Home » Recensioni » Miracleman – Libro Primo – Il sogno di un volo: Dopo 20 anni abbiamo finalmente la possibilità di leggerlo

Miracleman – Libro Primo – Il sogno di un volo: Dopo 20 anni abbiamo finalmente la possibilità di leggerlo

Da qualche giorno la Panini Comics ha
mandato alle stampe un volumone che contiene il primo ciclo di storie di
Miracleman, intitolato: “Il Sogno di un volo”. Impossibile non cogliere la palla
al balzo per parlarne…

Dopo 20 anni di diatribe legali degne di
“Law and Order” abbiamo la possibilità di leggere quello che a detta di tutti è
un capolavoro del fumetto revisionista, ovvero Miracleman scritto da “Lo
Scrittore Originale” e disegnato da Garry Leach.
Per i due al mondo che non lo sapessero “Lo
Scrittore Originale” è Alan Moore, ma seguendo una linea di coerenza, come
spesso fa quando vuole prendere le distanze da qualcosa (tipo la sceneggiatura
dell’adattamento cinematografico di “V for Vendetta” o “Watchmen” o “From Hell”
o… Beh, è un po’ lungo l’elenco) ha preferito non essere citato. La cosa che ha
fatto vorticare le balle a Moore questa volta, è stata tutta la pantomima di
legali e tribunali, quindi in questa edizione della Panini Comics (ma anche in
quella originale della Marvel) il suo nome non compare, ma di fatto, dietro
anche a questo capolavoro seminale del fumetto, c’è il genio del Mago di
Northampton. Tutta la faccenda legale legata a questo fumetto è qualcosa di
tragicomico ma allo stesso tempo appassionante, una roba degna, se non di un
film, almeno di una miniserie televisiva, ma siccome è talmente lunga da
raccontare (ed io sono privo della capacità di sintesi) meglio se mi limito a commentare
la storia in sé, che poi è anche la parte migliore…



L’incontenibile gioia di aver finalmente sconfitto un avversario terribile… Gli avvocati!
Il protagonista Michael Moran è tormentato
da un incubo ricorrente e da una parola che non riesce a ricordare, ma che
presto gli cambierà la vita (Kimota!). Fantastico il modo in cui Moore (AKA Lo
Scrittore Originale) riesca a gestire il passaggio dalle prime pagine del
fumetto, disegnate in stile Golden Age (e quindi molto Naif) alla porzione di
storia ambientata nel 1982. I disegni di Garry Leach hanno tenuto benissimo
alla prova del tempo e, anche grazie alla nuova colorazione, non dimostrano i
30 anni che si portano sulle spalle.
In questa edizione completa, compaiono
anche le storie comparse sulla rivista inglese “Warrior”, la stessa che ospitò
anche altre storie dello “Scrittore Originale”, basta dire che i primi numeri
di “V for Vendetta” videro la luce proprio qui. In particolare, riesco a
comprendere lo straniamento dei lettori inglesi di allora, poiché la storia
dedicata al viaggio nel tempo, interrompe drasticamente il pathos, portando i
protagonisti in location del tutto nuove, ma credetemi quando vi dico che i
Warpsmith che fanno il loro esordio qui, saranno molto importanti negli
sviluppi futuri della storia. Per altro la loro entrata a gamba tesa è l’ennesimo colpo di genio di Moore, per capire pienamente quel
dialogo lasciato a metà, dovremmo attendere l’ultimo ciclo di storia di
Miracleman, ovvero “Olimpo”, un giorno poi parliamo anche di quello… Restate
Tonnati!
Fa il suo esordio anche Kid Miracleman, per
altro disegnato da Gary Leach come si disegna in paradiso, mentre Moore con i
suoi testi, inizia la decostruzione del Super uomo, anticipando i suoi futuri
capolavori a fumetti, scusate se è poco…


