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La Mummia (2017): Il Mummio!

Per una volta
nella vita, forse l’unica, avevo la possibilità di essere stringato in un
commento ed archiviare tutto questo film con una sola frase, ma la mia
maledizione (e quella di chi mi legge) è essere prolisso, perché davvero avrei
voluto scrivere solo: “Ma è previsto che si vedano delle mummie, nel vostro
film sulle mummie?”. Purtroppo, mi sono ricordato di averlo già fatto.

Questo rilancio
da parte della Universal Picture, dei loro storici mostri, a cui sono
enormemente legato per ragioni affettive, è stato accolto a braccia aperte dal
pubblico, pronto a spernacchiarlo già per il solo esistere ed, in effetti, era
irresistibile riflettere sul fatto che in un film con Tommaso Missile
intitolato “La Mummia”, la mummia in questione sia proprio lui. Ma guardiamo il
lato positivo: se non altro, l’annuncio di questo film ha generato uno tsunami
di post a tema di cui dobbiamo ringraziare Lucius Etruscus e la sua iniziativa
tutta comodamente a portata di CLIK.

Anzi, facciamo le cose per bene, e passate dal Zinefilo a leggervi la sua recensione al film!

Trovo clamoroso
che il film sia stato etichettato come un flop, ancora prima della sua uscita,
vero che in America non sta andando benissimo, ma nel resto del mondo sta
facendo sfaceli, questo nostro strambo Paese a forma di scarpa è ricettivo
nei confronti dei divi, Tom Cruise potrebbe interpretare anche un Nazista cieco
da un occhio e senza una mano e tutti andrebbero a vederlo, cosa che, in effetti,
ha anche fatto.

La Universal
prima ha fatto di tutto per avere a bordo Tommaso Missile e poi ha addossato
proprio a Mr. Scientology la colpa di tutto, dicendo che il suo personaggio ha
più minutaggio di quello della Mummia (storia vera), ma io dico: benedetti
figlioli della Universal, come se non lo conosceste, in un film di Tommaso
Missile, tutto il pubblico, deve guardare solo Tommaso Missile.


Vi parlo delle mille mila ore passate da Tommaso a gravità zero oppure vi basta quello che hanno scritto TUTTI per mesi?

L’altra faccia
della medaglia, è che da quando Tom, ha deciso di smettere di inseguire
l’Oscar, si è gettato anima e corpo sui film di genere, lo sapete, lo dico
tutte le volte, mi sta tantissimo sulle palle, ha sempre quell’aria da
perfettino prima della classe del tipo “La so io la risposta signora maestra”
che si chiama gli schiaffi, però è anche un gran professionista, il suo super
ego lo porta a fare di tutto per farsi ammirare, anche i suoi stessi stunt e
al pari di quegli artisti della musica con una lunga carriera alle spalle,
quando si mette in moto non ha nessuna intenzione di fare figure di merda,
quindi i suoi film non vanno mai sotto il PAR, visto che parlo di uno che non
sopporto, uso metafore prese da uno sport che non sopporto.



“Salva, sono Russell Crowe, forse vi ricorderete di me per film dove ero magro come Il Gladiatore”.

La sceneggiatura
di David Koepp, è stata rivista dai
membri di “Team Cruise”, ovvero il fidatissimo Christopher McQuarrie e la sua
spalla Dylan Kussman che vedono la luce del sole solo quando sua
Maestà Tom concede loro di scrivere il suo nuovo film, ormai siamo a cinque
film insieme e il tassametro corre.

Cosa vi devo dire
di questo “La Mummia”? Alti e bassi, nel senso che non è la porcheria che tutto
il mondo pensava (e forse sperava), ma non è nemmeno un film impeccabile, di
fatto è il nuovo film di Tom Cruise, con un elemento che definire horror
sarebbe anche complicato (lasciatemi l’icona aperta che ripasso…), anche perché
se pensavate che il più grande Divo del mondo facesse un film dell’orrore,
forse non avete capito con chi abbiamo a che fare. Detta fuori dai denti:
questo film è meglio dell’ultimo Jack Reacher e per scene spettacolari, se non altro pareggia con l’ultimo Mission: Impossible – Rogue Nation,
giusto per darvi le coordinate, per i dettagli, continuate a leggere.



Finalmente una che somiglia davvero ad una principessa egiziana!

Nell’antico
Egitto (dove se no?) la malvagia principessa Ahmanet fa il solito torto al
faraone e viene mummificata viva, insomma fino a qui tutto come da programma,
nessuna variazione dal 1932 ad oggi.
Non so bene per quale ragione, invece di venir sepolta in Egitto, viene
tumulata in Mesopotamia, voglio pensare perché la principessa votata al Dio
della morte Seth sia così cattiva che gli Egizi non la volessero presso i loro
confini. Ma temo che sia una scelta frettolosa fatta per giustificare la gag
iniziale che ora la Mesopotania è conosciuta come Iraq e quindi dare una
location bellica al film, non ho altri indizi di questa scelta, o è andata
così, oppure i tre sceneggiatori a loro volta sono votati al dio Seth, inteso
come Rogen, Dio canadese dell’Indica e della Sativa.

