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Immaculate (2024): Santa Sydney benedetta (da John Carpenter)

Se io fossi Piera Detassis e voi aveste speso dei soldi per acquistare l’ultimo numero di Ciak, adesso starei qui a strombazzare titoli acchiapponi come «Il ritorno della nunsploitation!», ma siccome questa è la Bara Volante, voi potete leggerla gratis (ma se vi va di pagare, parliamoci eh?) e un film come “Immaculate” si vende da solo grazie alla presenza di “Doppia S” detta “Doppia D” Sydney Sweeney, non ho certo bisogno di inventarmi nulla riguardo ad un film comunque molto atteso, ma visto che siamo in argomento, chiudiamo la parentesi.

Dopo la suora dello scarso “The Nun”, comunque protagonista di due film, abbiamo avuto “Sorella Morte”, ma anche Saint Maud e senza dimenticare il bellissimo (e da noi semi invisibile) Benedetta di Paul Verhoeven, gli amanti delle “Pinguine” (cit.) in questo periodo hanno le mani piene, anche perché “Immaculate”, visto a brevissima distanza da Omen – L’origine del presagio potrebbe comporre un perfetto doppio spettacolo a tema (se non due film quasi intercambiabili), anche se devo essere onesto, il film a tema che attendo di più resta Wolfnun della Dirty Tape.

Le suore che mi cacciavano dal campetto non somigliavano proprio a lei, va detto.

Chiaro però che ormai viviamo tutti nel SSEU (Sydney Sweeney Extended Universe) in cui la bionda esplosa grazie ad Euphoria, ormai è una prezzemolina che troviamo ovunque, nei film e nei video dei Rolling Stone, questo è il suo momento, siamo nel bel mezzo di un ricambio generazionale e “Doppia S” detta “Doppia D” ha tutto per essere l’attrice del momento e anche del momento successivo, tanto che per “Immaculate” è andata sul sicuro, non solo figura nelle lista dei produttori del film, ma qui viene diretta per la seconda volta da Michael Mohan, dopo il loro “The Voyeurs”, filmetto del 2021 che trovate su Prime Video che vale appunto per Sydney Sweeney, però ehi, sto per calare l’asso, siete pronti?

Chi ha lanciato Sydney Sweeney? Chi ha avuto l’occhio più lungo di tutti prima di tutti? Sempre lui, il baffo più birbante in circolazione, nume tutelare di questa Bara, è stato infatti proprio John Carpenter ad inaugurare la carriera della giovanissima attrice nel suo The Ward, era solo questione di tempo prima che tornasse al cinema horror. Il potenziale comico (o involontariamente tale) di associare una molto sexy come Sydney Sweeney ad un film intitolato “Immacolata” era alto, per fortuna il film non solo schiva la pallottola ma risulta essere anche una discreta bombetta, ve lo dice un esperto, sono nato l’8 di dicembre, sono titolato in materia (storia vera).

Tutto comincia con John Carpenter, se leggete sempre la Bara dovreste saperlo.

Mi fa piacere vedere che ultimamente l’Italia, o per lo meno la sua rappresentazione nei film Horror stia un pochino migliorando, il prologo di “Immaculate” calamita subito l’attenzione: Sorella Mary (Simona Tabasco) prega in vista della sua imminente impresa, la fuga dal convento però non le riesce, braccata dalle suore con il volto mascherato finisce (dolorosamente) infilata in una Bara, non una di quelle adibite al volo purtroppo per lei.

Stacco, nello stesso convento italiano arriva la giovane Suor Cecilia (Sydney Sweeney), la parte di fantascienza riguarda i due agenti della finanza che la fermano, che oltre a sottolineare quando sia bella (nella loro testa quindi “sprecata” per la vita monastica) le parlano in inglese, ma questo mi permette di introdurre un argomento importante per “Immaculate”, non so come risulterà quando (e se) uscirà da noi, ma in lingua originale il regista Michael Mohan fa valere l’alta presenza di nostri connazionali nel cast, creando quella Babele linguistica con cui anche Cecilia deve scontrarsi. Per assurdo lei, con il nome italiano è l’unica che non lo parla, circondata da Sorelle più anziane che hanno bisogno della traduzione di Sorelle più giovani come Isabelle (Giulia Heathfield Di Renzi) o Guendalina, interpretata da Benedetta Porcaroli, che secondo me recita meglio nelle due lingue che nelle produzioni italiane.

La prima volta che sono riuscito a sentire i dialoghi pronunciati da lei (saluti alla presa diretta italiana)

A tendere una mano alla spaesata Cecilia ci pensa Padre Sal Tedeschi (Álvaro Morte, il professore de La casa di carta), vorrei stare qui a sottolineare come la scena di iniziazione di Suor Cecilia, con lei in ginocchio a baciare l’anello al cospetto di due uomini, non sia proprio immune a letture di secondo livello, ma è un po’ tutto il sottogenere della nunsploitation ad essere così, non date la colpa alla mia mente da maschietto, anche perché “Immaculate” non ha certo nell’originalità o nella presa di distanza dal canone la sua forza.

Tra incubi e situazioni al limite, la parte iniziale di “Immaculate” si gioca alcuni Salti Paura (anche noti come “Jump Scare”) e parecchio già visto, la scena del “Training montage da novizia” con tanto di gallina da provare ad ammazzare scivola in leggerezza confermandosi importante più avanti nel corso del film, però siamo in zona canone anche quando Cecilia di colpo vomita. Lo sapete cosa vuol dire quando una donna di colpo vomita in un film no? Ecco appunto.

