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La lega degli straordinari gentlemen – Nemo: Lo Spin-Off dedicato al capitano Bad-Ass

Se a qualunque autore al mondo fosse
venuta in mente l’idea (diciamocelo, geniale) che tutti i grandi personaggi
della letteratura mondiale vivessero insieme nello stesso mondo e agissero per
difendere l’umanità da terribili minacce, beh, avrebbe campato di rendita a
vita.

Ma non puoi essere un autore qualunque per
farti venire in mente l’idea che sta alla base di The League of Extraordinary Gentlemen. Poniamo il caso che fosse successo, ci saremmo trovati davanti ad
un fumetto completamente diverso, in cui ogni personaggio introdotto nella
storia, si porterebbe dietro una valanga di pagine di spiegazione sulla sua
identità, in modo da non “perdersi” i lettori per strada…
Per fortuna il Mago di Northampton, Alan
Moore non è come tutti gli altri e la sua “Lega degli Straordinari gentlemen”
non è un fumetto espositivo, bensì un fumetto che ti costringe ad attivare il
cervello, devi aver letto molti libri, visto tanti film per stare al passo di
Moore, risultato: di autori ce ne sono tanti, di Geni del fumetto, pochi,
forse solo uno. Lui.



Nemo – Cuore di Ghiaccio

Janni Dakkar è la sua cricca di bucanieri…
Lo Spin-off “Cuore di ghiaccio” è dedicato
ad uno dei personaggi più interessanti dell’universo creato da Moore, ovvero
Janni Dakkar, la figlia del Capitano Nemo, che ne ha ereditato nome e
Nautilus nel 1915. La ragazza cercando di svincolarsi definitivamente
dall’ombra paterna si dirige in Antartide, da qui iniziano i rimandi agli
altri personaggi dell’immaginario con i quali Moore costruisce la sua storia… Insomma,
inizia il divertimento!
Per non rovinare la lettura dico solo che i
due nomi più grossi da cui Moore pesca sono solo uno dei più grandi
registi di sempre (Orson Welles) e uno dei più grandi scrittori Horror di
sempre (H.P. Lovecraft) può bastare?



Non potrete guardare mai più un pinguino con gli stessi occhi…

Moore spinge al limite il media
fumetto, nella scena “Non è un pinguino”, scombina la posizione delle
vignette, per rendere visivamente l’alterazione mentale dei personaggi,
provocata dall’effetto collaterale dei campi magnetici e, per dirla tutta, è
anche una scena di massacro che levati, ma levati proprio…

Sua braccio destro, il fedele Kevin
O’Neill, come al solito brillante nella costruzione delle pagine, e nel numero
di dettagli sparsi per la storia, che forniscono altrettante gustose citazioni,
diciamo che le montagne dov’è ambientato il racconto, non sono proprio
facili da rendere visivamente, ma O’Neill ci è riuscito alla grande!
Un’altra gemma di favoloso Steampunk dentro
un elegantissimo (e comodo da leggere viste le dimensioni) volume della Bao
Publishing, insomma un must assoluto, bastano le vignette finali a giustificare
il titolo dell’opera, Moore le riserva giustamente per la fine.

Nemo – Le rose di Berlino:



Circa 16 anni dopo “Cuore di Ghiaccio”
ritroviamo Janni Dakkar, il nuovo Capitano Nemo, che con il suo Nautilus è
diventata una spina (di Rosa) nel fianco del terzo Reitch del folle dittatore
Adenoid Hynkel, sì, perché nel mondo de “La Lega degli Straordinari Gentlemen”
non esiste Hitler, ma il dittatore del film “Il grande dittatore” di Chaplin
sì!
Janni e Board Arrow Jack, in missione a
Berlino per salvare la figlia e il cognato Jean Robur, si trovano ad affrontare
“Gli Eroi del Crepuscolo”, ovvero: la versione Tedesca della Lega Inglese.
Per prima cosa, “Le Rose di Berlino” è un
omaggio alla Germania, ci sono intere pagine di dialogo in Tedesco, se avete
letto qualche fumetto di Alan Moore sapete che non è una novità per lo scrittore
Britannico, ha fatto anche di peggio, tipo intere pagine scritte in lingua
aliena.
Senza spoiler (giuro!), vi dico solo che
c’è un esaltante omaggio a Fritz Lang, vediamo il Dottor Mabuse e il genio
visionario di Rotwang e ad un certo punto Berlino viene definita “Metropolis”.



