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In diretta dal mio comodino: The Walking Dead vol. 22 & Outcast n. 2 (Robert Kirkman Edition!)

Un paio di
letture Kirkmaniane che arrivano dritte dalla pila di fumetti sul mio comodino,
per voi oggi abbiamo l’ultimo volume di The Walking Dead e il secondo numero di
Outcast, buona lettura!


The Walking Dead vol. 22 – Un nuovo inizio


Se l’omonima
serie tv zoppica, per fortuna il fumetto originale di Robert Kirkman procede a
gonfie vele ed è sempre una delle letture a cui do priorità una volta tornato
a casa dalla fumetteria carico di tanti bei fumettini… Oh, che gioia!

“Un nuovo
inizio” non è solo il titolo di questo 22esimo volume, ma è davvero una
manifestazione di intenti per lo sceneggiatore Robert Kirkman, dopo gli eventi
della saga “Guerra Totale” le comunità di Alexandria, Hilltop e il Regno, si
sono unite sotto la leadership di Rick Grimes. Lo stratagemma narrativo è tanto
abusato quanto efficace, all’inizio di questo volume ritroviamo tutti (o quasi)
i protagonisti della serie, ma grazie ad un’ellisse narrativa sono passati
parecchi mesi (forse anche un anno) dal volume precedente.
In questo
periodo, grazie alla lungimiranza del piano di Rick, le comunità si sono
riorganizzate ed è ricominciata la produzione di armi e proiettili. Ma anche la
coltivazione va a gonfie vele e i nostri sono esaltati dalla piena
funzionalità del mulino, che permetterà lor di mangiare nuovamente il pane,
dopo anni di privazione… Per la pizza bisognerà aspettare di trovare un
sopravvissuto napoletano, portate pazienza!



No, Rick non è diventato un Black Block, ha le sue motivazioni, credetemi…

In pieno rispetto delle regole dettate dal “Manuale per
sopravvivere agli zombie” di Max Brooks, i nostri si sono riorganizzati in una
specie di Far West post apocalittico. A differenza della serie tv, hanno
preferito armi da taglio e cavalli, ai classici (e rumorosi) revolver e SUV, ma
si sa che le controparti televisive di Rick e compagni sono solo una versione
imbecille degli originali…

Tutto pesche e crema? Non proprio, perché Rick deve
affrontare il più pericoloso dei mali… Le turbe adolescenziali del figlio Carl!
Se non altro Kirkman riesce a tratteggiare padre e figlio
in maniera credibile, senza scadere nei soliti clichè e, in particolare, lascia
aperta una sottotrama che potrebbe rivelarsi molto interessante in futuro. Non
vi rivelerò la sua identità per non rovinarvi la lettura, però sappiate che Carl
si confida con un personaggio noto ai lettori della serie…
Ma se i nostri protagonisti sono evoluti (anche nel look)
anche le loro storiche nemesi hanno delle novità, sappiate che se come me,
siete dei puristi che guardano di cattivo occhio i “Fast Zombie”, beh Kirkman
ha in serbo un’evoluzione ancora più inquietante, ma occhio alla penna, perché
è l’ennesimo trucco di un narratore che ha saputo traghettare la sua serie
oltre il traguardo del numero 100 e che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ci aveva promesso la “Never ending zombie story” e per ora possiamo dire che
sta mantenendo la parola data, anche perché il finale del volume 22, ti fa
venire voglia di avere già il numero 23 tra le dita.
Mancava qualcuno armato di frecce anche nel fumetto, bisogna ammetterlo.
Tra nuovi personaggi uniti al gruppo e svolte molto
interessanti, “The Walking Dead” si conserva una serie da non perdere, anche il
disegnatore titolare Charlie Adlard fa il suo lavoro mantenendo il suo
tratto solido e aggressivo, ben supportato dalla chine di Stefano Gaudiano. Non
sono mai stato un fan di Adlard, però devo dire che ora come ora, non potrei
proprio immaginare questa serie senza le sue matite.

Outcast N.2 –
Ricordo quando mi amava

Il primo numero (trovate tutto QUI) non mi aveva
pienamente convinto, quindi siccome sono un testone, ho deciso di accaparrarmi
anche il secondo numero di “Outcast – Il reietto” che ha confermato gli evidenti
PRO della serie di Kirkman, ma anche i CONTRO, molti dei quali legati
all’edizione italiana della SaldaPress.

Esattamente
come il primo numero, anche questo secondo albo si apre con una scena horror
molto efficace per introdurre il nuovo caso di possessione che il
recalcitrante Kyle Barnes dovrà affrontare.
In questo numero ho apprezzato moltissimo
l’approfondimento del personaggio di Padre Anderson, un uomo di Chiesa fuori
dagli schemi, con una visione di Dio e della sua religione che stranamente condivido
abbastanza e per un Ateo radicale è piuttosto strano.
Come si intuisce dal titolo, Kirkman ci regala
qualche (breve) flashback sulla fidanzata di Kyle, ho trovato molto
interessante anche il dialogo tra Megan e suo marito riguardo il pestaggio di cui il
baffuto poliziotto si è resto protagonista nello scorso numero. Non c’è davvero
molto da aggiungere sul talento di Kirkman nello scrivere dialoghi efficaci e nel saper tratteggiare personaggi e dinamiche molto realistiche, il problema è che
in questo secondo numero, non succede davvero nulla di significativo, se non
fosse per il primo incontro tra Kyle e il misterioso uomo vestito di vero, visto
alla fine dell’albo precedente e questo mi rimanda al grande CONTRO di questa
serie.

Anche un esorcista, la mattina presto ha i suoi bei problemi ad infilarsi le braghe.
Negli Stati Uniti “Outcast” esce a colori e a cadenza
mensile, capisco perché la SaldaPress abbia deciso di cavalcare il formato
Bonelliano già utilizzato per le ristampe di “The Walking Dead”. Ma è anche
chiaro che Outcast è una storia che rischia di perdere qualcosa se
eccessivamente spezzettata e due mesi tra un numero e l’altro mi sembrano
francamente troppi. Se mai rileggerò questo fumetto, sarà in un’edizione in
volume a colori, che sono sicuro prima o poi la SaldaPress farà uscire, anche
perché vantarsi di aver “scolorito” le ottime matite di Paul Azaceta, mi sembra
un po’come vantarsi delle righe sulla fiancata della propria auto…
Azaceta fa un lavorone, è bravissimo a ricreare
l’atmosfera della storia, oltre ai protagonisti, godetevi i suoi sfondi, spesso
nei fumetti i luoghi dove i personaggi agiscono vengono dati un po’troppo per
scontati, per fortuna non da Azaceta, il Maryland in cui è ambientato “Outcast”
è realistico e velatamente inquietante, come dovrebbero sempre essere le
location delle storie horror.
Sono sicuro che sulla lunga distanza “Outcast” dimostrerà
il suo valore, ma questo formato scelto dalla SaldaPress mi fa troppo girare le
palle, mi prenoto per la ristampa a colori, già i fumetti costano, non vale la
pena farsi prendere per il naso in questo modo.
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