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L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare: Il punto (Zero) su vita e carriera…



Al costo di
passare per uno di quei lettori cagacazzo (per usare un francesisimo) di cui
Zero parla anche in questo volume, un paio di cose su “L’elenco telefonico
degli accolli” ultimo libro di Zerocalcare le avrei da dire.

Al pari del
suo primo libro “Ogni maledetto Lunedì su due”, l’ultima fatica di Zero è la
ristampa su carta delle storie a fumetti presentate a cadenza (quasi, ma anche
no) settimanale sul suo blog. La cosa che ho trovato quanto meno buffa è stata
la gran bagarre intorno a questa nuova pubblicazione, con tanto di copertina
alternativa numerata (in “sole” 5555 copie, numero al limite del Satanico)
disegnata da Leo Ortolani. Bella, eh? Peccato che Zero e l’armadillo in versione
Iron Man non avessero poi molto senso con le storie che troviamo all’interno
del volume, sarebbe stato più logico mostrarli in versione Hobbit, ma
evidentemente Ortolani aveva voglia di disegnare un po’ di armature di Iron
Man…



Leo Ortolani ogni volta che può ricorda a tutti che è un fan di Star Wars.
Già le storie
all’interno… Tutta questa gran caciara per storie che sono leggibili (non
giriamoci attorno) gratis sul blog dell’artista di Rebibbia, sembrerebbe il
classico caso del topolino, la montagna e la storia del parto. Inoltre, dopo il
bellissimo Dimentica il mio nome, era inevitabile tutta questa grande attesa.
Quello che
posso dire, però, è: sì, le singole storie le avevo già lette seguendo il blog e
sì, mi avevano già fatto ridere fino alle lacrime (tipo quella del bagaglio a
mano, o “Quelli che non buttano via le cose”). Eppure a quella che potremmo
tranquillamente considerare una seconda lettura, la versione cartacea ha due
valori aggiunti: la forma e il contenuto.
La forma è
rappresentata dalla storia creata da Zero apposta per “L’elenco telefonico
degli accolli” che fa da collante per quelle già presentate sul blog. Così
facendo il nostro Zero ha saputo trovare il filo rosso che unisce tutta questa
porzione di storie singole, trasformandole in un unico racconto, il colpetto di
genio è la scelta del contesto, un percorso verso il monte Fato, camminando in
equilibrio sulle uova.



La battuta su Sonic mi ha fatto ridere per cinque minuti buoni…
Da questo
punto di vista “L’elenco telefonico degli accolli” è la raccolta di storie che
funziona meglio come unico romanzo, ma se lo confrontiamo con l’ottimo
Dimentica il mio nome, risulta un passo indietro del percorso come autore di
Zero.
L’altro
punto di forza è il contenuto. A questo punto della sua carriera, Zero riflette
sulla sua vita, su come il successo potrebbe averlo cambiato, con tutte le
paranoie e i dubbi morali che il ragazzo di Rebibbia puntualmente elabora nella
pagine dei suoi fumetti. Proprio il contenuto è la vera forza di “L’elenco
telefonico degli accolli”: ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarci, per
quello che facciamo, per come lo facciamo, ma anche per quello che NON
facciamo. Chiamateli accolli oppure accuse, tutti quanti noi abbiamo persone
che puntano il dito (da uno schermo, come accade in questo volume, ma non solo)
e criticano, il percorso in equilibrio sulle uova di Zero è anche un po’ il
nostro, anche questa volta riflettendo su se stesso, Zerocalcare riesce a
parlare a tutti quanti noi.



Conosco un sacco di gente che non ha ancora capito questa semplice regola di vita…
Il successo
porta con sé delle critiche e la maturazione è un percorso spesso difficile,
anche se “L’elenco telefonico degli accolli” non è un romanzo nuovo, ma solo
una raccolta di storie già presentate sul blog, risulta comunque una lettura (o
rilettura) molto valida, devo dire anche coinvolgente e come sempre molto
divertente. La storia del ‘Premio Brega’ (ogni riferimento a fatti, cose,
persone o premi Strega è puramente voluto) fa davvero molto ridere e sembra
quasi una confessione messa nero su bianco.
Forse il vero
punto di forza di questo libro è l’unico che non avevo elencato (o previsto),
ovvero: il tempismo. Infatti, è il tipo di storia giusta a questo punto della carriera di
Zerocalcare, ma se devo aggiungere una nota personale, anche per me ha
rappresentato la lettura giusta al momento giusto. Poteva andare decisamente peggio
per essere una ristampa di storie già viste sul blog.
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