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John Wick – Capitolo 2 (2017): l’urlo di Keanu terrorizza anche l’occidente

Torna il personaggio più amato dai cinofili, ma anche dai
cinefili, in particolare quelli amanti dei film d’azione fatti come John Woo
comanda, inutile girarci attorno, “John Wick: Chapter 2” è una discreta bomba!

Il primo film era stata una bella sorpresa, la coronazione
di un percorso di rientro ad Hollywood da parte di quel Keanu Reeves che era
diventato suo malgrado protagonista di tanti Meme su Internet e poco altro. Un
percorso all’insegna dei film d’azione, iniziato con un film da regista, il
gustoso “Man of tai chi” (2013) e culminato proprio con questo il primo John Wick, diretto da una vecchia
conoscenza di Reeves, suo storica controfigura fin dai tempi di Point Break.
Chad Stahelski, appassionato di arti marziali, stuntman
professionista e coordinatore degli stunt in tutti i film giusti, ma proprio tutti tutti i film giusti, in coppia con il suo compare Derek Kolstad,
responsabile di soggetto e sceneggiatura, ha mandato a segno il primo John
Wick e prossimamente, se tutto va bene, lo vedremo al lavoro su un film che
nelle sue mani potrebbe brillare, ovvero il remake di Highlander – L’ultimo immortale.
Parliamoci chiaro: il primo film dedicato al Baba Yaga di Keanu
Reeves, era orgogliosamente vecchia scuola, al più letale assassino del mondo,
quello di cui anche l’uomo nero ha paura (Cit.), viene revocato lo stato di
pensionato nel modo più classico e drammatico possibile, gli muore la moglie e
poi uno stronzetto figlio di un gangster russo gli ruba la Mustang del ’69 e
gli ammazza il cane. Ora, da amante degli animali e dei cani in particolare,
io non ci vedo davvero nulla di anormale in questa trama, anzi sarei capace di
fare anche peggio, ma bisogna dire che John Wick, portava avanti l’antica
tradizione del pretesto per cominciare l’azione, tanti Kung-Fu movie iniziavano
con “Hai ucciso il mio Maestro, preparati a morire!”, quindi perché non un bel
“Hai ucciso il mio cane, preparati a morire!”.

“Morde il cane?”, “Lui è bravo, ma è del padrone che dovreste preoccuparti”.

Un pregio del primo film è che questo pretesto, avveniva
sullo sfondo di un mondo totalmente immaginario, in cui gli assassini a
pagamento avevano un loro sottobosco criminale organizzatissimo, fatto di
alberghi a cinque stelle pronti ad affrire protezione o armamento. Detto
questo, la trama di questo “Capitolo 2” prosegue la storia con lo stesso
identico spirito, ma ampliando il discorso sul mondo criminale e, soprattutto,
facendo quello che ogni sequel di un film di successo dovrebbe sempre fare: alzare la posta in gioco.
Nella scena di apertura John Wick (Keanu Reeves che
guadagna ulteriori punti stima), risolve le trame rimaste aperte con i Russi,
riprendendosi la sua Mustang, dallo zio dello stronzetto che ha iniziato il
casino del primo film, che qui ha il grugno del mitico Peter Stormare, pronti
via, inizia un inseguimento d’auto in un parcheggio coperto girato come si
deve e con un minimo (e non urticante) utilizzo di CGI, che culmina con una
bella scena di lotta fatta davvero come si deve, inquadrature larghe, nessuno
stacco di montaggio per nascondere i colpi, insomma come dovrebbero SEMPRE
essere diretti i film di questo genere.

Sono un uomo semplice, bastano cose come questa a farmi contento.

Tutto finito? John Wick può finalmente godersi il suo
ritiro? Assolutamente no, perché riceve la visita del capo cosca Santino
D’Antonio (tenetevi forte, Riccardo Scamarcio che riesce ad essere pure
credibile nel ruolo, l’apocalisse è vicina…) a cui John deve un favore, che
consiste nell’uccidere la sorella di Santino, Gianna D’Antonio (Claudia Gerini,
stesso discorso di Scamarcio, vedi sopra!) nominata Capa della Camorra al posto
dell’invidioso fratello. Insomma, si parte da qui, avete presente Steve Van
Zandt nei Soprano quando imita Al Pacino? Stessa cosa: “Tutte le volte che esco
quelli mi ributtano dentro…”.

“Keanu sono di cattivo umore, fammi l’imitazione di Al Pacino Steve Van Zandt Silvio Dante”.

John Wick parte per Roma, per uccidere Claudia Gerini
(probabilmente anche lui ha visto “Tulpa”), qui partono una serie di immagini
da cartolina della capitale, evidentemente Hollywood non si è mai ripresa,
perché sembra davvero di guardare L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, ma
senza Bruce Lee nel Colosseo posticcio, su questo argomento tenetemi l’icona
aperta che ripasso.
Partiamo subito dai difetti, così poi posso scatenarmi. “John
Wick – Capitolo 2” dura 100 minuti, forse anche un po’ troppi per una trama
volutamente risicata e dai risvolti non impossibili da intuire (mi rifiuto di
credere che non avete già capito che piega prendere ail film dai!), nella parte
centrale, in particolare, alcuni dialoghi allungano davvero troppo il brodo e
considerato che il film è stato girato in parte in Italia, ho temuto di
trovarmi di fronte ad un’altra di quelle pellicole in cui si viaggia all’estero
per tenere bassi i costi di produzione e si fa parlare i personaggi in una
stanza per fare minutaggio, poi per fortuna, intorno al quarantemimo minuto o
giù di lì, Chad Stahelski e Keanu Reeves si sono ricordati che un sequel deve
andare oltre e loro semplicemente, sono andati oltre!
In “John Wick: Chapter 2” c’è la classica scena della
vestizione dell’eroe (d’azione) che mette in chiaro anche all’ultimo degli
spettatori che questa storia è ambientata in un mondo volutamente irrealistico,
un mondo fatto di Sommelier (Peter Serafinowicz) che invece di illustrarvi la
carta dei vini, vi offrono un Benelli M4, definendolo “Un classico italiano”,
oppure dei sarti, bravissimi a confezionare il classico completo da uomo a due
bottoni, però fatto in Kevlar, in modo che non si debba indossare l’anti
proiettile sotto la giacca, che poi non veste bene.

