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Madman collection vol. 1, 2 & 3: fatevi conquistare dalla follia

L’occasione è
ghiottissima: una ristampa integrale di “Madman” di Mike Allred. Cosa vi devo
dire? Io vado giù di testa per questo personaggio e per i disegni, plastici,
lineari e fighissimi di Michele Tuttorosso!

Uscito per la
Tundra Comics nel 1992, passato poi alla Dark Horse, il personaggio di Frank
Einstein (Frank Einstein! Vi rendete conto che nome geniale!?!) si allontana in
tutto e per tutto dai super eroi ipertrofici e iper violenti degli anni ‘90. Ha
un look vecchia scuola, è sensibile e insicuro, Frank è un personaggio
bellissimo e unico nel suo genere.
Madman
collection vol. 1 – Odissea nello strano


Nel primo
volume, vediamo l’unica azione violenta del personaggio in tutta la sua storia
editoriale. Poi pian piano vediamo Frank evolvere sotto i nostri occhi. Stessa
cosa accade al suo costume, quello di Mr. Frenesia l’eroe di Frank che si
personalizza seguendo le esigenze del protagonista: all’inizio del volume è
integrale, nel finale i capelli corvini di Frank fanno capolino dalla testa del
costume.
“Odissea nello
strano” raccoglie il primo story arc di Madman, composto da tre storie in
bianco, nero e violetto. La base del personaggio è quella di un Eroe Pulp, ma Allred
mescola tutte le influenze pescando a piene mani dalla cultura Pop con cui si è
bombardato il cervello per anni. Il fumetto ha un look da film Sci-fi/Horror
anni ’50 farcito di zombie, cloni e belle ragazze. Dal punto di vista grafico
le matite di Allred sono sinuose, morbide, gommose, ma nel senso migliore del
termine, il bianco e nero poi è un valore aggiunto e il violetto sottolinea le
ombreggiature…


Il tricromatico esordio del mito.

“Madman” è già
pronto per essere un film, se potessimo creare un Regista-Frankestein, composto
dai pezzi del miglior Robert Rodriguez e del Tim Burton prima che si
sputtanasse la carriera, allora avremmo il regista giusto per un film su
“Madman”. Ma per nostra fortuna non siamo costretti a ricorrere a chirurgia
immorale, abbiamo già Mike Allred che realizza tutto questo su carta.

A mio avviso
Allred è uno dei pochi autori che è riuscito a fare quello che ha fatto Mike
Mignola con il suo Hellboy, ovvero: creare un personaggio visivamente Iconico,
stilizzato, imitato, ma inimitabile. Un personaggio che si nutre di tutte le
ossessioni del suo autore, pescando a piene mani dalla cultura, alta e bassa, dai
film, dai libri e dai fumetti. Per quanto mi riguarda, paragonare qualunque fumetto
ad “Hellboy” è come paragonare un giocatore di basket a Michael Jordan, non so
se ho reso l’idea.
Allred poi
cura moltissimo corpi e spazi, ha uno storytelling incredibile, anche le scene
d’azione più intricate sono chiare, riesci a capire tutti i movimenti dei
personaggi, senza salti logici, poi diciamocelo… La scena dell’inseguimento
all’elicottero, con i cattivi in fuga con il paracadute e il modo in cui Frank
riesce a raggiungerli (il circo!) è una scena travolgente e G-E-N-I-A-L-E!
Un volume che
si divora, da leggere e rileggere, sono gasatissimo per questa ristampa
completa, finalmente potrò aggiungere “Madman” alla mia collezione e per un
appassionato di fumetti penso sia una cosa doverosa!
Madman
collection vol. 2 – Le avventure di Madman

Il secondo
volume della ristampa completa di “Madman” di Mike Allred, guadagna un
importante pezzo della famiglia dell’autore: la moglie e storica collaboratrice
Laura Allred, colorista della serie.
Le avventure
di Frank Einstein si fanno sempre più matte e i colori iniziano a spuntare
anche nel suo costume. E’ inutile raccontarvi per filo e per segno cosa succede
in queste tre storie, sarebbe farvi un torto togliervi la sorpresa, ma posso
dirvi che il nostro Frank, impazza in lungo e in largo nello spazio e nel
tempo… Letteralmente!
L’ultima
storia, in particolare, è un pastiche clamoroso che inizia a far intravedere la
vastità dell’universo di bizzarri personaggi, creati da Mike Allred.


Madman è una questione di cuore, quando lo leggerete capirete…

Sì, perché
“Madman” è principalmente un fumetto molto intelligente. Allred gestisce i problemi
pratici di Frank, tipo l’annoso problema dei tipi in calzamaglia: è brutto non
avere delle tasche dove mettere gli oggetti utili, tipo lo Yo-Yo.

