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Mad Max – Fury Road (2015): che fumetto! Che splendido fumetto!

Aggirandomi tra le pile di fumetti della mia fumetteria di fiducia, la mia attenzione è stata attratta dal nome “George Miller” stampato in bella vista su questo volume. Vuoi la mia passione per Mad Max, vuoi la bella illustrazione di Jim Lee sul retro, alla fine mi sono portato a casa l’albo, consapevole di una cosa non da poco: sono un pollo.

Sì, perché dai: è il classico fumetto messo su per sfruttare l’onda lunga di un film clamorosamente figo che ha spalancato definitivamente a Miller le porte del Valhalla (AMMIRATELO!) ed io pollo con il cuoricino che batte da sempre per quell’icona di Massimino Pazzarello mi lascio spennare… Ma, questa storia ha un “Ma”.

Ma… Il mio istinto di autoconservazione questa volta mi ha consigliato bene, “Mad Max – Fury Road” non è la classica operazione commerciale uscita negli USA per Vertigo (da noi RW Lion), ma attraverso quattro storie dedicate ai personaggi del film, aggiunge davvero qualcosa di molto interessante alla già clamorosa esperienza rappresentata dalla visione di Mad Max – Furiostrada. Se poi volessimo dirla tutta… E’ anche un bel fumetto!

«Seduti bambini, ora vi racconto una storia… No basta con il capitano Walker!»

Il soggetto delle quattro storie è stato scritto da George Miller, non si tratta solo di raccontini incastrati a forza nella continuità ufficiale del film, ma è il passato ufficiale dei personaggi, quello che lo stesso Miller raccontava ai suoi attori sul set per far calare meglio Tommaso Resistente, Charlize Theron, Nicholas Hoult e Hugh Keays-Byrne nei loro rispettivi personaggi.

Oltre alla gioia di auto che s’inseguono tirando dei ciocchi fortissimi, per caso siete stati travolti dalla cura del dettaglio del film di George Miller? Bene, molta parte di questa cura quasi ossessiva per il dettaglio è possibile ritrovarla in questo fumetto. Personalmente Mad Max Fury Road mi ha incantato anche per la capacità di far trasparire un mondo completo e strutturato dietro ai personaggi e proprio leggendo queste pagine ho potuto trovare tutti i dettagli che hanno costruito i protagonisti del film.

Ai testi troviamo Nico Lathouris e Mark Sexton, già collaboratore di George Miller fin dai suoi film d’animazione, i disegni, invece, sono affidati ad una selva di capaci disegnatori: Riccardo Burchielli, Leandro Fernandez, Andrea Mutti e… Mark Sexton, veramente un jolly!

I protagonisti della prima storia sono Nux e Immortan Joe, tra queste pagine abbiamo l’occasione per vedere come il ragazzo è diventato uno dei figli della guerra e come si è guadagnato il suo nome, lo stesso accade ad Immortan Joe, al quale viene dedicato un maggior numero di pagine, che comprendono anche il racconto di come Joe ha conquistato l’imprendibile cittadella, dando origine al suo impero.

Come nasce la leggenda (e il nome) di Immortan Joe.

In questo volume assistiamo, quindi, alle origini di tutta l’iconografia sfornata da Miller nel film, non mancano Bullet Farm e Gas Town, ma il racconto più interessante (e controverso) è quello dedicato alla mia preferita: Furiosa.

Il percorso dell’Imperatrice Furiosa in questo fumetto è interessante, niente racconto sulle origini per lei, ma meglio così, preservare un po’ di mistero su questo fantastico personaggio è una trovata che apprezzo, quelle che vengono spiegate bene sono le sue motivazioni e il suo rapporto con le moglie di Immortan Joe.

Negli Stati Uniti di Yankeelandia, questa storia è stata molto criticata, perché mette in chiaro il rapporto tra il tiranno e le sue mogli: pur di assecondare la sua ossessione per un erede sano (ma soprattutto maschio), Joe tratta le donne da schiave sessuali, la storia non tira via la mano e lascia intendere che i costanti accoppiamenti a scopo riproduttivo, siano più simili a degli stupri.

Anche a fumetti, Furiosa è sempre la numero uno!

Mi sembra chiaro che il messaggio femminista ben presente in Mad Max: Furiostrada abbia infastidito parecchio gli Americani (una parte, non generalizziamo…), sono sicuro che tutti ricordiate le inutili polemiche e gli incitamenti al boicottaggio della pellicola, talmente inutili e idioti che non mi va nemmeno di parlarne. Questa storia sarà anche quella che approfondisce di meno le origini dei personaggi, ma l’ho trovata molto coinvolgente e solida, mi era chiaro anche vedendo il film, ma dopo questa lettura più che mai: il piano di Furiosa, per raggiungere il luogo verde, era davvero l’unico possibile… In linea di massima sapete com’è andata a finire.

Non potrebbe esistere questo volume senza il suo titolare. In una storia doppia, vediamo Max a spasso per le terre desolate, il racconto si apre con un vero e proprio riassunto su carta delle avventure di Max Rockatansky, si parte dal periodo alla guida della Interceptor, per poi passare alla sua corsa disperata nel deserto con il Feral Kid, per arrivare oltre la sfera del tuono.

Splash page doppia che farà palpitare più di un cuoricino.

La cosa divertente è che il racconto colma in parte la lacuna tra la fine del terzo film e l’inizio di “Furiostrada”, qui scopriamo come Max si sia procurato un motore nuovo per ciò che restava della sua V8, combattendo una versione 2.0 del Thunderdome, soprannominato appunto “Thunderdome Plus”.

Nella seconda parte, si approfondisce il discorso sulla follia di Max e sui lutti che il personaggio si lascia dietro, in una storia che, per altro, è pura azione cinematografica riportata su carta, motivo per cui questo volume non è soltanto interessante come appendice al film, ma è davvero un fumetto avvincente e ben scritto! Che fumetto! Che splendido fumetto!

Motore a tavoletta e ciocchi fortissimi, anche a fumetti sono sempre uno spasso!

Conclude il volume una quinta storiella, breve, ma davvero ben fatta, con protagonista le origini della… BLINDOCISTERNA! Quanto mi piace questo nome! Essendo costruita con parti di diversi autoveicoli, quel pazzoide di George Miller ci racconta la storia dietro tutte le principali automobili che hanno fatto da “Donatrici di organi” per creare la Blindocisterna. Si parte con un Tatra T815-7 carico di munizioni, passando per una classica autocisterna e un maggiolino Volskwagen, anche se il cuore del “War Pig” è una Chevrolet Fleetmaster soprannominata Baby Donk, ma se volete proprio saperla tutta, persino il volante con teschio che Furiosa utilizza per guidare la Blindocisterna ha una storia, che ci viene raccontata tra queste pagine. Dicono che l’ossessione per il dettaglio porti alla follia, beh, allora è chiaro perchè Mad Max: Fury Road sia un film così completamente fuori di testa!

Insomma, mi aspettavo un albo fregatura, fatto per spillare soldi, invece mi sono trovato davanti ad un bellissimo fumetto, che consiglio a tutti, imperdibile per chi come me è cresciuto con la saga creata da George Miller, in una parola sola? AMMIRATELO!

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