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Hot Shots! 2 (1993): parodia, e sei il protagonista!

Arriva il momento in cui bisogna alzare lo sguardo, armarsi di attrezzatura da scalata e affrontare la parete di roccia più impervia, il picco più alto, in questo caso della comicità, gasati dalle musiche del Maestro Poledouris in cuffia puntiamo all’attico come King Kong, oggi scaliamo l’Everest della comicità americana, oggi festeggiamo il compleanno di “Hot Shots! Part Deux”.

Inutile girarci attorno, il primo Hot Shots! è stato una pietra miliare che con il suo successo si chiamava a gran voce un secondo capitolo, uno che avrebbe dovuto rispettare la regola aurea dei seguiti: uguale al primo ma di più! Il mondo aveva ancora bisogno di Topper Harley e Jim Abrahams era pronto a dargli il top del top.

Assieme al Maestro Mel Brooks, il trio Zucker-Abrahams-Zucker ha portato le parodie cinematografiche nell’empireo, la distinzione tra le due tipologie di commedia è chiara, i film di ZAZ sono quasi sempre stati la versione extra lusso di quello che voi ed io, facciamo sul divano di casa guardando un brutto filmaccio con gli amici, uno di quelli pieno di momenti scemi, quello che io chiamo fare il “ridoppiaggio”, ovvero parlare sopra i personaggi attribuendo loro battute più divertenti delle menate scritte dal dialoghista, per film che tante volte si meritano solo lo sfottò oppure, che sono talmente belli che un’amorevole presa per i fondelli è a suo modo una dichiarazione di vera passione.

«Cassidy sei pronto a scrivere un post su Hot Shots 2?», «Sono nato pronto!»

Lo sanno anche i sassi che L’aereo più pazzo del mondo altro non è che “Zero Hour!” (1957) “ridoppiato” da ZAZ e trasformato in una leggendaria parodia piena di battute e momenti non-sense, che ha superato in popolarità l’originale, vi sfido a riguardarvi il film del 1957 senza ridere, ve lo dico, avete già perso in partenza. Con il primo Hot Shots! Il regista Jim Abrahams insieme al compare sceneggiatore del trio ZAZ, ovvero Pat Proft, avevano mandato a segno un altro classico che prendeva amorevolmente per il culo Top Gun, quasi una parodia scena per scena proprio come il loro folle aereo, solo ogni tanto “sporcata” dall’irruzione di momenti pescati da altri film altrettanto famosi, tipo che ne so, un po’ di Balla coi lupi ad esempio.

Per applicare alla lettera la regola aurea dei seguiti, Jim Abrahams e Pat Proft portano il livello di follia a undici come l’amplificatore degli Spinal Tap, era il 1993, la guerra del Golfo era appena terminata, la prima intendo, cioè, quella che è stata battezzata ufficialmente “Guerra del Golfo”, per distinguerla da tutte le altre volte in cui gli americani hanno utilizzato Saddam Hussein come scusa per arraffare del petrolio. La prima guerra dell’era moderna, ovviamente non l’ultima visto che con gli americani nella zona delle operazioni sarebbero abbondate, ma un momento buono per poterci scherzare su visto che tutto sommato, non era stato un altro Vietnam ma si era conclusa con una “vittoria”, almeno per l’opinione pubblica americana.

Hasta la vista Desert Storm!

Inoltre era sempre il 1993 (non è cambiato molto, da un paragrafo all’altro), il cinema d’azione americano era popolato di eroi di cassetta che però, si stavano sparando – letteralmente – gli ultimi colpi, il momento ideale per un film che potesse far ridere dell’ultima guerra Yankee e perfetto per fare il punto sul cinema d’azione muscolare americano degli anni ’80 e dei primissimi ’90, anche perché lo sappiamo come funziona, quando arrivano le parodie, quello è il momento in cui il genere deve appendere l’M16 al chiodo, alla fine è successo anche per il Western degli anni ’70.

“Hot Shots! Part Deux” pesca dal meglio del meglio, visto che la guerra del Golfo (Part One) è stato un Vietnam senza lo stesso livello di drammatica gestione dei reduci, perché non pescare proprio il reduce del ‘Nam più famoso della storia del cinema e in particolare il suo film più politico? Topper Harley questa volta è in versione John Rambo, pescando la sua entrata in scena da Rambo III anche se la parte della barca arriva dal secondo capitolo, ma Jim Abrahams non si è fatto mancare nulla, ha pescato anche da Terminator 2, “sporcando” tutto con trovate prese da Basic Instinct, “Il mago di Oz”, “Apocalypse Now”, Star Wars e chi più ne ha più ne metta, perché se il primo film era un fuoco di fila di trovate non-sense, citazioni e gag geniali, il secondo capitolo alza l’asticella, portando il “bodycount” dei momenti di soffocamento da eccesso di risate a livello olimpionico e si supera, io non ho dubbi, “Hot Shots! 2” si mette la fascia rossa (sugli occhi) dei Classidy!

Basta l’inizio per mettere in chiaro chi è l’oggetto dello sfottò, Jerry Haleva nei panni del dittatore Saddam Hussein, tra sigari accesi con un mini pozzo di petrolio, aspirabriciole e segni del costume dettati dall’abbronzatura, sembra già una di quelle parodie belliche dedicate al nemico, non voglio scomodare Capitan America che smonta la mascella con un pugno ad Hitler, perché per nostra fortuna “Hot Shots! Part Deux” non si prende MAI così tanto sul serio. La squadra di salvataggio fatta prigioniera viene aggiunta alle altre squadre di salvataggio fatte a loro volta prigioniere e per salvare tutti, ci vuole il migliore dei migliori, il presidente ha bisogno di Topper Harley, ed ora l’inquilino della Casa Bianca è l’ex ammiraglio Thomas “Tug” Benson, nominato presidente per meriti comici manifestati nel capitolo precedente, infatti anche Lloyd Bridges qui si supera, nella parodia perfetta di George Bush padre, anche quando vomita addosso al primo ministro giapponese, sembra solo una gag invece era una storia vera

Come posso spiegarvi il livello di mito rappresentato dall’entrata in scena di Charlie Sheen qui? Mi gioco l’aneddoto personale, perché tanto che sia una parodia della vestizione di zio Sly in Rambo III lo sapete tutti: la Wing-woman quando si è portata a casa questo disperato noto alle forze dell’ordine come il vostro amichevole Cassidy di quartiere era consapevole a cosa andava incontro, la mia ossessione per le caramelle gommose è diventata una nostra gag da ben prima che lei vedesse (per colpa mia) per la prima volta “Hot Shots! 2”, quindi ancora oggi a casa Cassidy uno dei grandi classici resta: «Orsetti! Orsetti! Orsetti!» in cui mi esibisco quando mi compra le gommose (storia vera).

La singola gag più citata da Cassidy durante le sue giornate (storia vera)

Che poi altro non era che la presa per i fondelli all’omonima scena di Kickboxer, con le caramelle al posto dei vetri rotti, ma l’inizio di “Hot Shots! 2” è talmente micidiale che può permettersi tutto, anche Richard Crenna che, tra un panino “porcoso” e l’altro azzannato, qui rifà il verso al suo personaggio più famoso, il Samuel Trautman di Rambo

Quando chiedi un Kebab con tutto, ma proprio tutto!

Trovatemi un’altra parodia che ha osato così tanto! Ve ne dico un’altra? Siccome il cinema d’azione è proprio il DNA che Abrahams ha geneticamente modificato per creare questa meraviglia, basta dire che la colonna sonora del film è firmata dal compositore prediletto del padre nobile del cinema muscolare, ovvero John Milius. Provate ad ascoltarvi il tema composto da Basil Poledouris e poi ditemi se non sarebbe perfetto per un film “serio”, d’azione, pieno di epica e machismo. Ok, a parte la canzone dedicata a Ramada (… ah, Ramada!) quella con la fisarmonica, però quella serviva per rifare la scena di “Lilli e il vagabondo” (1955), quindi va bene così, hanno vinto!

Miglior bacio della storia del cinema? No, beh allora miglior citazione estemporanea.

Il problema con ZAZ, anche se rappresentati solo dalla “A” del trio come in questo caso, è non trasformare il post nella trascrizione dei momenti geniali del film, per quello abbiamo la sezione commenti, anche se una dovete concedermela: «Vedo che per te il dolore non è nuovo», «Sono stato sposato… Due volte!», bene andiamo avanti. Con il personaggio della bionda Brenda Bakke il film può giocarsi le trovate piccantine che fanno sempre ridere e le strizzate d’occhio ai film famosi di Paul Verhoeven, vi dico solo che ancora oggi, a trent’anni dall’uscita di questo capolavoro, quando al cinema vedo una scena smutandata (ormai sempre più rare) mi sento come l’autista della Limo e mi viene in mente un certa canzone delle Pointer sisters (storia vera).

