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La bocca del diavolo (2026) …Sta sbadigliando

Ogni estate, puntuale come le zanzare e i tormentoni musicali che nessuno ha chiesto, arriva almeno un film di squali, quest’anno ci è andata grassa, perché siamo già a due film di questa tipologia, il secondo è disponibile da qualche giorno su Prime Video.

Si intitola “La bocca del diavolo”, adattamento italiano di “The Devil’s Mouth”, il nuovo film diretto da Jeff Wadlow, che dopo aver frequentato il cinema di genere torna a giocare con l’horror e il survival mettendo insieme cinque amici in vacanza in Thailandia, una rete di grotte sommerse e, naturalmente, uno squalo toro.

Tra i cinque c’è Sara, interpretata da Kathryn Newton, che ormai ha accumulato abbastanza esperienza nel cinema horror da poter tranquillamente aggiungere anche questo titolo alla propria collezione di ragazze che finiscono in situazioni nelle quali sarebbe molto più saggio non trovarsi, le mancava giusto un film di squali sul suo CV da reginetta dell’urlo, eccolo qui. Con lei ci sono la sua migliore amica Max, interpretata da Lana Condor, e gli altri componenti del gruppo, che si trovano a vivere quella che dovrebbe essere l’ultima vacanza tutti insieme prima che il college finisca definitivamente e la vita adulta cominci a sparpagliarli in giro per il mondo. Trama precotta? Trama precotta, andiamo avanti.

Il primo atto del film, un riassunto per immagini.

Il problema è che, prima ancora di arrivare allo squalo, si capisce abbastanza rapidamente che il vero pericolo potrebbe essere Max, non nel senso che sia una psicopatica assassina, naturalmente, ma perché il rapporto tra lei e Sara è uno di quei legami nei quali una persona decide sistematicamente per l’altra, convinta di farlo per il suo bene. Sara ha infatti l’opportunità di accettare un lavoro a New York e di cominciare una nuova vita, ma Max non sembra particolarmente entusiasta dell’idea che la sua migliore amica possa prendere una decisione senza prima sottoporla al suo personale comitato di approvazione.

Il gruppo, del resto, non sembra esattamente un modello di amicizia sana e funzionale, sono cinque ragazzi in vacanza, ma tra loro ci sono tensioni, coppie, rapporti sbilanciati e soprattutto questa strana amicizia tra Sara e Max, quando la prima viene lasciata a mollo con le meduse, sono gli altri ad accorgersi della sua assenza, non Max. Quando sarà fa notare che un’escursione sottomarina per principianti sarebbe più in linea con le capacità di tutto il gruppo, provate a dire chi trascina tutto nell’attraversamento sottomarino della bocca del diavolo? Appunto, sempre Max

La bocca del Diavolo è un sistema di grotte calcaree antiche, inizialmente da percorrere in canoa e poi a nuoto, e già qui “La bocca del diavolo” comincia a giocare la sua carta migliore. Perché il film non si limita a mettere i suoi protagonisti davanti a uno squalo e aspettare che vengano mangiati uno alla volta, ma costruisce un ambiente che è già di per sé una trappola.

Quando pensavi solo alla tintarella e la vacanza diventa subito da non condividere sui Social-Cosi.

Ora, io che sono malpensante, e ho anche le prove che il mio vero padre biologico è Neil Marshall (storia vera) ho visto in queto film una versione in piccolo, piccolossimo, di The descent, non che il film abbia lo stesso livello di angoscia, ma la dinamiche tra protagoniste femminili, la “capetta” dominante e per di più impersonata da un’attrice dai tratti orientali, insomma Jeff Wadlow ha fatto i compiti ed è sicuramente meglio questa parte di quella iniziale, dove l’unico motivo di interesse sono le protagoniste in costume da bagno, perdonatemi, non lo dico per una questione ormonale, ma la prima mezz’ora del film è puro e semplice spostamento delle pedine sulla scacchiera, per impostare una trama comunque già vista tante volte.

Ci vuole un’altra mezz’ora, tutto molto buuuuuuia nella grotte (in un film che dura 105, non poco tempo) per veder entrare in scena la ragione per cui siamo tutti qui, la bestia è un leuca, il cosiddetto bull shark, una specie particolarmente aggressiva e capace di adattarsi anche alle acque dolci. Nel film, una recente mareggiata lo ha trascinato all’interno del sistema di grotte, trasformando quello che era già un posto poco raccomandabile in una specie di ristorante “All you can eat” per squali, e i nostri cinque amici, loro malgrado, sono il menù.

Ok Jeff, un po’ didascalico considerando il titolo del tuo film.

La parte migliore di “The Devil’s Mouth” è tutta qui, la progressiva eliminazione dei protagonisti, ma è anche la porzione di film che fa valere i loro rapporti, perché la relazione tra Sara e Max non è soltanto un modo per riempire il tempo in attesa del prossimo attacco. Il film la usa per costruire la storia e, soprattutto, per raccontare l’evoluzione di Sara, la ragazza è una persona che ha passato molto tempo a lasciare che gli altri decidessero per lei, fino al punto di non riuscire più a capire dove finiscano le esigenze degli amici e dove comincino le proprie.

La situazione estrema nella quale si ritrova diventa quindi anche l’occasione per affrontare questo problema, che è un po’ il motivo per cui, nonostante “La bocca del diavolo” sia a tutti gli effetti un film di squali, il suo elemento più interessante non è necessariamente lo squalo. Lo squalo, in fondo, fa quello che deve fare, nuota, attacca, mangia e poi torna a nascondersi, sono gli esseri umani a complicare tutto e, soprattutto, è Max a complicare tutto. Il film non la trasforma però in una semplice stronza da odiare, ed è una scelta che ho apprezzato. Il suo comportamento è sicuramente discutibile e, in più di un’occasione, viene voglia di prenderla per le spalle e chiederle se per caso abbia notato che cinque persone stanno cercando di uscire vive da una grotta abitata da uno squalo e che forse, in questo momento, non è il caso di organizzare una riunione condominiale per discutere delle proprie esigenze emotive.

Va detto che Kathryn Newton tiene benissimo lo schermo, in un certo passaggio le viene chiesto di recitare doti da scalatrice non professionista, e non avendo certo un corpo scolpito dall’arrampicata, risulta tutto sommato funzionale, se non il film fosse stato in grado di evitare certe lungaggini, sarebbe risultato molto migliore, ahimè prima di entrare nel vivo, con questo film ogni tanto beh, si sbadiglia, in linea con il titolo.

Non proprio l’urlo di Arnold in Predator, ma questa ragazza sta facendo tutta la gavetta giusta.

Dal punto di vista della regia, Jeff Wadlow gestisce con una certa sicurezza la parte più propriamente survival, soprattutto quando i protagonisti sono costretti a muoversi attraverso i cunicoli sommersi, Lana Condor, invece, è chiamata a interpretare il personaggio più ambiguo del gruppo, quello che rischia continuamente di passare dalla parte della vittima a quella della persona che vorresti lasciare chiusa nella grotta insieme allo squalo, e il film sfrutta abbastanza bene questa ambivalenza.

Alla fine “La bocca del diavolo” è un film che non reinventa nulla sta bene dove sta, in streaming, ma potrebbe salvarvi la serata, mettendo in chiaro che se proprio devessi scegliere tra uno squalo e una migliore amica come Max, alla fine credo che sceglierei lo squalo, almeno lui, quando arriva, sai già cosa vuole.

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