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L’Uomo Ragno (1977): Non hanno ucciso l’Uomo Ragno

Ve lo avevo
promesso un capitolo a sorpresa che dite, siete sorpresi? Ben tornati alla
rubrica… Torna a casa Spidey!

Da quando ho
memoria, ho sempre amato l’Uomo Ragno, passione mai sopita che rinnovo ogni
quindici giorni con l’uscita di un nuovo albo del personaggio e anche prima di
saper leggere, mi piacevano i cartoni animati, la serie
storica (quella arrivata in uno strambo Paese a forma di scarpa solo nel ’77),
ma anche quella più moderna del 1981, con la sua variante “L’Uomo Ragno e i
suoi fantastici amici”, mio primissimo contatto con gli Uomini-Pareggio.

Essendo nato
negli anni ’80, avevo una decina di anni quando nel 1994 uscì “Spider-Man: The
Animated Series”, davvero un ottimo cartone animato, ancora mi ricordo il tema
principale dei cattivi (ta-na-na! Ta-na-naa-naaa! Per iscritto non viene tanto
bene) per capirci quello dove Peter Parker indossava una maglia a righe e su
questo argomento, tenetemi l’icona aperta…
A proposito di
piccolezza, di anni, invece, ne avevo nove anni quando in Italia tutti, compresa
vostra nonna, sono diventati improvvisamente appassionati dell’Uomo Ragno, era
il 1992 e la canzone più gettonata in radio e in tv era l’esordio degli 883,
“Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. Adesso sono passati abbastanza anni per
ammetterlo: una canzone pop brillante nel saper sfruttare un’icona come Spidey,
ma ai tempi dimostravo già segni di schifo per le mode e quella canzone mi
stava profondamente sulla palle.



Ma come puoi volergli male a questo ragnetto? Guarda con che occhioni ti guarda!

Perché l’idea del
MIO Uomo Ragno morto me le faceva girare, per dirvi di quanto quel pezzo era un
tormentone (ma anche della mia insana passione) mi esaltai tantissimo quando
Italia 1 in seconda serata organizzò una maratona di film dell’Uomo Ragno
intitolata “Non hanno ucciso l’Uomo Ragno” (storia vera, magari qualcuno la
ricorda).

Voi dite: facile
oggi fare una cosina del genere, dopo cinque film milionari dedicati al personaggio. Sì, dai, provate a farlo nel
1992! Allora c’era un solo film su Spidey che avevo già registrato con il mio
fedele videoregistratore in un passaggio sulla Rai ed era questo, “L’Uomo
Ragno” del 1977. Lascio il tempo ai più giovani di voi di riprendersi dalla
notizia.


“Brrrrr! Spiderotico!”.

Pazzesco come
conservassi un numero incredibilmente alto di dettagliati ricordi del film e
questo dovrebbe dirvi di quante volte me lo sono visto, consumando il nastro,
vi dico solo questo, rivedendolo qualche giorno mi sono esaltato, anche a
rivedere “La mano di legno”, dettaglio che avevo immotivatamente mitizzato
negli anni e che, magari, più avanti nel corso del commento sarà chiaro anche a
voi e non solo a questo malato di mente che vi scrive.



Ben prima che James Cameron tentasse di portare il personaggio al cinema e a quindici anni esatti dalla sua creazione tra le pagine dei fumetti, la CBS
lanciò una serie televisiva con attori intitolata “The Amazing Spider-Man”, con
Nicholas Hammond nel ruolo del protagonista. Il risultato finale riuscì nella
non proprio rosea impresa di scontentare tutti, persino Stan Lee prese le
distanze dalla serie, considerandola troppo diversa dallo spirito del
personaggio… No dico io, ti devi impegnare per scontentare Stan Lee, Stan “Il sorridente” Lee! L’uomo che vive in una condizione
di entusiasmo senza fine dal 1963!

Pensare che si erano anche sbattuti con la pubblicità!

In molti Paesi,
compreso uno dalla buffa forma di scarpa, alcuni episodi della serie, sono
diventati dei film per la tv, il pilot e le prime puntate qui da noi sono
diventate questo film. Mettiamo i puntini sulle “M” (della Marvel): la casa
delle Idee di allora, era quella del telefilm dell’Incredibile Hulk, di Capitan
America con le orecchie di gomma finte attaccate sopra la maschera (non
chiedete, non volete sapere) e per far digerire un arrampica muri in costume
colorato al pubblico, si decide di far sparire i suoi (costosi da realizzare)
super nemici e dare al film un taglio investigativo.

