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Lazarus vol. 2 – Ascesa: Un’attesa frustrata

Inutile
girarci attorno: dopo il primo volume,
Lazarus è diventata subito una delle mie serie più attese, quindi mi sono
divorato questo secondo volume non appena ho potuto metterci sopra le mie
sporche zampacce.

Ma che cos’è
un Lazarus? In un futuro prossimo immaginato da Greg Rucka, non esistono più i
governi, le sorti nel mondo sono nelle mani di alcune potenti famiglie che
gestiscono il pianeta controllando, commercio, lo stile di vita dei
cittadini e i confini dei loro territori. La struttura piramidale è
inattaccabile, in alto c’è l’élite, composta dai membri della famiglia, sotto c’è
la “Servitù”, tutta quella porzione di popolazione che ricoprendo ruoli utili,
è al servizio di chi comanda. Tutti gli altri sono “Scarti” senza eccezioni.
I Lazarus sono
le guardie del corpo della famiglia, i messaggeri, e ricoprono la più alta
carica dell’esercito personale della famiglia, Il Lazarus della famiglia Carlyle
si chiama Forever, amichevolmente detta “Eve”. Una ragazza di 19 anni
cresciuta, allenata, addestrata e geneticamente potenziata per essere braccio
armato e scudo della famiglia.


Una che non ha certo bisogno di aiuto per svitare il tappo di un barattolo.

Il primo volume mi ha affascinato per la complessità del mondo creato dal grande Rucka, la
difficile partita a scacchi politica tra le famiglie, dava davvero l’idea di un
mondo sfaccettato e molto strutturato, le matite di Michael Lark facevano il
resto, dinamiche, estremamente curate, ho visto coreografie di combattimento
più ben fatto uscite dalla matite di Lark che in troppi film anche blasonati.

Purtroppo, il
secondo volume è una battuta d’arresto, la Panini Comics raccoglie nel solito
volume della collana HD 100% (per capirci quelli con la copertina bianca
morbidosa che sembra Marshmallow) i numeri della serie originali dal cinque al
nove, in cui, purtroppo, Rucka decide di dimenticarsi completamente dei nemici dei
Carlyle, ovvero le altre famiglie e dedicarsi alle motivazioni del popolo,
quegli “Scarti” che sognano di poter entrare a far parte della “Servitù”…
Metaforone portami via!

L’evento è la
grande adunata, una tre giorni di visite mediche, test attitudinali e prove
fisiche durissime, al fine di sfoltire tra l’enorme massa di poveracci, quei
pochi che potranno servire i padroni, come potete facilmente intuire, chi
resta fuori non è proprio felicissimo, infatti Eve dovrà affrontare una
minaccia terroristica che apre un nuovo fronte per la famiglia Carlyle, il
nemico questa volta arriva dal basso.


“Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo, nella versione di Michael Lark.

Il problema
non è nemmeno il metaforone, è che nei quattro numeri che compongono il volume,
viene dedicato molto spazio alle (giuste) motivazioni di quelli che i TG
chiamerebbero “Gruppi antagonisti”, il risultato è un intero volume di
passaggio che, però, si è fatto attendere fin troppi mesi, tirata d’orecchie ai
ragazzi della Panini, mannaggia a voi!

In compenso, assistiamo al flashback di
Eve bambina, impegnata a cercare di conquistarsi un minimo di attenzioni
paterne, attraverso un inflessibile allenamento che prevede come sfida finale
uno scontro con la sua istruttrice di combattimento, che è anche l’unica
persona che abbia mai mostrato un po’ di affetto alla piccola Forever.


Forever young, come un pezzo degli Alphaville.

Michael Lark è
bravissimo a scandire i durissimi allenamenti di Eve, peccato che stiamo
chiaramente camminando lungo un percorso molto più lungo, il risultato è che
questo secondo volume sa tanto di numero di passaggio, scritto con il compito
di dare spessore alla protagonista raccontandoci qualcosa del suo terribile
passato e poco altro.

Peccato, ma
resto gasato, il soggetto messo su da Rucka è micidiale, spero solo di non
dover aspettare un’altra vita e mezza prima di poter leggere il terzo volume.
Nel frattempo
fate un salto da Lucius su Fumetti Etruschi, che nella lettura è più avanti di me!
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