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Il Triello – Speciale animazione (2026): Jumpers, Goat e Super Mario Galaxy

Tre film, tre approcci produttivi radicalmente diversi, tre risultati che raccontano molto più dell’animazione di quanto sembri, torna il Triello, oggi nessun vincitore assoluto, solo tre cartoni animati messi a confronto.

Jumpers – Un salto tra gli animali (2026): quando l’idea è più agile del film

Diretto da Daniel Chonge il trentesimo film della Pixar è per quanto mi riguarda, la prova che dopo le anteprime stampa, i giornalisti dovrebbero tutti tornare dritti a casa propria senza parlarsi. Avete notato come il 90% delle recensioni in anteprima siano tutte uguali? Solito principio che io chiamo del “primo della fila”, quello che dice una cosa che viene ripetuta da tutti, per quello, anteprima e nanna per tutti, per evitare recensioni fotocopia.

Mentre guardavo “Jumpers”, adattamento italiano (si fa per dire) dell’originale “Hoppers” ho pensato: «Ma che cacchio è successo alla Pixar?», che è allo stesso tempo una cosa buona ma anche una cosa negativa. La storia dell’ecologista Mabel che fin dalla tenera età lotta per gli animali e per il laghetto che tanto amava quella fricchettona di sua nonna, parte alla grande, il messaggio ecologista è fortissimo e con un riferimento nemmeno velato all’universo della Pixar (ora finalmente sappiamo chi ha creato la tecnologia che faceva parlare il cane di “Up”) la protagonista può fare un “salto” tra gli animali, letteralmente, visto che la citazione ad Avatar è manifesta, alla faccia di chi ancora pensa che quel film non abbia – lavorando ai fianchi – preso il suo spazio nella cultura pop.

Posso dirlo? Il film giusto con i castori arriverà a stretto giro su questa Bara.

I primi dieci minuti del film sono Pixar vecchia scuola, poi… La locura e anche qui, nel senso migliore e peggiore del termine. La corsa contro il tempo per impedire al sindaco di far passare un’autostrada sopra il laghetto si gioca personaggi matti e scene ancora più folli, roba più vicina alla Illumination che alla Pixar, risultato? Straniante, perché queste trovate fanno di “Jumpers” il progetto più pazzarello della casa di produzione, non so se sia un modo di sparare in aria per cercare di colpire qualcosa o un modo per scuotere l’albero e smuovere le acque della creatività. Sta di fatto che le recensioni di cui sopra, parlavano tutte di netto miglioramento rispetto agli ultimi film della Pixar, bah, io ribadisco, anteprima e nanna, scrivete a mente fresca la mattina dopo ragazzi.

Goat – Sogna in grande (2026): MJ o LeBron? Steph Curry!

Persino la Wing-woman mi ha segnalato il film d’animazione con la capra che gioca a Basket, cioè, ma secondo voi, io, proprio io, non posso non essere interessato ad un film d’animazione con una capra che gioca… In realtà a Pallaruggente, a tutti gli effetti la pallacanestro, ma con difficoltà aggiuntive dettate dal campo dove giocano gli animali, quindi lastre di ghiaccio, blocchi di roccia che cadono dal cielo o fiumi di lava, che poi, altro non sono che le difficoltà che uno affronta anche sul parquet, provate a sbattere la faccia contro qualche blocco portato prima del Pick ‘n’ Roll, a me non capita, di solito i blocchi li porto io (storia vera).

Dopo l’animazione 3D della Pixar, qui passiamo alla nuova (che poi è un misto di vecchie tecniche ma poco importa) animazione mista, quella che piace tanto alla Sony e ai fan di Spider-Man, per un film che posso dirlo? Un gioiellino.

Senza girarci attorno, potrebbe essere lo “Space Jam 2 giusto”.

