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Il Triello (più uno) – speciale animazione: DC League of Super-Pets, Pinocchio, Minions 2 e Il destino delle Tartarughe Ninja

Il formato a tre titoli lo conoscete, oggi affronterò tre film d’animazione tutti del 2022 più un extra, uno buono, uno decente ed un altro brutto super, anche se lo ammetto candidamente, ho pasticciato con le categorie e anche con il numero di film. Cominciamo!

IL BUONO LA SOPRESA

Il destino delle Tartarughe Ninja (2022)

Faccio parte della generazione colpita in mezzo agli occhi dal successo delle tartarughe create da Eastman e Laird, mea culpa! Ho ignorato la seconda serie targata Nickelodeon intitolata “Rise of the Teenage Mutant Ninja Turtles” (Il destino delle Tartarughe Ninja), temevo fosse troppo per bambini anche per un bambino grande come me inoltre, non mi piaceva molto l’aspetto dei personaggi, in particolare di Raffaello.

Quattro tartarughe non tutte identiche d’aspetto, ma comunque tutte ninja (quasi-cit.)
Ma visto che ultimamente mi è tornata la fissa dura con le TMNT (che sospetto, non mi sia mai passata per davvero), ho provato a vedere “Il destino delle Tartarughe Ninja – Il film” che trovate su Netflix. A parte un breve riferimento alla serie animata del tutto comprensibile, il film può essere visto anche senza aver seguito la serie e devo dire che mi ha divertito molto.

In ogni loro incarnazione, con questi personaggi mi sento sempre a casa.
82 minuti a gran ritmo che sembrano durare la metà, invasioni aliene, viaggi temporali il tutto in equilibrio tra commedia e dramma dosati con sapienza, con un’animazione che strizza l’occhio a quella orientale. Il tema è sempre quello della famiglia (chiave con la famiglia delle tartarughe), sono riuscito anche ad apprezzare il fatto che la tartaruga che sopporto meno (Leonardo) qui sia centrale, visto che in questa incarnazione ricopre il ruolo di testa calda che di solito tocca a Raffaello.

Sono anche riusciti a farmi stare simpatico Leo, ecco la vera sorpresa!
A parte questa differenza, ritroviamo tutti i personaggi che funzionano alla grande, per un risultato finale ben più divertente di che so, il titolo che sta per arrivare qui sotto, ma con unico difetto, ora ho voglia di recuperare anche la serie… Cowabunga!
IL DISCRETO
Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo (2022)
Come sempre “rise” è il verbo in inglese che più mette in crisi coloro che devono adattare i titoli in italiano, che qui non solo scelgono un tempo verbale dubbio, ma rispetto alla trama lo sbagliano, perché per quanto giovane, Gru qui è già cattivissimo, quindi questa non è la storia di origini di un super cattivo. Ma per sapere tutto sul verbo che fa discutere, vi rimando al post di Doppiaggi Italioti.

“Anche voi leggete Doppiaggi Italioti? Con gli adattamenti sono cattivissimi, quasi quanto me”
Inoltre per essere ambientato negli anni ’70, la rappresentazione della cultura pop del decennio è filtrata, per spiegare la diffusione delle arti marziali, bisogna utilizzare immagini uscite dritte da “Kill Bill” perché il pubblico quello conosce, ma tanto arrivano anche strizzare d’occhio a Karate Kid e Indiana Jones, quindi siamo già scivolati nel decennio successivo. Detto questo se vi sono piaciuti i tre “Cattivissimo me” e il primo film quasi solista dei Minions, apprezzerete anche questo perché ha lo stesso stile (con i gialli occhialuti impegnati a far casino), i fatti il pubblico di riferimento resta quello dei piccini.

“Ah ah! Cassidy crede ancora che la tuta gialla sia di Bruce Lee!”
Peccato per lo scarno utilizzo dei Malvagi 6, non solo in italiano ci perdiamo le voci di Danny Trejo, Michelle Yeoh, Jean-Claude Van Damme, Dolph Lundgren e Lucy Lawless in versione suora armata di Nunchaku, peccato che i loro personaggi spiccino due-parole-due, quindi in ogni caso non avremmo sentito poi molto, in compenso i Minions non si stanno zitti un minuto, ma d’altra parte è il loro film no?

Conciati così potreste non riconoscerli, ma ci sono tanti dei prediletti di questa Bara dietro a questi personaggi.

