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Madame Web (2024): Sony presenta, “Sydney Sweeney in tutina aderente – The Movie”

Da vecchio lettore di fumetti dell’Uomo Ragno, ho sempre trovato molto affascinante il personaggio di Madame Web, ma parliamoci chiaro: il Sony’s Spider-Man Universe ha davvero bisogno di una veggente anziana e non vedente?

L’esordio di Madame Web risale al numero 210 di The Amazing Spider-Man, matite di John Romita Jr su testi di Dennis O’Neil. Parliamo di un’anziana signora con poteri di preveggenza, il primo personaggio a portare un senso di spiritualità e di interconnessione nella vita del ragnetto, in quanto legata a quella che nei fumetti a lungo è stata chiamata “Tela delle vita”, quella che è stata ribattezzata con un nome meno caramelloso in Spider-Man – Across the Spider-Verse, giusto per capirci.

A ben guardare il Sony’s Spider-Man Universe, viene considerato un mezzo disastro, il primo film di Venom e il suo seguito, hanno incassato uno sproposito al netto di non moltissimo in termini di qualità, mentre Morbius è diventato una sorta di film barzelletta, ma parliamo dello stesso universo che, in versione animata, ci ha regalato una delle migliori interpretazioni di Spidey di sempre, anche se si sa che molti pubblico considera “veri” solo i film con gli attori e non vuole sentir parlare di animazione, che va ricordato, è uno stile, non un genere.

Cinquanta sfumature di paramedico.

Eppure prendiamo il ragno per le zampe (visto che non ha le corna), ha senso un universo battezzato “Sony’s Spider-Man Universe,” dove il titolare non compare mai perché al momento i suoi diritti sono saldamente nelle mani dell’MCU Disneiano? Se consideriamo che anche i grandi colossi, come Marvel e Distinta Concorrenza, attraversano un periodo di ristrutturazione, che procede mano nella mano con una certa stanchezza da parte di critica e pubblico per i prodotti legati ai “Superpigiami”, come si incastra l’universo della Sony, basato su tutti i personaggi che ruotano attorno al ragnetto, ma senza il titolare? Bene ma non benissimo perché di base, va detto, era un’idea abbastanza balorda che sembrava potesse saltellare sulle sue zampe, ma ora che tutto il filone dei “Super” non è più la corazzata macina soldi di qualche anno fa, si avvertono tutti i suoi scricchiolii strutturali.

“Madame Web”, un film di primi piani e dialoghi, da oggi con ancora più primi piani (e dialoghi).

“Madame Web” esce in sala con un bersaglio disegnato in mezzo agli occhi, la critica americana lo ha preso a sassate più del necessario, non che sia un bel film, anzi, ma sembra valere la solita legge del contrappasso che sacrifica l’obbiettività nel giudizio. La Sony incurante delle tendenze e dimostrandosi più cieca della controparte cartacea che vorrebbe portare sul grande schermo (ma senza nemmeno la sua chiaroveggenza), sforna un film fuori dal tempo, come se fossimo ancora nel 2003 e infatti, dopo un prologo ambientato nel 1973 in Perù con la turbolenta nascita di Cassandra Webb (una Dakota Johnson sul pezzo ma comunque spaesata), ambienta tutta la storia in un periodo a prova di Peter Parker, visto che il ragnetto non era ancora nato. Nel tentativo di creare comunque legami con il celebre ma assente personaggio, il paramedico che lavora insieme a Cassandra, si chiama anche lui Parker, Ben Parker. Si proprio QUEL Ben Parker, qui interpretato da Adam Scott il cui unico compito è scandire bene il nome del suo personaggio in modo che la strizzatina d’occhio sia chiara anche a chi è ancora in fila per i pop-corn.

Dopo un incidente durante il suo lavoro di paramedica, Cassandra si ritrova con il potere della “vedenza”, che la regista S. J. Clarkson (esordio per lei dopo tanta tv) decide di raccontarci utilizzando il principio della Bara Volante: ogni buon film dovrebbe avere una scena in metropolitana, anche uno non tanto buono come “Madame Web”.

Ignorate questo coso brutto, vale comunque come scena in metro, tutto materiale per la mia bizzarra teoria al riguardo.

L’MCU ha appena sfornato un film di eroine al femminile che ha raccolto risate? Bene! Quindi non curante la Sony si lancia nel vuoto con un titolo che è una storia di origini per il personaggio di Dakota Johnson, ma di fatto è una trama più corale perché il cattivo di turno – ovviamente uomo – è un altro personaggio che arriva dal mondo di Spidey, mi riferisco ad Ezekiel Sims, personaggio creato nel ciclo di storie del ragnetto firmate da J. Michael Straczynski (detto “Stracchino”) e il solito John Romita Jr, che in questa versione perde tutto il suo fascino ombroso, da anti-eroe a cattivo a tutto tondo, con inguardabile tutina proto-ragnesca che nemmeno la buona interpretazione (tre metri sopra le righe) di Tahar Rahim riesce a salvare. Come prendere un personaggio sfaccettato e trasformarlo in una generica nemesi che nei suoi deliri da veggente, si sente minacciato da beh, tre ragazzine. Ora che ho messo questa frase nero su Bara, mi rendo conto che suona ancora più stupida di quello che è, ma la Sony se ne frega e va avanti, incurante del ridicolo.

