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In diretta dal mio comodino: Speciale Hellboy & B.P.R.D. Vol. 1 & 2

Mancava da un
pezzo la rubrica più polverosa di questo blog, quella che pesca a piene mani
dal mio stracarico comodino pieno di robette gustose da leggere, per voi oggi
l’ultima delle serie Dark Horse/Magic Press con protagonista il diavolone di
Mike Mignola!



Facciamo il punto
della situazione. Hellboy è all’inferno,
però tutto sommato sta abbastanza bene, dai. La sua serie è terminata, ma anche
la sua storia editoriale, perché il secondo volume di Hellboy all’Inferno è stata l’ultima storia del diavolo creato da
Mignola.
Il bello dei
fumetti è quello di poter giocare con i personaggi, Mignola si è sempre
divertito a raccontarci vecchie storie mai narrate di Hellboy, uno che è stato
in giro da parecchio tempo, visto che, come sappiamo, dai suoi primi numeri (e
dal film diretto da Guillermo Del Toro) è stato evocato da un rituale Nazista,
ma arruolato subito tra le forze alleate, sotto l’ala protettiva del Prof. Bruttenholm.



Il ragazzo è destinato a grandi cose…

Per anni lo
abbiamo visto cercare le sue origini e combattere mostri di svariata natura
accanto alla squadra del B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research and Defense)
che da anni è una serie solista di ottima qualità che va a gonfie vele, anche
se il mondo in cui il dipartimento agisce, beh è finito più all’inferno di Hellboy.

Questa nuova
serie intitolata “Hellboy & B.P.R.D.” nasce con l’intento di fare un salto
indietro a tempi più semplici, il primo volume ambientato nel 1952 e il secondo
nel 1953, sono l’occasione per raccontare delle prime uscite ufficiali del
Diavolone in missione con il gruppo, un vero e proprio “Anno uno” per dirla
come un capolavoro di Frank Miller e David Mazzucchelli. Quindi, senza perdere
altro tempo, via con i commenti ai due volumi!


Hellboy &
B.P.R.D. Vol. 1 – 1952
S’inizia subito
con il botto, la coppia di fatto (artisticamente parlando) composta da Mike
Mignola e John Arcudi, viene affiancata da una super star del tavolo da disegno
come il grande Alex Maleev, il tutto
per raccontarci la prima missione di Hellboy che porterà il diavolone in
Brasile.
Il nostro Hellboy
è sempre stato un tipo di poche parole e tanta azione, ma nel 1952 malgrado
avesse già un corpaccione possente, era poco più che un adolescente e anche una
discreta testa calda!



La cameretta (disordinata) da adolescente del giovane Hellboy.

Proprio per
questo affronta la trasferta senza nessuna esperienza, con la spavalderia
dell’adolescenza, ma non si tratta certo di una missione qualunque, Hellboy non
può saperlo visto che allora non era ancora impiegato sul campo, ma il Prof. Bruttenholm
con l’aiuto della bambola russa Varvara (non fate domande, è una lunga storia,
oltre ad uno dei personaggi più fighi del “Mignolaverse”) aveva già affrontato
degli strambi omini in vitro creati dai Nazisti in Germania nel 1948, quando
ormai del Terzo Reich non restavano che le ceneri fumanti e i resti del loro
impero di terrore (tutto narrato in “B.P.R.D. Vol. 16 – 1948”).

Come la storia ci
ha insegnato, molti gerarchi Nazisti sono fuggiti in giro per il mondo, anche
in Brasile ed è proprio qui che Hellboy si scontra con dei “Ragazzi venuti dal
Brasile” molto particolari, tanto particolari… Delle scimmie!



Le SIMMIE! Anche qui ci sono le SIMMIE!!

Ecco, Mignola e
Arcudi hanno trovato l’unico modo per rendere un fumetto di Hellboy ancora più
figo: ficcarci dentro una scimmia! La scimmia in questione viene scambiata dai
locali per un mostro perché zompetta sui tetti con indosso una maschera e una
ehm, parrucca (storia vera), ma di fatto è il frutto degli esperimenti di un
Nazista in fuga che si diverte ad esporre i nostri cugini quadrumani ad un
liquido verde Lovecraftiano che sembra uscito da Il signore del Male.

Il Nazista per
sopravvivere ha una boccia sulla testa (uno dei tanti feticismi artistici di
Mignola, personaggi con la boccia dei pesci in testa), che Hellboy si diverte a
spaccargli con un pugno, insomma poca esperienza, ma già mani pesantissime per
il nostro “Red”.



Nessuna scimmia è stata ferita durante la realizzazione di questo fumetto.

