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Krull (1983): il cult (quasi) dimenticato degli anni ‘80

Tra i miei coetanei che compiono gli anni quest’anno, non potevamo certo lasciare fuori un titolo di culto come “Krull”. Ma ogni impresa Fantasy che si rispetti ha bisogno di compagni d’arme di tutto rispetto, quindi ad accompagnarmi nel viaggio posso contare sul talento di Lucius dalle pagine del Zinefilo!

“Krull” sbarcava nei cinema americani il 29 luglio di quarant’anni fa, un titolo su cui la Columbia Pictures aveva investito e non poco, con il suo budget di 47 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, “Krull” era tutto tranne che un investimento da poco per la casa di produzione, che per non sbagliare, affidò la sceneggiatura di Stanford Sherman nelle mani di un regista d’esperienza come Peter Yates.

Beh, il buon vecchio Peter si è impegnato però eh?

Lo conoscete tutti, perché in carriera ha firmato parecchi film ma almeno due di culto per motivi differenti, il secondo è quello che compie gli anni oggi, ma il primo? Una pietra miliare degli inseguimenti al cinema come “Bullitt” (1968), la dimostrazione che ad Hollywood, per far svoltare una carriera ed essere ricordato basta poco. Forse se “Krull” avesse portato a casa più soldi al botteghino, oggi la percezione attorno a Peter Yates sarebbe diversa, invece non è stato così e la sua epopea fantasy è un titolo che piace alla gente che piace, per citare una vecchia pubblicità. Ehi! Ho l’età di questo film, lasciatemi citare vecchi spot!

“Krull” è chiaramente figlio delle mode dei primi anni ’80, un po’ Fantasy eroico rilanciato dal successo del Conan di Milius e un po’ influenzato ovviamente dalle Guerre Stellari di George Lucas, i cui incassi al botteghino facevano gola a tutti, infatti “Krull” inizia in un modo che più “Star Wars” di così non potrebbe essere.

Lo so che guardate questa ma sentite gli effetti sonori dei laser di Guerre Stellari nella testa, vi conosco!

Tra le stellette volanti dei titoli di testa, un enorme meteoritone si avvicina lento e inesorabile puntando verso il pianeta di “Krull” (spesso pronunciato “Kral”), sembra un po’ l’inizio di Balle Spaziali se non fosse per uno degli assoluti punti di forza del film, la notevole colonna sonora composta dal mai abbastanza compianto James Horner, che non solo sottolinea alla grande tutti i momenti migliori del film, ma è davvero bella, se non la ricordate, provate a riscoprirla.

L’oggetto volante non identificato è la Fortezza Nera, una sorta di castello di Greyskull volante, sede di un’entità maligna nota solo come il Mostro (fantasy tanto, ma fantasia poca) a capo di una banda di violenti Massacratori noti come beh, massacratori (che vi dicevo?) questi cavalieri mascherati armati di lance spara laser minacciano un regno già diviso, per unificarlo in modo da poter far fronte comune contro le orde dei Massacratori, ci vuole un bel matrimonio non riparatore, visto che il principe Colwyn (Ken Marshall) e la rossa principessa Lyssa (Lysette Anthony) già si amano, ci voleva solo un evento catastrofico perché i due potessero finalmente sposarsi, un po’ come la Wing-woman ed io subito dopo la pandemia, ma con più raggi laser.

Principessa con capelli da rossa dei fumetti, per motivare il protagonista.

La cerimonia è interessante, tutta una roba tipo e venne l’acqua che spense il fuoco che al matrimonio dei regnanti di Krull Peter Yates filmò, ma non si fa in tempo ad arrivare al momento della confettata che i Massacratori fanno irruzione e rapiscono la principessa, malgrado Colwyn svolazzi per la stanza novello Errol Flynn o Schwarzenegger in Commando, scegliete voi.

Cioè uno aspetta una vita per sposarsi e poi arriva un castello di Greyskull volante tutto ripieno di mostri brutti armati fino ai denti ad impedirti di goderti la luna di miele? Normale che al principe venga un momento di sconforto, interrotto solo dall’arrivo de “il vecchio”, perché Ynyr da pronunciare è complicato e potrebbe farti saltare le otturazioni. Ad interpretarlo è Freddie Jones ma si capisce subito che il vecchio è un grosso, perché doppiato parla con la voce del mago di L’armata delle tenebre, basta un suo cazziat… Ehm, una sua frase di incoraggiamento e Colwyn è pronto ad andare a salvare capra, cavoli, regno e novella sposa.

«Quello sarebbe un coltello? Questo è un coltello!»