Adoravo leggere i fumetti di Mattie Franklin e me la ritrovo al cinema così, nell’anonimato più totale.

Se Cassandra Web è stata creata nel 1980 ed Ezekiel Sims arriva da un ciclo di storie del ragnetto del 2001, le tre donne ragno sono altrettanto variegate: Julia Carpenter (Cornwall nel film) esordì nel 1984 e magari la ricordate anche nel vecchio cartone animato degli anni ’90 di Iron Man. Arya Corazon è un personaggio piuttosto fresco e senza troppo passato anche se è in giro dal 2004, ultima ma non meno importante la mitica Mattie Franklin, adoravo il suo ciclo di storie targate 1998, anche se rompervi le scatole con i miei trascorsi di lettore ve lo dico, è tempo perso, perché di fatto le tre donne ragno nella loro versione cinematografica si riassumono così: la nera, la latina e la bionda.

Oh Oh Oh Occhi di ragno (quasi-cit.)

Sul serio, ci sarebbe da indagare su questa tendenza a spacciare attrici più grandi per delle quindicenni, purtroppo complici i loro poteri molto “mentali”, tutto “Madame Web” si traduce in un film pieno di dialoghi, con una grossa scena d’azione finale, caratterizzata dalla solita CGI scarsotta, forse in linea con l’anno in cui è ambientato il film, il 2003.

“Madame Web” si sforza di caratterizzare le tre ragazze ma non si discosta dalle etichette, la nera, la latina e la bionda, con Dakota Johnson nella bizzarra situazione di ritrovarsi in un film lontano dalle sue abitudini, in cui la maggior parte del tempo deve fare da bambinaia, o al massimo da sorella maggiore a tre ragazzette, una delle quali al momento, ben più famosa di lei. Paragrafo su Sydney Sweeney in arrivo!

Tanto lo so che vi interessava solo lei… Degenerati!

Da Carpenteriano, vorrei capire come mai Julia nella versione cinematografica di cognome fa Cornwall, ma è chiaro che, Sydney Sweeney, che ironicamente si è vista lanciare la carriera proprio da Carpenter, ora come ora è calda come una stufa e in piena rampa di lancio dopo Euphoria. Fa ridere vederla nascosta dietro occhialoni e maglioni di due o tre taglie più larghi quando al momento, è ben più famosa della titolare, visto che i tempi delle sfumature di colori di Dakota Johnson ormai sono un (quasi) vago ricordo. Risultato finale: hai l’attrice più calda del momento, hai la scusa per fasciarla in una tutina aderente che la contiene a fatica e cosa fai? Rendi Sydney Sweeney tappezzeria sullo sfondo, indistinguibile anche nella caratterizzazione rispetto alle sue due compagne. Bravi, ottima mossa!

“Madame Web” ha essenzialmente due scene d’azione, che ruotano intorno ad una selezione musicale che fa molto anno 2003, tra Cranberries e Britney Spears (brutta roba la malinconia) per un film che se fosse uscito proprio nel 2003, sarebbe risultato ben poco a fuoco. Figuriamoci ora, nello scenario attuale dei film di “Super pigiami”, arriva questo titolo su una protagonista in grado di vedere il futuro, di sicuro meglio dei vertici della Sony, che puntano tutto su queste donne ragno che molto probabilmente, non avranno il minimo futuro. La profezia di Cassandra applicata.

Dakota, dieci dollari l’ora per il servizio come babysitter. Contanti, grazie.

Forse l’unico tratto distintivo comune di questo Sony’s Spider-Man Universe è il risultare fuori tempo massimo, non tanto elegantemente anni ’50 ’90. Ma se Venom poteva almeno giocarsi il fascino sempre in voga dei simbionti e Morbius non è stato in grado di cavalcare quello dei vampiri, “Madame Web” arriva in un momento in cui molti Nerd ragionano come i bambini della seconda elementare (tanto il livello mentale è più o meno quello): «Io con ‘E FEMMENE non ci gioco!»

