
Dico sempre che ogni post dedicato al mondo di Guerre Stellari dovrebbe cominciare con una premessa paracula, perché tanto ormai è chiaro che ai fan di “Star Wars” piace tutto di “Star Wars” tranne “Star Wars”. Quindi questo 4 maggio, Star Wars Day (che non piace ai fan) diventa l’occasione per portare avanti la tradizione dei Versus della Bara Volante, infatti oggi vi beccate una doppia dose di Ewoks!
L’avventura degli Ewoks (1984)
Vi ricordate quando il più grosso problema della saga di “Guerre Stellari” erano gli Ewoks? Erano tempi già molto strani ma forse un po’ più semplici, prima che i due GIEI GIEI (Abrams e Binks) rendessero tutto ancora più controverso creando diverse fazioni, grossomodo gli appassionati della saga creata da George Lucas concordavano quasi tutti sul fatto che senza quei cosettini pelosini, Il ritorno dello Jedi sarebbe stato ancora migliore infatti Lucas cosa ha fatto? Dopo la fine della Trilogia, si è dedicato anima e corpo proprio a loro, perché ormai dovreste saperlo che George Lucas ci odia tutti e non perde occasione per punire i suoi stessi fan.
Il prima tentativo di espandere la sua saga spaziale, Lucas lo fece nel 1978 con lo Star Wars Holiday Special, forse l’unico elemento legato alla sua creatura che Giorgione odiava più dei suoi fan, uno scempio ai suoi occhi che non doveva ripetersi frutto secondo lui, dell’aver delegato ad altri il compito. Lo so, alla luce dei successivi “Star Wars, fa molto ridere questo suo ardore.

Ecco perché scrisse di suo pugno il soggetto di “Caravan of Courage: An Ewok Adventure”, anche noto come “The Ewok Adventure” e qui da noi come “L’avventura degli Ewoks”, un film per la televisione pensato per il canale ABC ma con un ingente impegno di uomini e mezzi. Nato come speciale e diventato poi film per assecondare le richieste della ABC, la regia venne affidata a John Korty, impegnato a trasformare la foresta di Redwood in California (dove sorge anche il ranch di Lucas) nella luna boscosa di Endor, mentre gran parte della resa visiva è farina del sacco di Joe Johnston, già “concept artist” per la trilogia originale, uno che in linea di massima avrebbe fatto strada sfoggiando talento anche come regista.
Per anni ci hanno raccontato che questo film, evidentemente rivolto ai più piccoli, fosse collocato cronologicamente tra L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, una menata presto smentita dal secondo capitolo, quello in cui l’Ewoks Wicket (il mitico Warwick Davis!) parla un po’ di inglese, cosa che non sapeva fare al suo primo incontro con Leila. Con un po’ di volontà sarebbe bastato dirci che questi due film erano ambientati dopo la battaglia di Endor, ma molto più sbrigativamente Lucas si è affrettato a dichiararli fuori canone. Se avete avuto la fortuna (fortuna!?) di vederli in tv da bambini come accaduto al vostro amichevole Cassidy di quartiere, sapete già cosa aspettarvi, per tutti gli altri, li trovate nella sezione “Legacy” di Star Wars su Disney+, senza il doppiaggio in italiano giusto per evitare il trauma ad un’altra generazione, anche se posso dirlo? Se riuscite ad abbassare le vostre aspettative a livello bambino, un’operazione che urla fortissimo «ANNI ’80!» a pieni polmoni, ritroverete due film bruttini ma molto più onesti rispetto a tutta la deriva GIEI GIEI presa dalla saga, qui lo dico e non lo nego.

“L’avventura degli Ewoks” inizia con la famiglia Towani che si spatascia su Endor con la loro astronave, equivalente spaziale della station wagon di famiglia, nel botto i componenti della famiglia vengono separati e i genitori, mamma Catarine (Fionnula Flanagan) e papà Jeremitt (Guy Boyd) finiscono catturati dal gigante Gorax, una specie di gorillone adiposo (cit.) con la faccia da pipistrello.

Gli Ewoks, in cerca di quel casinista di Wicket (il già citato Warwick Davis), che si è fiondato in mezzo alla foresta per via di un incidente con un aliante e una capra (non fate domande, non volete sapere) trovano i due ragazzi Towani e decidono di aiutarli, malgrado la piccola Cindel (Aubree Miller) sia il più puro concentrato di anni ’80 che vedrete, uno shock culturale se siete abituati a quelli di plastica di Strane Cose: una massa di riccioli biondi in testa, tenuti insieme da una fascia per la fronte che la fa sembrare la cosplayer della guerriera con arco e frecce di Mad Max, o una fan di LeBron James ante litteram. Le mancano solo gli scaldamuscoli ed è pronta per essere adottata da Jane Fonda.