Come tutte le “Quest Fantasy” degna di questa etichetta, bisogna far partire il giro delle sette chiese noto come vai là, prendi quello, arruola quell’altro e fai tanti chilometri a piedi, il contapassi del tuo telefono ne sarà felice.

Il primo passaggio chiave consiste nell’arrampicarsi su una montagna per trovare l’antica arma magica di turno, che può essere usata solo da chi lo merita. Si tratta del Glaive, uno Shuriken gigante a cinque punte, che sembra la versione Fantasy dell’arma d’elezione di Jeepers Creepers, un oggettivo talmente mitico da aver fatto le fortune di “Krull”, se ancora oggi il film è ricordato, lo dobbiamo proprio alla mitica arma da usare solo quando lo dirò io, stile Giucas Casella.

Bene, ora ti manca solo l’albero su cui metterla in cima.

Uno degli altri elementi caratteristici di “Krull” è il modo in cui non mostra il Mostro, perdonate il bisticcio di parole, ma la rossa Lyssa intrappolata nella Fortezza Nera, poteva essere solo una scusa per mostrare primi piani tristi recitati da Lysette Anthony, invece Peter Yates se la gioca sull’astrattismo puro. La Fortezza Nera a volte sembra un occhio gigante, in altri momenti sembra un episodio di “Esploriamo il corpo umano” se fosse stato disegnato da Salvador Dalì, vedere la principessa aggirarsi tra le sale di questa prigione dà proprio l’idea della bella da salvare dalla pancia del mostro, il tutto mentre gli eroi, camminano.

Lungo il percorso troviamo il mago trasformista Arturo Brachetti Ergo “il magnifico” (David Battley) in quanto piccolo di statura compensa con un nome altisonante, anche se poi è tutto sommato una spalla comica che con le sue magie combina più casini che altro, trasformandosi spesso in animali buffi.

La spalla comica, oppure Howard il papero, non è chiarissimo.

Anche se il più caratteristico resta il ciclope Rell (Bernard Bresslaw), che osserva la compagnia da lontano ma si unirà presto a loro, perché uno spilungone facente funzione di Chewbacca ci vuole da contratto. Una creatura tragica che è stata fregata da quelle parti scritte in piccolo nei contratti, infatti ha il dono della “Vendenza” ma con il suo occhione può vedere solo il giorno della sua morte, che sfiga! Sarebbe un po’ come abbonarsi ad una piattaforma di streaming, ma trovarci sopra solo film di GIEI GIEI Abrams.

«Per te Liam vede un futuro pieno di telefonate e parenti rapiti» 

Aggiungete poi il fatto che Bernard Bresslaw ha dovuto recitare senza poter vedere quasi nulla sotto il trucco prostetico da ciclope, il cui monocolo si muoveva a batterie, questo spiega anche un po’ la flemmatica recitazione dell’attore, che ha un senso, se sai già come morirai non è che ti sprechi poi tanto ad affannarti.

A portare un po’ di muscoli alla compagnia ci pensa Torquil (Alun Armstrong) a capo di una banda di evasi, criminali, banditi, tagliagole e venditori di casa, insomma la peggio feccia della galassia da cui con un cenno, ci saluta anche un giovanissimo Liam Neeson, passato da rimpinguare le fila dei cavalieri di Artù in Excalibur a fare il manigoldo qui, giusto per ricordare al mondo che l’Irlandese da combattimento è nato e cresciuto nel NOSTRO tipo di cinema, prima di diventare l’attore drammatico preferito da tutti.

La prossima volta che vi offriranno un lavoro sottopagato, ricordatevi del suo monologo. 

A Torquil viene offerta la gloria, ma il suo monologo rende bene l’idea di cosa pensi il bandito di questa: «La libertà? L’abbiamo già… La gloria? No, è una borsa vuota, chi la possiede è un pezzente, chi la mangia è un affamato e chi la vuole è un pazzo», per fortuna Colwyn non gli ha offerto di pagarlo in visibilità, altrimenti sai che filippica avrebbe tirato fuori!

Con la banda finalmente al completo, si può andare tutti insieme ad affrontare un classico del cinema americano per ragazzi (e non) degli anni ’80… Le sabbie mobili! Faccio parte della generazione cresciuta nel terrore della terra sotto i piedi, pronta a trasformarsi in una brodaglia in grado di tirarti già facendoti fare la fine del cavallo Artax. Anche se va detto ad onor di cronaca che prima de La storia infinita, “Krull” aveva già iniziato a spargere questo terrore in un’intera generazione.

Il momento in cui speri che siano davvero sabbie mobili, perché comunque ci stai dentro fino al collo.

