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Morbius (2022): il vampirla vivente

Lo so, mi sembra di vedervi mentre state lì a chiedervi: «E mo chi è ‘sto Morbius?», ma non temente, il vostro amichevole Cassidy di quartiere ha letto abbastanza fumetti per correre in vostro soccorso.

Alla faccia di chi, davanti a personaggi come Miles Morales o l’ultima incarnazione di Ms. Marvel, crede che alla casa delle idee abbiano di colpo deciso che correre dietro al pubblico sia la miglior politica, ho una notizia per voi: alla Marvel sono sempre stati bravi ad annusare l’aria e a capire dove tirava il vento e negli anni ’70 i fumetti che vendevano di più erano quelli horror.

“Tomb of Dracula”, “Werewolf by Night” (che presto diventerà uno speciale di Halloween su Disney+ diretto da Michael Giacchino, sì il compositore, proprio lui), tutte testate Marvel che vendevano un sacco, ecco perché nell’ottobre del 1971 sulle pagine di “The amazing Spider-Man” numero 101 fece il suo esordio Morbius. Stan Lee voleva far scontare l’arrampica muri con Dracula, poi per evitare casini preferì lasciare a Roy Thomas (testi) e Gil Kane (disegni) la patata bollenti di creare un vampiro in salsa Marvel, un succhiasangue con super problemi insomma, ed ecco quindi fare il suo esordio Michael Morbius, brillante scienziato ammalato di leucemia, che su una nave in acque internazionali (che nel film diventa la petroliera Murnau, che sceneggiatori arguti) tenta l’estremo gesto per salvarsi la vita, farsi iniettare DNA di pipistrello vampiro dal suo amico e compare Emil Nikos, come tutti i “Mad Doctor” che si rispettino, Morbius si trasformò di colpo in un vampiro vivente (da qui il suo nome di battaglia), con tutte le caratteristiche dei succhia sangue però senza essere un non morto, quindi senza i problemi derivati da paletti di frassino, luce solare ed aglio. Molto comodo per non avere problemi quando ceni con il Kebab, meno per la vita sociale.

Si avete contato bene, Spidey aveva sei braccia (un abbraccio a Lucy Lawless)

Per altro in quel periodo Spidey affrontava la sua mutazione, quella che lo aveva trasformato in un essere con sei braccia (per la gioia di Xena), quindi era un periodo molto interessante per leggere “Amazing”, anche se bisogna essere onesti, dal 1971 Michael Morbius non si è evoluto più di tanto, ha affrontato Blade e Ghost Rider, comportandosi sempre come un anti-eroe, ma oltre ad un cambio di stile che nel corso degli anni lo ha reso più simile ad un Eric Draven vampiro, il nostro Morbius è ancora un personaggio un po’ pietrificato, ma non per questo privo di potenziale.

Ecco perché un film su di lui in fondo, non era un’idea così balorda, anzi tutt’altro, il problema è che la Sony ha ampiamente dimostrato di non saperci proprio fare, pur detenendo i diritti di quello che è stato ribattezzato Sony’s Spider-Man Universe (SSMU), che per ironia della sorte non può contare sul titolare in quanto in forze alla Marvel/Disney, per effetto dell’accordo tra le parti e ormai personaggio di punta dell’MCU.

Un vampiro non è se beve il pomodoro True Blood il conte Dracula Michael Morbius! (quasi-cit.)

Alla Sony restano quindi i cattivi di Spidey anche se parliamoci chiaro, questo SSMU sembra nato per sfruttare la popolarità di Venom e poco altro, infatti “Morbius” è un film fotocopia sfornato dagli stessi produttori del film sul V-Man, con gli stessi effetti speciali discutibili (nati già vecchi), senza tutta l’ironia dei siparietti tra Eddie Brock e il suo simbionte, per un film che è peggio del primo Venom, meglio del secondo (ma ci voleva anche poco), che riesce nell’impresa di piazzarsi a metà, in quella zona grigia di mestizia che lo renderà un filmetto disgraziato e presto dimenticato.

