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Licantropus (2022): un lupo mannaro Marvel su Disney+

Ho sempre considerato Michael Giacchino uno dei migliori
compositori in circolazione, uno che ha saputo spiccare anche lavorando su
saghe dalle colonne sonore iconiche. Ho avuto la fortuna di poterlo sentire
condurre l’orchestra dal vivo una manciata di anni fa e da allora mi ha
ulteriormente guadagnato punti simpatia.

Quella sera sul palco si presentò insieme ad un signore di
nome Brad Bird, me lo aspettavo che a furia di frequentare registi, prima o poi
il compositore avrebbe voluto provare a fare il salto, ha scelto di farlo in
sicurezza, uno speciale di Halloween di circa 50 minuti di durata, con la
Marvel a fargli da rete di sicurezza produttiva, ma ha scelto anche di
confermarci ancora una volta di avere il cuore dal lato giusto.

Come far felici gli amanti dei fumetti e degli horror, tutti insieme, fin dai titoli di testa.

Cresciuto per sua ammissione con i mostri della Universal e gli anti-eroi Horror della Marvel, il suo “Werewolf
by Night” – su Disney+ lo trovate con il titolo italico “Licantropus” che i
vecchi lettori della Corno sicuramente apprezzeranno – Giacchino omaggia tutto questo, un
po’ slegato alla famigerata continuty
della Marvel, questo speciale ha il compito di introdurre al grande pubblico
quel sottobosco di creature Horror che negli anni ’70 spopolavano tra
le pagine dei fumetti della casa delle idee.

In un rigoroso bianco e nero che strizza l’occhio ai
classici, Giacchino ci racconta di una riunione di cacciatori di mostri, tutti radunati con la speranza di essere tanto meritevoli da ereditare la pietra
lasciata in eredità dal leggendario Ulysses Bloodstone, passato a miglior vita
(ma narratore dalla sua bara, in una trovata degna dello Zio Tibia) e pronto a
lasciare la preziosa pietra che porta il suo nome, a chi si dimostrerà degno di
possedere un artefatto magico in grado di scatenare e allo stesso tempo
indebolire i mostri.

La nuova frontiera dei funerali, il testamento letto da colui che lo ha scritto.

Tra la banda di aspiranti eredi spiccano la figlia, scazzata
e ben poco entusiasta di portare avanti l’azienda di famiglia, Elsa Bloodstone (Laura
Donnelly) e uno che pare un pesce fuor d’acqua, Jack Russell (un Gael García
Bernal particolarmente sul pezzo) anche se è un altro tipo di animale, il titolo
dello speciale vi farà intuire quale.

Jack in realtà si trova alla riunione per un altro motivo
che presto scopriremo, ma mi va di giocarmi subito i difetti di questo
speciale, uno serio e l’altro faceto, inizio dall’ultimo: Elsa non ha una
montagna di capelli rossi (che tanto in bianco e nero non si sarebbero visti),
per il resto Laura Donnelly mi sembra azzeccatissima per il ruolo, fine dell’inutile
lamentela da nerd in fissa con le rosse.

«Fatemi uscire da qui! Sono chiusa in gabbia con quel nerd di Cassidy!»

Passando ad argomenti più seri, il secondo atto di “Licantropus”
è un po’ sfilacciato, Giacchino non è un regista con abbastanza esperienza per
renderlo interessante come il resto, il risultato fa sembrare questo
speciale un po’ troppo lungo per l’effettiva consistenza della sua trama, ma è
davvero tutto quello che ho da criticare, perché l’aspetto da Horror classico e almeno un paio di sequenze davvero riuscire, promuovono a pieni voti Giacchino
anche come regista esordiente.

La sua idea di usare il bianco e nero non è solo un vezzo
per darsi un tono, oltre a strizzare l’occhio ai classici della Universal tipo
che so, L’uomo lupo tanto per restare
in tema, grazie a questa trovata può permettersi di osare un po’ di più con la
violenza girando attorno al visto censura, ma posso fare il nerd fino in fondo? A mio avviso una scelta coerente, Giacchino probabilmente leggeva fumetti anche negli anni ’90,
dove il sangue nero era un modo per non farsi censurare gli albi utilizzato
dalla Marvel (e non solo), quindi il bianco e nero qui è un doppio omaggio, sia
ai classici film dell’orrore che ai fumetti. Come si fa a non voler bene a
quest’uomo io proprio non lo so!

Non posso dire di aver apprezzato tutti i suoi film, ma qui Gael spacca.

Menzione speciale per Gael García Bernal, che qui ci regala
un Hulk in salsa horror (i licantropi un po’ lo sono no?), un uomo che ha quasi
imparato a convivere con la sua condizione endemica. In questo speciale, da
parecchio tempo a questa parte, davanti a questi personaggio ho davvero sperato
di vederli tornare da qualche parte un giorno, ma tanto sono sicuro che la
Marvel ha in testa per loro altri impieghi futuri, quindi mi sta bene che da
questa “Legione dei mostri” (occhiolino occhiolino) il mio preferito venga
fuori anche in versione più “pucciosa”. Ted Sallis è un personaggio difficile
da raccontare, che ha molte sfaccettature e che nei fumetti contemporanei, già
aveva preso una piega più leggera, ma il potenziale dell’Uomo Cosa è infinito,
non solo potrebbe essere al centro di molte trame Marvel, ma anche di parecchio
merchandising, elemento da non sottovalutare mai.

Puccioso si, ma il suo tocco ancora brucia!

Insomma “Licantropus” lo consiglierei a chi ama i classici
della Universal e a chi è cresciuto leggendo dei Mostri Marvel, un sottobosco
di personaggio ricco e sfaccettato, che Michael Giacchino ha saputo omaggiare
molto bene per altro sfruttando il formato alla grande. Era da WandaVision che
nessuno sembrava così consapevole dell’utilizzo del mezzo televisivo come il
compositore prestato alla regia, il risultato è un esperimento, un formato che
mi auguro la Marvel utilizzerà sempre più spesso, nei fumetti americani si
chiamerebbe “One-Shot”, un numero unico che sulla piattaforma Disney+ ci sta
come il cacio sui maccheroni, o come le caramelle ad Halloween, fate voi.

Per un secondo parere su questo speciale, passate a trovare Arcangelo sulle pagine di Omniverso.

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