degli effetti del jet lag. Il texano rimbalza da un film per ragazzi ad
un suo progetto più “di genere”, senza lasciare indietro niente, non un video
diretto per Lady Gaga o un The Book of Boba Fett.
provvisorio al South by Southwest festival, si intitola “Hypnotic”, complice la
presenza nel ruolo di protagonista di Ben Affleck, il film è uscito anche in un
paio di cinema italiani e va detto, la strana accoppiata Affleck/Rodriguez è un antipasto
di un film che il regista con cappello da Cowboy ha dichiarato di sentire
parecchio, anche se forse l’ambizione lo ha un po’ divorato.
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| «Perché ti sei mascherato Robert? Sono io Batman, non tu» |
realtà oltre ad averlo diretto lo ha anche sceneggiato, inoltre va detto che alcuni elementi di “Hypnotic” sono immediatamente riconducibili al buon Roberto, malgrado la sua volontà sembri quella di andare a giocare nel campo di Hitchcock, anzi a dirla tutta proprio di Nolan, insomma ribadisco, i soggetti che Rodriguez sceglie mi lasciano più stordito del jet lag. Vi sparo un’infarinatura di sinossi ma mi terrò a distanza dalle svolte, quindi leggete tranquilli, non ci sono spoiler.
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| Tana per Christopher Rodriguez (o Robert Nolan) |
del poliziotto Daniel Rourke (Ben Affleck) la cui figlia è scomparsa in
circostanze misteriose mentre passavano insieme un pomeriggio al parco, da
allora il poliziotto cerca di alleviare il dolore della perdita con sedute di
terapia ed ipnosi. A questo aggiungete il lavoro, infatti Rourke è impegnato in
un’indagine su una serie di rapine in corso, una delle quali, piuttosto
articolata nell’andamento, che offre a Rodriguez la possibilità di dirigere una
sequenza di rapina in banca che va detto, funziona, anche se il fuoco della
scena non è tanto sul caveau da forzare, quanto sul mettere in chiaro al
pubblico che dietro alla rapina ci sia altro, quindi mi dispiace Robert, ma non
puoi iscriverti al club di registi che hanno fatto grande la settima arte
dirigendo signore scene di rapina.
Dietro a tutto, pare
esserci Dellrayne (William Fichtner), non sapendo più dove sbattere la testa e
in cerca di una pista, Rourke fa la conoscenza della sensitiva Diana Cruz (Alice
Braga), ed è qui che “Hypnotic” cala la maschera e si rivela per quello che è:
un film di spiegoni.
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| Keyser Söze? No Dellrayne. |
creare le regole del mondo in cui si muovono i suoi protagonisti, Rodriguez si
perde in un sacco di momenti espositivi, che servono ad introdurre i vari poteri
dei personaggi, frutto degli esperimenti della Divisione, un ramo segreto del
governo che ha creato persone dotate di poteri mentali speciali, insomma,
Robert Rodrigez ha provato a firmare il suo Scanners, peccato che come
detto, abbia mantenuto come Nord magnetico della sua opera, più Christopher
Nolan che i film di genere che hanno sempre reso sanguigno il suo cinema, quindi sotto con gli spiegoni!
Tra motociclisti e
colleghi poliziotti trasformati in burattini e macchine assassine senza volontà
dai poteri ipnotici, la storia prosegue spiegando, spiegando e rispiegando ogni
elemento, insomma in puro stile Nolan. Con la fifa di perdersi il pubblico Rodriguez
illustra il fondamentale – ai fini della trama e delle svolte – funzionamento
dei “trigger”, delle piste mentali, degli indizi in caso di reset completo
della memoria, che invece di ingolosire il pubblico lo ammazzano di parole. Anzi guardando il film mi è balzato in mente il sospetto, chissà se il regista ha avuto l’idea degli esperimenti, visto che lui stesso si è offerto volontario come cavia per finanziare il suo esordio alla regia (storia vera)?
Da cosa si capisce
che è un film di Rodriguez? Non di certo dal tono ingessato, il Texano ci ha
abituati a film ben più caciaroni, più che altro dalla trasferta in Messico, dalla
presenza nel cast di Alice Braga (di cui Rodriguez deve avere il numero di telefono in rubrica) e dal fatto che alla dogana si esibisca nel classico
numero alla Obi-Wan, questi non sono i droidi che state cercando. Abbiamo
capito Robert, sei ancora avvolto nelle spire del mondo di Guerre Stellari,
va bene, ci sta.
