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Jeepers Creepers 3 (2017): caccia al mostro, in tutti i sensi

Al fine del ripasso giungemmo, ultima tappa per Jeepers Creepers in attesa del nuovo capitolo, anche se bisogna ammetterlo, la terza sortita del Creeper è una vera sofferenza.

Sofferto penso sia la parola chiave di questo capitolo, perché si è fatto attendere più del dovuto, perché la sua pre produzione è stata una via crucis e soprattutto perché è una sofferenza guardarlo, per più di una ragione, ma come avrebbe detto Anders Celsius, andiamo per gradi.

Jeepers Creepers 2, pur essendo costato più del primo capitolo, incassò più o meno la stessa cifra, con quella sua struttura, che ammettiamolo deve più di qualcosa al clown assassino di Stephen King, la saga sembrava pronta per attestarsi su un seguito ogni due o tre anni, ma come si dice in questi casi, la trama si complica.

Svulazza! Svulazza! (cit.)

Victor Salva annuncia più volte “Jeepers Creepers 3: Cathedral” la storia di Trish, che dopo aver visto uccidere suo fratello nel primo capitolo, torna per vendicarsi in un film che avrebbe dovuto approfondire la cattedrale del titolo, la tana dove il Creeper portava le sue vittime per smembrarle e ricucirle in tutta comodità. Il film sembra pronto per il 2006, poi viene annunciato nuovamente nel 2011 e nel 2013, mentre si favoleggia che sarà addirittura un capitolo in 3D (in linea con le mode del periodo), ma nel frattempo Victor Salva si ritrova ad affrontare un nemico ben peggiore del suo Creeper: i suoi trascorsi personali vengono scoperti dal popolo di “Infernet”.

Seguire le notizie su “Jeepers Creepers 3” è stato un calvario, una caccia al mostro a colpi non di torce e forconi ma di tastiere. Quando ancora Salva fatica a mettere insieme budget e cast per “Cathedral”, un agenzia di attori canadese ripesca la notizia della sua incarcerazione per molestie sessuali su minori, facendo scappare ogni aspirante attrice o attore, questo costringe il regista ad andare a girare dal Canada al profondo sud degli Stati Uniti per usufruire delle agevolazioni fiscali, offerta per chi gira da quelle parti, ma intanto il soggetto va ridimensionato mentre su “Infernet” quando inizia a piovere, grandina.

«Patente e libretto, grazie»

Una volta completato, “Jeepers Creepers 3” esce direttamente per il mercato dell’home video, guadagnandosi per puzza la distribuzione in poche sale americane con un solo giorno di programmazione, il 26 settembre del 2017 perché? Per il semplice fatto che il popolo è insorto contro il regista mostro ed è partita la campagna per boicottare il film diretto da un pedofilo e qui ci vuole una doverosa precisazione.

Lo sapete perché lo ripeto quasi ogni settimana qui sulla Bara, come essere umano non ho grande stima per Victor Salva, gli unici giudizi che mi permetto di esprimere sono sul suo lavoro come regista e gli riconosco il fegato di non aver indietreggiato quasi mai, di aver sempre usato il cinema anche per elaborare i suoi trascorsi, insomma, quello che fa qualunque altro regista da quando esiste la settima arte. Perché questa campagna d’odio mediatica non è cominciata (non con tale forza) già nel 2001, quando va ricordato, Salva aveva già scontato la sua pena in carcere per eventi accaduti più di un decennio prima? Facile capirlo, Internet del 2001 funzionava a carbone (o a 56k), mentre nel 2017 era ormai di pubblico dominio, quindi era più facile per chiunque moralizzare e attaccare uno che non ha mai vinto premi Oscar, ma che dirige film horror, per di più con ragazzi in pericolo.

«Cassidy, tu te le cerchi proprio le rogne eh?»