Ma il migliore resta suo fratello Mace (Eric Walker) un idiota conciato a sua volta come un cosplayer, quello di Luke Skywalker in versione pilota, uno che entra in scena sparando agli Ewoks con il suo folgoratore, per poi passare il resto del film a mettersi nei casini da solo. Avete presente quello che diceva Randal su “Il signore degli anelli” in Clerks2? Ecco “L’avventura degli Ewoks” sarebbe una scompagnata tra i boschi, una passeggiata da qui a lì, se non fosse per quel pirla di Mace che le pensa tutte per cercare di morire male: vede un orsacchiottino tenerino nell’incavo di un albero, si avvicina per toccarlo e quasi si fa staccare un arto da un serpente gigante, vede una pozza d’acqua profonda trenta centimetri e ci si butta rischiando di affogare, tutto così. Il fatto che gli Ewoks lo salvino malgrado la sua evidente stupidità fa di loro quasi dei santi.

“The Ewok Adventure” dura 96 minuti, percepiti 149, visto che ci vogliono ben 45 minuti prima che tra frizzi, lazzi e lancio di mortaretti, i protagonisti si convincano finalmente a partire alla volta di ‘sta cazzarola di montagna dove vive il gigante. A quel punto della trama Mace ha già rischiato di morire dodici volte e appena partiti, pronti via, bisogna inserire qualche elemento fantastico che ci porta molto, molto lontani dalla vostra idea di “Star Wars”, ma decisamente più vicini ad un avventura un po’ fantasy, dove molto tempo (troppo tempo!) viene dedicato alla fatina Ezerina, una specie di lucetta isterica svolazzante, che parla come una zanzara e che serve ad allungare un altro po’ il minutaggio del film.

Di molto positivo invece abbiamo un utilizzo smodato dei “matte painting”, gli sfondi dipinti che permettono di avere scenari fantasy, castelli a strapiombo su altissime rupi e tutto quello che il talento e il pennello degli artisti era in grado di dipingere, una tecnica decaduta che alla Disney, sempre per restare in casa “Star Wars”, hanno ripreso con il Volume, il set con enormi maxi schermi in 4K con cui girano gli episodi di The Mandalorian, che più avanti nel post tornerà a trovarci.

Piuttosto abbondante anche l’uso dell’animazione a passo uno, che ci regala un paio di mostroni niente male, riportandoci subito agli anni ’80, anche per tematiche, visto che certo, bisogna buttare giù il momento morale di Mace, quello in cui piagnucola perché avrebbe voluto essere un figlio migliore, più obbediente nei confronti dei genitori, ma è anche vero che “The Ewok Adventure” si gioca schifosissimi ragni giganti e i coniugi Towani chiusi dentro una gabbietta, appesa vicino alla tavola del gigante, che lascia intendere il loro prossimo destino di spuntini.

Per essere quello che allora chiamavamo film per ragazzi, non mancano Ewoks che restano a terra, pronti a sacrificarsi per la riuscita della missione, tutta roba che ora ci possiamo scordar visto che i film vengono avvolti nel pluriball per evitare di offendere la sensibilità di beh, chiunque. La leggenda vuole che sia stato lo stesso George Lucas a dirigere i minuti finali del film, perché il regista John Korty era già passato al prossimo progetto, non ho trovato gran conferme in merito, forse era solo una voce messa in giro per ribadire che tutto sommato, la lotta con Gorax animato a passo uno non è male, non somiglia allo scontro con il Rancor in Il ritorno dello Jedi ma tutto sommato, una volta calati nell’atmosfera da film per ragazzi, vedere Mace intendo a salvare la sua famiglia piuttosto che a cercare di morire come un idiota, tutto sommato funzionicchia, anche se bisogna digerire la voce narrante che rispunta a caso, traducendo idealmente molto del boffonchiare degli Ewoks e infine punendoci con un tocco di caramello finale, su quale sia la forza più potente della galassia, e no, non mi riferisco a quella Forza.

Il finale permette ai Towani riuniti, di fare una cosa che vorrei fare io stesso più o meno dal 1983… Festa con gli Ewoks! Secondo me quei piccoletti sono dei veri festaioli, combattono duro ma si divertono anche duro, infatti mentre loro concludono il loro film solista facendo festaccia nera, George Lucas e la ABC hanno pensato bene di farli tornare in azione.
Il ritorno degli Ewoks (1985)
Ah non vi piacciono gli Ewoks? Bene allora io, George Lucas, padre padrone della vostra Saga del cuore, vi lancio anche la serie animata “Ewoks” (26 episodi usciti nel 1985, anche questi se volete, li trovate su Disney+ io non ho ancora avuto la beh, Forza), ma soprattutto vi metto in cantiere un secondo film, tiè!

“Il ritorno degli Ewoks” anche noto come il roboante titolo originale “Ewoks: The Battle for Endor” è ufficialmente stato diretto da Jim e Ken Wheat, anche se il povero Joe Johnston ha dovuto fare gli straordinari, visto che l’attore Wilford Brimley, in rottura prolungata con i due registi, si rifiutava di farsi dirigere da quei due e quindi Johnston ha dovuto mediare tra le parti, dirigendo spesso molti dei dialoghi dell’attore (storia vera).