L’Uomo Ragno di
questo film diretto da E. W. Swackhamer (salute!), proprio questo è: uno che si
arrampica sui muri, lo fai nei titoli di testa (vogliamo dire vintage?), anche
se le origini del personaggio sono tutto sommato aderenti al fumetto, il Peter
Parker di Nicholas Hammond è un ragazzone con un sacco di capelli, i
panta-zampa anni ’70 e una collezione di maglioni a righe che ci ricordano che
l’Era della psichedelia era ancora dietro l’angolo. Vi ricordate la serie di
cartoni animati del 1994 di cui parlavo? Il Peter Parker del cartone era
ispirato anche nel look proprio a Nicholas Hammond! (così chiudo quell’icona
lassù).



Le righe sono sempre di moda, se ti chiami Peter Parker.

Peter fa il
fotografo al Daily Bugle e lavora come scienziato in un laboratorio dove si
conducono esperimenti radioattivi con un livello di tecnologia paragonabile a
quello del laboratorio di chimica del vostro I.T.I.S. di provincia, sarà per
quello che mi è così familiare questo film. Il ragno radioattivo che morde Peter?
Lo abbiamo e anche se la scena del morso è anti-climatica, nessun’altro film
su Spidey ha mai potuto contare su un ragno che brilla ad intermittenza come le
lucine sull’albero di natale, nessuno!

Oh, jingle bells, jingle bells, Jingle all the way.

Peter più che dei
nuovi poteri, testati prima in un vicolo fuggendo da una macchina e poi
camminando sulla facciata di casa propria con l’utilizzo del PEGGIOR green
screen mai visto in un film, è più preoccupato di non avere i 46 dollari
necessari a ritirare il pacchetto ordinato, ad occhio e croce non da Amazon
considerando l’annata.

Eh no eh, questa la commentate voi però, perchè davvero parla da sola.

Come recuperare
il denaro? L’idea arriva dai più improbabili suggeritori: J. Jonah Jameson (David
White con la panza ma tutto sommato adatto) e Joe Robertson (Hilly Hicks) lo
storico capo redattore del Daily Bugle qui più anni ’70 di quando lo disegnava
Romita Senior!

I due
suggeriscono che per vendere qualche copia (prematura crisi della carta stampata)
servirebbero delle foto di questo Uomo Ragno, la cosa incredibile è che i
dialoghi del film che occupano circa l’80% dei 90 minuti del film (prematuro
trucco per tenere bassi i costi) non sono nemmeno così male, un paio di scambi
di battute simpatiche ci sono, tipo quando Peter dice di aver visto l’Uomo
Ragno, J.J.J. gli dice “Ma che fumi l’erba?!? E quante gambe aveva?”, poca
roba, ma comunque più di dei due film diretti da Marc Webb messi insieme!
Senza colpo
ferire Peter mette su un costume già pronto nei minimi dettagli e passa a
farsi delle Selfie, almeno per come la intendevano nel 1977, in un vicolo… Ma è
tutto ambientato nei vicoli questo film, non avevano il permesso per girare per
strada?



“Veloce con ‘sta selfie! Prima che arriva la Madama!”.

Con le foto
vendute al Daily Bugle Peter paga finalmente il pacchetto tanto atteso che
contiene dei transistor, che lui utilizza per creare i suoi comodissimo lancia
ragnatele (con i transistor? Vabbè), di fatto due ENORMI padelle, collocate sui
palmi del poveretto, che costringevano Nicholas Hammond a recitare con le mani
spalancate, perché di chiuderle a pugno non c’era verso (storia vera). Quindi,
se ve lo state chiedendo: no, non è la morte di zio Ben a rendere Peter un
eroe, anche perché non c’è davvero traccia dello zio in tutto il film (incredibile
ma vero!). La verità è che l’Uomo Ragno, diventa l’Uomo Ragno, per soldi e
nemmeno tanti, 46 dollari (forse il budget del film), quindi è davvero ragno e
taccagno questo Uomo Ragno!

Roba che oggi basta Amazon per diventare tutti super eroi.

Ora vi dico un
po’ di modi di dire delle mie parti, per intendere la taccagneria: avere il
braccino corto, avere il braccio di legno, avere le mani che puzzano di ascella
(queste non è molto in voga ma rende l’idea), insomma il nostro Uomo Ragno, il
braccio un po’ corto lo ha, anche perché non si sa come mai, quando indossa il
costume, diventa improvvisamente gobbo e storto come Leopardi e si muove
zompettando come se il cavallo dei pantaloni gli stringesse. Penso che l’idea
sia stata quella di suggerire i movimenti di un aracnide, sarà, ma pare uno che
ha paura di sbattere la testa contro la volta del soffitto basso mentre scappa carponi dai creditori.

