
30 luglio, festa nazionale qui alla Bara Volante, compie gli anni uno degli eroi di questo feretro, per il compleanno di Arnold Schwarzenegger ho scelto un titolo che spegne trenta candeline, per il resto dei festeggiamenti con i miei compari, ci vediamo alla fine di questo posto, ovviamente dedicato a Chuck Russell, che ci ha lasciati nel periodo intercorso tra la scrittura e la pubblicazione, inutile dire che sono molto dispiaciuto di questa brutta perdita.
A voler fare facile ironia, “Eraser” era il tentativo di Arnold di cancellare la scolta comica della sua carriera, perché Junior era un ottimo film, ma il primo in cui Schwarzenegger faceva qualcosa di molto poco alla Arnold, tipo partorire ad esempio. Il titolo spartiacque, perché esiste un prima e un dopo nella filmografia della quercia austriaca, prima di Junior il nostro aveva scelto scientificamente i ruoli, tra titoli iconici in grado di diventare classici e macinare soldoni come se non ci fosse un domani, da qui in poi è iniziata la seconda metà della sua carriera, complice il fatto che ormai gli anni ’90 erano arrivati, con il film di oggi ci muoviamo in una nuova era.

Sappiamo tutti che per gli eroi d’azione, le altre colonne d’Ercole sono stata rappresentate dal 1994, l’anno in cui esordivano altri eroi, meno fisici ma in grado di calamitare l’attenzione del pubblico, ecco perché Arnold ha puntato parecchio su “Eraser”, copione proposto anche al rivale Stallone, rifiutato senza tanti fronzoli da zio Sly che odiò la storia (storia vera). Alla regia Chuck Russell, nato con Freddy Krueger, qui approva ad un quasi omonimo, John Kruger, dopo l’enorme successo di The Mask, si getta anima e cuore su questo soggetto che è il classico tentativo di fare ancora action muscolare in stile anni ’80 ma in pieni anni ’90, infatti il soggetto del film è stato rimaneggiato più volte.
Sulla carta – letteralmente – la sceneggiatura è frutto del lavoro di Tony Puryear e Walon Green, la leggenda urbana che circola da fin troppo tempo è che Arnoldone nostro, avendo capito che con il film si giocava molto, abbia chiesto ad uno bravo, ma bravo, bravo, bravo, e lo scrivo un’altra volta, bravo, di fare da “Script doctor” di dare una sistemata a tutto il copione, e lo abbia chiesto, come favore personale ad un vecchio amico… John Milius.

Ma voi pensate che Chuck Russell sia stato con le mani in mano? Anche lui ha degli amici “Script doctor” di livello, tutto il monologo di James Caan sull’aereo è frutto del lavoro fatto insieme a Frank Darabond e sulla questione del coinvolgimento di Milius, vi riporto le sue parole: «Non fidatevi di tutti gente.»
“L’eliminatore” è la storia di Arnold, mejo fico der bigonzo che qui si chiama John Kruger, Us Marshal che lavora per il Programma di protezione della sicurezza dei testimoni (WITSEC) specializzato nella “cancellazione” di testimoni di alto profile. La tua identità è bruciata? Il programma protezione è saltato? Arriva Arnold che ammazza chi ti vuole morto, fa credere a tutti che sei cadavere – se c’è un pubblico è più credibile, come i film sostanzialmente – e poi scompare, il più metodico dei metodici, che nel prologo vediamo in azione con Johnny Castelone (Robert Pastorelli), la spalla comica italo-americana del film.

John Kruger ha avuto un maestro ad insegnarlo tutto, Robert Deguerin, che essendo fatto a forma di James Caan è già sospetto, in compenso il campo dell’agenzia è fatto a forma di James Corbun, che lo rende ancora sospetto, ma il più sospetto dei tre James è Cromwell, capo di Lee Cullen (gli occhi azzurri di Vanessa L. Williams), una alta dirigente per l’appaltatore della difesa Cyrez Corporation, losca società che vuole fare fatturato vendendo un’arma del futuro a chi è disposto a pagare. Per altro il film ha passato i suoi guai, quando una società dal nome molto simile, si è sentita un po’ troppo tirata in ballo dalla trama (storia vera).
La bella Lee è la damigella in pericolo che John dovrà salvare, l’obbiettivo è il fucile a impulsi elettromagnetici, la versione portatile del cannone a rotaia che esiste solo sulle corazzate (nemmeno tutte) che è il Fanta-Fucilone, che come in tutti gli sparatutto, è l’arma grossa, quella che si ottiene solo verso la fine del gioco, per tutti i dettagli su essa, passare a trovare l’armaiolo Lucius sulle pagine de Il Zinefilo.