Ma il fascino di “Krull”? Un trionfo di effetti speciali vecchia scuola, trucchi prostetici, mostri in gomma e soprattutto una lunga sequenza riuscitissima, quella del ragnone albino. Va detto che per certi versi, la “Quest” di “Krull” è sovrapponibile per ritmo e lunghe attese prima di entrare nel vivo a quella del primo film sugli Ewoks, anche qui un personaggio deve arrampicarsi sui fili di una ragnatela, nello specifico tocca al vecchio, che ha il compito di identificare la posizione dove comparirà la Fortezza Nera (che si sposta come il castello del Conte Dacula) ma per farlo dovrà affrontare il ragno e raggiungere la Vedova della ragnatela, una sorta di madame Web che era stata una sua vecchia fiamma. Hai capito il vecchio? Ci dava in gioventù, vecchio porcone!

E Pennywise… MUTO!

La vedova della ragnatela (Francesca Annis) è un riflesso di quello che potrebbe accadere a Lyssa, ma il vero protagonista della sequenza è proprio il ragnone, dettagliatissimo in grado di farvi venire i brividi se non amate quegli adorabili animaletti ad otto zampe. Ma sta di fatto che, una volta individuata la posizione della Fortezza, ora bisogna solo raggiungerla… A mille leghe di distanza!

Come fare? Come in ogni Fantasy, ogni problema si risolve con un nuovo orpello magico, questa volta abbiamo bisogno dei cavalli di fuoco! In grado di percorrere mille mila leghe in un attimo. Prima però bisogna trovarli, domarli e cavalcarli, eppure il principe Colwyn ha un piano, domare il capobranco al grido di: «Il capo è quello grigio!» come la barzelletta del pappagallo! Ve la ricordate? Ecco vale anche per i cavalli di fuoco.

Zoccoli bollenti (che non è il titolo di un film per adulti eh?)

Con le loro zampe in fiamme i cavalli corrono, anzi volano, come le renne di Babbo Natale mi ha fatto notare prontamente la Wing-Woman, in una scena resa ancora più riuscita dalla colonna sonora di James Horner, questione che vale per un po’ tutta la trama, va detto.

Nello scontro finale nella Fortezza Nera, i Massacratori sono così cattivi che massacrano anche Liam Neeson, che però consumerà la sua vendetta anni dopo, quando uno di loro tirando su la cornetta, sentirà la voce di Liam ricordargli che lui lo troverà e lo ucciderà, ma questa è un’altra storia.

Visto? Liam è sempre stato il nostro Irlandese d’azione.

Ovviamente per salvare capra, cavoli, matrimonio, sposa, regno e in generale il film, arriva il momento di usare il Glaive, super arma che si è impressa a fuoco nell’immaginario di una generazione, basta dire che è comparsa anche in un episodio di South Park e ovviamente in Ready Player One, dove lo abbiamo riconosciuto in ventisette.

Per questo stella stai (scivola, scivola, scivola, scivola)

“Krull” è un Fantasy purissimo vecchia scuola, in cui ogni elemento trova una sua collocazione, anche il rituale di matrimonio a base di fuoco e acqua torna utile nel finale. Il film ha il pregio di essere aderentissimo al canone, quindi se non vi attirano le “Quest” eroiche difficilmente vi esalterete per questa, però Peter Yates fa un ottimo lavoro, gli effetti speciali invecchiati sono come rughe che danno fascino a questo film, assorto negli anni allo stato di culto per pochi. Invece di rifare sempre gli stessi film, Hollywood potrebbe pensare di riproporre titoli come questo, ma considerando con che livello di creatività vengono sfornati i film oggi come oggi, vi assicuro che il ragnone albino di “Krull” è meglio tenerselo stretto. Mi dispiace per gli aracnofobici.

La Columbia Pictures ci aveva investito parecchio su questo film, ai tempi uscì un videogioco ma anche un adattamento a fumetti firmato dalla Marvel Comics, oltre ad una novelization firmata da Alan Dean Foster, insomma non si sono fatti mancare nulla, a mancare però è stato il pubblico.

Me lo sono anche letto, per arrivare preparato al compleanno (storia vera)

Al botteghino “Krull” portò a casa meno di 17 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, un bagno di sangue che lo ha bollato per sempre come enorme floppone, diventato di culto solo per qualcuno, grazie proprio alla sua arma, quel Glaive che è entrato a far parte della cultura pop degli anni ’80, anche usando la porta sul retro. Ecco perché questo compleanno non potevo proprio perderlo, oltre al post di Lucius, vi ricordo anche quello di Sam Simon, come in una “Quest” Fantasy, più siamo meglio è!

Sepolto in precedenza sabato 29 luglio 2023

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