Annunciato in uscita nel 2017 e rimandato ufficialmente per la pandemia (anche se doveva esserci altro sotto a giudicare dal risultato finale), nel frattempo Jared Leto è riuscito a coprirsi si ridicolo per la sua interpretazione in House of Gucci, ciliegina sulla torta di una fama non proprio da simpaticone, eppure devo essere onesto, Jared Leto non è nemmeno il problema di “Morbius”, era pronto a 108 minuti di sua facce e faccette, in realtà la sua prova è piuttosto misurata, ma arriva in un film che è meno (molto meno) del suo potenziale.

Comunque meno spaventoso di Paolo Gucci.

Le modifiche rispetto al corrispettivo cartaceo ci sono ma nemmeno così rivoluzionarie, il Michael Morbius di Leto si aggira in stampelle per il Costa Rica a cercare zanzare intrappolate nell’ambra pipistrelli vampiro nel prologo del film, poi un flashback ci aggiorna sul suo passato in orfanotrofio, malato come il fratellino adottivo Milo (nella versione adulta interpreto da Matt “Eleven” Smith), come si auto definiscono loro, gli ultimi veri Spartani, pochi contro molti e contro una malattia del sangue che li sta uccidendo. Adottati da Nicholas Morbius (Jared Harris che sfoggia professionalità anche in un ruolo poco più che marginale) i tre diventano un manipolo di dottori nemmeno fossimo in una scena famosa di “Spie come noi” Michael il genietto che rifiuta il Nobel in fissa con la sua ricerca, papà Nicholas e Milo, che passa da orfano bullizzato a milionario non si sa bene come, ma visti i trascorsi di Matt Smith come Doctor Who, sarà dottore per sempre.

Al netto di una premessa canonica ma con del potenziale, “Morbius” si attesta presto sulla classica storia di origini, per altro palesemente ricalcata sulle dinamiche del primo Venom (facilissimo infatti capire chi diventerà l’antagonista del titolare, anche lui armato di poteri identici al protagonista ma votati al male), ma ammettiamolo, parlare male del film diretto da Daniel Espinosa sarebbe un po’ come sparare sulla croce rossa.

Io dopo aver letto certe teoria dei Marvel Zombie su “Infernet”

Vi ricordate quando qualche Marvel Zombie su “Infernet” aveva sparso la voce che il precedente film di Espinosa, Life – Non oltrepassare il limite, fosse una sorta di prequel di Venom? Alla Sony devono averci creduto tanto da affidargli “Morbius”, salvo poi interferire in ogni modo possibile, perché è chiaro, basta guardarlo questo film per capire come sia stato massacrato da tagli in fase di montaggio eseguiti da un non vedente armato di un machete arrugginito. Matt Smith ci ha anche provato a far notare i tagli, ma il suo personaggio che passa da orfanello Oliver Twist a maniaco che si aggira in metropolitana (tentando di portare avanti la mia stramba teoria per cui ogni buon film dovrebbe avere una scena in metro, peccato che questo di buono non abbia poi molto) ha evidentemente subito dei tagli, qualcosa nell’arco narrativo del personaggio manca ma in generale “Morbius”, scricchiola sotto molti punti di vista.

Per fortuna l’ironia è stata di molto limitata, al netto di Leto che fa il verso ad Hulk parafrasando la sua celebre frase e dell’unica battuta del protagonista (la sua «Io sono Venom»), serve più che altro a ricordare al pubblico che siamo nell’Sony’s Spider-Man Universe senza Spider-Man, quindi perché non Sony’s Universe? Boh! Il film ha un approccio oscuro e serio al personaggio, ma Espinosa forse per le imposizioni del visto censura PG-13 il più delle volte inquadra cose a caso, spesso i personaggi non sono nemmeno al centro dell’inquadratura quando si muovono creando un effetto confusionario sullo schermo, non aiuta nemmeno la scia lasciata dietro di se dal vampiro quando svolazza, anche se in questo enorme casino, qualche scena efficace ci sarebbe anche, ma viene sovrastata in un film dove saltano agli occhi più che altro i difetti.

Per un Jared Leto che riesce incredibilmente a non andare dodici metri sopra le righe (come sua abitudine), ci pensa Matt Smith a sbracare, la sua idea per Milo è quella di un personaggio che si veste bene e imita i passi di danza di Michael Jackson, come se Smith fosse ancora impegnato ad interpretare Patrick Bateman, nella versione teatrale di “American Psycho”.

