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Il fichissimo Hulk: Dite ciao ciao a Bruce Banner

No, sul serio,
pensavate che non avrei detto la mia su una roba dal titolo “Il fichissimo Hulk”?
Non esiste, mai nella vita!


Tra tutti i
personaggi della Marvel, Hulk è sempre stato uno dei miei preferiti, uno dei
primi che mi ha fatto perdere la testa per i fumetti della Casa delle Idee,
ultimamente i ragazzi della Marvel non sono stati molto fermi, anzi per nulla,
il nostro amicone verde ha centrato una bella run di storie scritta da Gerry
Duggan, il periodo Doc Green che ha fatto pulizia dei tanti (troppi!) Hulk che
ormai infestavano le pagine della serie.

Dopo il gran
casino di “Battleworld”, il nuovo rilancio prende il titolo di “The Totally
Awesome Hulk” che da noi è diventato “Il fichissimo Hulk”, che non so voi, ma a
me fa riderissimo, ogni volta che lo vedevo sul mio comodino scoppiavo a
ridere, anche se non è stato lì sopra a lungo, incredibile, ma vero, ero ansioso
di leggerlo, in particolare per i disegni di uno dei miei artisti preferiti: il
grande Frank Cho.


Le matite di Frank Cho sono un motivo sufficente per leggere un fumetto

Ai testi di
questo strambissimo (ma fichissimo) rilancio, una vecchia conoscenza del Golia
Verde, uno dei pochi che ha saputo usare il personaggio in maniera sensata,
Greg Pak, già autore dei cicli di storie (campioni di incassi), “Planet Hulk” e
“World War Hulk”, proprio in quei cicli di storie, ha fatto capolino un
personaggio molto importante che, guarda caso, si chiama pure lui Cho di
cognome, Amadeus Cho, un ragazzo di vent’anni che, però, è l’ottava persona più intelligente
dell’universo Marvel e che qui scopriamo essere… Il nuovo Hulk!

Dopo tanti anni, i celebri pantaloni viola hanno gettato la spugna.

Il dubbio è:
che fine ha fatto il vecchio Bruce Banner? Lo scopriamo attraverso alcuni
flashback, o almeno, assistiamo al passaggio di testimone, in cui Amadeus ha
ereditato la capacità di trasformarsi nel Golia Verde, mantenendo comunque una
certa lucidità, quindi se ve lo state chiedendo, niente “Amadeus Spacca!”.


Per ora si spacca di panini e cibo spazzatura.

Coadiuvato da
sua sorella Marie Curie Cho (complimenti ai genitori per la scelta dei nomi),
il piano di Amadeus è semplice: essere il migliore Hulk possibile, usando i
muscoli gamma della creatura a fin di bene. Il risultato è che il nuovo
(fichissimo… eh eh, fa ancora ridere!) Hulk s’impegna parecchio, ma ha la
testa e gli appetiti (non solo in termini di cibo) di un ragazzo, intelligente
quanto volete, ma comunque di vent’anni.

Quindi, è un
Hulk che si distrae a parlare con belle ragazze in bikini e quando viene
attaccato dalla tostissima Lady Hellbender, gongola perché la ragazza è “Messa
bene”, testuali parole.



Dinosauri e donnine formosa, Frank Cho al suo meglio!

Questo “Totally
Awesome Hulk” è un’allegra puttanata, nel senso che nel suo essere
completamente assurdo intrattiene, ribadisco che Greg Pak non è certo il
campione del mondo quando si tratta di scrivere dialoghi e nemmeno le
spiritosaggini gli riescono poi così bene, per fortuna trova una chiave di
lettura interessante, “Il fichissimo Hulk” omaggia la tradizione dei fumetti di
mostri della Marvel Comics.

