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Il Triello (2026): Mayday, Pyscho Killer e Pinocchio Unstrung

Guardo un sacco di roba e da buon ossessivo-compulsivo mi dispiace lasciare qualcosa indietro, per fortuna alle mie manie ci pensa il Triello: tre film, in teoria uno buono, uno brutto e l’altro discreto, in pratica, come al solito, ho pasticciato con le categorie per presentarvi tre titoli freschi freschi, iniziamo!

Mayday (2026) – IL BRUTTO L’IMPRESENTABILE

Io mi domando e chiedo come sia possibile aver dato la “luce verde” ad un film del genere, cioè, lo so come mai, ma lo trovo atroce lo stesso… John Francis Daley e Jonathan Goldstein si sono fatti un nome con commedie riuscite, il più delle volte “Buddy movie” e sono riusciti nell’impresa di farsi voler bene anche dai fan di Dungeons & Dragons, impresa quasi eroica e poi, finanziati da Apple TV ti tirano fuori questa roba che boh, il prossimo che mi dice che Top Gun è brutto perché è un film di propaganda (vera la seconda affermazione, non la prima), lo costringerò, stile cura Ludovico, a rivedere a ripetizione “Mayday”.

Ryan Reynolds, in modalità “Deadpool senza maschera” è un pilota Top Gun soprannominato “Assassin” per motivi idioti che scopriremo nostro malgrado (con tanto di scena dopo i titoli di coda), odia la Russia comunista perché ehi, è un americano dell’anno 1987, siamo in piena guerra fredda e quelli mangiano i bambini, io invece, dopo cinque minuti di scene acrobatiche in CGI economica, volevo già spegnere perché uno spreco tale di bellissimi aerei così, è troppo, ma in compenso poi, il film peggiora.

Il Buddy Movie pieno di citazioni alla cultura Pop anni ’80 di cui NON si sentiva il bisogno.

In una brutta copia di Firefox, il tenente Ryan “Deadpool senza maschera” Reynolds dovrà (co)pilotare uno dei più bei ferri della storia, il Lockheed SR-71 Blackbird che ovviamente – come pre-annunciato dal prologo del film – viene abbattuto molto in là dietro le linee nemiche sovietiche durante un’operazione con aereo spia. Ad aiutarlo il russo semi ufficiale dei film americani, Kenneth Branagh, ex KGB che mena come un fabbro (in una delle tante sequenze stile videogioco del film) e che ama l’America in segreto perché ehi, ha una cassetta di Bruce Springsteen che ascolta a ripetizione e una VHS pirata di, pensate un po’… Top Gun.

Ho pensato, e anche un po’ ingenuamente sperato che John Francis Daley e Jonathan Goldstein avessero trovato il modo di fare una sorta di Il mio nemico 2.0 senza la parte con il pargolo partorito, invece “Mayday” è di una banalità sconcertante, lo Yankee capisce che i russi non sono tutti mostri e in teoria il film dovrebbe essere abbastanza ritmato da tenerci vispi, peccato che sia una roba oltre la fantascienza: non avrebbe senso questi cambi di barricata se il film fosse una roba di spie ambientato nel 2026, figuriamoci in piena guerra fredda, con il KGB ad un passo, e non mi metto nemmeno a descrivere l’ultimo atterraggio, perché tanto ormai la trama senza senso mi aveva tirato fuori dalla storia così tanto che non ha nemmeno senso fare questi discorsi, insomma, se vi basta la colonna sonora di Bruce e amate le strizzate d’occhio becere agli anni ’80 accomodatevi, io vado a rivedermi Top Gun.

Psycho Killer (2026) – IL DISCRETO IL FUORI TEMPO MASSIMO

Cosa ha fatto Andrew Kevin Walker dopo aver sceneggiato Seven? Tante belle cosette, tra cui scrivere un altro copione con un serial killer, rimasto nel limbo per anni ed anni, quella sceneggiatura era “Psycho Killer”, arrivato nelle mani del regista esordiente Gavin Polone, dopo essere stato scartato e dimenticato da un po’ tutti.

