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Lilyhammer – Stagione 1: Little Steven colpisce ancora

Vado pazzo per
“I Soprano” e sono uno Springsteeniano da sempre, secondo voi quanto ci avrei
messo prima di schiantarmi contro questa serie tv?

Frank Tagliano
(Steven Van Zandt) è un faccendiere che dopo la morte del suo Capofamiglia viene scavalcato dal fratello del defunto nel ruolo di Boss mafioso a New York.
Il primo
ordine del nuovo capo è quello di far fuori Frank, ma nell’attentato perde la
vita solo l’amata cagnetta di Tagliano, Lilly. Questa è la classica goccia che
fa traboccare il vaso: Frank decide di collaborare con l’FBI ed entra a far parte del
programma protezione testimoni, ma invece di andare a svernare al mare, opta
per la cittadina norvegese di Lillehammer, vista durante le olimpiadi
invernali del 1994. Evidentemente Torino nel 2006 non gli è piaciuta…



The dogs on main street howl, ‘cause they understand

Con la nuova
identità di Giovanni Herniksen, ristoratore proveniente dalla grande mela, il
nostro ricomincia una nuova vita: Giovanni diventa immediatamente Johnny
e tra le nevi della tranquilla cittadina, vede la possibilità di ricominciare
con le sue vecchie abitudini da Boss e mettere su una nuova “famiglia”.

Trovo
buffissimo leggere in giro che Steven Van Zandt è l’attore noto per la parte di
Silvio Dante ne “I Soprano”, sì certo, è tutto corretto, però per prima cosa
Little Steven è il fantastico chitarrista della E-Street band, storico amico e
collaboratore di Bruce Springsteen.
Anche perché
se il buon Little Steven non avesse saputo suonare la chitarra, diciamo con
quella qual certa proprietà, avrebbe sicuramente avuto una carriera spianata
come caratterista al cinema: i ruoli da mafioso Italo-Americano sarebbero stati
tutti suoi. In alternativa, avrebbe fatto direttamente il mafioso
Italo-Americano e basta. Per fortuna sua e soprattutto nostra, è arrivata la
musica prima…



Just to say goodbye… bobby jean

Detto questo,
fa molto ridere il fatto che Frank/Johnny abbia scelto la gelida Lillehammer,
perché Steven Van Zandt, in passato è stato anche celebre con il soprannome di
Miami Steven, proprio per la sua preferenza per la capitale della Florida
(anche perché Steven, è notoriamente freddoloso).

Tutto
l’umorismo di “Lilyhammer” viene fuori dallo scontro tra un personaggio che in
teoria dovrebbe essere il cattivo e gli educatissimi, riservati e patriottici
Norvegesi. Lo humor (anche nero) e l’ambientazione nevosa ricordano un po’
“Fargo”, anche perché la poliziotta donna a capo delle forze armate della città,
sembra uscita proprio dal bellissimo film dei Fratelli Coen.

“Che dite siamo abbastanza ‘Fargo’ così?”

I contrasti si
rafforzano anche nella lingua: Johnny parla solo Inglese e sbiascica sì e no
due parole in Norvegese, i personaggi con cui interagisce gli rispondono in
Inglese o in Norvegese a seconda delle situazioni. Basta dire che è lo stesso
Johnny a pronunciare in maniera errata il nome della città Lillehammer,
storpiandolo in Lilyhammer, forse in omaggio alla sua cagnetta morta…

Lo show ha
riscosso parecchio successo in patria e Van Zandt ha creduto fortemente nel
progetto, tanto che per far fronte ai limiti del budget, la colonna sonora
della prima stagione è stata curata da Little Steven in persona, nel suo
studio musicale privato. Bravissimi, quindi, i produttori a mettere su uno show
facilmente vendibile all’estero che per altro fa anche una buona pubblicità ad
un popolo notoriamente riservato.



Come si dice ‘I Soprano’ in Norvegese?

Le mire
criminali di Johnny si scontrano con i locali che si dividono in due: qualcuno
continua a seguire le regole come da abitudini norvegesi (sarebbe bella questa
serie ambientata in uno strambo Paese a forma di scarpa…), altri iniziano a
collaborare con Johnny che in poco tempo si crea la sua nuova squadra di
collaboratori e la sua base nelle operazioni, il “Flamingo” locale con gruppi
musicali, donnine e alcool a volontà.

Nella prima
stagione Johnny ne combina di tutti i colori: lo vediamo scontrarsi con i
classici problemi dei neo-papà, ad esempio l’acquisto della carrozzina
(protagonista di un esilarante episodio), o doversi difendere dagli strampalati
sicari mandati da New York per eliminarlo. Il tutto è sulle spalle di Steven
Van Zandt che è perfettamente a suo agio nel ruolo del mafioso come sul palco. Godetevi le sue espressioni da bulldog, sono un vero spasso!
Ah! L’amico di
Little Steven, quel signore del New Jersey con la bella voce, potrebbe venir giù
a fare un saluto, quindi se siete Springsteeniani, tenete d’occhio questa
serie, nel frattempo, beccatevi un po’ di musica! 




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