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Kung Fu Panda 3 (2016): Everybody was Kung Fu Fighting

Ditemi cosa
volete, ma le avventure di Po sono sempre uno spasso, che siano i film, o la
serie animata di cui è protagonista, il guerriero Dragone campione di Kung Fu e
di scorpacciate di ravioli è un appuntamento imperdibile.

Complice
l’animazione, i tempi di attesa tra un film e l’altro diventano sempre più
lunghi, il primo capitolo del 2008 resta un apice (“Ora esiste il livello zero”
cit.), purtroppo il secondo capitolo non mi esaltò più di tanto, le uniche due
cose che ricordo bene solo la scoperta finale di Po e il cattivissimo Shen,
che spesso rubava la scena, dimostrazione che Gary Oldman è così bravo ad
interpretare i cattivi, da poter rendere minaccioso anche un pavone con lo
sguardo da schizofrenico.
Cinque anni
dopo, avevo quasi perso le speranza di vedere un nuovo capitolo della avventure
di Po, abbiamo aspettato un bel po’ e anche se ho visto il film da un po’,
posso dirvi che mi sono divertito un bel po’, basta prima di iniziare a cantare
un pezzo dei White Stripes…

La mia reazione, quando ho scoperto che sarebbe uscito il terzo capitolo della saga.
Considerando
il finale del film precedente, temevo che questo terzo capitolo, sarebbe stato
tutto una grossa ostentazione degli abitanti della valle dei panda, dove
proviene anche Po e forse qualche utilitaria della Fiat.
Per fortuna la
sceneggiatura di John Stevenson, Jonathan Aibel e Glenn Berger (già autori dei
due precedenti capitoli) non si è limitata ad un abbuffata di mascotte del WWF,
il risultato è il capitolo migliore della saga, non tanto per momenti comici
(che comunque non mancano), ma proprio per come sviluppa la storia e dei
personaggi, è tanto riuscito da poter quasi essere l’ultimo capitolo della
trilogia, anche se non credo che la DreamWorks Animation rinuncerà al suo panda
dalle uova d’oro…



“Tutti in posa ‘di menare’ per la foto ragazzi!”.
Il Maestro
Shifu (Dustin Hoffman) spiega a Po (il solito esplosivo Giacomo Nero) che per
il guerriero Dragone è arrivato il momento di fare un passo decisivo nella sua
crescita, diventando da protettore della valle della Pace, a maestro di Kung
Fu. Un passaggio del testimone che darà il tempo a Shifu di approfondire la sua
conoscenza del Chi, nel tentativo di raggiungere il livello di saggezza del
compianto Maestro Oogway (il mio personaggio preferito della serie a mani
basse…).
Ecco, potete
immaginare da soli che Po si ritrovi un po’ strettino nei panni del Maestro dei
cinque cicloni e non per via del giropanza, ma per la sua naturale propensione
al casino totale. A complicare il tutto ci si mettono due grandi ritorni, il
primo, quello di Li Shan (doppiato da Bryan “Più grande attore del mondo”
Cranston), ovvero il padre biologico di Po, ma anche quello del terribile Kai (J.
K. Simmons in gran spolvero), il defunto e letale allievo di Oogway, passato al
“Lato Oscuro” e tornato dal mondo dei morti con un’unica missione: distruggere
il tempio, cancellando per sempre il lascito del suo ex maestro e magari
essere ricordato, visto che nessuno si ricorda chi cavolo è questo Kai…



Tale padre tale figlio, direi che non serve la prova del DNA.
Per impedire
il disastro, Po dovrà apprendere velocemente le vie del Chi, trasformando i panda della valle, pigri e goffi, in maestri del Kung Fu… Auguri Po!