Il nostro amico doppia M sa come farsi ascoltare…
Proprio su queste pagine assistiamo anche
all’esordio di altri due grandi talenti britannici, ovvero: Alan Davis (che con
“Lo Scrittore Originale” avrebbe lavorato su un bellissimo ciclo di “Excalibur”
per la Marvel UK) e Steve Dillon, proprio il geniaccio dietro alle 66 storie
di “Preacher”.
Un momento fondamentale de “Il Sogno di un
volo” è sicuramente lo scontro tra Miracleman e Kid Miracleman. Non solo penso
che sia fantastico il modo in cui Moore sia riuscito a rendere la frustrazione
di Johnny Bates, intrappolato per anni in un ruolo di facciata, ma anche lo
scontro tra i due “Miracolati” è superlativo: Moore inizia a mostrarci i
Super Eroi come vere forze della natura, paragonando i loro poteri ai grandi
disastri naturali di fronte ai quali, gli esseri umani sono impotenti, seminando sul fondo delle menti dei lettori, il concetto che i Super
Eroi siano in realtà semidei, come detto l’ultimo ciclo di storie si intitola
“Olimpo” e non è certo un caso.
Ho trovato fantastica la scena in ospedale,
i dialoghi riportati sul foglio vengono letti dal protagonista (e da noi
spettatori), letteralmente “inquadrati” sempre più da vicino, facendo aumentare
l’ansia e il senso di paranoia. La chicca però è la bellissima storia
intitolata dall’epico titolo “Guerra Fredda, Freddo Guerriero”, caratterizzata
da dialoghi interamente in lingua aliena che mi hanno ricordato molto la
storia del piccolo marziano precipitato nella palude di “Swamp Thing”. Magari
una volte di queste sarebbe anche ora che mi decidessi a scrivere anche di quel
capolavoro di Alan “Scrittore Originale” Moore.
Ma è nell’ultimo capitolo della storia che
il Mago di Northampton conferma il suo genio.
Le origini di Mircaleman infrangono la
barriera della quarta dimensione, la prendono letteralmente a pugni in faccia,
il tutto senza perdere l’occasione per fare un’analisi (critica) al contenuto
delle storie di Super Eroi. Moore trova un modo brillante di raccontarci la
storia, lo fa dal punto di vista di chi sta ripulendo le rovine dopo gli eventi
drammatici della notte precedente, a mio avviso un gran modo di portare avanti
la narrazione senza ricadere sempre nei solito schemi.
I due addetti alle pulizie, paragonano il
passato di Miracleman a quello di Mighty Mouse, nel farlo, per bocca dei suoi
personaggi, Moore non le manda certo a direi ai suoi colleghi. Basta pensare
alla rappresentazione del personaggio di Big Ben, in pratica una nemmeno troppo
velata critica ai Super Eroi ipertrofici che di lì a poco, avrebbero intasato le
fumetterie durante gli anni ’90, in tale senso “Miracleman” è riuscito anche ad
essere profetico sull’andamento del media, come solo uno che lo conosce bene
come Moore potrebbe fare.



Miracleman e lo “Scrittore originale” ci cantano ‘Everything is awesome’.
Mi ha fatto un po’ specie vedere i disegni
di un Alan Davis ancora così acerbo artisticamente parlando, alla luce della
carriera fatta dallo straordinario artista, bisogna dire però che le sue matite
riescono comunque ad esprimere la potenza di Miracleman, ma anche l’oscurità di
fondo della storia.
“Miracleman” è un fumetto che conquista fin
dalle prime pagine, ma la cui vera grandezza, si può cogliere solo procedendo
nella lettura. Anche dopo 30 anni dalla sua prima uscita, questo fumetto ricorda ancora fresco, potente e seminale per la storia dei super eroi, il fatto che per tanti anni ci abbiano privato della possibilità di leggerlo è quasi un crimine. Ma p
robabilmente anche questo è parte del suo mito e della sua
bellezza, essere rimasto nascosto per tanto tempo come Mike Moran,
quando avrebbe, invece, meritato di volare come Miracleman.
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Twisters (2024): bentornati (e ben tornadi) nella succhiozona

    Tra i titoli in uscita nel corso di questo malinconico 2024, per riempire l’estate arriva anche un seguito dopo ben ventotto anni di Twister e anche se i film escono [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing