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I Tre Caballeros – Ep.6×05 – Il Signore degli Anelli

Che vengano pure! Troveranno che qui alla Bara Volante ci sono ancora tre podcaster che respirano! Perché oggi puntata fiume, con un Francesco scatenato. Tutti insieme i Tre Caballeros in lungo e in largo lungo la Terra di Mezzo per un episodio dedicato alla trilogia de Il Signore degli Anelli!

Per la stagione numero sei torniamo alle vecchie abitudini, troverete il nuovo episodio tutti i venerdì sera sulle varie piattaforme e il giorno dopo, il sabato, qui sulla Bara, anzi a questo proposito vi ricordo che troverete i Tre Caballeros su YouTube, con il canale alla quale potete iscrivervi oppure con il nuovo episodio, anche qui sotto.

Se ci seguite su Spotify il canale non potete sbagliare, lo trovate cliccando fortissimo QUI. Se invece volete spararvi subito il nuovo episodio: eccolo!

Diteci la vostra sulla nuova puntata nei commenti o sui Social-Cosi della Bara Volante. Se volete suggerire qualche titolo per i prossimi episodi, come sempre sbizzarritevi e buon ascolto!

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  1. Col Signore degli Anelli ho sempre viaggiato controcorrente, la qual cosa non fa che accrescere la mia curiosità su come cambia la percezione di una narrazione a seconda dell’età in cui la si affronta.
    In terza superiore un compagno di classe portò a scuola tre libri che a lui piacevano molto e che condivise col nostro gruppetto di ragazze amanti di Dylan Dog: La spada di Shannara, Le pietre magiche di Shannara e La canzone di Shannara, una trilogia che ci passammo tra noi 4-5, e che non esitai ad acquistare per conto mio non appena ne ebbi la possibilità, amata e riletta più volte nel corso degli anni.
    Affrontare la trilogia di Tolkien da cui tutto era partito avrebbe dovuto essere semplice, agevole e piacevole. Niente da fare. Non riuscivo ad andare oltre il primo attacco dei Nazgul ai piccoli Hobbit, “Il Signore degli anelli” mi è sembrato per anni un libro inaffrontabile, e la sua fama assolutamente immeritata.
    Poi esce il primo film, e mi ci trascinano a forza. Arrivati davanti al cinema (il Comunale della mia provincia, lo stesso dove avevo visto “Hot Shots!” credendo di stare per vedere “Nightmare 6 – La fine”) la fila per i biglietti usciva fuori dal cine-teatro, mai vista una cosa del genere, volevo morire! Avevo 28 anni, e il mio sense of wonder al cinema (quello di cui parla Francesco) l’avevo avuto con Terminator 2 prima (quello che faceva il T-1000 era semplicemente “troppo” di qualsiasi cosa), e con Titanic poi (la potenza dei motori delle eliche e la scena dell’affondamento si meritarono un secondo biglietto pagato da parte mia), cosa mai poteva darmi un film fantasy più di Willow, o Labyrinth, o – diononvoglia – Legend?
    A onor del vero non uscii delusa dal cinema (oddio un po’ sì, perché avevo appena appreso che si sarebbe trattato di una trilogia, il libro che avevo provato a leggere era il tomone con tutti e tre i libri in uno), però boh… mi dispiace per i tolkeniani e tutti gli amanti dei film di Jackson, ma a me non era sembrato tutto questo gran che, soprattutto perché il canovaccio (che poi ho scoperto essere comune in questo genere di storie) era del tutto simile a quello dei libri di Terry Brooks: un potente stregone si presenta a un eroe riluttante per una missione che dovrà salvare il mondo, con incontri oscuri in locande ai confini del mondo conosciuto, un popolo addestratore di cavalli pronto a correre in aiuto, l’outsider che non vuole immischiarsi e che invece si rivelerà un cavaliere senza macchia e senza paura (gran cotta per il Grampasso di Mortensen, questo non posso negarlo 😛), magia spesso usata in maniera sconsiderata, il facente funzione di Tom Bombadil (in Brooks è il Re del Fiume Argento, se non ricordo male), popoli magici assortiti. Dopo aver visto il film, ho riaffrontato i libri, stavolta arrivando fino in fondo (spiace dire che il Grampasso letterario non è all’altezza di Viggo), e niente, la magia per me non è scattata, è come se i personaggi fossero monodimensionali, e la troppa enfasi che spesso si risolve in un nulla di fatto mi fa scendere il latte alle ginocchia. Ad esempio, se nell’attacco dei Nazgul di cui sopra Tolkien avesse mostrato una qualsiasi conseguenza negativa di questo attacco, se mi avesse fatto vedere quello che succede quando i Nazgul ci si mettono davvero a fare sul serio, ecco forse avrebbe avuto da me tutt’un’altra attenzione.
    Anni dopo la Rowling mi si è rubata tutta l’attenzione che non è riuscito ad avere Tolkien e anche di più, sto parlando dei libri, ma se vogliamo anche dei film, almeno fino al terzo. Anche Voldemort come cattivo intangibile per lo meno all’inizio, quasi come Sauron, che compie azioni riprovevoli fin da subito, lo capisco di più rispetto a Sauron, i cui poteri tutt’ora mi sono oscuri e incomprensibili.
    Ho letto “Il nome della rosa” credo almeno una cinquantina di volte per puro piacere personale pur non capendo un’acca di latino, ma non credo riuscirei a riaffrontare Tolkien… chissà se i miei gusti sarebbero diversi se quel mio compagno di classe avesse portato a scuola quel giorno la trilogia del Signore degli Anelli, anziché la prima trilogia di Shannara… chissà…
    Comunque vi ho ascoltato con vero piacere e semmai un giorno “non” cambierò canale davanti alla faccia tutta occhi di Elijah Wood e a Ian McKellen col cappello a punta il merito sarà solo vostro 😉

    • Beh, vuol dire che il nostro dovere anche oggi lo abbiamo fatto 😉 Cheers

  2. Trilogia maestosa come Maestoso era il cinema di Milano dove lo vidi. Altro pezzo di questa città ormai scomparso. Mi trovo con la definizione di “Blockbuster d’autore” segnalata da uno di voi tre che rende quanto titanica possa essere stata la produzione di questo film ed è sempre consigliabile guardarsi i tre con i commenti alternativi e tutti gli extra. Quello che ha lasciato questo film(trilogia) ? A me la curiosità di continuare ad approfondire altre opere di Tolkien , compreso il lavoro di recupero del figlio e mi piace pensare che l’opera di Jackson rappresenti un altra rappresentazione del mondo che Tolkien iniziò a “creare” nei primi decenni del 900 e che altri daranno il loro contributo in futuro. Credo che sia anche in questo che risiede la grandiosità del creato Tolkeniano. Continua ad vivere oltre ogni generazione. E un po lo avete fatto anche voi. Sempre in ascolto e alla prossima.

    • Grazie a te alla prossima! 😉 Cheers

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