Mai rinunciare al suo stile, nemmeno durante una carneficina.

In tutto questo, il miscuglio di lingue funziona, temo che
il doppiaggio calerà come una pialla zappando via tutto, ma in originale sia
Scamarcio che la Gerini tengono botta e per tutte le espressioni colorite in
Italiano buttate dentro dai due, c’è sempre un “GraZI” pronunciato da Reeves o
da Common seduti al bar dopo aver fatto brutalmente a botte (scena che ho
trovato molto divertente a dirla tutta). Io non sono uno di quelli che inizia a
sventolare il tricolore cantanto “Po Poro Popopopo” quando vede l’Italia o gli
attori italiani in un film ammerriGano, al massimo posso essere felice che,
anche se qui è la fiera del clichè sull’Italia, i nostri attori funzionino, non
credo sia un caso che la battuta più divertente di tutto il film la faccia il
più sdoganato ed internazionale dei nostri, Franco Django Nero.
Potrei stare qui a parlarvi della mezza scenetta in cui Neo
e Morpheus organizzano una piccola “Reunion” dei tempi di “Matrix”, ma il
personaggio di Laurence Fishburne per ora è solo una delle tante facce giuste,
in un film che ne conta in abbondanza, da Ian McShane, John Leguizamo e Lance “The
Wire” Reddick siamo ben messi, il motivo per cui “John Wick – Capitolo 2” è un
gran film è un altro: l’azione!

“Non doveva esserci anche Carrie-Anne?”, ” E’ bloccata nel traffico, magari arriva per il Capitolo 3″.

Quando nella location delle Terme di Caracalla il film
comincia per davvero, iniziamo a divertirci anche noi spettatori, coreografie
lunghe, complesse ed intricate, pochissimi stacchi di montaggio, ma soprattutto
la dedizione totale ed assoluta di un Keanu Reeves da applausi.
In quella che sembra una versione estesa della scena della
discoteca del primo film, il suo John
Wick spara a tutti due colpi al petto e uno alla testa, come i Forze Speciali
(“Collateral” e Michael Mann docet), prima di vedere il film mi ero gustato
parecchi video in rete di Keanu impegnato ad allenarsi per questo film,
esercitazioni con le armi, palestra, guida sportiva e arti marziali come se non
ci fosse un futuro.

Grazie signor Stahelski, che John Woo ti benedica!

Qui tutto il suo allenamento si vede, Reeves è forse un po’
lento nei movimenti (ci riparliamo quando avrò io la sua età!), ma è comunque allenatissimo, si prodiga in prese, mosse di
Jiu Jitsu brasiliano, si scaraventa giù dalle scale con una joy de vivre
invidiabile, se ancora qualcuno avesse dei dubbi sulla bontà della sua passione
per i film “di menare”, questo è il film che vi farà cambiare idea, onestamente
davanti ad un attore che lavora così tanto e così sodo, il discorso
sull’espressività mi fa anche un po’ ridere.
Pare che il solo ed unico metro per giudicare il talento di
un attore sia il numero di facce e faccette che fa, eppure un film come “John
Wick: Chapter 2” è la conferma dell’importanza di quando gli attori eseguono
sul serio quello che vediamo sul grande schermo, ed ora lo posso dire, anche a quelli
che contano solo il Palmarès dei premi (oggi sono stato morso da un Francese
radioattivo), anche Jackie Chan ha vinto un Oscar, tiè!

Poi non dite che nei film d’azione non ricaricano mai le armi eh?

Il film sfoggia il giusto quantitativo di violenza senza
tirare via la mano, in alcuni momenti brevi, la sparatorie in spazi stretti
così coreografate mi hanno fatto pensare al miglior John Woo (e questo si che è
un signor complimento), ma per chiudere l’icona lasciata aperta lassù, il
finale in un’enorme stanza piena di specchi, sembra preso di preso da I tre dell’operazione drago, dimostrazione che Chad Stahelski ha un occhio rivolto
ad Oriente, ma anche che ha un talento mica da ridere, perché un set del genere
rende molto più complicato trovate il punto giusto per piazzare la macchina da
presa, vedere per credere!

Io e te, tre metri sopra l’operazione drago.

“John Wick – Capitolo 2” è un concreto tentativo di portare
qui da noi in Occidente, il modo di fare film d’azione che è normale in Oriente, senza scomodare titoli grossi come “The Raid”, questo film riesce ad
essere orgogliosamente vecchia scuola, fornendo un intrattenimento girato alla
grande e con il quantitativo minimo di sangue in CGI.

…Se non ti vedo io prima carina.

Nel finale, l’atmosfera volutamente irrealistica funziona alla grande, a tratti il film rinuncia quasi totalmente ai
dialoghi (infatti la solita onnipresente Ruby Rose, nei panni di un’assassina muta, risulta una delle migliori sullo
schermo), il primo capitolo ci diceva che John Wick era l’assassino più pericoloso
di tutti, in questo ci hanno dimostrato il perché e il finale mi ha lasciato con una discreta scimmia per sapere come continua la
storia. Consoliamoci, visti gli incassi, “John Wick: Chapter 3” è già stato
annunciato… Olè!
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