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Honeymoon: A volte una felice convivenza è meglio

Se lavorassi
per la “Ciak”, rivista che una volta un Genio definì “Un ottima rivista da
sfogliare quando vai a cagare” (Ciao Dr.Edo), dovrei urlare ai quattro venti
che esiste una nuova tendenza nel cinema Horror, il 2015 è l’anno delle donne
regista!

Ora, io non
sono uno di quelli che pensa “Kathryn Bigelow dirige come un uomo”, penso solo
che Kathryn Bigelow diriga da DIO, e non sono nemmeno uno di quelli che pensa
che una rondine fa Primavera, o che un pinguino faccia Inverno, in generale io
NON sono uno che pensa, no giusto per togliere ogni dubbio…



Nell’Horror
contemporaneo, qualche donna regista si trova, non credo che tutte siano
garanzia di qualità, tipo le sorelle Soska, più simpatiche che davvero brave, ma
mi è andata (Molto) bene ad esempio con Jennifer Kent e il suo The Babadook,
ed ora che ho visto questo “Honeymoon” posso dire che la giovane Leigh Janiak,
è una da tenere d’occhio, sa il fatto suo la ragazza.
Di fatto
Honeymoon ha una trama molto semplice, talmente semplice che persino io posso
riassumerla in poche righe:
Bea e Paul si
sono sposati, e come il titolo potrebbe far intuire, vanno in luna di miele
nella casa di famiglia di lei, uno chalet nel bosco in prossimità di un lago.
Poiché questo è un film Horror rifugiarsi ne La Casa, o se preferite,
rifugiarsi in Quella Casa nel Bosco, potrebbe non essere una grande idea…ecco
appunto.
I due giovani
si amano, si amano forte, ogni volta che si guardano volano i cuoricini e si
accoppiano come mufloni Afghani si, però tenerissimi, gli uccellini cantano e
l’amore trionfa. Paul è interpretato da uno che somiglia a Luke Treadaway,
infatti è suo fratello gemello di nome Harry Treadaway. Bea è una rossina
carina che somiglia alla rossa Bruta di “Game of Thrones”, infatti è Rose
Leslie, la rossa Bruta di “Game of Thrones”, visto? A volte la vita è molto
semplice.
Voglio il divorzio Jon Snow.
Strano che una
regista americana abbia scelto due attori Inglesi, per poi farli recitare con
l’accento Yankee, strano ma nemmeno più di tanto, anche perché i due sono
davvero bravi, e se sento ancora qualcuno dire che gli Inglesi hanno quattro
attori in croce, che compaiono a rotazione in film e telefilm, si vero, ma noi
quanti ne abbiamo? E cosa gli facciamo fare? Lo so cosa state per dire, state
per dire…TONI SERVILLO, ok, ma non basta come strategia difensiva.
In tutta la
prima parte del film, i due British, passano tutto il tempo a fare la coppia
innamorata, la fanno così bene, che TUTTO il film si basa si questo, sul loro
talento e le loro performance, con il passare dei minuti, la loro luna di miele
sprofonda in una nuvola di ambiguità e paranoia, non succede poi molto, ma
succede molto bene, il romanticismo lascia il passo ad un Horror sempre più
manifesto, si passa da atmosfere quasi in stile Polansky (Dico “Rosemary’s
Baby” per fare un paragone, anche se qualitativamente siamo su due pianeti
diversi) per arrivare ad almeno un efficacissima scena di Body Horror in stile
Cronenberg (D’altra parte la casa in cui si trovano i due protagonisti è in
Canada), per arrivare ad un finale, che spiega poco ma dice parecchio, e che
funziona proprio perché con il passare dei minuti, ci siamo affezionati un po’
ai due protagonisti, senza due attori del genere, e senza una regista dalla
idee chiare, il film sarebbe stato una farsa, invece funziona e fa il suo
dovere.



Goditi il Pucci-Pucci finchè dura maritino…
Leigh Janiak
dimostra di sapere il fatto suo, non solo ha saputo selezionare il cast giusto,
ma ha saputo centellinare un budget molto basso, cosa sarà costato sto film? 10
Euro? Forse un po’ di più, ma poco, ha pochi soldi vero, e forse anche poche
idee, ma da quelle poche idee riesce a cavare fuori il meglio.

Mi sembra il
classico Horror che possono apprezzare solo quelli che guardano tanti Horror,
un film che può annoiare il pubblico generalista che vuole gli sbudellamenti
facili stile Saw o i Jump Scare beceri di filmastri troppo pubblicizzati.
Quindi consigliatelo, ma alle persone giuste, intanto teniamo d’occhio Leigh
Janiak, vediamo cosa ci riserverà per il futuro…
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