Inoltre, non manca
nemmeno la scena che negli anni ho mitizzato, da buon taccagno l’Uomo Ragno (di
nome e di fatto) ha anche “La mano di legno”, vado finalmente a spiegare: per
simulare il lancio della ragnatela, il tecnico degli effetti speciali (se così
possiamo chiamarlo) ha avvolto nel costume rosso e blu, il congegno spara
ragnatele, a cui ha cercato di dare una parvenza di mano umana, ma in realtà è un
ciocco di legno piuttosto inguardabile da cui spunta un pezzo di cavo bianco,
per altro ad una velocità prossima a Mach 2 (non scherzo). Ci ho riso talmente
tanto di questo effetto (S)cult che ancora me lo ricordavo benissimo.



Quando “Avere il braccio di legno” non è solo un modo di dire!

La minaccia? Un
ipnotizzatore che fornendo spille a stimati signori (dottori e avvocati) li
trasforma in rapinatori, prima di costringerli a suicidarsi, per fermare questa
scia di crimini indotti dall’ipnosi, l’ipnotizzatore chiede alla città 5
milioni di ex presidenti spirati, stampati su carta verde. Ma niente paura,
sulle piste del criminale, c’è il capo della polizia, il capitano Barbera (Michael
Pataki), che voglio sperare sia la confessione dello sceneggiatore Alvin Boretz
su che cosa si era sgargarozzato prima di scrivere questa roba.

Malgrado, o forse
proprio per via della messa in scena ben oltre il kitsch, questo Uomo Ragno
tiene conto di problemi logistici importanti, tipo è l’UNICO mai visto in un
film, dotato di bandoliera legata in vita in cui inserire le ricariche dei
lancia ragnatele, oh sarà taccagno, ma è molto pragmatico!



“Bat-Cintura… Tzè! Dilettante!”.

Inoltre, e non
può essere un caso, la bella figliola che accompagna Peter nella sua
avventura, ad un certo punto sfoggia un vestito rosso quasi in stile kimono,
vedendolo il mio senso di cinefilo si è messo a pizzicare: ma non è lo stesso
che indossava Mary Jane (Kirsten Dunst) nel primo Spider-Man di Sam Raimi? Considerando che nella stessa scena, Raimi
aveva inserito un piccolo cameo proprio di Nicholas Hammond, vuoi vedere che il
vecchio Sam questo film lo ricordava molto bene?

Azione mozzafiato! Incredibile dinamisco! Coreografie ardite…

… Ma anche il doppio pugno sulla schiena in stile Fracchia la belva umana!

Eppure, lo ammetto
a costo di passare per scemo (tanto lo sono, sai che novità) grazie alla
colonna sonora composta da Johnnie Spence mi sono anche esaltato, sul serio! Vi
assicuro che è davvero ipnotico, vedere questo ragno tutto gobbo e storto,
zompettare e arrampicarsi leeeentiiiisssiiiiimoooooo sulle parete sulle note di
una musichetta esaltante. Davvero, se durante la vita reale, partissero a caso
le note di Johnnie Spence, già mi vedo zompettare tutto piegato mentre corro dietro ad un
pullman che passa alla fermata!

L’Uomo Ragno alle
prese con tre maestri di Kendo, riesce a cavarsela sbaragliandoli con i suoi
saltelli e la musichina di Johnnie Spence, a chi servono effetti
speciali costosi, oppure un costume che sia più professionale di un costume di
carnevale economico quando hai una musichetta del genere come sottofondo!



Spidey saluta i lettori della Bara Volante!

Siccome ho
promesso una rubrica il più dettagliata possibile (…e sono anche un po’
masochista), sappiate che dalla stessa serie tv della CBS, sono stati tratti
altri DUE film dell’Uomo Ragno, entrambi della stessa identica fattura, perché di
fatto il secondo film è composto dagli episodi centrali della stagione, mentre
il terzo è fatto con la manciata di episodi finali, pensavate che solo Sam Raimi avesse fatto una
Spider-Trilogia, eh?

L’Uomo Ragno colpisce ancora (1978)

Mica solo l’Impero può permettersi di farlo, tzè!

Composto dagli
episodi originariamente intitolati “Deadly Dust part 1 & 2”, il film è diretto
da Ron Satlof, che non è l’unico cambio in stile cestistico, perché David
White lascia il ruolo di J. Jonah Jameson a Robert F. Simon che, se non altro,
ha i baffi quindi somiglia un po’ di più allo scorbutico editore.