Negli anni ’60
i mostri popolavano le pagine dei fumetti Marvel, ben prima dell’arrivo dei
Super eroi che hanno reso celebre la casa delle Idee, sua maestà Jack “The King”
Kirby già offriva la sua straordinaria arte ad alcuni mostri celebri ancora
oggi, come il gigantesco drago cinese Fin Fang Foom che qui fa la sua
spettacolare entrata in scena.


Grande, grosso e verdone.

Pak che è
tutto tranne che stupido, approfitta per mandare in scena un bell’omaggio al
grande Jack Kirby, che qui compare come un bambino, ovviamente impegnato a
disegnare, responsabile del nuovo aggettivo di Hulk, non più “Incredibile”, ma “Fichissimo”.

Ci vuole un mostro per prendere a cazzotti un mostro.

Ma per quanto
mi riguarda, quello che è veramente “fichissimo” di questo fumetto sono senza
ombra di dubbio le tavole di Frank Cho. Artista pazzesco che spazia nel
fumetto come pochi, è celebre per due cose: la sua meravigliosa striscia a
fumetti Liberty Meadows che se non avete mai letto in vita vostra, vi
consiglio caldamente e per il suo talento per disegnare belle ragazze formose,
che poi è anche il suo vero marchio di fabbrica.

Su le mani chi vorrebbe una serie di She-Hulk disegnata da Cho!

L’artista di
origini coreane, è un vero talento, è forse l’unico artista americano capace di
portare avanti la tradizione di corpi femminili disegnati alla grande che è
propria di maestri come Milo Manara o Paolo Eleuteri Serpieri, di cui Cho è un enorme
ammiratore. Non esiste al mondo uno che disegna strisce a fumetti, con così
tanta tecnica di disegno, perché l’anatomia umana il nostro Frank la conosce
bene, che siano belle ragazze, o muscoli maschili, Cho è a suo agio,
quindi questo fa di lui il disegnatore perfetto per il muscolosissimo Hulk.


Per altro,
Frank Cho sta portando avanti, sempre a colpi d’ironia, una battaglia contro
la svolta bacchettona dei fumetti americani, la sua campagna “Outrage” fa
davvero ridere, oltre che a regalarci un sacco di cover una meglio dell’altra.

Ecco perchè continuo a preferire la Gatta nera a Spider-Gwen (Outrage!!).

Greg Pak,
astuto come una faina, fa di tutto per metterlo a suo agio, gli chiede di
disegnare mostri e dinosauri (altra grande passione di Frank Cho), utilizza
come comprimaria She-Hulk e quando bisogna creare la nuova arrivata, Lady
Hellbender pare dire: “Frank, fai quello che ti viene meglio”. Infatti, il
risultato è magnifico, anzi fichissimo!

Ora,
personalmente Hulk mi piace per il suo essere un archetipo, un po’ Frankenstein
un po’ Mr. Hide, da un personaggio così mi aspetto altre cose, ma per una volta,
questa curiosa deviazione me la posso godere, anche perché i lettori di
fumetti, in particolare quelli di super eroi, spesso sono dei conservatori
bacchettoni ben poco aperti alle novità, potreste aver sentito parlare della “polemica”
(mi fa ridere usare questa parola per questo argomento) su Capitan America
agente dell’Hydra, un vespaio inutile alimentato sui social cosi.


Spin.off su Lady Hellbender… Subito!!

Ci sarebbe un
lungo discorso da fare, mentre la Distinta Concorrenza ristabilisce lo status
quo, con l’operazione “Rebirth” (dopo il disastro di “New 52”), la Marvel ha un
approccio più punk, Thor Donna, Capitan America Falcon, piace Miles Morales? L’uomo
ragno di colore dell’universo Ultimate? Bene, promuoviamolo e diamogli spazio.
Certo, forse esagerano, questo “Fichissimo Hulk” non è destinato a durare, ma è
un tipo di approccio iconoclasta che funziona. Che cacchio! Sono solo fumetti!
Sono divertenti anche per questo, no?

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