Per il resto poi non mancano esplosioni (anche verdi) e gente che entra ed esce volando, quindi alla fine il film svolte il suo dovere a modino, in attesa dei prossimi sei o sette cattivissimi seguiti.
IL BUONO IL SUPER BUONO
DC League of Super-Pets (2022)
Non gli avrei dato
due lire perché ammettiamolo, Krypto il super cane è una di quelle trovate da
nerd perduti, quelli senza ritorno, tipo beh, me! Eppure “DC League of
Super-Pets” è molto divertente, ho riso su un sacco di battute e non per forza
solo sulle numerose strizzate d’occhio fumettistiche. Basta dire che la scena
iniziale omaggia alla grande il Superman di Richard Donner per poi proseguire,
grazie a questa atmosfera tipo “I Superamici”, molto bene.
«Chi è un super cane? Chi è un sup… Beh si tu, sei Krypto il super cane»

Il film di Jared
Stern ha una bella animazione e un ottimo design dei personaggi, per questo
Krypto si sposa bene con le avventure dell’azzurrone (doppiato in originale da John
Krasinski, che dopo Mister Fantastic deve averci preso gusto), qui
impegnato a fermare il solito Lex Luthor e il suoi piano di mettere le mani
sulla Kryptonite arancione che in teoria, dovrebbe donare il cattivone di super
poteri, in pratica però ha effetto solo gli animali, in particolare quelli
abbandonati, tra cui la diabolica Lulu (Kate McKinnon) che ha subito
fatto leva sulla mia passione per i cattivi soggetti cinematografici, piccola e
macchiavellica, come non adorarla?

Krypto prima vede il
suo rapporto cane-padrone incrinarsi per l’arrivo di Lois Lane (Olivia Wilde), dopodiché
Lulu lo priva dei poteri costringendolo a collaborare con gli altri animali in
cerca di padrone, ma soprattutto di una guida per i loro nuovi poteri, un branco di scoppiati uno più spassoso dell’altro: il mastino Asso (Kevin Hart),
la maialina PB (Vanessa Bayer), lo scoiattolo con le crisi di panico Chip (Diego
Luna) e poi la migliore, la tartaruga sessualmente esplicita e armata di
boccaccia Melton, che non poteva che parlare con la voce di Natasha Lyonne.
Talmente cattiva che me la porterei subito a casa.

Con Superman in
pericolo e la JLA ridotta in catene, bisogna fermare Lulu e la trama si
sviluppa da sola, solo meglio di come mi sarei mai immaginato, devo dire che la
Warner Brothers si è impegnata di più con questo film che con che so, il secondo tragico Space Jam, almeno qui avere la possibilità di usare le musiche di
Danny Elfman quando entra in scena Batman (doppiato da Keanu Reeves), diventa
un valore aggiunto e non becere strizzatine d’occhio ai fan, in un film che
gioca con la cultura pop generata dagli eroi della Distinta Concorrenza in
tutti i loro gloriosi anni di servizio, basta dire che Big Blue quando si
prepara ad uscire con Lois Lane, si canticchia da solo una canzone a tema.
Cultura pop, la state usando bene.

Non me ne vogliano
gli Zack-Fan ma ho trovato Superman e la JLA più a fuoco qui, che nelle loro
ultime apparizioni sullo schermo, ma sta di fatto che Aquaman ha un uncino al
posto di una mano, Wonder Woman delle enormi spallone degne della sua forza,
per non parlare degli abissi di depressione da orfano di Batman, questo approccio
accurato (e scherzoso) ai personaggi li rende tutti ben fatti e perfetti anche
quando duettano con tartarughe super veloci, mastini indistruttibili o
scoiattoli spara fulmini, forse perché quando si tratta di “Super” dovremmo rilassarci finalmente tutti, ricordando che un approccio fumettistico
e sempre la strada giusta, in qualche modo “DC League of Super-Pets” fa sua la
massima di David Mazzucchelli: i supereroi sono sempre veri, quando sono
disegnati.
 
Punti deboli? Gattofili
potreste uscire scontenti dalla sala visto che l’unico micio è malvagio (e
anche abbastanza psicotico), ma il vero avviso da parte mia è questo: evitate
la versione del miglior doppiaggio del mondo, sembra supervisionata da Lex
Luthor.
Questo cagnone fa la cacca in testa a chi Supes non lo ha proprio capito.
 
Mi rendo conto che
Maccio Capatonda e Lillo siano molto popolari, ma una cosa è avere Krypto che
parla con la voce di Posaman, ben altra sentirlo abbaiar… Ehm parlare con
quella di The Rock, ed occhio alle immancabili scene dopo i titoli di coda, una
in particolare sempre messa lì per ricordare a tutti il prossimo Super-ruolo di
Rock.
 
