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M.O.D.O.K. – Stagione 1 (2021): usate la testa!

Un cattivo della Marvel, alle prese con un ufficio di
burocrati fuori di testa, con un concetto allargato di famiglia e in perenne
lotta contro i ben più amati eroi di casa Marvel che lo mettono sempre in
ombra. Il tutto condito da viaggi nel tempo e con varianti di sé stesso con cui
fare i conti, sto parlando di Loki? No, di una serie veramente bella che avete
ignorato per guardare Loki. Per
fortuna a voi ci pensa la Bara Volante, ed ora un po’ di musica a tema!

Forse molti avranno dimenticato la notizia che ai tempi,
esaltò probabilmente solo il vostro amichevole Cassidy di quartiere, la Marvel
aveva annunciato quattro serie animate, dedicate ad altrettanti bizzarri figuri
del suo universo fumettistico, nella fattispecie la coppia Tigra e Dazzler,
Hit-Monkey, M.O.D.O.K. e soprattutto il mio preferito, Howard il papero che
avrebbe fatto il suo ritorno ufficiale dopo il vecchio film con cui sono cresciuto da bambino. Questi loschi
figuri avrebbero finito per fare squadra in uno scapestrato super gruppo
chiamato “The Offenders”, ma purtroppo la piega presa dai Marvel Studios ha
staccano la spina a questi adorabili devianti. Solo il più testardo
(occhiolino-occhiolino) tra di loro è scivolato loro dalle dita, quel
capoccione di M.O.D.O.K.

La serie è stata presentata in un unico blocco negli Stati
Uniti su Hulu e qui da noi, una puntata a settimana su Disney+ nella sezione
“per adulti” dedicata a Star e posso dirlo? È un gioiellino passato inosservato
che vale cento volte il tanto blasonato Loki.

“Perché tutti parlano di L.O.K.I. ma nessuno di M.O.D.O.K.”, “Credo che lui non sia un acronimo”

Lo stile si rifà moltissimo a quello di “Robot Chicken” (non
a caso tra i produttori esecutivi figura Seth Green), i dieci episodi che compongono
la prima stagione, sono stati animati con la sempre meravigliosa tecnica della
“stop motion” dallo studio Stoopid Buddy Stoodios – complimenti per il nome – mentre i responsabili e veri colpevoli di questa adorabile follia sono Jordan
Blum e l’attore Patton Oswalt, “Vero credente” della prima ora stando al
nomignolo appioppato da Stan Lee ai fanatici della Marvel.

Già perché Patton Oswalt è uno che vive il suo sogno, lo
abbiamo visto in tante serie tv e anche nei panni di un agente in quella fregatura
di “Agents of S.H.I.E.L.D.” ma qui è davvero un bambino perso in un negozio di
caramelle, uno che non solo doppia il protagonista M.O.D.O.K. ma come Dave
Filoni con The Mandalorian, sembra
poter realizzare il suo sogno di avere carta bianca, libero di giocare con tutti
i giocattoli avanzati dalla Marvel, tutti quei personaggi rimasti fuori dai
film ma che comunque, hanno una lunga tradizione fumettistica che Oswalt
dimostra di conoscere e amare.

M.O.D.O.K. è uno dei cattivi più assurdi dell’universo Marvel,
d’altra parte non poteva che essere stato Jack “The King” Kirby a disegnare il
suo folle aspetto: un genio del male, tanto intelligente da essere di fatto
tutto testa, un capoccione che per muoversi necessità di un guscio volante in cui
l’umano George Tarleton, evoluto a stato di mega cervello, svolazza con
braccine e gambine sospese nel vuoto, come un bimbo seduto sull’altalena.

“Avrai anche una costosa armatura uomo di ferro, ma sarà anti ruggine?”

Nel corso degli anni M.O.D.O.K. (che sta per Mental Organism
Designed Only for Killing) ha dato filo da torcere a parecchi eroi Marvel a
partire da Iron Man, spesso al comando di quella banda di allevatori di api
noti come A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche), un gruppo terrorista sempre pronto
ad utilizzare gli ultimi ritrovati tecnologici da loro progettati per
conquistare il mondo. Come una certa azienda con sede a Cupertino in
California, solo con meno capacità di affiliare le persone al marchio, forse
quelle tute gialle da apicoltori andrebbero ripensate.

“Loro hanno mele stilizzate noi cosa? Tute gialle come i Minions, dannazione!”

