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Hitman – Agent 47 (2015): Morto che parla

Non sono mai
stato un grande giocatore di videogame da console, anche se so che là fuori c’è
una selva di appassionati in attesa di vedere Fassbender avvolto nel lenzuolo
di “Assassin Creed”, non so bene come il film “Hitman” sia stato accolto, da
quel poco che ricordo non molto bene, ma per tutti i videogiocatori (e non) là
fuori… Sappiate che hanno fatto un sequel! Il 2, che nella smorfia Napoletana
equivale a “La bambina”.

“Hitman” è
evidentemente uno di quei titoli che si vuole sfruttare a tutti i costi
facendoci sopra un film, il primo a farlo è stato quel panzerotto di Luc Besson
che strappò i diritti a Uwe Boll… Se chiedete a me, avrei voluto vedere quei
due fare un match di boxe per i diritti del film, avrebbe vinto Uwe, ma facile
proprio. Nel primo film il sicario era Timothy Olyphant, che era la scelta di
ripiego dopo che Vincenzo Gasolio ha risposto picche. Quindi, Luc Besson è “79”
(il Ladro) perché si è fregato i diritti, mentre Uwe Boll è “23” (lo scemo) perché
se li è fatti fregare… E perché ha diretto “House of the Dead”.
Personalmente
di quel film ricordo poco o nulla, ricordo che Timoteo Olifante sa sempre il
fatto suo quando si tratta di fare il duro, ma per il resto… Mi sarà piaciuto
almeno? A giudicare dal fatto che non ne conservo memoria penso di no.



La macchina che arriva da destra ha la precedenza di morire, dopodichè transita l’auto che arriva da sinistra, a cui sparerò nel serbatoio…
Per i casi
della vita, la Fox qualche tempo fa provò a rilanciare il franchise chiamando
Paolo Camminatore, ma la star di Fast & Furious ha dovuto declinare, perché
come sapete aveva un precedente impegno con il destino (Ciao Paul). Alla fine
nel Mambo Jumbo dei nomi, la Fox ha pescato Rupert Friend per la parte del
sicario “Diversamente capellone” e Zachary “L’altro Spock” Quinto nella parte della semi-Star
del film, tanto questo è un “47” (morto che parla), lui è quinto ad ognuno il
numero che si merita a chi tocca non s’ingrugna… “5” (la mano) Toh!
Non so come
mai, ma ho sempre pensato che questo sequel fosse un DTV particolarmente
curato, invece ho scoperto che a Yankeelandia è uscito anche in sala… Il che
forse è il commento migliore che potrò mai fare su questo film.
La voce off nell’inizio ci spiega che gli “Hitman” sono sicari creati geneticamente per
essere infallibili, nati con il codice a barre sulla nuca, come se fossero
prodotti dell’Esselunga. Katia van Dees (Hannah Ware….. “78” La bella figliuola)
è la figlia del Dr. Litvenko (Il capo dei Bruti di Giocotrono) il creatore dei
sicari, sulle sue piste si mette proprio l’agente 47 (Rupert Friend) e un umano
di nome ehm… John Smith (Zachary Quinto) a questo punto dovrei farvi la
citazione e dire: “Si trattava solo di vedere quale dei due lo avrebbe trovato
per primo”.



Secondo estratto numero Cinque, sulla ruota di Vulcano.
L’ho fatta a
caso la citazione perché mi piace Terminator? Anche, ma soprattutto perché
“Hitman – Agent 47” sembra una rivisitazione sulla classica struttura del film
di James Cameron, se non altro, introdurre un personaggio “buono” dovrebbe
aiutare lo spettatore ad immedesimarsi e il sicario a risultare più cazzuto e
carismatico, senza la responsabilità di dover essere protagonista di tutte le
scene. Inoltre, il film ha una preoccupante propensione a portare in
scena momenti particolarmente tamarri, trovate sopra le righe che di solito
mettono a dura prova l’eco delle sale cinematografiche, quelle
scene che mentre le guardi sul grande schermo, improvvisamente senti l’eco che
fa: “…Azzata!”, “…’zzata!”.



“Che occhi grandi che hai” , “Hai lo zoom del mirino al massimo…”.
Rupert Friend
(amico!) sembra un Holligan che si è messo il completo della domenica per
andare a pranzo dalla nonna, l’ho guardato bene, per convincermi che non
fosse Orlando “Palo” Bloom, anche se di suo porta la fissità tipica del
cadavere, che però ogni tanto parla, questo spiega il 47 che gli è stato
assegnato. Potete giocarvelo su tutte le ruote che volete.
Il film è
talmente orientato a somigliare a Terminator, che abbiamo anche una scena in
cui l’inarrestabile sicario si libera e scatena il panico in una stazione di
polizia, ma se nel film di Cameron il T-800 seminava morte senza che gli agenti
potessero veramente fare nulla, qui sono i poliziotti stessi ad aiutarlo,
quando li ho visti portare il fucile da cecchino nella sala degli interrogatori
(“24” Le guardie), mi era già partito il FACCIAPALMO. Infatti, l’agente 47 si
libera con la prima di tante scene che prevedono qualcosa che svolazza e
qualcuno che si muove a rallentatore, dopo “Matrix” come dice il Saggio, “Dal
1999 il mondo non è più lo stesso”.



I chiropratici in sala si alzano in piedi per applaudire.
L’unica novità che interrompe un pò la routine è un curioso cambio di fronte di uno dei personaggi, non vorrei
entrare troppo nel dettaglio, perché si tratta davvero dell’unico colpo di
scena del film (anche se di fatto non è altro che un pescare a piena mani da
Terminator 2 e se ci pensate non è nemmeno poi così difficile da anticipare),
eppure, il twist coincide proprio con il momento esatto in cui il film perde
quasi totalmente interesse. “40” (la noia).
Ad un certo
punto tutti iniziano a saltare, a sfoggiare super poteri e a
muoversi a rallentatore, possibilmente a mezz’aria, in un sacco di momenti il
mio cervello (bruciato) di cinefilo, mi ha regalato un sacco di dejà vù di
“Resident Evil”, valutate voi se questa è una cosa buona o no.



“Tranquilla, ho bevuto un filtro…”.
Il film usa parecchio del reparto coreografie, anche se dovete digerire il fatto che il protagonista, impugnando un’automatica in ogni mano, riesca comunque a ricaricare (le rare volte in cui lo fa) e che i suoi avversari, sembrino tutti orientati a buttarsi contro le sue pallottole entrando in scena nel modo più spettacolare possibile, come se in un’altra vita, li attenda un Valhalla, ma solo se moriranno lanciandosi nel vuoto nel modo più stiloso possibile.
Capisco anche
perché vengano prodotti questi film, con un trailer ruffiano che butta
dentro tutte le scene più spettacolari, puoi calamitare il pubblico, inoltre,
il titolo attira tutti i videogiocatori, il risultato, però, è un filmetto moscio,
personalmente dopo un po’ le sparatorie in cui il protagonista esce sempre
illeso, mi sembrano plastica, quindi, non sono nemmeno divertenti. Ovviamente, non mancano le solite pippe sul libero arbitrio e robe varie. Ribadisco:
per la seconda metà del film mi sembrava di guardare “Resident Evil” senza la
regia incontenibile (e incontinente) di Paul W. S. Anderson e le gambe
chilometriche di Milla Jovovich… “77” (le gambe delle donne). Dopo questa la
smetto di dare i numeri e spero nella cinquina vincente.
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