Home » Recensioni » Home – A casa: L’Invasione degli Ultracorti

Home – A casa: L’Invasione degli Ultracorti

Quanti film avete visto nella vostra vita in cui un
bambino (umano) faceva amicizia con un tenero alieno venuto sulla Terra? Prima
di rispondere sappiate che “Home – A casa” è un film d’animazione della
Dreamworks, casa di produzione fondata dal massimo responsabile di teneri esuli
alieni, ovvero Steven Spielberg. Bene, cosa cambia alla solita equazione questa
volta? Un piccolo dettaglio, ovvero che gli alieni vengono in visita sulla Terra sì, ma solo dopo aver trovato una nuova location alla razza umana.

I Boov, sono gli alieni più fifoni della galassia, la
loro tattica principale per sfuggire alle grinfie dei loro nemici, i temibili Gorg,
è quella di trasferirsi in massa su un nuovo pianeta, nel tentativo di far perdere
le proprie tracce agli inseguitori, infatti il film si apre con una bellissima
scena di trasloco intergalattico. Mentre tutti gli umani vengono trasferiti in
massa, i Boov utilizzano le loro astronavi (curiosamente a forma di palloncino)
per reclamare il Pianeta. L’inizio è spassoso, come ad esempio quando vediamo i
cortissimi Boov, archiviare come inutili la maggior parte degli oggetti umani
che risultano inutilizzabili con le loro zampette (o forse dovrei dire
tentacoli) corte, i primi ad essere sacrificati sono le biciclette e le tazze
del Water…
I precisissimi e omologati Boov, hanno ovviamente un
outsider, tanto buffo quanto casinista, il suo nome è Oh (la genesi del suo
nome è una gag mica male), doppiato in originale da Jim Parson (lo Sheldon di
The Big bang Theory). Il casinaro spaziale crede ciecamente nel leader dei
Boov, l’egocentrico Capitano Smek (in patria ha la voce di Steve Martin), ma ha
qualche difficoltà a trovare degli amici e per un piccolo problema di invio
mail per la sua festa, aggiorna i malvagi Gorg sulla nuova casa della sua
razza. Seguirà un grosso fuggi fuggi generale…
Vi avevo promesso un bambino che fa amicizia con l’alieno,
in questo caso specifico si tratta di una ragazzina originaria dell’Honduras di
nome Tip (doppiata da Rihanna. Storia vera) alla ricerca di “Mia mamma” che in
originale ha la voce di Jennifer Lopez (Storia vera secondo estratto).

Campo e controcampo della piaga sociale meglio nota come Selfie.

L’inizio di “Home” era promettente, ho apprezzato l’idea
che i Boov cambiassero colore come dei camaleonti a seconda dei sentimenti che
provano. Diventano blu quando sono tristi, verdi quando mentono, gialli quando
hanno paura e rossi quando si arrabbiano, in compenso normalmente sono viola
chiaro come le mucche della cioccolata.

Il livello dell’animazione è molto buono, il film utilizza
la tecnologia Apollo, la stessa usata dalla Dreamworks per il film “Dragon
Trainer 2”, in pratica i designer possono disegnare e animare i singoli
personaggi direttamente sulla tablet che utilizzano, il risultato offre una
fluidità di movimenti che risulta anche nella pellicola finita. Per fare un
esempio basta guardare il gatto (con il curioso nome di Pig): dal punto di
vista della storia è perfettamente inutile, ma a livello di CG è una gioia per
gli occhi e immagino anche per chi si occupa di merchandising.

Fatti pure un sonnellino micione, tanto la trama va avanti anche senza di te…

Personalmente, a livello di character design, i
personaggi che mi hanno mandato fuori di testa sono stati i Gorg. Se i Boov
sembrano l’omino tondo della storiella (hanno astronavi tonde, dormono in un
letto tondo etc..) i Gorg hanno un’aggressiva forma triangolare, le loro
astronavi sono appuntite macchine da guerra, persino i caschi sembrano degli
affilati elmi medioevali, il colpo di genio sono gli spuntoni sulla spalle
delle loro armature, in cui sono incastrati piccoli crani alieni, nemmeno fossero
una versione animata di Predator.