Insomma temevo
qualcosa un po’ troppo per piccini, un super-scimmiottamento di Pets,
invece i super animaletti della Distinta Concorrenza funzionano alla grande, un
film che ha tutto per piacere ai piccoli e agli accompagnatori, se poi siete
nerd senza ritorno tipo beh, me, vi godrete i tanti dettagli e riferimenti, tutti
da cogliere, nessuno per fortuna gettato smaccatamente in faccia al pubblico,
magari fosse sempre così.
IL BRUTTO
Pinocchio (2022)

Sono sicuro che Bob Zemeckis non possa dirigere male,
nemmeno se gli affiancassero un paio di stagisti con il compito di colpirlo a
ripetizione sulla schiena con dei bastoni, mentre è intento a girare sul set.
Però che operazione stronza è questo “Pinocchio”, una trama che
deresponsabilizza il protagonista da tutte le sue scelte, specialmente quelle
sbagliate.

Capisco perché Zemeckis abbia accettato, le ragioni sono due
e fondamentali (tre, se consideriamo la valigetta piena di Paper-Dollari
Disneiani), da sempre il regista ama sperimentare con l’animazione, anche
mescolandola con gli attori in carne ed ossa, per certi versi lui è il padre
nobile dei “Live action”, infatti occhio all’auto-citazione, tra gli orologi a
cucù di Geppetto, fanno capolino facce (e orecchie) note.

L’altra grande motivazione è rappresentata dagli anni di
bassa marea al botteghino per il nostro Bob, i suoi ultimi lavori hanno incassato risate, anche nel caso di titoli di valore, appendere il cappello
alla casa del Topo, per un film in streaming ricalcato su un classico (ma anche
un capolavoro) dell’animazione per lui sa tanto di ultima spiaggia, del tipo,
vediamo se riesco ad andare male anche così, poi ci sarebbe il contenuto del
film e qui iniziano i dolori.

«Ricordati Pinocchio: stupido è chi il live action disney stupido fa»

Questa versione di “Pinocchio” nasce con una serie di
paletti ben piantati nel terreno, ad esempio Zemeckis non ha avuto voce in
capitolo sull’aspetto dei personaggi, Pinocchio deve avere il suo cappelletto
di feltro giallo perché vuoi mica modificare il merchandising già pronto o la
riconoscibilità di un personaggio? Unico margine di manovra per il regista, ha
potuto mettere dentro i suoi pretoriani, Joseph Gordon-Levitt doppia il Grillo
parlante (carina l’idea iniziale di farlo dialogare con la sua versione futura,
il narratore, peccato che sia una trovata che dura una scena e via) e poi
ovviamente Tom Hanks con i baffi di Geppetto, salvo poi pagarlo nelle scene più
concitate, l’attacco della balena del mostro (si lo hanno modificato,
nel 2022 una balena non può essere considerata una minaccia) mette in chiaro
che se questo fosse stato un film d’animazione (alla “Polar Express” ma con la
tecnologia del 2022 per capirci) sarebbe stato molto meglio, perché Tom Hanks
che urla davanti allo schermo verde, ti tira proprio fuori dalla scena.

Non voglio sentire lamentele sulla scelta di Cynthia Erivo
per il ruolo della Fata Turchia, non solo perché il suo aspetto è uno dei pochi
elementi davvero azzeccati del film, ma perché “Pinocchio” è di base la storia
di un uomo solo che si crea un figlio, per altro a colpi di sega, quindi non
venite a parlarmi di politicamente corretto alla grappa o di cultura dei piatti
cucinati con il Woke, parliamo invece del vero problema del film.

Vi risparmio la citazione agli Elii (o forse no)

In questa versione Pinocchio non fa sega a scuol… non marina
la scuola ma viene cacciato perché non-umano, non decide di sua iniziativa di
seguire Lucignolo nel Paese dei Balocchi, cade sul carro già diretto verso
questo luogo di perdizione e siccome è il più puro dei puri, si lascia
convincere dal Postiglione (Luke Evans), insomma modifiche sostanziale ad una
storia che nasce come monito per i più piccoli a comportarsi bene, in cambio di
un premio finale, quel diventare un bambino vero che nella versione del 2022 di
Pinocchio è stato modificato, non vi dico come, vi lascerò la “gioia” di
scoprirlo da soli, ma d’altra parte se un personaggio non è più responsabile
nemmeno delle cattive azioni che dovrebbero farlo crescere, perché dovrebbe
farlo no? Hai voglia a mettere il Grillo in piedi su una scatola di sapone
(marca “Collodi”), se poi stravolgi completamente il senso della favola
originale, che ammettiamolo, dava dei sonori ed educativi schiaffoni.

«Non sono stati io!» (cit.)

Terry Gilliam ha messo personaggi in gabbia in ogni suo film
perché traumatizzato dall’originale Pinocchio del 1940 (storia vera), se avesse
visto questa versione, probabilmente di mestiere avrebbe fatto l’idraulico
perché è un film fotocopia, che ha di buono essere diretto da Zemeckis ma che
ammoscia, proprio perché porta la firma di Zemeckis. Guillermo del Toro? La
palla è nel tuo campo.

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