Il prologo è interessante: su una lunga strada innevata americana che pare uscita da Fargo, un poliziotto della stradale ferma un tipo losco su una Mustang nera e scopre che sì, è proprio lui, lo squartatore satanico che sta terrorizzando la zona con una serie di omicidi tutti firmati da scritte sataniste fatte con il sangue delle vittime. Sul luogo arriva di corsa la poliziotta Jane Archer (Georgina Campbell), tangenzialmente anche moglie dello sbirro che ha chiesto patente e libretto al pazzo mascherato sbagliato, giusto in tempo per vederlo morire lì sull’asfalto, da qui in poi la caccia al serial killer diventerà una questione personale.

Fisico da Wrestler, maschera da Slasher e cervello da Charles Manson.

Georgina Campbell è ufficialmente una di noi da tempo, ben lanciata nel genere Horror qui si carica il ruolo sulle spalle, menzione speciale per l’enorme Wrestler James Preston Rogers che ha il fisico giusto per la parte dell’assassino mascherato, anzi, viene da pensare che una consulenza per il casting sia arrivata da Rob Zombie, visto che nel ruolo del capo di una setta (ovviamente satanica) troviamo Malcolm McDowell.

Georgina uno di noi! Georgina una di noooooooi!

“Psycho Killer” non reinventa la ruota, paragonarlo a Seven sarebbe insensato e gli spaccherebbe tutte le ossa, resta inevitabilmente un film fuori tempo massimo, ha una aria da slasher dei primi anni 2000, non ancora abbastanza distante da noi per avere un suo fascino e ancora troppo fresco nella mente, da risultare comunque datato, ma fa il suo dovere, ha una durata accettabile, abbastanza sangue, nudi e violenza da portare a casa il risultato inoltre, lo trovate comodo comodo su Disney+ (ovviamente sezione Hulu), al momento in cui vi scrivo, senza doppiaggio, solo lingua originale con sottotitoli, va visto che siamo sempre più nel pieno della “Spooky season”, io lo porto alla vostra attenzione, non farà la storia ma vi salverà la serata.

Pinocchio Unstrung – IL (sorprendetemente) BUONO

Lo dico? Lo dico: a me il Twisted Childhood Universe (TCU) ha già bello che rotto i maroni, dopo due Winnie-the-Pooh – Blood and Honey le mie tasche erano giù belle che piene, sull’Horror con Bambi malvagio non ho avuto nemmeno voglia di scriverne perché è stato tempo perso guardarlo, figuriamoci commentarlo, però, ho riletto Pinocchio di Collodi da poco (illustrato da Mike Mignola, non proprio la pizza con i fichi) quindi ci son cascato di nuovo e mi è andata bene, Rhys Frake-Waterfield è un regista con ancora enorme spazio di miglioramento ma questo film lo ha quasi del tutto azzeccato.

Dopo aver visto morire l’amico Charlie, nonno Geppetto (che ha gli zigomi e la faccia del tutto rassicurante di Richard Brake, a proposito di casting fatti da Rob Zombie) decide di costruire al nipotino un amico a prova di morte, nasce così il burattino di legno Pinocchio, che però ha un grillo parlante a fargli da coscienza che parla con la voce di Robert Englund… Cosa potrebbe andare storto con un cast così?

Sono un noto burattino, che non dice mai la verità (cit.)

Pinocchio scopre la vita e soprattutto la morte, come nella favola di Collodi vorrebbe diventare un bambino vero e male intraprendano le lezioni che gli fa Freddy Kru… Il grillo, asporta parti da corpi altrui per farlo, quindi prende i denti ad una dentista colpevole di aver fatto “male” al suo amichetto umano e i capelli ad una bionda di bell’aspetto, che fa la doccia nuda come se fossimo ancora in un Horror degli anni ’80 e non in uno del 2026, ma soprattutto Pinocchio è realizzato interamente con un animatronico, effetti speciali della vecchia scuola sullo stile di Chucky che sono una gioia per gli occhi.

Gli squartamenti sono tanti, abbondanti e sanguinolenti, l’andamento della storia non è impossibile da intuire (non se il casting prevede Riccardo Frena nei panni di Geppetto) ma “Pinocchio Unstrung” fa bene il suo dovere e se avesse voluto osare un po’ di più, sarebbe stato anche migliore.

Ora, o il TCU sale ancora di colpi prendendo esempio dal Burattino, oppure la prossima volta prenderò un’altra nasata contro la porta, ma intanto, almeno la versione Horror di Collodi, per quanto piccina e senza balene, porta a casa il risultato, non lo avrei mai detto!

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