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La preda perfetta (A Walk Among the Tombstones): Liam Neeson al telefono… di nuovo!

Recentemente,
dopo aver visto “Lucy”, ho provato a buttare giù quella che secondo me è
l’eredità di Luc Besson nel cinema d’azione europeo: le Bessonate, appunto, che
passano anche attraverso l’Irlandese da combattimento di Hollywood, ovvero Liam
Neeson.

Con i tre
“Taken” (trovate il commento QUI) il nostro Liam si è riscoperto eroe d’azione. L’intuizione è stata quella giusta, nel 2015 Neeson prova ad essere quello che
Bronson era negli anni ‘70/’80: un attore di spessore e carisma che si porta
dietro il suo background in un genere considerato (ingiustamente?) minore, da
qui, si è aperta la diga, l’apice dello scontro autorialità/film di genere e
coinciso con il totale coinvolgimento (anche umano mi viene da dire) di Neeson
in “The Grey”, a mio avviso un apice (mi sa che prima o poi dovrò
commentarlo…). Ora però ci troviamo nella non particolarmente esaltante
situazione di quelli che cercano di bere dall’idrante…
Ormai la
presenza di Liam Neeson basta per fare un film. Ora, io non sono un grande
utilizzatore di social network, per me andrebbe bene l’anti-social network, ma
mi sembra strano che non circolino già 100 Meme di Liam Neeson al telefono
(magari ci sono, non ho controllato).



Una cosa tipo così…

Non serve
altro per fare un film, se hai Liam Neeson, gli dai un telefono e il film
viene fuori da solo. Basta che ci sia qualche riga di dialogo in cui lui, con
il suo nasone, la presenza, il naturale carisma e quella voce che si ritrova,
inizia a dire cose tipo: “No basta, adesso farete voi come vi dico” che tutti,
ma proprio tutti, iniziano a fare quello che Liam Neeson ordina. Il passo
successivo è fargli dire: “Ti troverò e ti ucciderò” per far venire giù il tetto
del cinema. In pratica ormai Liam Neeson è l’assassino di “Scream”!

Di fatto il
film sfrutta la scia dei film recenti di Liam Neeson, sembrerebbe il solito
“Rapimento + vendetta + Telefono” a cui siamo abituati, il che potrebbe anche
bastarmi se tutto fosse ben fatto, in realtà la trama è ancora più stringata
questa volta, i rapitori più scemi e pallosi di tipo… Sempre!  Hanno un nuovo
modus operandi, puntano sulla velocità: rapiscono
subito, chiamano, non forniscono prove sulle buone condizioni dell’ostaggio,
costringono il parente a racimolare la cifra più grossa possibile con le cose
che ha a portata di mano, incassano e uccidono l’ostaggio per non avere
testimoni, boom, bang, poi si passa al prossimo rapimento, fila tutto, finché
il parente al telefono non è Liam Neeson…



“Pronto? Stavo cercando Liam Neeson, è in casa?”

In pratica il piano dei rapitori salta perché Liam si gioca le sue frasi Cult
“No basta, adesso farete voi come vi dico” e poi “Ti troverò e ti ucciderò”. Fine del piano criminale.

Vi rendete
conto di che potere?! In pratica la sera, quando la mia bisteccona è pronta e ho
tolto la birra dal frigo, appena mi siedo comodo e sto per dare il primo
morso/sorso, di solito suona il telefono ed è qualche cazzo di call center che
cerca di vendermi qualcosa che non mi serve/ho già, ecco! Se io registrassi
sulla segreteria telefonica la voce di Liam Neeson che dice all’operatore ““Ti
troverò e ti ucciderò” non avrei più di questi problemi!
Il regista e
sceneggiatore Scott Frank le tenta tutte per mascherare la povertà di una
storia scritta sul retro di un tovagliolo, butta dentro vaghe divagazioni
paranormali che c’entrano come i proverbiali cavoli a merenda, si gioca
flashback su tutti i personaggi (di cui uno, super posticcio anche su Neeson),
riduce l’azione a zero (alla faccia dell’ingannevole trailer che prometteva il
solito action vendicamentoso con Liam Nesson) e si barcamena per raggiungere il
minutaggio minimo sindacale.

Così con
questo espediente e l’azione ridotta all’osso, Nesson potrà minacciare cattivi
al telefono fino a quando non avrà 90, gli basterà avere un orecchio, una mano
per tenere su il telefono (fino alla prossima variante: il vivavoce!) e le
corde vocali per pronunciare “Ti troverò e ti ucciderò” in alternativa,
doppiamo tutto prendendo dai vecchi film, è una miniera d’oro!


“Anche se mi metti in attesa, Ti troverò e ti ucciderò”

Come nel
trailer, sui titoli di coda, una versione di “Black Hole Sun” dei Soundgarden
fatta al pianoforte in versione pianobar, se non fosse che ero già sconcertato
dal film, ci mancava solo questa…

In ogni caso,
se volete in Thriller più cupo e riuscito di questo, andate a recuperarvi Cold in July, tutta un’altra roba ve lo assicuro.
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