Ora, a me è sempre sembrato un po’ esagerato che, per far fuori la testimone, l’azienda usasse proprio l’arma che vuole piazzare, la domanda sorge spontanea, se la Cyrez Corporation si fosse occupata di cuscini, avrebbero cercato di soffocarla? Se si fosse occupata di corde di violino, di strangolarla? E se si fosse occupata di Sex Toys? Meglio non dire, per fortuna John interviene e mette fine anche ai miei dubbi.
Ora la trama deve smarcarsi, facciamo correre John e Lee per tutto il tempo e teniamo la rivelazione del traditore, la talpa all’interno dell’agenzia che dovrebbe ricollocare i testimoni per il finale? “Eraser” sceglie di non farlo, basta poco perché dei tre James, Caan, si riveli essere l’infame, anche perché Cromwell esce presto e drammaticamente dalla trama e Coburn ha l’aria del grande vecchio, sceso dal letto per il grande assegno, anche perché con Arnold di mezzo, meglio non essere sulla sua traiettoria. Caan lo capisce e si presta bene a sottolineare come John Kruger sia il più professionale dei professionisti, ma lo incastra lo stesso e cerca di beh, eliminarlo. Scena dell’aereo in arrivo sulla pista di decollo numero uno!

Ci sono due scene che ti si fissano in mente uscite da “L’eliminatore”, la seconda è la sparatoria sull’aereo in volo: Arnold fa saltare lo sportello, poi zompa giù raggiungendo l’ultimo paracadute e non pago, lo utilizza per mettersi davanti al Boeing e a sparargli. Sì, Arnold spara in volo ad un aereo, in volo. Il tutto mentre Caan cerca di… Si può dire investirlo quando siamo in volo a duemila piedi d’altezza? Beh lui ci prova, ma nello scontro tra un Boeing e Arnold, quello con il volume e la massa minore ha la peggio, infatti il Boeing precipita.
Arnold si limita a “cadere con stile” (cit.) in uno sfasciacarrozze dove dei ragazzini gli scroccheranno cinquanta dollari in cambio del vecchio pick-up del padre, lo scontro finale con Caan è solo rimandato, ma il tavolo è apparecchiato per LA SCENA di “Eraser”, mi riferisco ovviamente al recupero di Lee in un posto affollato, anche troppo, visto che lo zoo ospita il caiamano (o coccodrillo?) gigante, in brutta CGI degli anni ’90, che è l’alternativa ad usare un vero coccodrillo (o caimano?) trattandosi di una razza in via di estinzione, anzi, estinta visto che Arnold lo beh, elimina, con tanto di “Frase maschia”, in originale suona come «You’re luggage» ma doppiata è addirittura sublime: «Sarai un bel valigione.»

“L’eliminatore” è il film con cui Arnold se la prende con tutti, nemici interni all’agenzia, coccodrilli, leggi basilari della fisica, si permette quasi delle battute sugli omosessuali e aggiunge materiale alla narrativa, tutta Yankee, per cui il sindacato, dalle loro parti sia l’equivalente della Mafia, infatti prima va a reclamare supporto da Johnny, ricollocato come barista in un locale dove della Drag Queen cantano “It’s raining men”, poi in qualche modo nella sparatoria finale, spuntano i picciotti del sindacato, alla faccia di chi pensa che gli anni ’90 fossero il trionfo del politicamente corretto alla grappa.
Ovviamente se di sparatoria finale dobbiamo parlare, nessuno può battere Arnold che si presenta non con uno, ma con due fucili EM imbracciati con facilità, a fare brutto, lasciando tutti stesi a terra, compreso Caan, che fa la (mezza) morte classica dei cattivi nei film d’azione, perché cade nel vuoto urlando, ma viene comunque soccorso e portato via dall’ambulanza, ci vuole altro per metterci il carico.

Ho sempre trovato ironico che al film basti avere un capro espiatorio, uno che si addossi tutta la colpa, di un sistema, quello della protezione testimoni, che invece è tutto corrotto. Non solo il film lo dice, per bocca del personaggio di Lee, ma poi basta che il caprone e un paio di colleghi vengano “eliminati” da Arnold, finta morte esplosiva, telefonata, frase maschia («Sei stato cancellato») e treno, che non è altro che l’assist per un’altra frase maschia: «Dove sono andati?», «Hanno preso un treno.»
Insomma, “L’eliminatore” ha tutto quello che vorresti trovare in un film di Arnold Schwarzenegger, ma non è nemmeno lontanamente tra i suoi più memorabili, anche se è stato un grosso successo al botteghino, anche se è stata l’ultima volta, al netto del ritrovo delle vecchie glorie degli Espandibili, in cui Arnold ha coperto il ruolo del professionista impeccabile, imbattibile e inossidabile. In altri suoi film “solisti” (perché non legati a saghe) arrivati dopo, avrebbe ricoperto ruoli di personaggi più fallaci, non con meno fascino a carisma, ma era chiaro che qui, prendendosela con tutto e tutti – coccodrilli compresi – Arnold si è giocato l’ultima curva del genere action muscolare, come lo intendevamo un decennio prima, questo non mi ha impedito di rivedere “Eraser” ad ogni replica televisiva, e se mai dovessi combattere contro un coccodrillo, saprei già cosa dirgli.
Per il resto della festicciola messa su per il compleanno di Arnold Schwarzenegger, vi ricordo di passare sulle pagine di Vengono fuori dalle fottute pareti e de Il Zinefilo, noi come sempre torneremo a parlare di Arnold il prima possibile… I’ll be back!


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