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John Carpenter’s Lost Themes (2015): Suonala Giovanni, suonala

Creaturine della notte (o delle note),

Non avete idea di quanto io sia felice di poter sfoggiare il miglior utilizzo possibile del genitivo sassone, in un titolo di un post: John Carpenter’s
Si perché qui alla Bara, Giovanni Carpentiere gode di illimitata stima e profondissima ammirazione, ora, potrei trasformare questo Post in un mero elenco di titoli presi dalla filmografia del regista, o tediarvi nel tentativo di riassumere in poche righe, cosa rappresenta John Carpenter e il suo cinema per il sottoscritto. Non ci provo nemmeno, ma vi dico una cosa: qui sulla Bara si parlerà di Giovanni Carpenter, lo si farà diffusamente, è una promessa, ma suona come una minaccia, stay tuned, anzi… Restate Tonnati!


Ora, sappiamo
tutti che il baffo ultimamente si è dedicato a tempo pieno al divano di casa
sua e alla partite della sua squadra del cuore: i Los Angeles Lakers.

Per nostra
fortuna, i giallo viola sono reduci da due stagioni in cui hanno
fondamentalmente raccolto risate e la stagione in corso non promette niente di
diverso. Pensate, fanno così schifo, che persino il nostro John ha deciso di
alzare il culo dal divano e dedicarsi al suo album di debutto: è uscito il 2
Febbraio, si intitola Lost Themes, anzi… “John Carpenter’s Lost Themes”.
Composto nella
comodità della sua casa (mi immagino posaceneri traboccanti di mozziconi) con
la collaborazione di suo figlio Cody Carpenter (leader della band Ludrium) e il
suo figliastro Daniel Davies (compositore delle musiche per “I,
Frankestein”… Non mi fate dire altro su quel film please).
Giovanni ha
rimesso mano a tastiere e sintetizzatori, sfornando un disco con nove bravi
originali, perfettamente in linea con le colonne sonore composte per i suoi
film. In questo album si sentono gli anni di esperienza e il risultato è decisamente
Old-School, qui sotto trovate la tracklist:
01 – Vortex
02 – Obsidian
03 – Fallen
04 – Domain
05 – Mystery
06 – Abyss
07 – Wraith
08 – Purgatory
09 – Night

“Fammela più sinistra quella nota, tu, più alto quel basso”
Visto che me
lo sto sparando in vena da qualche giorno, aggiungo anche un breve commento
sui singoli pezzi:
Vortex: pezzo
che parte fortissimo e fa salire un discreto fomento, le tastiere di Giovanni
entrano forti, ha qualcosa di “1997 Fuga da New York”, ma con più chitarre…brutto?
Obsidian: è il
pezzo con l’attacco iniziale più potente, suona decisamente sinistro, ritmo
trasportante, è senza ombra di dubbio una delle tracce più incisive del disco, vi
resterà in testa già dopo il primo ascolto.
Fallen: un
inizio che mi fa quasi pensare ad un Western, ma verso metà si gioca un cambio
di tempo che levati, ma levati proprio… Fighissimo!
Domain: questa
è una delle mie tracce preferite del disco, in sottofondo se ascoltate bene si
sente un rumore costante, tipo denti digrignati, sono i Goblin di Simonetti,
affetti da rosicante bruxismo, perché Giovanni gli ha fatto le scarpe. Tastiere
urlanti, sono giorni che continuo a fare paaa raa raa raa! Raa! paaa raa raa raa!
Raa!
Mystery: il
titolo riassume bene l’atmosfera del pezzo, vi guarderete attorno in ansia per
quattro minuti e qualcosa.
Abyss: forse
il pezzo più evocativo, sa proprio di male che sorge, si avverte la costante
minaccia, provate a ritrovarvi la sera, per strada, a dover correre dietro al
bus per non perderlo, con questo pezzo nelle orecchie, vi sentirete il
protagonista di un Horror che scappa dal mostro… Un’ esperienza di vita vi giuro!
Wraith: indubbiamente il brano più Old school di tutto il disco, capace di salvare un
Horror medio dall’oblio con la sola presenza nella soundtrack.
Purgatory: inizia quasi malinconico, poi comincia un ritmo ossessivo tipicamente
Carpenteriano, sembra di sentire proprio l’orrore che striscia fuori dal pozzo
dove si era rintanato, finale trascinante, quasi epico.
Night: ascoltandolo ho pensato ad atmosfere urbane, rigorosamente notturne come titolo
impone, sa un po’ di “Distretto 13”, poi però si gioca un riff che ti si pianta
sotto pelle e non ti molla più.

“Questo disco è stato composto usando QUESTE mani”
Per concludere
vi riporto un commento di Giovanni stesso, riguardo a questo disco:
“Il miglior
modo per descrivere quello che abbiamo fatto è una serie di ‘sampler’ per
colonne sonore. Sono piccoli attimi di musica per film che abbiamo immaginato.
Adesso, noi speriamo che ciò inspiri la gente a creare film che possano usare
queste musiche.”
Ecco appunto,
perché dovrebbe essere qualcun altro? Ascoltando “Lost Themes” viene una voglia
pazzesca di vedere i nove film da abbinare a questi brani.
Oh Giovà! Se
par caso volessi essere tu stesso a dirigerli, non si offende nessuno, anche
con comodo, con i tuoi tempi, tanto parliamoci chiaro, finché i Lakers saranno
costretti a pagare quella cifra Kobe Bryant, non andranno da nessuna parte in
campionato, quindi se ti va, le colonne sonore sono già pronte, quando vuoi, questa
Bara Volante aspetta solo te.
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