Ah beh, ma così sono bravi tutti a diventare maestri di Kung fu però!
Squadra che
vince non si cambia, alla regia troviamo di nuovo Jennifer Yuh, già regista del
secondo capitolo e con grande esperienza, visto che aveva già curato la mitica
serie HBO del 1997 dedicata a Spawn (dimenticatevi l’orrendo film, la serie animata era
un altro livello). A supportarlo l’italiano Alessandro Carloni, da anni
animatore per la DreamWorks e sceneggiatore dei tre “Dragon Trainer” anche
quello che uscirà nel 2018 che sto aspettando a braccia aperte. L’aria di
revival si completa con il ritorno alle musiche di un compositore di cui
potreste aver sentito parlare… Hans Zimmer (BOOM!).
Proprio i
nuovi personaggi riescono a rendere “Kung Fu Panda 3” un film molto più
riuscito del suo predecessore, dicono che il valore di un eroe si misuri sulla
base degli avversari che affronta, dopo aver battuto il combattente Tai Lung e
superato in astuzia il diabolico Lord Shen, questa volta era necessario mettere
in campo un cattivaccio di livello superiore, da questo punto di vista Kai,
alza l’asticella della cattiveria imponendo un nuovo record da battere.



Ed ora sono KAIzzi vostri…
Minaccioso
nell’aspetto e armato di lame di giada appese a catene (fiiiiiiigoooooo!), Kai
ha il potere di trasformare tutti in guerrieri di giada, che rispondono
fedelmente ai suoi ordini, o come li etichettano Po e Scimmia, dei Giada-Zombie,
che anche cromaticamente si oppongono ai toni caldi dei buoni del film. Questo utilizzo
espressivo del colore mi affascina sempre, poi a costo di passare per il
fanatico che torna a colpire sempre lo stesso chiodo, vorrei ricordarvi che tra
i produttori esecutivi del film troviamo Guillermo Del Toro… Il che non può essere di certo un caso.
Originariamente
il personaggio avrebbe dovuto essere doppiato da Mads “Hannibal” Mikkelsen, ma per via di precedenti impegni è stato
brillantemente sostituito da quella leggenda vivente di J. K. Simmons, ancora
fresco di interpretazione ad alto livello di “Cazzima” in Whiplash.



“Not my fucking tempo!” (Cit.)
Grazie ad una
minaccia vera e credibile come Kai, il film è caratterizzato da un crescendo
notevole, Po dovrò scoprire le vie dei Chi, senza lasciare indietro il
messaggio morale che in un film di animazione per bambini non può mancare, ma
quello che ho trovato davvero convincente è il crescendo che porta allo sconto
finale.
Una cosa tipica
dei film di Kung Fu (e di quelli di arti marziali in generale) è proprio il
fatto che il protagonista debba mettere alla prova se stesso, superando i
propri limiti, per poter sconfiggere il nemico finale. Sono sicuro che avete in
testa circa uno o due, milioni e mezzo di film “di menare” che rispondono a
queste caratteristiche, quindi trovo logico, sensato e pure giusto che anche un
film per bambini come questo, rispetti comunque la tradizione, poi se qualche
pargolo, dovesse decidere di approfondire i film marziali, partendo dalla avventure
di Po, di certo non sarebbe un male… E lo dice uno cresciuto a pane e Uomo
Tigre.
L’altra
aggiunta significativa per il film è il personaggio di Li Shan, impreziosito da
un’altra prova vocale magistrale di Bryan “Più grande attore del mondo” Cranston,
di certo non nuovo a meraviglie del genere, dopo Breaking Bad e Trumbo. La cosa davvero interessante del
personaggio è il fatto che improvvisamente Po si ritrova con due papà.



Bryan “Più grande attore doppiatore di panda del mondo” Cranston.
Tra il papà
adottivo Mr. Ping, e quello biologico Li Shan, le cose non sono subito pesche e
crema, ma zitti zitti e senza mostrare nessuna compromettente scena
omosessuale (o forse dovrei parlare di Zoofilia visto che uno è un Papero e l’altro
un Panda? Guardate, non lo so e non ho voglia di indagare… Nessuna voglia!), i
ragazzi della DreamWorks sono riusciti a trovare il modo di spiegare le coppie
di fatto ai bambini, già solo per questa ragione il film guadagna svariati
punti simpatia.
In soldoni:
anche questa volta Po mi incanta con i suoi combattimenti a colpi di SKADOOSH! Grazie
ad un capitolo che mi ha convinto molto più di quello precedente, se la
trilogia del Panda del Kung Fu dovesse concludersi qui, questo sarebbe il
finale giusto per il guerriero Dragone, ma se mai dovessero sfornare un quarto
capitolo, contate già venduto il mio biglietto.
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