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Missing (2023): finalmente qualcuno che sa usarlo davvero il computer

Tutto è iniziato nel 2018 con “Searching”, la storia di un marito alla ricerca della moglie scomparsa tra i meandri del suo computer. Lo dico sempre che avere un bel desktop ordinato è importante, poi uno si perde le cose.
Il regista Aneesh Chaganty ha convinto e secondo me ancora di più con il suo secondo film, l’ottimo Run che abbandonava l’idea di essere girato completamente sullo schermo di un computer, per un thriller davvero azzeccato, che ora completa un’ideale trilogia di film ambientati dello stesso [Cassidy si schiarisce la voce] universo [Cassidy vi guarda poco convinto] con l’uscita di questo “Missing”, che recupera l’idea di una persona scomparsa, in questo caso la madre della protagonista, interpretata dalla giovane Storm Reid, che avete visto in Euphoria e The Last of Us.
Anche se qui è un po’ meno euforica.
“Missing” è un film che andrebbe visto a casa, anzi andrebbe visto sullo schermo del vostro portatile…
… esterno giorno: Martin Scorsese nel suo appartamento di New York crolla in ginocchio urlando «CAAAAASSSSIIIIDDDDDYYYYYYY!!!»
«Dannato Cassidy! Questo non dovevi farmelo!»
… Avete sentito un urlo? Mi sembrava che qualcuno mi stesse chiamando.
Vabbè, ma io dico sul serio, per fortuna i registi e sceneggiatori Nick Johnson e Will Merrick hanno riempito il film di trovate efficaci, prima di smarmellare completamente portandoci tutti per mano in una regione in cui valgono tutte le trovate da soap opera possibili e immaginabili, quindi la soluzione per questo giallo (pardon, true crime) porta in scena un’arrampicata sugli specchi, che ti fa pensare: «Vabbè, almeno mi sono divertito lo stesso».
Quindi tutto sommato anche stare in sala a vedere Storm Reid che sclicchetta è stato tempo ben speso, ma i film così sono perfetti per una dimensione casalinga, non solo per i costi – piuttosto contenuti – con cui si possono realizzare, ma anche perché riescono comunque ad essere cinematografici a loro modo, anche se il limite tra un montatore cinematografico e uno che crea contenuti per YouTube potrebbe pericolosamente assottigliarsi.
Però ogni tanto qualche finestrella chiudila, che casino!
Va detto che il “montaggio” qui è regolato dal movimento del mouse o dell’occhio, che diventa quello di chi guarda lo schermo oltre che del pubblico, un contro campo va inteso quando la storia continua fuori dalla stanzetta dalla protagonista, ma sempre raccontata attraverso l’occhio di una web cam, perché uno ogni tanto e con una storia solida alle spalle, i film così a mio avviso funzionano, sicuramente lo fa “Missing”.
Quello che ho davvero apprezzato di “Missing” è il fatto che finalmente si veda Google e non “Generico motore di ricerca da film che però ricorda Google”, allo stesso modo compare Spotify e le soluzione utilizzate per mettere mano su una password sono quelle che avrei utilizzato anche io, in un film che per altro mette in chiaro una grande verità: tante persone usano la stessa password per tutto.
Il gioco sta nel trovare trucchetti per portarla avanti in modo credibile e creativo una storia così, ad esempio ho amato il modo in cui la protagonista assolda un locale, facente funzione di omino fisicamente sul posto, ma anche di interlocutore con cui scambiarsi opinioni e riflessioni, necessarie se vuoi che il tuo giallo (pardon, true crime) non preveda solo l’investigatore di turno che mugugna solitario pensieri dentro la testa.
Javier va detto, riesce ad essere anche spiritoso oltre che utile.
Così allo stesso modo ho apprezzato come la barriera linguistica sia un fattore di cui tenere conto, qualcosa da risolvere a colpi di traduttore e riconoscitore vocale, il tempo necessario per elaborare la traduzione è quello che serve anche al pubblico per assimilare l’eventuale colpo di scena. Insomma Nick Johnson e Will Merrick hanno dimostrato di sapere il fatto loro, perché un film così potrebbe diventare una noia abissale dopo undici minuti, mentre “Missing” ne dura centoundici e si arriva gagliardi fino alla fine per scoprire il mistero.
Ribadisco, uno ogni tanto di film ben fatto così va anche bene, perché comunque sarà forse un po’ meno costoso da realizzare, ma richiede parecchia inventiva per riuscire a tenere alta la tensione e non annoiare, quindi saranno anche film che magari costano un po’ meno, ma non in termini di scrittura, certo non fossero scivolati nel territorio della telenovela sarebbe stato meglio, ma anche così tutto sommato per questa volta può andare.
Intanto passate a trovare Lisa e la sua recensione ben più tecnologica della mia.
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