“M.O.D.O.K.” non solo mette a dura prova la vostra capacità
di sopportare gli acronimi, ma per certi versi vi farà fare un salto in un
universo Marvel del tutto nuovo per chi lo conosce solo attraverso i film.
Questa serie sembra dedicata ai “Marvel Zombie”, ai fanatici della Casa delle
Idee perduti, quelli senza ritorno, quelli che se sentono nomi come Super
adattoide (doppiato da Jon Daly) oppure Wonder Man (con la voce del mitico Nathan
Fillion) non si spaventano ma anzi, si sentono un po’ a casa loro. Per fortuna
“M.O.D.O.K.” ha un approccio “adulto” ai personaggi Marvel in grado di
conquistare tutti, se anche non conoscete le milioni di citazioni e strizzate
d’occhio presenti nella serie (dal drago Fin Fang Foom agli alieni della
covata, solo per citarne due), potrete comunque godervi personaggi ben
realizzati, battute e battutacce di ogni tipo, che vanno da un utilizzo
spassoso delle parolacce ad omaggi alla cultura popolare, per certi versi
“M.O.D.O.K.” e il Rick & Morty o
il Solar Opposites della Marvel,
molto più di quanto non lo sia stato Loki, che per altro contava tra i suoi
autori proprio uno dei creatori di “Rick & Morty”. Si è capito che ritengo
“M.O.D.O.K.” una serie molto più riuscita? Tranquilli lo ripeterò fino alla fine del post.

Hai capito come si fanno le citazione Stranger Things? Guarda e impara.

“M.O.D.O.K.” affronta la difficile vita da super criminale
di George Tarleton, impegnato a dividersi tra i suoi diversi ruoli: padre di Louis “Lou” Tarleton (doppiato da Ben Schwartz)
dodicenne normodotato ma piuttosto strambo nei modi infantili e di Melissa
Tarleton (che parla con la voce di Melissa Fumero) diciassettenne che sogna una
normale adolescenza, malgrado da papà abbia ereditato il capoccione. Il nostro eroe
anti-eroe cattivo deve anche assolvere i suoi compiti di marito con la
moglie Jodie Ramirez-Tarleton (Aimee Garcia), sempre meno propensa a sopportare
le sue mancanze, anche perché ammettiamolo, M.O.D.O.K. ha un solo pensiero in
quel suo testone, distruggere l’odiato e odioso Iron Man (qui doppiato alla
perfezione da Jon Hamm) e conquistare finalmente il mondo usando la sua scienza
e le armi avanzate di A.I.M. un luogo di lavoro che sembra il vostro normale
ufficio pieno di colleghi strambi, che però corre un rischio enorme, quello
dell’acquisizione.

Infatti a subentrare nell’organigramma di A.I.M. ci pensa
Austin Van Der Sleet (Beck Bennett), un fighetto tutto sciarpa, bevande
energetiche e pause per la meditazione, che con i suoi modi alla Steve Jobs è
un notevole bastone tra le ruote per M.O.D.O.K. uno da sempre destinato ad
utilizzare quella sua enorme testa per dominare l’umanità ma che a conti fatti,
si ritrova costantemente preso a calci dagli Avengers, padre e marito assente e
capo di un’azienda da cui sta per essere allontanato. Insomma un perdente, megalomane ma sempre perdente.

“Cos’hai, cara?”, “Niente”, “Questa risposta mi spaventa più del grido: Vendicatori uniti!”

So cosa state pensando, “M.O.D.O.K.” è l’ennesima storia
proveniente dagli Stati Uniti sull’importanza della famiglia, si lo è, ma in un
modo del tutto particolare, perché in un panorama così interessato a raccontare
storie di cattivi, salvo poi trasformarli tutti i bonaccioni più incompresi che
davvero malvagi, che siano Joker, Loki oppure Crudelia, questa serie non fa mai questo errore.

Certo “M.O.D.O.K.” ci porta nella vita di un super criminale
che per molti episodi, finiremo per considerare patetico anche provando empatia
per lui, ma il M.O.D.O.K. di Patton Oswalt non dimentica mai di essere un
malvagio in cerca di riscatto, e la serie per nostra fortuna non dimentica mai
di far ridere con trovate folli e assurde, per altro snocciolate ad una
velocità pazzesca, se impiegate troppo tempo a ridere per una battuta,
rischiate di perdervi la prossima altrettanto frizzante e spassosa.

No, non hanno cambiato sesso a Wonder Woman, tranquilli.

Ma soprattutto M.O.D.O.K. agisce e ragione come un cattivo,
non come i cattivi moderni che piacciono tanto ad Hollywood oggi, che in
realtà sono dei mollaccioni più smielati degli eroi, M.O.D.O.K. è un gran bastardo che in ogni situazione, cerca il
modo più infimo e losco per trionfare facendo anche bella figura con il
prossimo, egoista, arrivista, bastardo fino al midollo che resta tale anche
quando resta solo, perdendo famiglia e azienda.

