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Midnight Special (2016): incontri ravvicinati dello Starman tipo

Mi piacciono i film di Jeff Nichols, è uno che riesce a combinare alla grande l’autorialità che piace ai festival (e ai critici seri, quelli con la pipa) ad elementi fantastici ed ad una certa componente da film di genere che piace… Beh, a me!
“Take Shelter” è stato una bella sorpresa ed è anche il film che ha dato inizio alla collaborazione artistica tra il regista e il grande Michael “Capoccione” Shannon, attore che personalmente mi manda giù di testa e che considero dai migliori in circolazione, complice anche la sua favolosa prova nella serie tv “Boardwalk Empire”, dove davvero si mangiava la scena.
Per dirvi di quanto i film di Nichols sappiano prendermi: la prima volta che ho visto “Take Shelter” ero a casa mia, che mi godevo gli effetti di un’otite fulminante (non vi dico che risate…), per distrarmi e non pensare all’orecchio dolorante mi sono concentrato sul film, che ho amato molto, malgrado le condizioni non ideali della visione. Allo stesso modo “Mud” è riuscito a coinvolgermi, forse meno riuscito, ma efficace, lo descriverei come una specie di “Stand by me” scritto da Joe R. Lansdale, specialmente per il finale a revolverate (non è spoiler tranquilli).
Potete capire la mia curiosità quando ho scoperto che dietro a questa locandina stramba e ad un titolo che mi ricorda i miei Creedence Clearwater Revival, c’era il nuovo film di Nichols, che ancora una volta mi ha diviso, da una parte il cervello (o ciò che ne resta…) austero e grigio calcolatore che dice: “Questo film ha dei difetti”. Dall’altra la panza, molto più terra terra che comunque si esalta e grida: “Daje Jeff!”… Trama? Trama!
«Il cervello di Cassidy una volta era più o meno qui, ora c’è un parcheggio»
Papà Roy (Michael Shannon) scopre che suo figlio di otto anni Alton ha sviluppato dei poteri speciali, tra strane luci sprigionate da mani ed occhi e la capacità di parlare tutte le lingue (il più delle volte percepite dalla frequenze radio), il bambino ha attirato l’attenzione di una sette religiosa e di parecchi agenti governativi. L’unica opzione per i due è fare come gli schiavi nelle piantagioni di cotone della celebre canzone, prendere lo “Speciale di mezzanotte”, ovvero fuggire, il più lontano possibile e a gambe levate.

Poster alternativo talmente bello che era un peccato non usarlo.
Il tempo di recuperare mamma Sarah (Kirsten Dunst con la sua treccia posticcia) e con l’aiuto del poliziotto Lucas (Joel Edgerton), lo sparuto gruppetto fugge lungo le strade degli Stati Uniti, con l’obbiettivo di raggiungere un determinato luogo, dove Alton si ricongiungerà con… Gli altri.
Sulle loro piste, oltre a svariati sgherri armati fino ai denti, anche l’agente Miller (Paul Sparks, visto in House of Cards e proveniente anche lui “Boardwalk Empire”, come Shannon ormai attore di fiducia di Nichols) e il super secchione Paul Sevier (Adam Driver).
Il film inizia così, pronti via, con Roy, Lucas e il piccolo Alton già in fuga, piano piano lungo il percorso capiamo ruoli e dinamiche dei vari personaggi, con Jeff Nichols che come suo solito si prende i suoi tempi lunghi (quelli che piacciono ai film festival) per raccontarci il tutto.

Non fate caso a lui, il film NON è in 3D…

Bisogna dire che la sceneggiatura, scritta dallo stesso Nichols, lascia alcuni passaggi nella zona grigia del non detto, non è chiarissimo come mai il poliziotto Lucas si sia convertito così fedelmente alla causa dei fuggiaschi, sembra quasi che la sua presenza serva a garantire le armi e i giubbotti antiproiettile necessari per la fuga. Allo stesso modo, il personaggio interpretato da Adam Driver (che proprio mentre era sul set di questo film, ha ricevuto la chiamata: “Vieni giù a fare il nuovo Star Wars”) capisce presto quanto Alton sia speciale, è chiaro che il bambino con i suoi speciali poteri abbia un certo ascendente, ma questo non viene approfondito più di tanto.

Malgrado tutto, il film riesce comunque a farci patteggiare per i personaggi e qui torna buono lo scontro tra cervella e budella di cui parlavo lassù, perché comunque Nichols, con tutte le differenze del caso, strizza l’occhio a parecchio cinema di Steven Spielberg, nella budella di “Midnight Special” è possibile trovare qualcosa un po’ di “Sugarland Express” e un po’ di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Visto il giovane protagonista, istintivamente verrebbe da citare anche E.T. – L’Extraterreste, eppure in più di un passaggio, mi è sembrato chiaro che Jeff Nichols abbia deciso di omaggiare il film “Concorrente”, ovvero Starman di John Carpenter.

