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Killer Klowns from Outer Space (1988): vengono fuori dal pop corn! Vengono fuori dal fottuto pop corn!

Qualche settimana fa, StepHania Loop, Obsidian M e tutta la compagnia di Blogger cinefili mi hanno chiesto se volevo partecipare alla terza edizione dell’iniziativa estiva “Notte Horror”. Non ho fatto in tempo ad esplodere di gioia perché è arrivato immediatamente il loro commento: “Abbiamo i nani, le ballerine e lo zucchero filato, ci servirebbe un Clown. Abbiamo pensato a te, ci sembri il più indicato”.

Non ho avuto il tempo di ringraziarli per bene, ma siccome qui sopra scrivo cosa mi pare lo faccio adesso, sono felicissimo di partecipare a questa iniziativa, per un ragazzo come me cresciuto a pane, Zio Tibia e Notte Horror, i martedì sera estivi sono sempre stati sinonimo di filmacci belli e brutti, capolavori del genere e filmetti semi sconosciuti che ti facevano dire: “Ma quando finisce sto cazzo di Festivalbar?”

Per quanto riguarda l’Horror serio ci ha già pensato alle ore 21.00 il mio compagno di squadra Alfonso Maiorino, che sul suo blog Non c’è Paragone ci parla di un classico grosso così di Lucione Fulci, ”…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà” di cui non vedo l’ora di leggere. In quest’ora che ci separa dalla mezzanotte, invece, il film scemo ve lo propongo io, citando lo Zio Tibia dichiaro aperto il FestivalBARA… Fate entrare i Clown!
 
Ci sono un sacco di persone che hanno paura dei Clown, questa paura ha un nome, Coulrofobia, ora che lo sapete potete fare i grossi con gli amici al bar, del resto i Clown possono fare davvero paura, nei libri e al cinema come Pennywise ma non solo, pensate a pagliacci veramente spaventosi, tipo Ronald McDonald o Donald Trump.
In questa non lunga, ma gloriosa tradizione, esiste un film di cui non si parla quasi mai e che personalmente adoro, che di base avrà anche un soggetto volutamente scemo, ma è realizzato con così tanta passione da meritarsi l’etichetta di Cult e i responsabili di questo gioiellino Kitsch di nasi rossi, colori acidi e sostanze (assunte) ancora più acide dobbiamo ringraziare i Fratelli Chiodo! No, sul serio, si chiamano davvero così.

I Chiodo sono quelli con il naso rosso gli altri sono solo dei pagliacci.
Charles, Edward e Stephen Chiodo, uno produce l’altro dirige, quasi tutti scrivono, ma soprattutto tutti e tre si occupano di effetti speciali, trucco, maschere di gomma, animatronici, claymation tutta roba vecchia scuola che fa sempre la sua porca figura in un film se la sua usare, i tre Chiodi di sicuro sanno il fatto loro e dopo essersi fatti un nome grazie agli effetti speciali di “Critters, gli extraroditori” (1986) e “Critters 2” (1988), si mettono in proprio per realizzare la loro Guernica, una storia di Clown assassini… Dallo spazio profondo.
La pizza sarà anche buona ma il look del fattorino è un attimo da rivedere.
Messo insieme un budget di soli due miseri milioncini di ex presidenti spirati stampati su carta verde, i Chiodo cavano sangue dai centesimi, creando da soli tutte le maschere e gli effetti speciali del film, dopodiché mettono su un cast di completi sconosciuti in cui spicca solamente il grande John Vernon, tanti western in carriera, ma celebre soprattutto per il ruolo di Dean Vernon Wormer in “Animal House” di John Landis (se volete potete applaudire), qui chiamato a ricoprire un altro ruolo reazionario del tutto simile nei panni dello scettico (oltre il limite del consentito) poliziotto Curtis Mooney.

Il cane? Non morde, fa il gradasso, ma è solo un pallone gonfiato.
Nella sonnacchiosa cittadina di Crescent Cove la vita scorre con la solita routine, i fratelli Terenzi vendono gelati sul loro improbabile camioncino, mentre i giovani limonano felici (come avrebbero detto gli Elii) tediati solo dalla polizia locale, rappresentata dal giovane sbirro Dave Hanson (John Allen Nelson) e dal bilioso Curtis Mooney (il già citato Vernon), uno che vede i venerdì sera dei ragazzi come l’avvento dell’Apocalisse, non crede ai loro scherzi nemmeno quando la situazione scappa di mano ed ogni tre per due li epiteta “Sono dei drogati!”. In pratica, uno che potrebbe fare il ministro in uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra conoscenza.
Una notte il più classico dei meteoriti si schianta in prossimità della cittadina, ma il suo contenuto è il meno classico possibile, nel punto di impatto compare un enorme tendone da circo da cui cicciano fuori Clown a grappoli, a coppie di due, un tripudio di deformi testoni dipinti, parrucche colorate e scarpe taglia 57 in su.