Alex Maleev si
dimostra a suo agio anche ad interpretare le fisionomie pazzesche suggerite da
Mignola, provateci voi a rendere credibile come minaccia una grossa scimmia con
la parrucca. Maleev ci è riuscito e anche molto bene!

Hellboy &
B.P.R.D. Vol. 2 – 1953
Per il secondo
volume, Mike Mignola riporta in scena un vecchio amore, ovvero quello
per le storie brevi. Mignola si è sempre divertito a rendere il suo Hellboy
protagonista di brevi storie e questo volume porta avanti al tradizione.
S’inizia subito
con quattro storielle molto brevi, tutte scritte da Mignola e disegnate
dall’ottimo Ben Stenbeck, già visto al lavoro sulle pagine di Frankenstein Underground e Baltimore.
Ne “La mano
fantasma” Hellboy affronta la maledizione di una beh… Mano!
Avete presente la
mano della famiglia Addams? In inglese il suo nome ufficiale è “Things” ed è
proprio come gli abitanti della casa chiamano quell’affare a cinque dita che da
secoli spaventa gli abitanti del vecchio maniero, ci vorrà la presenta di
Hellboy per scatenare cinque dita di violenza!



Gioco di mano, gioco di villano.

“Testa cruda e
ossa di sangue” è una storiella veloce e briosa. La nuova insegna di un vecchio
Pub di provincia, evoca due gli spettri di tue tagliagole famosi proprio per i
loro coloriti soprannomi, una storiella di poche pagine con un finale quasi
satirico.

Ne “L’Albero
della strega”, invece, la maledizione di una vecchia strega viene annientata con
l’aiuto di una vecchia legione di soldati Romani risorta, in una specie di
versione in Latino degli “Argonauti”. Si finisce con “Il Kelpie” storiella che unisce
il personaggio del Folklore ad un momento triste del passato del Prof. Trevor Bruttenholm,
forse il suo primo incontro in assoluto con il paranormale.



“Ah cavallo golos… Ehm siamo sicuri sia una cavallo?”.

Nella seconda
storia più lunga, Mike Mingola ai testi fa squadra con l’autore di “IZombie” Chris
Roberson e al disegnatore Michael Walsh, per raccontarci una classica storia di
fantasmi… Cinesi!

Mignola unisce
questi spettri che parlano in cantonese, al mito tutto americano della
costruzione della ferrovia, trionfo ottenuto sul sangue di molti Cinesi morti, che
la sensitiva e compagna di viaggio di Hellboy, Susan Xiang saprà aiutare anche
solo grazie alla conoscenza della lingua giusta.
Il meglio per la
fine. “Oltre i recinti” è la storia più lunga del volume, ma anche l’esordio
nel “Mignolaverse” di un disegnatore straordinario come Paolo Rivera, che ho
già avuto modo di ammirare sulla pagine di “Daredevil” per i testi del grande
Mark Waid.



Il cane non morde, ma il diavolaccio rosso si!

Avete presente
quei cartelli tutti americani noti come “Lost Dogs”, gli annunci dei cani
scomparsi? Bene, nel quartiere visitato da Hellboy se ne vedono appesi un po’
troppi, anche se i bambini sono quasi tutti attratti dalla presenza del
Diavolone nel loro quartiere preciso ed ordinatissimo, tutti vialetti e
steccati bianchi.

Hellboy è una
specie di celebrità che combatte i Nazisti in giro per il mondo e qui si
diverte a concedere qualche autografo sulle copie del “Time” che lo immortalano
in copertina, poi, però, dovrà anche inventarsi Dog-Sitter, visto che i cani
scomparsi tornano, anche se leggerissimamente diversi (e più feroci) da quando
sono scomparsi.
Una storiella
veloce e come detto disegnata alla grande da Rivera, se siete anche voi amanti
dei cani vi piacerà particolarmente, altrimenti, potreste sempre rifarvi con le
“Frasi Maschie” snocciolate da Hellboy in lotta con le mostruose creature, la
migliore resta quella con cui chiude lo spettacolo: «Fai il morto».



Quelle battutacce che fanno subito eroe d’azione.

Insomma, anche “Le
avventure del giovane Hellboy” non deludono, la qualità è sempre molto alta, il
divertimento non manca, anche perché Mignola ha davvero idee da vendere quando
si tratta di mescolare generi e dire la sua su classici temi Horror e Pulp, inoltre
è bello poter continuare a leggere nuove storie di un personaggio che mi ha
accompagnato per tutta la mia vita di lettore.

Dove vanno i
personaggi dei fumetti tra un numero e l’altro? Questi due volumi sono una
buona risposta alla domanda!
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