Questa è la doverosa (e dolorosa) premessa, poi bisogna arrivare a parlare di “Jeepers Creepers 3” e qui posso esprimere gli unici giudici che mi leggerete esprimere su Salva, ovvero sul suo lavoro come regista, che al netto dei visibili limiti di budget si vedono tutti. Questo terzo capitolo azzecca delle trovate e ne sbaglia altrettante, se non di più, il risultato è uno stillicidio, per noi spettatori, per Salva, per il Creeper, insomma un bagno di sangue, ma non quello che ci si aspetterebbe da un Horror.

Per prima cosa è chiaro che Salva debba fare di necessità virtù, quindi non potendo narrare della “cattedrale” del Creeper, sceglie di mettere al centro del film un altro elemento iconico del personaggio più a portata di mano e di budget, ovvero il suo furgone, ma è come sceglie di farlo che sembra tanto un mezzo auto sabotaggio.

“Jeepers Creepers 3” inizia pochi secondi dopo l’attacco alla stazione di polizia visto nel finale del primo capitolo, ma ben prima del ventiduesimo giorno di caccia di Jeepers Creepers 2. Insomma più che “Jeepers Creepers 3” avrebbero dovuto intitolarlo “Jeepers Creepers 1.5” ma con la postilla, perché in ogni caso il film prova a tenersi una porta aperta per un quarto capitolo, che a questo punto, avrebbe dovuto essere il vero “Jeepers Creepers 2” con Trish che torna per la sua vendetta. Complicato? Si, inutilmente oserei dire.

«Sto in piedi sul tetto, tanto ho il camion a guida autonoma»

La prima scena non solo ci riporta subito dopo il massacro, con ancora la polizia in tenuta anti sommossa dopo l’attacco del Creeper, ma si concentra sul suo camioncino, parcheggiato fuori dal distretto di polizia e carico di cadaveri nel retro, il mezzo blindato che ad una prima occhiata sembra tenuto insieme dalla ruggine, come scopriranno presto i poliziotti ha più gadget della Batmobile: grate che si chiudono tipo tagliola, arpioni semi organici che partono dalla marmitta, oltre ad un sistema di guida autonoma che fa invidia a quando Michael Knight richiamava K.I.T.T. usando l’orologio da polso.

Incredibile come ad ogni nuovo capitolo, sempre più incastrati in quei 23 giorni di caccia, Salva riesce ad aggiungere elementi da aggiungere all’iconografia sì, ma proprio come gli Shuriken del secondo film, creano anche incongruenze. Ma fermi qui perché non è finita, non vogliamo metterci anche uno squadrone della morte di genitori incazzati pronti a boicottare il film diretto da un pregiudicato ad uccidere il Creeper che ha ucciso i loro cari, tutti organizzati in una sorta di squadra con tanto di logo teschiato da esporre su berretti e cappotti, armati fino ai denti, comandati dallo sceriffo Stan Shaw e auto proclamati “Creeper Hunters”? Spero almeno che questa fosse una satirica critica da parte di Salva.

«Non state pensando ai bambiniiiiii!!»

Anche perché la banda di cazzutissimi papà e mamme incacchiate, sono armati di fuciloni mitragliatori caricati a bordo dei loro Pick-Up, si preparano da 23 anni a questi 23 giorni, ma quando entrano in azione, fanno comunque la figura dei cioccolatai e qui non riesco a capire se sia la cara vecchia ironia di Salva, oppure il freno a mano tirato di un film che non ha budget e che ha una paura fottuta di urtare la sensibilità di qualcuno, anzi di chiunque, ma prima di arrivare a questo punto chiave, aggiungiamo un elemento, perché vuoi non fare l’errore di mettere anche troppa carne al fuoco? Eh no, non ci siamo fatti mancare nulla per questo terzo capitolo.