Quindi questo film che si impegna (poco) a presentare non una, non due, non tre, ma quattro donne ragno, non ha la pretesta (per fortuna) di lanciare chissà quali messaggi inclusivi, ma solo di farvi passare 116 minuti con un generico film fuori tempo massimo, e anche un po’ fuori luogo, che non ha nemmeno la brillantezza di capire che l’unico motivo di interesse, era Sydney Sweeney in tutina aderente. Considerando che il risultato non brilla come film del suo genere o come adattamento, sprecando un fottio di personaggi interessanti, nati per ruotare intorno al titolare, Spidey, qui assente giustificato.

Un film talmente vecchio che… Vabbè, il resto della battutaccia l’avete già capito.

In quanto Cassidy, quasi omonimo, posso provare a fare la mia previsione alla Cassandra? Il prossimo film del Sony’s Spider-Man Universe sarà dedicato a Kraven, uno scoppiato vestito con una pelle di leone addosso e dei pantaloni leopardati, il cui unico momento di gloria fumettistico lo ha avuto lanciandosi nell’ultima caccia al suo nemico Spider-Man, che però nel film sarà assente. Quindi se siete interessati, sappiate che nel corso dell’anno arriverà “Aaron Taylor-Johnson in tutina aderente – The Movie”. Ecco! Forse ho trovato il minimo comun denominatore di questo strambo e bizzarro universo messo su dalla Sony attorno a Spider-Man ma senza Spider-Man.

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  1. Ma possono usarlo Miles?
    Anche miles è spiderman (non uno, ma LO spiderman dopo la morte di peter: ultimate quanto ci manchi…), quindi pensavo non potessero toccarlo.

  2. Lo avrebbero anche senza doverlo cercare: Miles Morales 😉 Cheers

  3. Che poi sarebbe bastato che prendessero un surrogato di spiderman e lo avessero usato come perno attorno a cui far ruotare i loro comprimari/antagonisti/amicici…
    Che ne so, un superior spiderman dove doc ock si ritrova nel corpo non di peter park, piuttosto che il miguel o’hara del futuro in qualche modo catapultato nel presente, etc.

  4. Il vero dramma è che sarebbero anche personaggi interessanti, ma non raccontati così 😉 Cheers!

  5. Io una roba del genere la definisco accanimento terapeutico, bello e buono.
    L’unico super su cui detieni ormai uno straccio di diritti non lo puoi mostrare, èequindi ti rifai su personaggi e antagonisti che esistono unicamente in funzione del protagonista, che pero’ non si puo’ far vedere.
    L’ossimoro formato cinema, e il risultato si commenta da solo.
    Ma perche’ non la smettono, una buona volta?
    Ma e’ inutile domandarselo, temo.
    La risposta purtroppo la sappiamo gia’.

  6. Non credo sia questione di più o meno brutto, “The Marvels” è poca cosa ma almeno ha personalità, a differenza di questo “Madame Web” e quando vedrai come hanno sprecato il cast qui, capirai perché parlo di scarsa personalità. Cheers!

  7. La critica può dire quello che vuole, ma non riuscirò mai a credere che possa essere più brutto di “The Marvels”. E anche se lo fosse, almeno ha Sydney Sweeney, che personalmente, però, preferisco in versione pornoliceale ventiseienne.

  8. Infatti: già il fatto che Deadpool 3 ha battuto qualunque record in termini di visualizzazioni del trailer la dice lunga.
    La mia previsione è che con l’endorsement dell’MCU e nonostante il rating R finirà per essere nella top3 incassi dei film dell’MCU.

    Quando poi riusciranno anche a far capire un po’ meglio che cosa stanno imbastendo con tutti questi nuovi film e serie, apparentemente sconclusionati (secondo me pur essendo tutti canonici, non sono tutti ambientati sulla stessa terra/dimensione/linea temporale: per questo il celestiale emerso e pietrificato dalla terra non appare da nessun’altra parte, oppure il nick fury di secret invasion è ben diverso da quello di the marvels), e quindi il pubblico più casual, ma anche quello più dedicato, riusciranno a capire quale sia il senso della narrazione (a parte il senso di cercare di far soldi alla base), si potrà definire se la stanca è endemica oppure frutto di una certa confusione.

    Perché io credo possa essere più la seconda ipotesi: ed in questo – purtroppo – la Sony, la confusione ce l’ha sempre avuta, quindi non farebbe testo sul tema “stanca”.

  9. Diciamo che ti limiti a fare il Tom Hagen, ci sta 😉 Avevo intuito il tuo zampino, infatti apprezzo, apprezzo molto! Tutti ottimi consigli purtroppo inascoltati, i non costumi sarebbero stati ottimi. Avrei apprezzato anche un bel film sul Goblin “buono” (si fa per dire) Phil Urich, il fumetto lo adoravo, ma il personaggio è finito male come molti reduci dei ’90 fumettistici. Figlia di Sonny Crockett, quindi Dakota detta Davy, vabbè hai capito dove andrà a parare questa mia caSSata 😉 Cheers!