«Da grande farò il Jeff Bridges»
I poteri di Alton somigliano parecchio a quelli dello Starman e anche l’obbiettivo (una corsa lungo le strade d’America per raggiungere in tempo un luogo preciso), se vogliamo dirla tutta, in una scena in particolare, l’omaggio diventa palese: uno dei militari, sul taschino della mimetica sfoggia il cognome Carpenter, ennesima dimostrazione che Jeff Nichols riesce sempre a trovare il modo per comprarmi!
Ma omaggi Carpenteriani a parte, Jeff Nichols riesce a non snaturarsi nemmeno lavorando (per la prima volta) con una Major, malgrado il budget di diciotto milioni di ex presidenti passati a miglior vita messi sul tavolo dalla Warner Bros, il film di Nichols conserva quel look da film indipendente della altre pellicole del regista, esattamente come “Talke Shelter” l’elemento fantastico è metafora (o per meglio dire METAFORONE!) di qualcos’altro. Lo stesso Nichols ha parlato di “Midnight special” come di una metafora della paternità, qui il personaggio di Michael Shannon deve lasciare andare il figlio al suo destino, mentre in “Take Shelter” affrontava il cambiamento (sempre metaforico) di uno che padre sta per diventarlo davvero.

«Lo sapevo che facevo meglio ad andare al cinema quella sera»
Voi direte: troppi METAFORONI non mi piace! Legittimo, ma Jeff Nichols si diverte ad infilare dentro il film un po’ di sana azione, sempre nel suo stile, ma comunque piuttosto ben fatta, se riuscite a sorvolare sulla credibilità dei posti di blocco messi dall’esercito (ancora la panza che riesce a zittire per un po’ il cervello), Nichols manda a segno un finale in crescendo che tutto sommato funziona. La corsa disperata in auto dei protagonisti alla fine mi ha coinvolto abbastanza.
Parliamo un attimo degli attori. Paul Sparks ha una parte piuttosto piccola e non ha il tempo di incidere più di tanto, va un po’ meglio ad Adam Driver. Ora, si è parlato tanto di questo ragazzo e delle sue vistose orecchie, vogliamo dirlo? Si è parlato troppo di questo ragazzo (e chiudiamola qui), considerando che “Midnight Special” è il secondo film che vedo con questo attore, non mi sento ancora di unirmi al coro dei “Bravò! Bravò!”, ma sicuramente l’ho trovato molto più azzeccato nei panni del Nerd “Credente” che in quelli del minaccioso (si fa per dire…) Sith. Per altro, la scena dell’interrogatorio ad Alton è una delle più belle del film, visivamente parlando.

Ecco! Questi sono i ruoli adatti ad Adamo Guidatore.
Joel Edgerton e Kirsten Dunst fanno un po’ da tappezzeria, sono adatti ai rispettivi ruoli, ma i loro personaggi sono un po’ troppo passivi nei confronti della storia, qui non è il mio cervello che parla, è proprio un problema della sceneggiatura. Nota a margine: per tutto il tempo sono stato distratto dalla treccia finta di capelli della Dunst. Sul serio! E’ talmente finta che per tutto il tempo non riuscivo a guardare altro!

Non so se è peggio la treccia finta o il maglione 100% poliestere.
Michael Shannon, anche questa volta, mi ha mandato a casa contento. Sappiamo tutti che il buon vecchio capoccione ha una capacità pazzesca nel calamitare l’attenzione quando interpreta un personaggio che sbrocca e dà di matto malamente, quindi ti aspetti sempre che ad un certo punto del film, il personaggio di Shannon dia libero sfogo al suo talento dando fuoco al film con un’esplosione nucleare di rabbia. Senza rovinarvi nulla della visione, la cosa bella della sua prova in “Midnight Special” è il modo in cui la sfuriata avvenga sotto pelle, anzi, viene recitata alla grande da Shannon come un orddigno disinnescato all’ultimo secondo utile.

Non lo da a vedere, ma qui si è rischiato il disastro di proporzioni Bibliche.

In molti momenti, soprattutto in uno in particolare, è chiaro che Roy vorrebbe passare sopra tutti come uno schiacciasassi, ma se sei un padre di famiglia certe sfuriate non puoi permettertele, a volte nemmeno se tuoi figlio è in pericolo. In tal senso, la scelta di Michael Shannon non è solo un’abitudine di Jeff Nichols, ma la prova che Michele è un grande attore, bravissimo a recitare anche per sottrazione, in una sola espressione amara riesce ad essere rassegnato, o comunque felice per le sue scelte. Il tutto variando di due millimetri l’angolo della bocca, un gigante.

Jaeden Lieberher nei panni di Alton funziona, non risulta fastidioso o saccente come tanti bambini al cinema, è curioso che abbia questo strano rapporto con la luce del sole, ma allo stesso tempo legga fumetti di Superman, che proprio dal sole trae i suoi poteri, è simpatico sentire i personaggi parlare di Kryptonite, visto che Michael Shannon ha interpretato il Kryptoniano Generale Zod in L’uomo d’acciaio.
Eh vabbè poi Jeff Nichols mette una scena così e allora ciao, arrivederci e grazie!
Insomma, “Midnight Special” è tutt’altro che un film esente da difetti, anzi! Ma se riuscite a farvi tirare dentro alla sua stramba logica da film indipendente e autoriale, allo stesso tempo di genere e prodotto da una grossa casa di produzione, potreste anche trovarlo efficace, già il fatto che al primo film con una major Jeff Nichols sia riuscito a restare fedele a se stesso non è una cosa da poco, per il resto, poi… Quel ragazzo ogni volta mi compra, c’è poco da fare!
Let the Midnight
Special shine a light on me
Let the Midnight
Special shine a ever loving light on me.
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