
Se mi infilo le mani in tasca, trovo sempre briciole, monetine e avanzi di titoli che nella mia ossessione di grafomane, mi dispiace lasciare andare, un’ottima occasione per radunarli in un Triello, tre film caldi caldi appena usciti, uno buono, uno brutto e l’altro discreto, ma vi avviso, ho pasticciato con le categorie, cominciamo!
IL BUONO IL PUNKABBESTIA – Fixed (2025)
Quando il mondo renderà il giusto omaggio al genio di Genndy Tartakovsky, sarà sempre troppo tardi. L’uomo che da solo ha creato la prima bellissima incarnazione di Clone Wars, talmente riuscita che George Lucas invidioso, l’ha messa fuori canone per rifarla quasi identica a modo suo. Il papà di “Samurai Jack” e di altri gioielli come quella meraviglia di Primal (di cui attendo la terza stagione) è finalmente riuscito a completare il suo progetto matto, tutto in animazione 2D, ultra provocatorio, tanto da non trovare una produzione per molti anni, fino ad essersi accasato con Netflix, dove lo trovate dalla scorsa settimana, dimostrando che ogni tanto, la casa della grande “N” rossa, fa anche cose buone.

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano cantava il poeta, come quello di Bull (doppiato in originale da Adam DeVine) e la gamba della nonna. Bull non è certo una bellezza, un cagnolone di razza imprecisata, molto orgoglioso dei suoi due, come dire, Ernesto ed Evaristo, che lo spingono verso quegli istinti del tutto naturali ma molto sconvenienti nella nostra società. “Fixed”, sempre parafrasando il poeta è la notte prima, non degli esami, diciamo del viaggio alla clinica dove Bull e i suoi due amici verranno sistemati (come da titolo) in maniera definita, operazione alla quale il cagnolone si ribella, cotto della sua vicina di casa, la bella levriera da esposizione Honey (Kathryn Hahn).

Genndy Tartakovsky, oltre ad essere un genio è la prova che l’animazione esiste anche lontano dai colossi Disney e Pixar e non deve essere per forza solo per piccini, “South Park”, Big Mouth, sono alcuni dei nomi che vengono in mente alla ricerca di un cugino di “Fixed”, che avrebbe potuto intitolarsi anche “Tutto quello che avreste voluto sapere da Pets vita da animali ma non avete mai osato chiedere”, che per certi versi colpisce in pieno il bersaglio che roba come “Doggy Style” (2023) aveva mancato di diversi metri.
Se avete o avete avuto dei cani, in “Fixed” ritroverete tutti quei comportamenti (canini ma non solo) socialmente imbarazzanti che però fanno sempre ridere, come i vari amichetti di area cani, a partire da Rocco, un boxer molto “alfa” ma con degli irrisolti mica da ridere doppiato da Idris Elba, passando per il bassotto eroe dei Social-Cosi di nome Fetch, fino ad arrivare al più sciroccato di tutti, il beagle Lucky, a suo modo un puro di cuore.

Raccontarvelo sarebbe un crimine, togliervi la possibilità di ridere, inorridire, imbarazzarvi e tutta la gamma di emozioni che questo film Punk(abbestia) sa portare in scena. Il bello è che la volgarità abbonda e non è mai fine a sé stessa, ma sempre veicolo per la satira, o pensate un po’ l’evoluzione dei personaggi. “Fixed” utilizza la grammatica della volgarità in maniera estremamente intelligente, per parlare di fragilità, bisogno di amore, o anche semplicemente della vergogna che socialmente spesso ci fotte, certo, il più delle volte si sofferma sulle battute dedicate a Muschio selvaggio e Napoleone (quando avrete visto capirete), ma per fare gli scemi bisogna essere prima di tutto molto intelligenti e “Fixed” lo è, basta guardare il “sacrificio” finale dell’eroe, se così possiamo chiamarlo, per riassumere un’opera senza peli sulla lingua, tutta cuore e volgarità, lo adorerete, ma non dimenticate di portare i sacchetti.
IL DISCRETO – Shadow Force (2025)
Tirate un calcio (volante) al muro delle piattaforme di streaming e vi cadranno addosso qualcosa tipo cento film d’azione, identici a quelli che un tempo avremmo trovato nel cestone dei DVD tutto ad un Euro. Difficile tenere traccia di tutto, ancora di più distinguere, ad esempio mi sono gettato su “Shadow Force” per un semplice motivo, si tratta dell’ultima fatica di Joe Carnahan.
Possiamo far finta di aver già fatto tutta la premessa sulla sua carriera? Sì, perché l’ho già fatto, rileggetevi se vi va l’inizio di questo post e saprete tutto dell’unico regista ad Hollywood ad aver detto la verità, il giorno del funerale di Tony Scott ha detto quello che tutti sappiamo e nessuno dice: «Ci ha lasciati un genio» (storia vera).