TOM CRUISE che
qui per l’occasione si chiama Nick Morton, ma che tanto tutti chiameranno
solo TOM CRUISE insieme al suo compare, chiamato, boh, Tizio (Jake Johnson)
sono due tombaroli simpatici guasconi che fottono ritrovano
reperti per puri motivi di reddito archeologia sfruttando il fatto che
la guerra in Iraq e la sua distruzione copra le loro tracce, insieme a loro una
bionda di nome, boh Tizia che si fa TOM CRUISE (Annabelle Wallis) ritrovano la
tomba di Ahmanet e la riportano a Londra, fino ad ora tutto come da programma, no? L’unica
differenza è che qui trovano Russell Crowe nei panni del Dr. Henry Jekyll.



“Inutile che ti affanni, tanto tutti si ricorderanno solo di Tom Crooze!“.

Sì, perché
seguendo la moda dei film americani del 2017, non puoi semplicemente guardare
un film senza che sia il primo capitolo di un Franchise che in questo caso è
stato ribattezzato in fretta e furia “Dark Universe”, che poi è tutta una
grande scusa, per sfruttare i nomi famosi dei miei amati mostri Universal
facendogli fare Team-Up in puro stile Avengers
e farli combattere un po’ tra di loro, niente di male, in fondo è quello che
stanno già facendo con Godzilla e King Kong, no?

Cosa funziona di
questo film? Sicuramente la parte iniziale, superato l’inevitabile spiegone
sulle origini di Ahmanet, il film inizia ad andare a manetta sul serio, Alex
Kurtzman lontano dai suoi soci storici, Roberto Orci e GIEI GIEI Abrams, mette
su qualcosa che nelle ambizioni dovrebbe essere I Predatori dell’arca perduta e non posso che dirgli bravo, perché
sei hai un predatore di antichità e una location desertica, è proprio al
capolavoro di Spielberg che dovresti sempre ispirarti.
Il problema
principale del film, però, è che a fine visione, a restare impresse sono
soltanto le singole scene, quella dove Tommaso Missile fa i suoi stessi stunt
e che Alex Kurtzman dimostra di saper giare davvero, perché di fatto “La
Mummia” è un altro solido film d’azione di Tom Cruise con un elemento
extra più Fantasy che davvero Horror, anche se le citazioni ai classici non
mancano.



“My heart will goooooo ooooonnnnnn”.

Il modello di
riferimento sembra più essere “La Mummia” quello del 1999 con Brendan Fraser
che quello del 1932 con Boris Karloff,
il problema è che vedere Tom Cruise che fa il guascone simpaticone, mi è
piacevole come la sabbia nel deserto lanciata negli occhi e poi il problema
con lui è sempre lo stesso: in ogni suo personaggi tu non vedi Nick Morton
predatore del reperto perduto, vedi Tommaso Missile che fa il giovanotto per
farsi dire dal pubblico “Vah, che energie il Tommaso!”, per tutto il tempo, mi
sono ritrovato a rimpiangere tantissimo Brendan Fraser che almeno trovava il
modo di farsi voler bene dal pubblico, in un film che era davvero d’avventura
e non un “One man snow” che presto sarà allargato a divi alla disperata ricerca
di un ruolo in un film che conta… Sì, sto parlando di te dannato Johnny Depp!

So che sembra “Trova l’intruso”, ma l’intrusa è l’unica azzeccata.

Il debito con il
film di Stephen Sommers è chiarissimo nella tempesta di
sabbia scatenata da Ahmanet e dalla comparsa del librone d’oro centrale nel
film del 1999, non è difficile notarlo, nella biblioteca di Jekyll la Tizia
bionda lo spacca in faccia ad uno degli sgherri.

Giusto perchè sia chiaro il modello di riferimento iniziale.

Visto che l’ho
citata, mi ha fatto piacere vedere che, se non altro, Tom Cruise, classe 1962,
abbia scelto di avere una co-protagonista della sua età, anche se bisogna dire
che a livello di plastica sulla faccia sono tutti e due messi maluccio, Tom
avrà pure fatto palestra, ma in certi momenti ha la faccia come nel finale di
“Vanilla Sky”, mentre la bionda tra occhi cadenti e stranissimi zigomi a punti
è rifatta piuttosto male, quindi avrà l’età di Tommaso però è rifatta malam…
Come? Annabelle Wallis è del 1984!?!? Ma che cazz…

“Tom ti prego aiutami! Ho bisogno del numero del tuo chirurgo!”.