Il noto urbanista Kevin O’Neill in uno dei suoi ultimi progetti.
Veloce, avvincente e stupendamente
illustrato da Kevin O’Neill, a suo agio con i personaggi e le architetture
impossibili di città futuristiche (D’altra parte Marshal Law è farina del suo
sacco). Nella storia scopriamo che Janni è la pedina sacrificale di un gioco
politico portato avanti da Hynkel per formare un’alleanza in Africa, proprio con
una vecchia conoscenza di Nemo. Inutile dire che lo scontro tra Janni e la
vecchia avversaria è uno dei momenti migliori del volume, uno scontro tra
donne, durante il quale Nemo sputa sull’immortalità come solo lei può fare… Scena che ti
fa benedire Alan Moore anche in Tedesco!
Il finale riprende la distruzione dei
Dock di Londra nel 1900 da parte della 15enne Janni… Tale madre, tale figlia. Insomma,
imperdibile per gli appassionati di Cinema, di Steampunk e soprattutto… Di
buoni fumetti.

Note negative? Forse solo il costo, il
volume della Bao è curatissimo, ma alla fine sono solo 60 pagine e il prezzo mi
sembra poco congruo…

Nemo – Fiume di Spettri



Il terzo
volume dello spin-off della “Lega degli Straordinari Gentlemen” dedicato al
capitano Nemo, completa l’arco narrativo dedicato a questo straordinario
personaggio. Abbiamo visto il capitano originale, quello del romanzo di Jules
Verne, lasciare nome e Nautiliss a sua figlia Janni Dakkar, abbiamo sentito la
risoluta ragazza a Berlino, ora è il momento di combattere al suo fianco nella
sua ultima avventura.
Nel 1975, una
Janni ormai ottantenne, decide di imbarcarsi in un’avventura nel cuore declamazione,
dopo aver avvistato una vecchia nemica, morta da quasi 30 anni. Per viaggiare
tra le rovine di Yu-Atlanchi e nella terra di Maple-White, il capitano porterà
con sè un nuovo alleato: il forzuto Hugo Coghlan.
Come al solito
Moore pesca a piene mani dalla letteratura, lasciando che sia il lettore a
cogliere le mille citazioni, alcune anche difficili, Hugo ad esempio, oltre ad
essere la new entry più esaltante del volume, è una coltissima citazione, Hugo
Hercules era una striscia a fumetti pubblicata regolarmente sul Chicago Tribune
all’inizio dello scorso secolo e molti considerano il personaggio come il
primo vero super eroe americano.



Dentro la testa di Janni non si soffre mai di solitudine…

Infatti, è
fantastico vederlo ripulire da solo il letto del fiume dalle rovina di Yu-Atlanchi
e non un fiume qualunque… Ma il Rio delle Amazzoni!

Che per altro
grazie all’immaginazione di Moore, vediamo popolato da una comunità di esseri
che ricordano da vicino il mostro della laguna nera, reso celebre dal film
della Universal.
Ma il top il Mago
di Northampton lo raggiunge con i nemici, nel mezzo della foresta Amazzonica,
alcuni Nazisti in fuga, hanno ricreato una comunità dove vengono clonate
giovani copie degli anziani gerarchi (il libro/film a cui state pensate è
proprio “I bambini venuti dal Brasile”).
Ma la
manovalanza armata è rappresentata da un gruppo di ragguardevoli strappone puramente
ariane, in quanto alte, bionde e con gli occhi azzurri, che si rivelano essere dei Robot. Grazie ad una cassa che indica il luogo di destinazione di questi
Robot costruiti in massa dal Terzo Reich (Stepford, USA) capiamo che si tratta
di un altro omaggio di Moore al bellissimo romanzo di Ira Levin, ovvero “La
fabbrica delle mogli”.



I due soggetti evasi sono armati e pericolosi, ripeto, armati e pericolosi… Sparate a vista!
Alan Moore poi
fa un lavorone con Janni, tutti dubitano della sua sanità mentale, solo nel
finale scopriamo chi sono i Fantasmi del titolo e anche se Janni è dura come
un chiodo da bara e ha lo stesso amabile carattere, l’abbiamo vista crescere,
quindi ormai da lettore, posso dire di essermi affezionato, io la vorrei una
nonna incazzata e armata di Nautilus come lei!

Kevin O’Neil è il solito Punk delle matite, riempie le tavole di dettagli, facendole
esplodere in un vero e proprio tripudio visivo che sta perfettamente al passo
con il fiume di citazioni sciorinate da Alan Moore. Insomma, gli Spin-Off sono
spesso prodotti auto celebrativi e poco incisivi, in realtà “Nemo” ci permette
di tenere entrambi i piedi nel fantastico (e folle) mondo Steampunk creato dal Mago
di Northampton.
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