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| Foto a caso di Alice Braga per consolarci (anche se l’idea di casting di Rodriguez è ferma al 2010) |
procede a tappe, vai lì, parla con quello, permettendo ad un po’ di
caratteristi di farsi vedere, mi riferisco ad una piccola parte per Jackie Earle Haley, ed una ancora più piccola per Jeff Fahey, tutti nomi
che fa sempre piacere rivedere ma che qui davvero, timbrano il cartellino e
spariscono dalla storia, perché ad un certo punto, ad “Hypnotic” scappa tantissimo
di diventare un fantascientifico Giorno della Marmotta, con soluzioni
che dovrebbero intrigare il pubblico, ma a ben guardarle, sembrano solo un modo
per risparmiare sui set dove girare. Quando vedrete Affleck inseguito dai tizi
in giacca rossa vi sarà chiaro, pare di guardare uno che è scappato senza
pagare le birre che ha bevuto al Golf Club dove si era imbucato.
Il problema di “Hypnotic” è che banalmente, non ipnotizza (ah-ah), avrebbe di base anche una trama fatta
a scatole cinesi, che è il tipo di storia che al pubblico piace, perché nulla mi
toglie dalla testa che tanti spettatori, non vogliano capire niente della trama, anzi vogliano uscire dalla sala convinti di aver visto un film complicato,
compiaciuti di non averci capito un cazzo per dirla come direbbero ad Austin
nel Texas, anche se poi sono tutti spiegazione-dipendente. Insomma ad “Hypnotic”
un paio di riscritture avrebbero fatto comodo, ma anche un po’ di lavoro di
montaggio, perché proprio come Nolan, il buon Roberto invece di spiegare usando
il cinema, si dimentica della buona regola dello “show, don’t tell”. Il regista prima spiega per filo e per segno e poi al massimo porta
in scena gli eventi, così tanto che anche le rivelazioni, invece di manifestarsi davanti
al pubblico sorprenderlo, vengono spiegate a parole, anche quelle,
tutte! Anagrammi, indizi, trucchetti, tutto! Per questo lo ribadisco, le insicurezze
come narratore di Nolan ormai sono talmente state abbracciate da un pubblico
sempre più distratto da aver fatto scuola, ma nel modo peggiore possibile.
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| Indizi, tracce, pezzi del domino. Ci hai dato dentro con il simbolismo eh Robert? |
perché se l’idea di “Hypnotic” fosse venuta a Nolan, il film sarebbe durato tre
ore, Rodriguez invece riesce a rendere onore ai suoi trascorsi di regista di
genere quasi esclusivamente nel minutaggio, 94 minuti, anche se ormai quando un
film del 2023 dura meno di due ore, devi sospettare che sia successo qualcosa
di grave nel corso della produzione, perché quella che io chiamo “la durata
perfetta” ormai è un tabù per i film.
essere lo Scanners di Robert Rodriguez, che infatti si tiene aperta una
porticina per un potenziale seguito, con una micro scena durante i titoli di
coda (altro canone del cinema contemporaneo), invece sembra più un “Inception”
(2010) con alcuni dei suoi pregi, tutti i suoi difetti (gli spiegoni e il terrore
fottuto di perdersi il pubblico) ma senza il budget. Insomma Rodriguez ha
puntato in alto, ma il massimo che ha potuto ottenere è il perfetto film da
mandare in rotazione eterna sul palinsesto di Italia 1, con questo non voglio
denigrarlo, ma solo mettere in chiaro i suoi pregi e i suoi difetti.
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| Per lo meno qui i palazzi non si ripiegano su loro stessi, Rodriguez non ha il budget. |
in sala, altrimenti, quasi di sicuro tra un po’ di tempo in streaming e poi
fisso su Italia 1, voi comunque un’occhiatela dategliela, perché è il classico
film con trama che cambia in corsa e regole interne che di solito, trova
proseliti in una larga fetta di pubblico, solo che ribadisco, trovo strano il
modo in cui Rodriguez riesca a saltare di palo in frasca in questo modo all’interno
della stessa filmografia, chissà cosa si inventerà dopo il prossimo paio di
film per ragazzi che dirigerà per tornare all’interno della sua zona di sicurezza.