A differenza della serie su Loki che introduceva una “variante” del
protagonista, in teoria più cattiva di lui per far passare il Dio dell’inganno
per un bravo ragazzo pentito, “M.O.D.O.K.” si gioca lo stesso identico trucco,
un viaggio indietro nel tempo per fare la conoscenza del giovane e ambizioso
M.O.D.O.K. che però nella serie non viene mai utilizzato per addolcire il
protagonista, oppure come scappatoia per non farlo comportare come il malvagio
che è, infatti il finale di stagione è aperto in vista di una seconda stagione
che sto già aspettando a braccia aperte, ma è davvero qualcosa di riuscito,
perché M.O.D.O.K. resta malvagio malgrado tutto e noi spettatori finiamo lo stesso
per patteggiare per lui. Anche perché questa serie, sfuggita dalle grinfie dei
Marvel Studios è una variante impazzita, libera dalla famigerata “continuity”
che prima teneva in scacco solo i fumetti ed ora anche i film della Marvel, il
nostro M.O.D.O.K. qui invece è libero di fare l’unica cosa che non è mai stata
concessa ad un cattivo dei fumetti: vincere, ma facendolo da vero super
criminale. Se ve lo state chiedendo no, non vi ho rovinato il finale della
serie, guardatela anche solo per smentirmi, ma guardatela perché è una vera
figata.

Tutta sua padre, davvero il caso di dirlo.

“M.O.D.O.K.” viaggia in tutti quei luoghi dell’universo
Marvel che i film stanno ignorando o trattando poco, l’episodio 1×06 (“Tales
from the Great Bar-Mitzvah War!”) ci porta in un’epica battaglia in stile
Fantasy, ambientata su Asgard come non l’abbiamo mai vista nei film di Thor,
mentre l’episodio 1×04 (“If Saturday Be… For the Boys!”) introduce
nell’universo Marvel il bar senza nome, il locale dove vanno a bere e a
raccontare balle sulle loro presunte vittorie contro gli eroi, tutti i cattivi
più sfigati della Marvel, perdenti come Turbine, l’Armadillo oppure Melter che
M.O.D.O.K. arruola subito nella sua sfigata versione dei Vendicatori in un
episodio, che termina non solo citando I guerrieri della notte, ma con una dose abbondante di amarezza niente male
per una serie così capace di far ridere, oltre che a distinguere i fan della
Marvel saltati sul carro dei vincitori grazie ai film da quelli invece che hanno
fatto la gavetta, leggendo fumetti quando non era popolare farlo. Facile amare
Thor quando ad interpretarlo sono i muscoli di Chris Hemsworth, provate a farlo
quando lo scriveva Dan Jurgens o Walter Simonson! Quando aveva una lunga catena attaccata al martello, quando si faceva chiamate Thunderstrike! Ehm ok, sto iniziando a
comportarmi come M.O.D.O.K. chiedo scusa.

“Dannati Nerd stanno rovinando le nostre faccende da Nerd!!”

L’animazione a passo uno poi, oltre ad essere splendida,
rende omogenee tutte le parti della storia, quindi che il tuo personaggio sia
un’umana come la scienziata suprema Monica Rappaccini (Wendi McLendon-Covey)
oppure un enorme capoccione fluttuante, tutto funziona alla stessa maniera,
senza scarti di tono e forma quando la storia decide di passare dall’umorismo
alla malinconia, mossa che a Loki
invece non è riuscita, perché non puoi giocarti l’umorismo da cartone animato
quando hai attori in carne ed ossa.

Insomma, che voi siate dei “Marvel Zombie” oppure
completamente a secco di fumetti della Casa delle Idee, secondo me questo
gioiellino pieno di acronimi dovreste proprio vederlo, perché altri vi hanno
promesso temi “adulti” e cattivi come protagonista, ma il più delle volte ci
hanno preso per il naso, “M.O.D.O.K.” invece rappresenta non solo la rivincita
del nerd ma anche un cattivo per cui fare finalmente il tifo, uno che è sfigato e patetico come
noi vecchi lettori di fumetti siamo stati considerati per anni ma soprattutto, che non smette mai di comportarsi da cattivo, solo che mentre lo fa riesce anche a
far morire dal ridere.

Ma quanto è bella l’animazione a passo uno? Una meraviglia!

Certo M.O.D.O.K. non avrà il sorriso malandrino e il fisico di Tom Hiddleston, ma è un enorme testone sovrappeso che svolazza con le
gambine sospese nell’aria, ma se vi perdete la sua serie per correre dietro al
Dio dell’inganno che si fa prendere per il naso da tutti, sappiate che a
perdere qualcosa sarete voi, e poi non dite che questa Bara non vi ha avvisati
eh?

Anzi per rincarare la dose, se non volete fidarvi di me, portate a leggere cosa ne pensano su Omniverso di questa serie.

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