Parlando dell’altra
metà del cielo, enormi applausi per Sofia Boutella, finalmente abbiamo un’attrice
che sembra davvero una principessa egiziana e poi la ragazza ha dimostrato non una, ma già due volte, di essere molto brava a tirare fuori personaggi riusciti
anche sotto quintali di trucco. La sua Ahmanet è la prova che il “Dark Universe”
non avrebbe bisogno di attori famosi alla disperata ricerca dell’ammirazione
del pubblico (Johnny Depp, secondo estratto), in fondo anche Lon Chaney Jr. e
Boris Karloff erano disposti a farsi sotterrare sotto montagne di trucco, quindi
enorme stima per Sofia che è davvero l’unica che ha capito tutto di questa
operazione, anche se di fatto ha davvero poco della mummia, andiamo a spulciare l’icona lasciata lassù aperta.

“Stai lì ferma, non ruberai fotogrammi preziosi a Tommaso!”.

Il look generale
della Boutella è azzeccato, anche se le bende le perde subito,
trasformandosi presto in una specie di zombie rediviva, costretta ad assorbire
le energia vitali altrui per non ritornare ad essere rinsecchita… Che poi è
quello che fa Tom Cruise, solo che lui utilizza la chirurgia estetica.

Trovo che ci sia
ben poca differenza tra il suo personaggio e quello dell’Incantatrice della
Suicidio Squadra che, in fondo, era uno spirito maligno evocato, con il potere
di trasformare in schiavi senza cervello i suoi posseduti, insomma forse
davvero l’unica vera Mummia del film è Tom Cruise.
Russell Crowe, dal
canto suo, se non altro approccia il film e il personaggio con il piglio
giusto, il suo Dr. Henry Jekyll gentile e precisino funziona, ma come cantava
Ozzy Osbourne, il suo Hide non può stare nascosto a lungo e qui la delusione è
palese, il versione Hide Crowe non è altro che una versione ringiovanita in CGI
di se stesso, non so voi, ma guardandolo ho pensato: tutto qui? Rappresentarlo
come un Hulk non sarebbe stato corretto, nel suo romanzo Robert Louis Stevenson
ci presentava Hide come l’insieme dei peggiori istinti umani, per quello ho
pensato che la trasformazione fosse deludente, io sono certo che se prendete Russell
Crowe, alle tre del mattino di qualunque giorno della settimana, sbronzo in
infradito al primo bar all’angolo sia un Hide molto più efficace di quello
visto in questo film.



‘Cos in the world of fiction, my Jekyll doesn’t hide (Cit.)

Per fortuna, i
dialoghi sono abbastanza briosi, ma dalla parte londinese del film in poi, il
ritmo cala in maniera vistosa e lo spiegone di metà film, necessario più che
altro a giustificare i prossimi film del Dark Universe, ammazzano un po’ il
ritmo, devo dire anche che il socio di Tommaso Missile trasformato in zombie
che solo il protagonista può vedere è chiaramente un tentativo di comprare il
Landissiano che c’è in me facendo una palese citazione a quel capolavoro di “Un
lupo mannaro americano a Londra”, peccato che il personaggio sia protagonista
di una sottotrama inutile e che sia realizzato in pallida CGI, invece che con
gli ancora meravigliosi effetti speciali di Rick Baker.

Perdonali Landis, omaggiano tutto e tutti senza capire.

Quello che
funziona del film, come detto, sono le singole scene, quella a gravita zero nell’aereo
è davvero notevole e termina in maniera non scontata, proprio come quella nei
tunnel allagati, Alex Kurtzman si merita davvero un “Bravò!” per la sua regia,
peccato che “La Mummia” sia tutto così: un collage di scene ben fatte,
alternate da momenti in cui si guarda l’orologio.

Quindi è un film
che va preso così, godetevi scene fighissime come quella in cui Tommaso Missile
prende il bus alla sua maniera (ora voglio farlo anche io così!) e lasciate
perdere il fatto che il pugnale al centro della storia abbia un funzionamento
tutto suo che nemmeno gli sceneggiatori hanno capito sul serio.



“Mi stai facendo due palle degli occhi così!”.

Sarebbe un gran
peccato sprecare l’occasione di riportare in vita i mostri Universal (riportare
in vita, l’avete capita? Perché sono morti quin.. Ok la smetto) per farsi
fagocitare da qualche divo ancora aggrappato alla fama… Sì, sto ancora pensando
a Johnny Depp! Ma scegliere una delle facce(tte) più famose del mondo, per
la parte dell’Uomo Invisibile, mi sembra un ossimoro assurdo, con tutto il
rispetto per il vecchio Russell e le sue maratone alcoliche, sarebbe stato
meglio puntare su qualche attore poco conosciuto e molto motivato come Sofia
Boutella che su un “Mummio” (che poi avrebbe dovuto essere il vero titolo del
film) che di fatto ha sfornato il suo solito film, di livello medio alto, ma sempre
lo stesso. Insomma, ancora una volta non sono riusciti a fare un film di Mummie
fatto come si deve, la maledizione continua!

Sapete che c’è? Qualcuno
ci aveva già pensato a fare il Dark Universe, ben trent’anni fa e con
risultati molto più soddisfacenti!

Anche questa volta Shane e Fred ci guardano dallo specchietto retrovisore.
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