Ecco perché dai suoi profili Social, Joe Carnahan ha paragonato l’infinitesimale voto raccolto da un famoso sito di aggregazione di pomodori, al voto della critica, dello stesso sito del film Man on fire, scrivendo un commento del tipo: Padre Tempo è il miglior critico cinematografico del mondo. Le parole potevano essere diverse, ma il senso del discorso no.
Ecco, ti voglio bene Big Joe, però no, “Shadow Force” non è Man on fire e difficilmente lo diventerà a mio modesto parere, felice di essere smentito da Padre Tempo, ma è un film che spicca dal mare magnum dei prodotti d’azione in streaming per manifesto “corazon” e coinvolgimento con cui la famiglia protagonista è tratteggiata: Kyrah e Issac sono due killer professionisti ormai in pensione, che un tempo uccidevano per la letale squadra segretissimo che da il titolo al film, sono fatti a forma di Omar Sy e Kerry Washington, in più papà ha un problema di udito provocato dalle troppe esplosioni ravvicinate e sistemato con l’auricolare.

Un giorno loro figlio Ky (Jahleel Kamara) finisce nei guai e per salvarlo papà sfoggia il suo vecchio talento stendendo tutti i criminali in una banca, uno sfoggio di bravura che fa saltare la copertura della famiglia e attira su di loro le attenzioni del cattivo di turno, che essendo fatto a forma di Mark Strong è il classico ruolo messo in cassaforte, visto che Marco Forte (vero nome: Marco Giuseppe Salussolia. Non ci sono andato tanto lontano) se la comanda dall’inizio alla fine come solo lui sa fare.

Particolarità e segni di continuità? Papà Issac spiega al figliolo che quando spegne l’auricolare, fa come i giocatori di basket quando entrano in “fase magica” (cit.), isolandosi dal mondo perde uno dei suoi senti ma diventa imbattibile, un super potere che paragona a quello di Daredevil, che per chiunque altro che di nome non faccia Joe Carnahan, sarebbe una trovata modaiola, per lui, che sognava un film sul Diavolo di Hell’s Kitchen ambientato negli anni ’70, è la prova di quanto sia a suo modo un Autore, sfortunato e sempre un passo indietro, uno con le idee giuste ma senza i finanziamenti, costretto ad arrangiarsi con questo Action per famiglie (letteralmente), dove si spara tanto, ci si affeziona ai personaggi e si dimentica meno velocemente degli altri film d’azione da streaming. In un’altra vita Joe saresti stato uno dei grandi, in ogni caso, oggi domani e sempre, viva Tony, lo Scott giusto!
L’ESTIVO – Marshmallow (2025)
Può mancare lo Slasher estivo? Proprio no, anche perché da quando Pamela Voorhes ha colpito, il filone degli Horror da campo estivo hanno proliferato, ci sono state parodie e più incarnazioni possibili, dalle svolte di Sleepaway ay Camp fino all’iniziatore The Burning, eppure questa volta, il piccolo film dell’uomo con il cognome più figo dell’anno, ovvero Daniel DelPurgatorio, gioca con le nostre aspetattive.

Citando una frase di lancio che mi piace molto, ovvero tu pensi di conoscere la storia, facciamo la conoscenza del piccolo Morgan, perseguitato da incubi pieni d’acqua, prima di partire per il campo estivo, perde suo nonno, così, pronti via, un bel lutto per iniziare l’estate.

Arrivato al campo Morgan fa amicizia con i più strambi, insomma tutto come da programma, visto che non mancano i bulli, gli animatori strapieni di ormoni e sì, anche un lago. Quindi gli indizi ci sono, compresa la leggenda locale del Dottore, che vaga per i boschi e colpisce le sue vittime, ma appena pensate di aver capito tutto, di essere davanti al prequel sulle origini di Jason (che però qui si chiama Morgan)o ad un altro punto di vista stile In a violent nature, la trama svolta.
Ora, qui si potrebbe pensare che il regista abbia osato troppo, per non dire proprio che forse, l’ha fatta fuori dal vaso, detto questo, che ci posso fare, ho una predilezione per i film che cambiano genere in corsa, sogno sempre un Horror che inizia dove normalmente termina uno Slasher, quindi la svolta di fantascienza ha fatto al caso mio.

Difetti? La svolta stessa non piacerà a molto pubblico, e purtroppo, arriva inevitabile anche il “Momento spiegone” che deve illustrare per filo e per segno cosa succede, ma “Marshmallow” è anche uno di quei film che, alla luce della svolta, ti fa notare tutti gli indizi sparsi, come ad esempio il comportamento delle ragazze, quindi in questo periodo estivo, un “Summer Camp Slasher” non può mancare, tanto meno uno che con una finta di corpo, ti fa pensare alle origini di Jason, per poi lanciarti addosso la sua svolta.


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