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Human Resources – Stagione 1 (2022): il frutto di una notte di sesso tra Big Mouth e The Office

Ormai Big Mouth è
una delle serie di punta di Netflix e dopo aver introdotto i “love bugs”, gli
insetti dei sentimenti nella quarta stagione della serie creata dal comico Nick Kroll, ora arriva uno spin-off
anche per Maury, Connie e compagni.

“Human Resources” è un titolo ben poco “sexy” ammettiamolo,
però rende bene l’idea visto che i love bugs, i demoni degli ormoni
l’esilarante demone del bisogno, l’angelo della dipendenza o il Gremlin
dell’ambizione e tutte le variopinte creature che popolano l’ufficio dove si
svolgono gli eventi, sono tutti al servizio dei loro rispettivi umani, a metà
tra le solite trovate comiche (e sboccacciate) tipiche di “Big Mouth” e la
comicità da ufficio alla “The Office”, tanto che nel primo episodio, in una
delle tante sortite metanarrative dei personaggi, la serie ci viene “venduta”
proprio così.

Come se una donna incinta non avesse già abbastanza problemi.

Il rischio era quello di inflazionare una formula che per le
prime quattro stagioni di Big Mouth ha funzionato alla grande, il classico “Il
troppo stroppia” problema che “Human Resources” evita in maniera brillante
perché i dieci episodi della prima stagione filano via alla grande, con la
solita irriverenza a cui la serie di Nick Kroll ci ha abituati.

I nuovi protagonisti che popolano l’ufficio si conquistato
presto le attenzioni del pubblico e sono ben supportati dalle vecchie glorie
della serie, che non si limitano ad apparizioni lampo, ma sono parte integrante
delle trame, quindi troverà spazio il mostro della vergogna Lionel (doppiato da
David Thewlis) alle prese con un edipo irrisolto con sua madre, ma anche il
mitico Maury (Nick Kroll) sarà una presenza fissa insieme alla mia preferita,
Connie (Maya Rudolph) che in ogni incarnazione di questa serie ruba la scena.

Connie è sempre la numero uno, guardate che stile!

“Human Resources” è
ambientata tra gli uffici dell’azienda che regola il lavoro di tutte le varie
creature all’interno del nostro corpicino, i nuovi acquisti risultano subito
personaggi interessanti, come la nuova recluta del reparto dei love bugs ovvero
Emmy (doppiata da Aidy Bryant, da tempo eroina del Saturday Night Live), una
che preferisce far serata piuttosto che impegnarsi nel suo nuovo lavoro, a
differenza del pedante Peter (Randall Park) un uomo-roccia che incarna il lato
più logico di tutti noi, insomma l’esatto opposto del più attraente Dante
(doppiato da Hugh Jackman), l’angelo della dipendenza con cui Emmy ha un
rapporto beh, molto stretto.

Altro che Wolverine, Ugo Uomogiacomo è diventato Arcangelo!

La nostra Emmy si ritrova presto assegnata alla partoriente
Becca, quindi se Big Mouth è più che
altro un romanzo di formazione con molte più parolacce e trovate sessuali
esplicite, “Human Resources” riesce ad ampliare un po’ lo spettro d’azione
potendo permettersi episodi anche toccanti (… non nel senso Andrew Glouberman
del termine!) come la puntata 1×09 tutta incentrata sul brutto del lutto, perché
la serie creata da Nick Kroll continua a trovare il modo di parlare anche di
argomenti seri, in modo leggero ma non stupido, tanto di cappello.

Menzione speciale per la gag ricorrente sul tizio in fissa
con i Phoenix Suns della NBA, anche se la trovata comica più azzeccata è la
parodia di Rocky III (con chiari riferimenti anche al capitolo successivo)
ovviamente in versione “Big Mouth”, con Maury impegnato ad allenare il suo
piccolo Stallone. Se vi sembra una frase equivoca sappiate che sono un signore
rispetto alle trovate di “Human Resources”.

Vi metto un’immagine del brutto del lutto, perché se mettessi il Rocky visto qui, finirei censurato.

Insomma questa serie nata da una costola di “Big Mouth”
riesce a trovare il modo di rendere divertenti anche le risorse umane, senza
perdere un grammo della spregiudicata energia della serie madre, insomma per
una volta non sarà così tremendo andare in ufficio.

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