La storia è quella della capretta protagonista, che parla con la voce di uno dei ragazzi di Strane Cose ma di fatto è Stephen Curry: stesso marchio di scarpe e vestiti, stesso modo di “masticare” il paradenti fuori dalla bocca, in una scena fa anche il gesto “Night night” dopo un canestro. Alla faccia della diatriba sul fatto se il G.O.A.T. (Greatest Of All Time) sia Jordan o James, Curry ci scherza su, producendo la non-biopic sulla sua vita, in cui lui è una capra (Goat, appunto) che gioca a Pallaruggente, un “piccolo” in una lega di giocatori grossi, enormi, come la pantera (che per quanto femminuccia, ha molti tratti di LeBron James…), insomma liberi di vederci pure dei tratti biografici.

Night Night (cit.)

“Goat” funziona per tutto, per prima cosa è pallacanestro quella che giocano, malgrado il nome diverso ha le stesse regole quindi sì, questo film è un po’ lo Space Jam 2, però questa volta giusto. Inoltre oh, fa ridere! La struzza prima scelta che ha dimenticato come si vola (a canestro), la lucertola con tatuaggi e piercing pazza (in odore di Dennis Rodman, se avessero scelto un verme sarebbe stato palese) e anche il lungo giramondo che ha cambiato mille squadra (Steph Curry ha scelto di doppiare la giraffa e di essere il più alto della squadra, una volta nella vita) sono la banda di disperati che non riesce mai a vincere, malgrado la panterona sia la più grande giocatrice della storia, il resto? Lo avete giù capito, ma è il ritmo del film ad essere indiavolato, le trovate non mancano, il linguaggio è moderno, i Social-Cosi hanno il loro peso e il percorso dei personaggi risulta riuscitissimo.

Ammetto candidamente di avere un preferito, per le vibrazione alla Rodman che emette.

Non mancano poi cameo vocali di veri giocatori dell’NBA, Dwyane Wade, il gorilla Kevin Love e Andre Iguodala (ovviamente un’iguana di nome Iggy), forse è passato fin troppo inosservato, ma è il classico film sul Basket che quando sbarcherà sulle piattaforme o in tv finiremo tutti per guardare, di sicuro più volentieri di quella cagata di Space Jam 2. E anche qui, Steph Curry batte LeBron James, alcune rivalità, sono per sempre.

Super Mario Galaxy (2026): seguire le direttive aziendali

Conoscete i miei gusti trucidi, io resto con la versione con attori che sarà anche un film disastrato, ma a cui voglio molto bene, ma il film d’animazione su Super Mario ha fatto soldoni, il seguito era inevitabile.

La qualità grafica resta la stessa, i tipi della Illumination sono dei colossi oltre ad una macchina oliata, il film ha un target di riferimento chiaro: bambini e fanatici del mondo della Nintendo, infatti questo spiega come mai, nel ruolo del Han Solo di turno, ci sia una volpe spaziale, un personaggio storico Nintendo recuperato per mandare giù di testa i fan. Il film procede bene, fa il suo dovere, poi, cosa vogliate voi, ‘enni, da un film d’animazione su Super Mario io non lo so, non so come si possa tratte in modo adulto e daaaaaaaarkkkk (cit.) una coppia di idraulici che salvano princesse in un mondo di dinosauri e funghi.

Fatemi capire, una roba così chi avrebbe dovuto dirigerla nella vostra testa, Gaspar Noé?

Sta di fatto che io, che ho passato un numero esagerato di ore della mia vita a giocare a “Yoshi’s Island” (il mio Mario-non-Mario del cuore a mani basse), mi sono goduto l’esordio del dinosauretto che qui, non somiglia ad un mini velociraptor. Era il film più atteso dell’anno? Per me proprio no, ma cosa possa volere una banda di vecchi spettatori da un prodotto così, io non so nemmeno se voglio davvero saperlo. Ora nemmeno più fare film identici al videogioco basta? Videogiocatori, non siete mai contenti.

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