Gli occhi azzurrissimi di Meg Foster, sono quelli dell’unica vera attrice del film (Stan Shaw ha una parte monodimensionale perché possa influire positivamente sul risultato finale), qui le tocca una nonna con le visioni, un sopravvissuta del Creeper che conserva interrate alcune parti del suo corpo, nello specifico una mano prima che qualcuno inizi a pensare male, con cui nei piani originali di Salva, avrebbero dovuto raccontarci qualcosa delle origini antiche e oscure del Creeper, di fatto quello che ho visto io è solo arti mozzati svolazzanti, Meg Foster che recita stati di trace e abbozzati riferimenti a chissà quale Grande Antico, insomma un lungo e noioso menare il can per l’aia, mentre il Creeper questa volta si accanisce su un gruppo di giovani motocilisti, che hanno fatto l’errore di aver pisciato sul camion sbagliato, letteralmente, non è una figura retorica la mia.

Meg Foster, unica vera attrice in un cast di semi dilettanti.

Se non altro qui Victor Salva, dirige tutto in pieno giorno proprio come nel bel prologo di Jeepers Creepers 2, ci fa vedere un po’ di ammazzamenti e qualche trovata simpatica, come il Creeper senza un occhio, che fatica a prendere la mira con la sua lancia, prima di infiocinare un paio di ragazzi, se volete vederci una metafora fatelo pure, ma è poca roba anche per le abitudini di Salva, che senza budget si affida ad un paio di zampate buone di regia ben fatta ma per il resto, pare uno che sta dirigendo camminando sopra le uova.

Sarebbe fin troppo facile accanirsi su scene come quella del coniglio in gabbia, che francamente non ho capito (quell’effetto sonoro tipo molla dei cartoni animati cosa sarebbe?), oppure quella del camioncino ribaltato con le due vittime dentro, che non sarebbe nemmeno malissimo se non si vedessero tutti i limiti della produzione, quello che non si capisce è questa paura nel mostrare il sangue e i morti. Salva che era stato addirittura spericolato nel mostrare ragazzi in pericolo, contribuendo a demolire alcuni stereotipi di genere e del genere, qui è chiaro che ogni ammazzamento avvenga in modo da non urtare nessuna sensibilità, gli effetti della campagna di boicottaggio si vedono tutti, su un film che comunque è già nato disgraziato di suo.

«Lancia la lancia, ti sfido a farlo, fallo» (cit.)

Almeno Phantasm V -Ravager, pur con tutti i suoi visibili limiti, era pensato per i “Phans”, per essere un last hurrah come dicono gli Yankee che lancia il cuore oltre l’ostacolo per chiudere alla grande. “Jeepers Creepers” che a mio avviso anche solo di nome, è una saga più popolare di quella di Phantasm, al netto degli stessi titoli non solo sforna un film che pare avere paura di fare l’horror, ma risulta ben più disastrato.

La caccia del Creeper, la scalcagnata sotto trama delle sue origini e i “Creeper Hunters” in azione, sembrano spezzoni di tre film diversi, non proprio amalgamati tra di loro al meglio, anzi proprio no, come se Salva in sala di montaggio abbia cercato di unire i pezzi costruendo una sorta di rabberciata creatura di Frankenstein, per poi infilarci l’apparizione di Trish nei minuti finali, sperando di tenersi aperta una porticina per un quarto capitolo, che chissà mai se arriverà o se gli lasceranno mai girare.

Sta di fatto che l’imminente “Jeepers Creepers: Reborn” è già stato annunciato come un film dove Victor Salva non ha avuto nessun coinvolgimento, un dettaglio ribadito a chiare lettere per evitare polemiche in vista dell’uscita del quarto capitolo, che sarà diretto da Timo Vuorensola (quello di “Iron Sky”). Insomma, indipendentemente dai giudizi personali su Salva che non sono materia di questa Bara, mi fa riflettere cosa possa muoversi intorno ad un film e al suo creatore, il Creeper si risveglia per nutrirsi ogni 23 anni, ma il mondo che ritrova è più tagliente dei suoi Shuriken.

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