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James Bond – Vargr: Agente 007 operazione fumetti

Devo fischiettarvi
il celebre tema musicale? Oppure, vi basta sapere che sono finalmente disponibili
anche in Italia (edito da Panini Comics) le nuove avventure a fumetti dell’agente
segreto più famoso del mondo?

Vargr, se ve
lo state chiedendo, non mi sono dimenticato di digitare qualche lettera (per
una volta), in realtà, si tratta del nome norreno del lupo, inteso come
distruttiva entità malvagia ed è proprio qualcosa di malvagio quello che Bond
deve affrontare, in questa avventura disegnata da Jason Masters, ma soprattutto
scritta da un maestro del fumetto, il grande Warren Ellis!
Mi sono accaparrato
questo fumetto perché la coppia 007 e Warren Ellis è troppo ghiotta per me,
sono un appassionato dei film di James Bond e ho amato moltissimi dei fumetti
di Ellis, partendo dal mitico “Transmetropolitan” fino ad arrivare al suo
(purtroppo breve) ciclo sulla pagine di Moon Knight.
Ellis ha
dichiarato che per affrontare l’iconografia sproporzionata dell’agente al
servizio segreto di sua maestà, ha preso ispirazione dal racconto breve “Risico”,
ovviamente, scritto dal creatore di James Bond Ian Fleming, pubblicato nella
raccolta “For you eyes only”, la stessa da cui proviene il racconto “Quantum of
Solace” da cui hanno tratto l’obbrobrioso film onomino.
L’idea di
Warren Ellis è quella di fare un fumetto che sia un vero e proprio film su
carta, è chiaro fin dalla prima pagina: Bond sta inseguendo un simpaticone per
le strade di Helsinki, uno scontro brutale in un cantiere a colpi di pala, che
sembra un omaggio allo scontro iniziale in spiaggia a colpi di arpioni di “Al
servizio segreto di Sua Maestà”. La missione è quasi una “vendetta privata”
(occhiolino, occhiolino) perché Bond deve vendicare la morte dell’agente 008,
volti pagina e come tutti i film di Bond che si rispettino, partono i titoli di
testa del volume!


Dopo questa, potete far partite il tema musicale

La missione è
un po’ particolare: l’Inghilterra è nella morsa di una nuova letale droga che
uccide in modo drammatico e con svariati schizzi di sangue, per indagare l’agente
007 dovrà volare in Germania, ma per via delle moderne regole sugli armamenti,
viene privato della sua preziosa Walter P99, come sappiamo già dai primi minuti
di “007 – Licenza di uccidere” (1962) ogni volta che James viene separato dalla
sua arma preferita soffre e questa volta non è diversa da tutte le altre.

Bisogna dire
che Warren Ellis s’impegna ad aggiornare il mondo di 007, ad esempio, Moneypenny
più che flirtare maliziosamente con James, diciamo che lo molesta proprio
rivolgendogli battute più che esplicite, mi sembra anche giusto: chi la fa, l’aspetti
James!


Quando il femminismo ti si rivolta contro.

In Germania le
cose si complicano, ancora disarmato Bond viene avvicinato da una signorina
niente male, la sua strana spiegazione sul suo (ancora più strano) accento
convince poco Bond ed un attimo dopo sono sui sedili posteriori dell’auto a
distanza ravvicinata uno dall’altra, ma non per le ragioni che state pensando
voi!

La ragazza è
dotata di un braccio robotico degno degli sgherri della Spectre dell’era Roger
Moore, dietro a questa avanzata, ma letale invenzione c’è lo stesso losco
personaggio, Slaven Kurjak sopravvissuto ad un campo di concentramento
Jugoslavo, ha fatto dono al mondo di queste tecnologiche protesi e
probabilmente non solo di quelle, visto che pare implicato nella diffusione
della nuova letale droga.


Copertina alternativa del grande Glenn Fabry.

Il volume
della Panini presenta le prime sei storie, ovvero il primo ciclo dedicato dalla
Dynamite press alla celebre spia, Warren Ellis fa un buon lavoro, il suo Bond
non si perde in chiacchiere ed è uno che non ha paura di sporcarsi le mani, in
questo senso è simile a quello di Daniel Craig, anche se esteticamente Masters ha dichiarato di essersi ispirato
alle illustrazioni del personaggio che a suo tempo Fleming aveva commissionato
per i suoi libri, Il risultato funziona, questo Bond non solo ha una piccola
cicatrice sul volto, ma è capace di momenti di vera freddezza.

Il volume si
legge in fretta, purtroppo lo sviluppo centrale è forse un po’ frettoloso e la
soluzione micidiale drastica e crudele come la bella scena di apertura, in
generale ho apprezzato, però, il lavoro fatto da Warren Ellis che ha cercato di
dare un tocco moderno al personaggio, rispettando le varie influenze da quella
più caciarona dei film di Roger Moore, per arrivare al Bond più algido degli
ultimi film.
La Dynamite ha giù annunciato che usciranno
altre avventure dedicate all’agente segreto, non resta altro che mettersi
comodi ed aspettare, chi vuole una Vodka Martini. Agitato, non mescolato,
ovvio.
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