Ma questa
serie è intelligente soprattutto perché è un fumetto fatto con grandissima
consapevolezza del mezzo, si vede sì la sperimentazione, anche visiva, ma
soprattutto l’omaggio a tutta un iconografia, quella dei fumetti Sci-Fi anni ‘50
e ’60. In alcuni momenti sembra di guardare un adattamento a fumetti di un
B-Movie in bianco e nero, o dai colori saturatissimi, poco importa, Allred
gestisce il tutto alla grande, con un ritmo che va ai 400Km/h e un
protagonista, unico, perché guidato da una sensibilità mai vista in nessun
altro suo collega in calzamaglia.
Perché Frank
Einstein in comune con i Super Eroi ha solo il vistoso costume che per altro
indossa per combattere l’insicurezza, porta sul petto il logo di Mr. Frenesia,
come io alle medie mettevo la maglia di Michael Jordan, felice come un pasqua
e non guardatemi così: qualcosa del genere l’avete fatta anche voi, lo so!
Questo è il
motivo per cui ci si affeziona a Frank e la qualità del fumetto, la plasticità
dei disegni, e l’assoluta creatività delle trame, il motivo per cui si mitizza
il suo creatore: Mike Allred, il vero Madman.

Vi piace Bone? e MadBone invece, come vi sembra?
All’interno
del volume, anche qualche variant e pin-up disegnate da nomi come: Frank
Miller, Frank Quitely, Eric Powell, Geof Darrow, Jeff Smith e Frank Cho….
Brutto?
Madman
collection vol. 3 – Mondi dentro a Mondi

Con il terzo
volume, la Panini Comics ci ricorda che se ogni tanto, non fa una “Paninata”
delle sue non è felice. Invece di procedere con la ristampa delle storie di
Madman seguendo l’ordine cronologico di uscita, decide di fare un balzo in
avanti e passare direttamente all’esordio del Super Gruppo di Snap City, gli
Atomics.
La motivazione
della Panini è stata un timido: beh, se avessimo ristampato le storia seguendo
l’ordine cronologico, in edicola avreste corso il rischio di trovare altre
edizioni con le stesse storie, ma pubblicate da altre case editrici, quindi
tanto vale procedere con ristampe di materiale inedito, così siamo sicuri che
pomperete i soldi nelle casse giuste. E’ bello quando appassionati ed editori
sono guidati dall’amore per i fumetti vero?
Beh, per
fortuna Mike Allred, con il suo modo bizzarro di costruire le storie, fa un
lungo riassunto sulle origini del super gruppo e di fatto il volume è
leggibile anche se parecchi numeri sono stati saltati. Benedetto due volte il
buon Michele Tuttorosso, perché non solo fa il riassunto, ma scrive un ciclo di
storie spassosissimo, tanto da farti dimenticare la bizzarra gestione delle
Panini che ha evidentemente fatto suo il concetto di follia legato a Madman.


I’m sexist and i know it…

It Girl, Mr.
Gum (detto La Caccola), Lava Lass, The Slug, il fighissimo Metal Man e l’alieno
Zap Man sono i personaggi che faranno compagnia al nostro Frank Einstein nei
prossimi numeri.

Qui vediamo
come passano dall’essere avversari ad essere amici di Frank.  Di solito è una cosa tipica nel mondo dei
fumetti di Super Eroi che il primo incontro si trasformi in uno scontro (di
solito per futili motivi) seguito a ruota da un’alleanza. Ma nessun super eroe
aveva mai semplicemente chiesto educatamente “Possiamo provare ad essere
amici?” come fa Frank in questo numero.
Il volume
scorre via veloce, mostrandoci le origini del gruppo e il loro primo “caso” da
risolvere: un enorme alieno in fuga spaziale, alla caccia dell’esule Zap Man. I
disegni sono pura Pop-Art: se Roy Lichtenstein avesse mai
disegnato fumetti di super eroi (o pseudo tali), quel fumetto sarebbe stato
“Madman”.
Se vi sentite a vostro agio con questo… Benvenuti nel vostro prossimo fumetto preferito!

Allred è
completamente conscio delle potenzialità del media fumetto e non ha paura di
usarle, basta guardare una delle prima pagine:

Frank
ricostruisce la vicenda basandosi sulle informazioni frammentarie a sua
disposizione, paragonando queste informazioni a pezzi di un Puzzle da
ricostruire. Cosa fa Mike Allred? Letteralmente scompone le vignette delle
tavola disegnandole a forma di pezzo di un Puzzle. Voltando le pagine, mentre
la ricostruzione si fa frammentaria, anche le vignette/pezzi del puzzle si
staccano, lasciano sempre più spazio al bianco della tavola vuota… 700 parole
per descrivervi un’idea semplicissima che risulta visivamente efficace.
Insomma,
malgrado i pasticci della Panini Comics, anche il terzo volume è bellissimo, non
vedo l’ora di proseguire in questa bizzarra corsa, seguendo Frank nelle sue
pazzesche avventure.
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