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Kristy (2015): Si può parlare di Final Girl anche se è da sola in scena?

Il genere Home invasion è sempre piuttosto prolifero e
anche se “Kristy” non è tutto pesche e crema, alla fine posso dire che porta a
casa la pagnotta…

Per le vacanze della festa del ringraziamento, il campus
si svuota e tutti gli studenti tornano a casa, tutti tranne Justine (Haley
Bennett) che rimane tutta sola e dopo una breve uscita per compere, fa la
conoscenza della inquietante Violet (Ashley Greene) che da lì a poco guiderà un
gruppo di ragazzi contro Justine, la quale dovrà tirare fuori i cojones per portare
a casa la pelle e non fare la fine del tacchino.
Non so se lo avete notato, se guardate un telegiornale o
parlate con qualcuno per strada probabilmente sì, ci sono un sacco di persone
che hanno paura dell’altro e spesso quella paura è pronta a sfociare in
violenza, del tipo: “Non ti conosco, ti temo e siccome non ti capisco a pieno
quasi quasi due mazzate te le darei”. Questo succede in maniera sinistra quando
il ceto medio guarda giù verso i più poveri, ma anche quando si guarda su verso
i potenti, in un caso si tratta di razzismo o la cara e vecchia ignoranza,
nell’altro caso di rabbia e invidia. Proprio per queste ragioni, a mio avviso
tra tutti i generi Horror, quello home invasion dovrebbe comparire al cinema
ancora più spesso di quanto già non faccia, per una ragione o per l’altra, vedo
un sacco di gente carica e sarebbe meglio sfogare certe pulsioni
esorcizzandole al cinema.

“Lo sapevo che avrei dovuto restituirlo in tempo quel libro che ho preso in prestito…”
Qui Justine viene presa di mira per futili motivi,
scambiata per una riccona per via di un’auto presa in prestito per raggiungere
il mini market (e già questo potrebbe essere considerato un pregio del film).
Perché l’Home Invasion si nutre proprio dello scontro tra classi sociali, dalla
cena dei ricconi di “You’re Next” agli invasori mascherati di “The Strangers”
(visto una volta, ma lo ricordo fighissimo), fino ad arrivare alla quasi satira
di “The Purge” (la notte del giudizio), “Cane di paglia” non sto nemmeno a
scomodarlo solo perché non è Horror, però avete capito il concetto.
Ma voi direte: “Fino a questo punto ci hai parlato di
Justine e di Violet, ma sta cacchio di Kristy chi è?”. Si tratta del nome con cui
la protagonista viene chiamata dai suoi aggressori, inutile perdere fiato a
spiegare che il suo nome è Justine, i ragazzi non vogliono proprio sentire
ragioni e agiscono come in missione, di più non vi rivelo altrimenti vi tolgo
quel minimo di sorpresa del film, non aspettatevi un twist clamoroso, ma posso
dire che come motivazione per i cattivi ho sentito ben di peggio.

“Sei un vigliacco cacasotto se fai lo stronzo con la macchina di un altro!”.
La trama procede come potete facilmente immaginare,
provate a dire un clichè di una storia di questo tipo e 99 su 100 sono sicuro
che in “Kristy” lo troverete, credo sia abbastanza interessante il discorso
finale di Justine e l’inevitabile scena post-credit, non credo che
manterranno mai la promessa se il film dovesse mai avere un seguito, però
sarebbe uno scenario interessante.
Quello che funziona del film è sicuramente
la parte tecnica: Oliver Blackburn sa il fatto suo, all’inizio si diverte a far
vedere Justine sola nel Campus, a mio avviso è andato a rivedersi Jack
Nicholson nell’Overlook Hotel, anche solo per caricarsi prima di
dirigere quelle scene, perché comunque il senso di totale solitudine della
protagonista riesce a farlo trasparire, gestendo molto bene gli spazi, tipo
quello enorme del campus, ben sottolineato da un’inquadratura che parte dalla
protagonista per poi allargarsi… Mica male.

Oliviero Nerobrucia (un cognome che farebbe felice
Salvini…) gestisce bene i tempi e riesce a creare la tensione giusta che è
fondamentale in un film come questo, ribadisco che non cambierà la
storia del genere, ma mi aspettavo davvero poco dalla visione e, invece, almeno
per quanto riguarda la parte più puramente tecnica, sono rimasto soddisfatto. Il
resto poi lo fanno le due protagoniste…

Quando vi dico che Ashley Greene è pure carina credetemi, anche se da questa foto è un pò difficile capirlo…
Haley Bennett è molto convincente nel gestire il
passaggio da damigella in pericolo a “Final Girl” (si può parlare di Final Girl
anche se è l’unica in scena? Only Girl forse sarebbe meglio…), ma la più brava
è Ashley Greene, era difficile non scadere nel ridicolo o nell’over acting con
la sua Violet, eppure la Greene fa un ottimo lavoro ed è già la seconda volta
che mi ritrovo a parlare bene di lei dopo la sua prova in Burying the ex.
In soldoni, se volete vedervi un Home invasion non particolarmente
originale, ma ben fatto segnatevi il titolo, prima o poi arriverà qualcosa che
usando questo sottogenere farà il botto i tempi sono (purtroppo) maturi.
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