavolino, ma Lady
Bullseye creata da quel genietto di Ed Brubaker durante il suo bellissimo ciclo
di storie sulle pagine di “Daredevil” è una gustosa eccezione, infatti è letale come
Bullseye di cui ha gli stessi poteri (può uccidere chiunque trasformando
qualunque oggetto in una letale arma da lancio che non mancherà mai il
bersaglio), aggiungendo quel tocco orientale che la rende una sorta di
Marveliana “Lady Snowblood” che per lo meno in questa serie, può uccidere chi
gli pare senza problemi di censura.

Ninja e SIMMIE, sul serio con due episodi in meno questa serie sarebbe stata perfetta.

Se devo essere onesto, ho trovato M.O.D.O.K. due o tre
spanne sopra, perché almeno quella serie gestiva un cattivo come protagonista
senza snaturarlo (veeeeeero Loki?), “Hit-Monkey”
invece si muove su binari più canonici, l’ottavo episodio prima della doppia
puntata finale, racconta il tentativo di ritorno a casa dei due protagonisti,
quindi siamo in territori piuttosto classici, ma tutto sommato mi sono “bevuto”
questa serie con una velocità irrisoria. Voi mettete una scimmia nella vostra
serie disponibile su Disney+ ed io risponderò sempre presente, figuriamoci se
poi quella scimmia porta avanti la gloriosa tradizione delle SIMMIE con mitra!

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