Uno Spin-off sui Gorg, lo voglio…. Ora!

Ecco, purtroppo “Home – a casa” non è tutto pesche e
crema. Superato l’inizio che introduce tutti i personaggi, il film si assesta
sul rapporto di amicizia tra Oh e Tip (Cip! Buuf! Volevo fare due onomatopee
anche io…), vediamo i due diventare amici ed imparare a fidarsi uno dell’altro.

Su questo il regista Tim Johnson (autore di “Z la
formica”, quindi direi che questo non è il suo primo rodeo) piazza i
messaggi educativi di integrazione (fate ciao ciao a Salvini con il tentacolino…),
in cui due emarginati cercano i loro cari e più semplicemente il loro posto nel
mondo. Gli omologatissimi Boov poi sono l’assist perfetto per mandare il più
classico dei “Pensate con la vostra testa e non seguite la massa”, messaggio
universale che mi trova sempre d’accordo, anche perché risulta buono per tutte
le stagioni.

“Tutti quelli color pastello facciano un passo avanti”

Malgrado tutti questi bei propositi, la sceneggiatura è
spoglia e minimale, per gran parte del minutaggio sembra solo un frenetico “Corri
dal punto A al punto B” che serve più che altro a fare sfoggio della bella CG.
Se avete più di sei anni, ci metterete circa quattro secondi a capire le vere
motivazioni dei Gorg.

Le cose che mi hanno urtato principalmente sono state
due: la prima, il fatto che l’idea “Rapimento
Alieno” al contrario, viene sfruttata solo nei primi minuti del film, per poi essere
accantonata.
Gli Ultracorpi di Siegel e Kaufman ti sostituivano al
fine di prendere il tuo posto, gli Ultracorti di questo film ti ricollocano
fino a nuovo ordine, idea brillante con tanti possibili utilizzi che purtroppo
si consuma prematuramente in pochi minuti.

Sì, perché il film sembra più orientato a fare sfoggio
della sua agghiacciante colonna sonora che altro. Ora, io non sono un fautore
dei film Canterini (tipo “Frozen” per capirci, Brrrrr…), ma raramente ricordo
un film per bambini con una colonna sonora così fuori fuoco. I pezzi a mio
avviso eccessivamente moderni, hanno l’infame caratteristica di partire
completamente a caso nel corso del film, risultando fuori luogo per le scene a
cui sono stati associati. Dico solo che uno dei tanti inseguimenti ha come base
audio un pezzaccio tamarrissimo che ti aspetteresti uscire dai finestrini
abbassati di qualche auto zarra, piuttosto che in un film per bambini. Guarda
caso nella colonna sonora ci sono pezzi di Rihanna e di Jennifer Lopez, ma
quello non era nemmeno quotato alla SNAI.

“Ho messo il CD della colonna sonora da ascoltare durante il viaggio, sei contenta?”

In generale mi è sembrato un film più interessato a
far evolvere la tecnologia a disposizione, in modo da poter competere con le
altre grandi case di produzione e un tentativo per dare materiale da
sfruttare al reparto marketing della Dreamworks. D’altra parte i Pinguini di
Madagascar iniziano ad avere la loro bella età e bisogna rispondere in qualche
modo allo strapotere dei Minions della Illumination Entertainment, in questo
senso i Boov sembrano più un’operazione commerciale che altro.

I ragazzi del reparto Marketing si sono già messi all’opera.

Personalmente, per tutto il tempo del film ho fatto il
tifo per i Gorg, più fighi, più stilosi, decisamente più originali nel design
e soprattutto non responsabili di diffondere nella galassia musica urticante. Confesso di essere sempre stato fin da
bambino uno con gusti tendenti al macabro andante, d’altra parte il mio film
con alieni in visita sulla Terra preferito è “La Cosa” (o al massimo “Starman”).
mica “E.T.”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Watchmen (2009): Terry Gilliam ha sempre ragione

    Dev’esserci un modo per uscire di qui, disse il pagliaccio Cassidy al ladro. C’è troppa confusione, non riesco ad avere un attimo di pace se non affronto questo film (quasi-cit.). Al pari [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing