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Howard il Papero – Ma che quackio…?!: Chi ha un becco ed è il più folle degli eroi Marvel?

Prima di Tommy
Monaghan
protagonista di “Hitman” di Garth Ennis, prima di “Marshal Law”
di Pat Mills e Kevin O’Neill, prima ancora del ratto di Leo Ortolani, c’era solo un personaggio che si poteva
permettere di prendere a pesci in faccia i super eroi, la politica, le
idiosincrasie dei nostri tempi e, allo stesso tempo, candidarsi come Presidente
degli Stati Uniti d’America (storia vera! Ma vera sul serio!), quel personaggio
era Howard il Papero!

Senza ombra di
dubbio, il personaggio più bizzarro di tutta la Marvel Comics, un vero culto
creato nel dicembre del 1973 da Steve Gerber e Val Mayerik, pubblicato per la
prima volta sul numero 19 di “Adventure into Fear”, originario di New
Stork City e, più in generale, del pianeta Duckworld, Howard è finito sulla Terra per un incantesimo extra dimensionale dell’Uomo Cosa, da allora è
incastrato qui con noi “Scimmie glabre”, come ci chiama lui.



Un papero con sigaro e ghette, un roba possibile solo negli anni ’70.

Incallito
fumatore di sigari, piume, caratteraccio e battuta sempre pronta, Howard è un
maestro di Quack-Fu, unico papero su un pianeta di umani, che è quasi costato
alla Marvel Comics una causa (milionaria) di plagio con la Disney, per un loro
certo papero dal brutto carattere che potreste anche conoscere. Finita a
tarallucci e vino, semplicemente facendo indossare i pantaloni ad Howard in
ogni vignetta (storia vera!).



Se siete della
mia leva, lo ricorderete anche per il mattissimo film del 1986 “Howard e il
destino del mondo” (prossimamente su questi schermi) e, più recentemente, per la
sua comparsata nella scena dopo i titoli di coda di Guardiani della Galassia.



Ora sapete chi era quel pennuto avvistato dopo i titoli di coda.
Ma come sta
accadendo a molti personaggi Marvel, anche ad Howard tocca la cura di rilancio
targata All-New Marvel NOW! il team creativo dietro a questo primo ciclo,
intitolato con malcelato genio “Ma che quackio…?!”, è composto dai testi di Chip
Zdarsky, canadese sotto pseudonimo, già autore della serie “Sex Criminals”
(insieme a Matt Fraction) e dagli ottimi disegni di Joe Quinones.
Non serve
sapere molto del personaggio o delle recenti svolte dei fumetti Marvel, perché Howard,
squattrinato Detective privato che opera a New York, rappresenta il punto di
vista dell’uomo (o dovrei dire del papero?) medio in un mondo e una città
strapiena di supereroi, basta dire che nello stesso palazzo dove si trova il
suo ufficio, c’è anche lo studio legale dell’avvocato Jennifer Walters, ovvero She-Hulk.



Nell’universo Marvel puoi avere come vicini di casa, un papero oppure la cugina di Hulk.
Ingaggiato per
recuperare un (apparentemente) anonimo ciondolo finito tra gli artigli della
ladra professionista Felicia Hardy (la gatta nera), Howard fa la conoscenza di
una giovane ragazza di nome Tara, tatuatrice professionista con cui formerà una
stramba coppia dalla grandi potenzialità e dai metodi del tutto NON ortodossi.
L’indagine si
farà sempre più incasinata, tra viaggi lisergici con il Dottor Strange
(prezzemolino di casa Marvel, ormai lo ficcano come ospite in tutti i fumetti), la terribile (e lentissima) minaccia di
un gruppo di vecchietti rapinatori e quella di un potente artefatto
mistico rappresentato da una gemma di inaudita potenza. Voi direte: “Il guanto dell’infinito”. Sbagliato! La sua versione meno famosa, chiamata guanto dell’abbondanza, questo
giusto per farvi capire l’andazzo di tutta la storia.


Chi lo dice a Thanos adesso…
Chip Zdarsky
ci dà dentro con l’umorismo, mandando a segno alcune battute davvero spassose,
ad esempio, ho adorato la trovata di utilizzare le vignette che specificano in
quale numero di quale serie è accaduto l’evento di cui sta parlando il
protagonista (una normalità nei fumetti Marvel sottoposti alla ferrea
continuity) in maniera del tutto irridente e comica, Zdarsky s’inventa una
serie di fumetti mai esistiti, con date impossibili (anche dal futuro!) che
fanno ridere già solo per gli impossibili titoli.



Dedicata agli amanti delle “Duck lips”.
Temevo che un
autore a secco di fumetti Marvel, si trovasse in difficoltà a gestire tutti
questi personaggi, in realtà Zdarsky dimostra di aver fatto i compiti, ricordandosi
di una vecchissima (e completamente folle) storia dei “Fantastici Quattro” che
non posso rivelarvi per non rovinarvi la lettura, ma come indizio posso dirvi
che probabilmente non è molto amata dai Vegani (occhiolino, occhiolino).



Forse la gag
più divertente in assoluto è quella che Zdarsky s’inventa per il personaggio
dell’Uomo Ragno, una trovata che mi ha fatto spanciare dalla risate,
ottenuta semplicemente esasperando una caratteristica tipica del personaggio
(la sua propensione all’auto commiserazione) che qui viene portata all’estremo
con risultati davvero comici.



It’s been a bad day (please don’t take picture).
Il risultato è
una lettura spassosa, che fa sinceramente ridere, disegnate in maniera
splendida da Joe Quinones, che con il suo tratto tondo e fumettistico risulta
davvero perfetto per il personaggio.
Chicca
aggiuntiva: le brevi storie che fanno da contorno, presentate tra un capitolo e
l ‘altro, alcune davvero gustose, come il processo tra Howard, schierato contro
Luke Cage e Pugno d’Acciaio, per l’utilizzo del nome “Eroi in vendita”, uno
spasso disegnato dal grande Rob Guillory, il disegnatore di Chew.



Signori di Netflix? Abbiamo un problema per la vostra serie su Luke Cage.
Insomma, era
ora che la Marvel decidesse di puntare sul suo personaggio più folle e di
culto, ne è valsa la pena aspettare e spero vivamente di leggere altre storie
di questo livello, chissà che prima o poi tra i tanti film Marvel pianificati
per il futuro, un giorno non ne vedremo anche uno su Howard il papero, intendo
uno bello! Non quello del 1986!
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