«Se è verde si tratta di possessione, altrimenti…»

Le indagini con ecografia si giocano un altro abbozzo frettoloso di “Momento patriarcato” che però ci porta subito alla questione, Cecilia sembra una nuova Madonna, non intesa come Pop Star ma come madre di un figlio generato senza peccato, fino qui tutto canonico, tutto ampiamente anticipabile dal titolo del film e dal genere di appartenenza, ribadisco a scanso di equivoci, non è la trama – banalotta e già vista – la forza di “Immaculate”, ma la sua esecuzione.

Il film dura 89 minuti, ha un ritmo assolutamente perfetto, perché tutto quello che vi ho raccontato fila via bello liscio, non fai in tempo a renderti conto di stare guardando qualcosa di ben poco originale perché la messa in scena funziona, tutta l’abbondante porzione di film recitata in italiano non fa storcere il naso per pronunce strambe o quant’altro e quando la trama entra nel vivo, Michael Mohan non prende prigionieri ed è qui che “Immaculate” prende il volo.

Il suo film ha un gusto per la violenza senza tirar via la mano, ci sono passaggi decisamente “grafici” e anche il misterioso culto di suore con indosso la maschera rossa fanno la loro gran figura, insomma da questo punto di vista il film fila che è una meraviglia, l’origine della gravidanza della protagonista è meno banale di quanto si potrebbe immaginare, oltre a risultare una trovata che aumenta la dose di follia (anche anti-clericale) della storia. Ma l’elemento che ho apprezzato di più è proprio questo, “Immaculate” sembra voler suggerire – nemmeno troppo velatamente perché in questo prodotto di riuscita ‘sploitation i messaggi suggeriti sono banditi – che per una donna la gravidanza non sia per forza la risposta a tutti i problemi, nemmeno questo traguardo di vita fondamentale, da difendere con le unghie e con i denti, la distanza tra Cecilia e che so, Rosemary di New York, determina non solo la differenza tra i due personaggi, ma anche la riuscita di un film spudoratamente di genere che preme a tavoletta sull’acceleratore, 89 minuti, tutti con il pedale a fondo corsa e una Sydney Sweeney perfettamente a suo agio nella parte e nel genere.

Life is a mystery, everyone must stand alone, I hear you call my name, and it feels like home (cit.)

L’attrice passa agevolmente da bella novizia fuori posto a recalcitrante Santa, per arrivare a “Final girl” della situazione in una trama bella dritta, senza troppi fronzoli ma con parecchia violenza, sangue e parecchio cloro al clero, insomma non è Benedetta di Paul Verhoeven, quello è dieci volte migliore e anche dieci volte più sovversivo, ma se volete passare 89 minuti di nunsploitation ben fatta, sapete cosa fare, con una doverosa clausola.

Costato nove milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, il film li ha agilmente raddoppiati al botteghino, confermando lo stato di forma presso il pubblico del genere Horror. Negli Stati Uniti il film è uscito il 22 marzo in sala malgrado la Pasqua “alta” di quest’anno, e da noi? Da noi ovviamente ciccia! Ma non di venerdì Santo.

Nel senso che ci è andata di lusso con Omen – L’origine del presagio, passato dalle maglie della, non voglio parlare di censura, ma beh, ci siamo capiti no? Siamo lo stesso Paese, strambo e a forma di scarpa in cui abbiamo dovuto attendere la fine del Giubileo per poterci gustare “Dogma”, per altro diretto da un Cattolico praticamente come Kevin Smith. Quindi al momento il nostrano 2024 si sta configurando esattamente come il 2022, con tutti o per lo meno, la maggior parte dei titoli Horror più interessanti, tutti radunati nelle quattro settimane e mezzo di Agosto, perché al momento il destino di “Immaculate” sembra questo, rimbalzato nel mese più caldo (per le uscite Horror) dell’anno, ma anche quello “bidone” per certi versi.

I fanatici di Horror ad agosto.

Nel caso di novità sarà un piacere per me informarvi, ma al momento in cui scrivo la situazione è la seguente, incassi o buona riuscita non contano, siamo sempre in uno strambo Paese a forma di scarpa, ma io ho una Bara Volante, svolazzo libero dove mi pare e offro un servizio di pubblica utilità, quando e se mai uscirà anche da noi “Immaculate”, sapete già cosa fare.

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  1. Secondo me se riescono a lanciarlo in Italia con tanto di polemiche feroci religiose potrebbe avere in ottimo successo anche come incassi cinematografici

    • Si come “Benedetta” di Paul Verhoeven… Ah no. Per queste cose ci vuole Mel Gibson 😉 Cheers!

  2. Principessa reginetta, incoronata già bambinetta dal Carpentiere horror dell’anarchia perfetta.

    • Bravo, fa rima (cit.) 😉 Scherzi a parte, roba tuo questo film eh! Cheers

  3. Zio John dall’occhio lungo, sempre una garanzia 😉 E allora sì, se e quando “Immaculate” uscirà da queste parti, cosa fare lo so già…

    • Zio John occhio lungo e qui sulla Bara allo stesso modo, ci portiamo avanti, come da ispirazione del Maestro 😉 Cheers

  4. Che bella la citazione di The Blues Brothers, e che bello vedere zio John in questo post in cui entra di striscio, ma è sempre giusto che entri dappertutto. :–)
    Me lo segno, perché non ne sapevo niente e se me ne parli bene te mi fido!

    • Giovanni Carpentiere è l’inizio di tutto, l’Alfa e l’Omega, anche di questa Bara, quindi perché non di “Doppia S” detta “Doppia D” 😉 Cheers

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