  10. Cinefilo Pigro, aspettiamo perché quando torneranno i “Super” grossi, torneranno anche gli incassi, però in generale sì, dovranno un po’ tutti cambiare il tiro, l’epoca in cui qualunque film di super pigiami faceva soldi pare un retaggio del passato. Cheers!

  11. Carabara, mentre eri al lavoro per lanciare il tuo novo blog, io mi sono ritagliato un ruolo come consiliori della Sony. Non vado in giro seminando teste di cavallo, sia chiaro. Il mio lavoro consiste nel testare in rete cosa resta impigliato e cosa no. Ora sai che il Nic Cage come protagonista di Spider-Man Noir è una mia idea. Un tentativo. Devo trovare lanci per Prowler e Shocker e La Gatta Nera quando se forse per me scriverei, gratis, il film di Phil Urich/Green Goblin e John Jameson/Man-Wolf. Pazienza. In Sony non è che mi diano molto retta. Avevo consigliato di non infilare Sims in un costume. Al massimo una maschera come il DD degli esordi Netflix e non mettere tutine nemmeno alle ragazze ragno negli incubi del cattivo, ma non mi hanno dato retta. Immagino che fine farà il mio trattamento di Hobie Brown inventore e lavavetri-Prowler da affidare a Ken Loach. Ho letto in una intervista che la interprete di Madame Web è una fan di Indiana Jones. Dakota Johnson. Mm. Dakota Jones ed il mistero del ragno maledetto…ciao ciao

  12. Tu Elfoscuro, in quanto fanatico di bionde era sicuro che avresti apprezzato, poi sei quasi suo coetaneo. Io potrei essere lo zio (non Ben). Cheers!

  13. Dakota una ragnetta fuori dalla… Tela? Vabbè mi sono invischiato in questa metafora ormai 😉 Spaesata, fuori posto e anche se non ho mai avuto particolare affetto per lei come professionista, qui viene voglia di abbracciarla per l’impegno che ci mette, anche se sembra una finita qui per puro caso. Cheers!

  14. Proprio così, tre film, con questo che supera a destra il più quotato (forse…) “Kraven”, rimandato di un anno finirà nel calderone. La Sony non riesce a smettere di essere la Sony 😉 Cheers

  15. Ormai i supereroi al di là della casacca che portano sono arrivati al tramonto come i poliziotti dei novanta. Disney ha capito che Marvel ha bisogno di una pausa per ripartire con nuove proposte, speriamo che anche Sony se ne renda conto.

  16. Quella gran gnocca della Sweeney!

  17. Ho visto Dakota al “Graham Norton Show” che presentava questo film, anche se sembrava spaesata e non avesse capito che era lei la protagonista. Guardava gli altri attori ospiti e sembrava chiedersi che c’entrasse lei col cinema 😀
    Diciamo che le ha fatto piacere il suo pezzo di Marvel, che non si nega a nessuno, ma non mi sembra focalizzata sul personaggio 😛

  18. Dicevo proprio ieri che ero stupito fosse già uscito questo film al cinema: con tutto il clamore per Kraven ed un trailer che mi pare risalgs ad un anno fa su per giù… pensavo che questo film (di cui ho sentito poco) fosse programmato per più avanti nell’anno.

    Quindi riepilogando in quedto 2024 la sony prevede di distribuire: questo madame eeb, poi kraven, poi venom 3… tutto entro l’estate?
    Ma neanche la marvel ha mai azzeccato tanti film in uno stesso anno O_o”

    Detto questo, ero ben più interessato ad Aquaman 2 eppure l’ho passato, rimandandone un recupero ai servizi di streaming; questo rischia di fare la fine dei film recenti disney (mulan, lightyear, etc.), passati perché tanto poi sarebbero stati su disney+, ma sono ancora lì in attesa di essere visti. Anzi, per restare in tema, sono ancira lì a fare le ragnatele…

    Per il resto, io non sono d’accordo sull’accoglienza generale riservata a The Marvels, ma credo sia fuor di dubbio che, anche solo per mero accumulo di ore, la caratterizzazione delle tre protagoniste (anche lì possono essere riassunte in “la nera, la bionda e la etnica”) fosse ben presente, perché caputan marvel e miss marvel risultavano già ben tratteggiate, potendo il film dedicarsi ad esplorare meglio il rapporto tra carol e monica, tratteggiando la seconda e dettagliando la prima, per poi proseguirr di contrappunto con le reazioni tra carol e kamala.
    Se qui invece hanno buttato nella mischia ben 4 personaggi nuovi, oltre al cattivo generico, difficilmente credo sia possibile – anche solo per un problema matematico – riuscire a dare spessore ed interesse a tutti.
    Specie in un film di supereroi, se non ti curi dei personaggi, non ti può interessare il film, secondo me.

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