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La casa blu (2021): se non credi ai fantasmi, loro crederanno in te

Vi ricordate di Luigi Parisi? Ho avuto modo di chiacchierare
con il regista quando ci siamo conosciuti per il ToHorror qualche anno fa. Grazie
al buon vecchio Obs (non perdetevi la sua intervista)
dopo il corto Mirror Midnight, ho la
possibilità di parlarvi anche del nuovo corto di Parisi, intitolato “La casa
blu”.

Con una citazione ad Edgar Allan Poe, Luigi Parisi apre il
suo nuovo cortometraggio che questa volta tratta il tema dei fantasmi e delle
case stregate. La storia è quella di un dottore che dopo averle provate davvero
tutte, per liberarsi della maledizione che lo ha colpito, si rivolge ad una
fattucchiera in grado di leggere il suo futuro nei fondi del caffè.

What else? (cit.)

Il medico è stato maledetto dall’irraggiungibile madre di
una bimba, morta per un suo errore di prescrizione, il genitore impossibile da
rintracciare all’estero non ha potuto comunicare l’allergia della bambina ad un
determinato farmaco e da allora il dottore è stato maledetto. L’unico modo per
liberarsi del suo diabolico problema è recuperare un crocefisso, sottratto
dalla casa dell’uomo ed utilizzato per maledirlo, che ora si trova nella casa
blu del titolo.

L’unico dottore che potrebbe cavarsela qui è il dottor Peter Venkman.

Il nostro dottore dovrà quindi aggirarsi per le stanze della
casa abbandonata, per un finale a sorpresa orchestrato davvero a dovere. Luigi
Parisi sa bene che le storie di fantasmi sono per prima cosa storia di vite
spezzate, il più delle volte basate sul dolore di una vita interrompa anzi
tempo, proprio come accade in “La casa blu”.

Difetti? Forse una certa dipendenza dagli effetti speciali
che per ovvie ragioni, sono a basso costo, ma in ogni caso la regia di Parisi è
come sempre estremamente curata e allo stesso modo la fotografia, sarebbe stato
molto più facile girare la stessa storia di notte, invece il regista sceglie di
farlo in pieno giorno, una sfida non semplice.

Buoni tutti a coprire le magagne usando il buio, tzè!

La svolta finale onora la tradizione di “The Twlight Zone”
con quel gusto tipico delle storie della EC Comics, in cui i protagonisti erano
spesso meritevoli di essere presi per il bavero e maltrattati dal mostro di
turno, infatti il mio primo commento a caldo è stato: «Luigi ha fatto un corto
contro la mala sanità» (storia vera).

Insomma è un piacere per questa Bara ospitare un altro corto
di Luigi Parisi per arrivare tutti insieme ad Halloween, ormai è quasi una
tradizione.

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