«Nessuno vuole bene ad un clown a mezzanotte» (Stephen King).
“Killer Klowns from Outer” è una parodia macabra dei film di fantascienza uno tra tutti “Blob” (1954). In entrambi i film la prima vittima è un anziano che vive in una casa isolata con il suo cagnone e troviamo un bravo poliziotto (di nome Dave) opposto ad uno anziano che non sopporta la gioventù locale, insomma i riferimenti iniziali dei Chiodo sono chiarissimi, così come sono chiarissimi i loro intenti.
I Chiodo spingono a tavoletta sul concetto di Clown assassini dallo spazio profondo, senza mai vergognarsi del loro soggetto volutamente scemo, lo utilizzano dal primo all’ultimo minuto del film per mandare in scena gli omicidi più matti, tutti basati sull’iconografia dei pagliacci, in un tripudio di soluzioni in cui è davvero impossibile non farsi coinvolgere.
Avete solo da scegliere la vostra trovata preferita: fucili che sparano pop corn assassino, un numero di ombre cinesi estremamente realistico (!), marionette, torte in faccia farcite di acido e, per inseguire i fuggitivi, un bel cane segugio fatto con i palloncini (!!), ma il capolavoro finale sono degli enormi bozzoli di zucchero filato che avrebbero fatto la gioia degli Alien o dei Visitors più golosi.
Nello zucchero filato nessuno può sentirti urlare.
I Clown assassini dei Chiodo stanno in dieci dentro una macchina, oppure ti inseguono a cavallo della loro motocicletta invisibile, sfruttando tutti i trucchi che normalmente i pagliacci usano per farti ridere, per ammazzarti. I fratelli Chiodo s’inventano letteralmente di tutto, sarebbe anche un peccato raccontarvi tutte le gag, guardatevi il film e fatevi prendere dalla sua follia, perché in un incubo di colori pastello (Rosa… Troppo rosa!!) i Chiodo prendono lo spettatore per il bavero e lo tirano dentro la loro spirale di gioiosa e satirica follia.
Basta guardare i corridoi impossibili del tendone da circo/astronave dei Clown, uno scontro frontale tra le geometrie aliene descritte da Lovecraft e le soluzioni al limite del lisergico di “Alice nel paese delle meraviglie”, mi risulta difficile credere che Jon Watts per la fighissima scena finale del suo “Clown”, non sia andato a rivedersi il film dei Chiodo, se così non fosse mi mangio il naso rosso!

Nemmeno Lovecraft in botta di zuccheri avrebbe partorito questo incubo rosa.
Tra le idee riuscite del film anche il fatto che i Chiodo non forniscano una spiegazione sulle origini degli invasori, descritti come alieni a forma di pagliacci, o come antichi astronauti da cui noi Terresti abbiamo preso l’idea stessa dei Clown. Il film, anche grazie agli ottimi effetti speciali, costringe lo spettatore a sospendere l’incredulità quel tanto da iniziare davvero a credere che quei mostroni truccati sono davvero pericolosi alieni conciati da Clown e, malgrado l’uso centellinato del sangue, risultare davvero minacciosi… I Coulrofobicidi tutto il mondo ringraziano.
Ah! Ridi Pagliaccio, sul tuo amore infranto (Cit.)

Un altro dei colpi mandati a segno dei Fratelli Chiodo è sicuramente l’essere riusciti a convincere il gruppo Punk Californiano dei The Dickies a comporre la colonna sonora del film. Provate ad assistere alla marcia dei clown sulle note del pezzo omonimo, il fighissimo “Killer Klowns From Outer Space” e a togliervi la canzone dalla testa… E’ impossibile! Ve la canterete per giorni interi dopo la visione, garantito al limone!

A proposito di musica, il film è diventato talmente un culto che il gruppo Rap di Detroit, Insane Clown Posse non solo ha preso nome e look in prestito, ma cita il film nei testi delle loro canzoni, riferisco per sentito dire perché non è propriamente il mio genere, mi sento più a mio agio con il gruppo hardcore Chiodos, non credo nemmeno serva spiegare per quale ragione si chiamano così.
I dinosauri mangiano l’uomo, i Clown ereditano la Terra.
“Killer Klowns from Outer Space” è un film fatto con pochi soldi e tanto talento, scemo nel midollo, ma non stupido, che con le sue testone deformi e i suoi colori acidissimi vi convincerà che nell’horror oltre a Pennywise c’è di più, ideale per una serata Horror estiva come questa e, se proprio vi volete immedesimare in pieno, una bacinella gigante di Pop Corn è obbligatoria. A fine visione non la guarderete con gli stessi occhi!

Prossima fermata, il saloon di Ford e il Cannibale, con i loro film a sorpresa, ed ora, tanti saluti mie creaturine della notte… Buahahahahahah! Ho sempre sognato di dirlo!

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