L’Uomo Ragno che
come l’impero colpisce ancora, questa
volta deve vedersela con alcuni studenti dissidenti che rubano del plutonio
dalla loro università, per mettere su una bomba atomica, però si sa che le
bombe carta per le proteste studentesche ormai sono superate, antichi!
In tutto questo
s’incastrano gli interessi del cattivaccio di turno tale Mr. White (Robert
Alda) non potete mancarlo, perché è quello vestito da capo a piedi di, beh,
bianco! Inoltre, come un cattivo Bondiano, ama circondarsi di signorine in
bikini (bianco), che lo accompagnano nella sua villa di Los Angeles, che fa da
location all’avventura del nostro ragnetto.



“Ti sembra il caso di presentarti vestita così?” , “Ah beh, detto da te mi offende proprio”.

Proprio dalla Città degli Angeli arriva anche la giornalista Gale Hoffman (la bellissima Joanna
Cameron), che entra in scena prima lamentandosi di essere stata strappata dalla
sua tintarella Losangelina e poi affiancata all’impacciato Peter Parker, che appena
la vede fa letteralmente gli occhi a forma di cuore. Avete presente il clichè
del personaggio femminile che entra in scena con la musichina di sottofondo
camminando a rallentatore? Gale Hoffman in questo film! In compenso, la ragazza
avrà poco da lamentarsi per la sua abbronzatura, perché molto presto finirà
pure lei in bikini (bianco chiaramente) nella villa del cattivone e ci passerà
pure svariati minuti del film, evidentemente Ron Satlof ha capito che era
meglio puntare sul fisico della Cameron che sulla solidità della trama!

Momenti
significativi del film: sicuramente la nuova evoluzione del “Senso di Ragno” di
Spidey, che ora si manifesta attraverso una luminescenza intermittente
Rosso/blu degli occhi di Peter Parker, una roba di psichedelica pura!



Con gli occhi blu blu blu blu… Di Paul Newman (Cit.).

Bisogna dire che, questa versione dell’Uomo Ragno prende a schiaffoni morali anche quella di Marc Webb, perché nel finale, l’Uomo Ragno per beccare Mr. White in fuga sul suo elicottero
(stranamente non bianco) e salvare la città dall’esplosione della bomba, si
lancia nel vuoto in uno spettacolare (si fa per dire dai!) volo a planare,
fatta molti anni prima di quella che apre The Amazing Spider-Man 2!

“Fletto i muscoli e sono nel vuoto!” (Cit.)

L’Uomo Ragno sfida il Drago (1981)

Vi assicuro che la locandina è la parte migliore.

Un peccato che il
gioco di parole “The Chinese Web part 1 & 2” che dava il titolo a questa porzione di episodi si traduca
in un film così palloso, anche perché l’idea di vedere il nostro ragnetto alle
prese con qualche altro Drago cinese maestro di Kung Fu sarebbe stato spettacolare…
Per la media di questo film, ovvio!

Purtroppo “Spider-Man:
The Dragon’s Challenge” diretto da Don McDougall è davvero una palla, J. Jonah
Jameson per aiutare un dignitario cinese, suo ex compagno di università,
spedisce Peter Parker in Cina, la sua missione: sfruttare i suoi contanti tra i
Marines, per scoprire quali militari vorrebbero morto l’uomo, accusato
ingiustamente di aver venduto informazioni al nemico.
Parker viene
scelto per scarsità di comparse a disposizione del film un articolo che
il ragazzo ha scritto sulle forze armate, ma Peter Parker non faceva il
fotografo? Da quando scrive articoli per il Daily Bugle? Non facciamo in tempo
a rispondere, che Peter è già andato a terrorizzare l’Oriente, travestendosi da Cinese, una cappello di paglia in testa e via!
Motivi di interesse
del film? Pochini, se siete appassionati della serie tv “Cin Cin” o di “CSI”,
qui troverete un giovane Ted Danson nei panni di un maggiore dei Marines, per
il resto davvero poco, perché in 90 minuti il nostro ragnetto sfoggia il
costume pochissime volte, in compenso, negli ultimi minuti del film, la bella
di turno Emily Chan
(Rosalind Chao) saluta Peter all’aeroporto con
addosso lo stesso, vestito rosso orientaleggiante di Mary Jane del film di Sam Raimi, a questo punto due indizi iniziano
a fare una prova!

Tana per Sam Raimi, che fa pizzicare il mio senso di citazione.

Con questo è
tutto gente, ho davvero finito la rubrica, ora l’unico modo per aggiungere
capitoli, sarà vedere il nuovo film “Spider-Man: Homecoming” detto “Torna a
casa Ragno”, fino a quel momento, un saluto dal vostro amichevole Cassidy di
quartiere!

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