Fate piano, pensate ai vicini!

Va detto che “Hot Shots! Part Deux” poteva ancora permettersi di giocarsi menate innocue come il trucco mimetico notturno per il sodato nero (che non gradisce) o i paracadutisti che urlano “Geronimo!” (… Presente!), ma dove il film risulta davvero geniale è nel suo modo, nemmeno sottile ma comunque brillante di infrangere costantemente la quarta parete in un tripudio di gag e citazioni che trasformano il film un frullatore di genio, fateci caso, la scena della barca parte come strizzata d’occhio a Rambo 2, ma siccome Charlie Sheen era stato un soldato nel Vietnam cinematografico per Oliver Stone è quasi automatico che incontri suo padre, altro reduce del Vietnam al cinema per Coppola e i due incrociandosi cosa possono dirsi se non: «Sei stato grande in Wall Street!», solo applausi.

Cos’è il genio? Beh, probabilmente questo.

Vorrei stare qui a sottolineare come sia spassosa la scena del “Bodycount” che pareggia e supera con quello dei grandi film d’azione degli anni ’80 e ’90 ma proferisco farvi un esempio concreto, divertente la scena della gallina usata come freccia, ma l’avete mai capita, nel senso il genio che ci sta dietro? Facciamo un passo indietro, torniamo al massacro di Rambo 2, nel capolavoro di George Pan Cosmatos prima che Rambo faccia esplodere il soldato con la freccia esplosiva, si vede una gallina tra le capanne, il regista gli dedica un’inquadratura, non l’avevo mai notata prima di vedere “Hot Shots! 2” o meglio, l’avevo vista senza dargli il giusto peso.

Se il cinema ti dà galline…

Quello che invece dal loro ideale divano del ridoppiaggio ZAZ deve aver colto subito (la prova che loro sono dei geni ed io solo il loro umile narratore entusiasta), io me li vedo dire: «Ora gli tira anche la gallina!» ed ecco qui come nasce l’umorismo, dopo la gallina-freccia, rivedere il pennuto nel film di Cosmatos non sarà mai più la stessa cosa.

…Tu trasformale in frecce esplosive!

Ora potrei stare qui a tediarvi con la brillante apparizione di Rowan Atkinson o sottolineando che Valeria Golino qui offre la sua prova migliore di sempre, ma quello che mi sta davvero a cuore e parlarvi di un mito vero, Miguel Ferrer l’ideale papà e creatore di Robocop, che qui regala il mio personaggio preferito dal film, il comandante Arvid Harbinger, il codardo che ritrova la gioia di vivere  (dopo aver riempito il fazzoletto di Topper) in quella che è la migliore presa per i fondelli alla cultura bellica dei film americani. Voi non avete idea delle risate che mi sono fatto davanti alla sua «War! It’s fantastic!» resa in maniera geniale dall’adattamento italiano con «Guerra, e sei il protagonista» che ho voluto omaggiare nel titolo del post, ma vi lancio la sfida, provate a controllare quante volte qui sulla Bara ho citato quella frase, vi assicuro che ci perderete la testa perché è una delle battute che fanno parte delle mie “citazioni involontarie”, quelle che si usano durante i normali dialoghi quotidiani.

La singola gag più citata da Cassidy nei post della Bara o giù di lì (storia vera)

Insomma per me questo film ha un quitale di cuore e dieci tonnellate di cervello, dentro al suo ritmo forsennato e il suo fuoco di fila di battute mitiche ci sta il punto più alto dell’arte della parodia cinematografica americana, trent’anni fa a guardia dei brutti film e per sfottere amorevolmente quelli belli, avevamo Jim Abrahams e titoli come questo capolavoro, con la fine dell’era delle parodie ci abbiamo perso tutti, visto che ormai, senza nessun collega a prenderli per i fondelli, i film si sono trasformati in auto parodie, in trent’anni siamo passati dal genio di Jim Abrahams alla fregatura di GIEI GIEI Abrams, cognomi simili, risultati molto diversi. Quindi oggi, non solo ho omaggiato uno dei miei Classidy del cuore, ma ho anche dato due schiaffoni a GIEI GIEI, gran giornata: parodia, e sei il protagonista!

Sepolto in precedenza venerdì 24 novembre 2023

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