“Ewoks: The Battle for Endor” comincia con Cindel e Wicket che se la chiacchierano zompettando in giro per il boschetto della loro fantasia di Endor, il motivo per cui il film è stato messo fuori canone, visto che il piccolo Ewoks pronuncia alcune parole in inglese. Considerando che nel finale la frase «Fai qualcosa Wicket, usa la tua fionda!» è stata modificata eliminando il riferimento alla fionda (storia vera), non sarebbe stato un grosso problema doppiare il film facendo sparire quelle poche parole in inglese, Lucas in passato ha fatto anche di peggio, ma chissene, fuoricanone! Abbiamo già troppe menate targate “Star Wars” ci mancano solo gli Ewoks!

Anche qui, gli anni ’80 richiedono il loro tributo di sangue, un attacco da parte dei soldati di re Terak (Carel Struycken) alieni a loro volta rimasti incastrati su Endor, in cerca di una fonte di energia per decollare nuovamente, che iniziano a seminare il panico nel villaggio degli orsetti del cuore, ne fanno le spese subito la signora Towani e suo figlio Mace, uccisi dalla prima ondata di cattivoni. Una vita passata a cercare di morire in modo stupido e poi come muore Mace? Nel primo minuto del seguito, quindi si, in un modo abbastanza stupido (e frettoloso).
Cindel porta i suoi riccioli da papà Jeremitt senza stupirsi del fatto che ora è fatto a forma di Paul Gleason, quindi se prima papà Towani era solo un po’ burbero, adesso di colpo si porta dietro tutti i personaggi palesemente stronzi dell’attore, celebre per Trappola di cristallo e per il suo ruolo di preside in “The Breakfast Club” (1985). In effetti fa un po’ strano vederlo qui nel ruolo dell’amorevole padre, ma tanto anche lui dura poco. Pronti via e al secondo minuto del film, ci siamo giocati i protagonisti del primo capitolo (e la loro caratterizzazione) in quello che sarebbe il vostro normale seguito di film per ragazzi.

A questo punto Wicket aiuta nuovamente la bambina, in fuga dai soldati di Terak, i due si imbattono in una capanna nel bosco, quella di Evil Dead? Quella di marzapane della strega? No, è quella dove vive l’umano Noa Briqualon (i baffoni di Wilford Brimley) anche lui precipitato anni fa su Endor senza più la possibilità di ripartire. Scusate ma ‘sta cazzarola di Endor è magnetica? Ha una gravità superiore? Perché tutti quelli che precipitano poi ci si stabiliscono? Il costo delle case sugli alberi è molto basso e le scuole sono di buona qualità?
Sta di fatto che qui subentra una curiosità non da poco, Wilford Brimley non avrà voluto essere diretto da Jim e Ken Wheat eppure il suo personaggio, un umano, solo e precipitato su un pianeta pieno di creature aliene, di fatto è un tema ricorrente, visto che in versione riveduta e corretta, tornerà anche in un altro film di culto scritto dai Wheat, ovvero “Pitch Black” (2000).

Avete già capito l’andazzo, il burbero Noa si convincerà a sua volta ad aiutare i piccoletti, tutti insieme contro re Terak (detto Tetrapack) le sue orde di soldati e la strega Charal (Siân Phillips), facente funzione di Evil-Lyn che con la sua magia rapisce Cindel e la porta nel castello del re dalla faccia di plastica. Qui siamo alle streghe che fanno le magie e voi vi lamentate di Andor eh?

L’assalto al castello si gioca una sorta di drago animato a passo uno, ma se aguzzate la vista, anche la gabbia di Indiana Jones e il tempio maledetto, la potete scorgere nella sala da pranzo di re Tetrapack con tanto di ossa finte ancora dentro. Bisogna dire che “Il ritorno degli Ewoks”, pur muovendosi in territoti fantasy, sfoggia almeno un po’ di attenzioni nei confronti delle creature, i soldati del re sono tutti mascheroni lucertolosi piuttosto riusciti, dove almeno uno di loro lo vediamo anche a cavallo di un blurrg, il mostrone tutto bocca, riciclato successivamente da Dave Filoni nella prima stagione di The Mandalorian.

Anche “Ewoks: The Battle for Endor” soffre di parecchi problemi di ritmo, ma quando la battaglia del titolo originale comincia, tutto sommato bisogna dire che è una buona sequenza, sempre a patto di abbassare il proprio punto di vista ad altezza Ewoks bambino: un trionfo di creature in stop motion, catapulte lancia bombe, colpi di laser, insomma una caciara finale simpatica, che precede i saluti finali con lacrimoni annessi, tutto da canone del film per ragazzi anni ’80.

Insomma, per anni gli Ewoks erano il più grande male capitato a “Guerre Stellari”, nel corso del tempo non posso dire che siamo arrivati a rimpiangerli, anche perché questi due film per quanto meno peggio, non possono proprio essere considerati belli, se non presi per quello che sono, titoli pensati per i più piccoli e tutto sommato, meno scemi di tanta roba contemporanea, pensate per assecondare un pubblico che va dai sei ai sessant’anni. Quindi per questo “Star Wars Day” ci tenevo ad aggiungere questi due tasselli alla rubrica della Bara sulla saga di Lucas, quindi… May the 4th be with you!

Sepolto in precedenza giovedì 4 maggio 2023


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