Seguitemi nel ragionamento: “American Psycho”, Christian Bale, uomo pipistrello, Morbius, ha senso? Chiedete a Matt Smith per conferma.

Il cast di contorno passa dalla professionalità di Jared Harris, ad Adria Arjona interesse amoroso barra damigella in pericolo come se il film fosse uscito nel 2002 e non vent’anni dopo fino ad arrivare a Tyrese Gibson, che per tutto il tempo ha la faccia di uno che si aspetta di veder arrivare Toretto sgommando a riportarlo in FAMIGLIA.

«E poi ci baciamo, così de botto, senza senso»

Accanirsi su un film tanto disgraziato sarebbe un atto di vigliaccheria, mi chiedo solo cosa abbiano fatto alla Sony dal 2017 ad oggi per “Morbius” a parte rimandarne eternamente l’uscita, rendendolo già una barzelletta, figuriamoci ora che tutto il mondo (o quasi) è in fissa per “The Batman” (detto IL Batman), dove l’ex vampirello glitterato di Robert Pattinson (non importa che abbia fatto altri ottanta film, per lo spettatore medio sarà sempre “quello di Twilight”) sia diventato un vampiro più convincente di quello di Leto, che per di più qui soffre della “Sindrome di Tony Stark”, quindi il suo Morbius si trasforma in un mostro dalla faccia di pipistrello solo quando la sete di sangue morde (ah-ah), mentre per il resto del tempo è semplicemente Leto impegnato a spararsi le pose da figo. Perché quando uno si è fatto soldi e fama con il suo bel faccino, non lo vuole coprire sotto il trucco, insomma la “Sindrome di Tony Stark” in azione, citofonare Robert Downey Junior per conferma.

Se questi sono i risultati, dopo pasqua si faranno tutti mordere in vista della prova costume.

Quello che non hanno capito alla Sony era il potenziale di questo personaggio, un anti-eroe nel vero senso del termine, che però risulta in questa versione disgraziata molto meno di Seth Brundle per fare un esempio celebre, il risultato è un film che non funziona nemmeno guardandolo come la storia di un “Mad Doctor” maledetto dal suo nuovo squallido potere, anche se da questo punto di vista bisogna essere onesti, perché è dal 1990 che nessuno è ancora riuscito a fare meglio di Sam Raimi con Darkman, a cui questo Morbius avrebbe dovuto ambire e invece, non allaccia nemmeno le scarpe.

La sensazione è che la Sony dal 2017 oltre a rimandare in eterno il film, non abbia fatto altro che concentrarsi sull’unico dettaglio che ai fanatici di “Cinecomics” interessa per davvero, ovvero le scene dopo i titoli di coda, perché tanto parliamoci chiaro, quando si tratta di film tratti da fumetto al pubblico interessano solo i trailer e le scene “post-credits”, su “Infernet” non si parla d’altro, quindi: SPOILER!

«Si dice anticipazioni non spoiler!»

Per vedere il vero uomo pipistrello in questo sciatto e disgraziato film su un uomo pipistrello, bisogna aspettare le due scene dopo i titoli di coda, dirette a tirar via e montate con lo sputo al resto della trama. Infatti senza logica alcuna, nella prima scena dopo i titoli di coda, per effetto dell’incantesimo del Dottor Strange eseguito in No Way Home, Adrian Toomes, l’avvoltoio interpretato da Michael Keaton si teletrasporta nella cella dove lo avevamo lasciato, fino ad una cella nell’Sony’s Spider-Man Universe senza Spider-Man. Senza logica alcuna perché l’incantesimo doveva portare i personaggi che conoscevano l’identità di Spidey nell’MCU, non il contrario, ma vabbè chissene, tanto i Marvel Zombie vogliono solo vedere facce note per essere felici.

In compenso la confusione continua nella seconda scena dopo i titoli di coda, incollata alla trama ancora più con lo sputo di quella precedente, dove Toomes di nuovo con le ali da Avvoltoio, dice a Morbius che è arrivato qui per qualcosa legato a Spider-Man e propone un’alleanza al vampirla vivente, che in tutta risposta accetta, quando invece avrebbe dovuto rispondere: «Spider-Chiiiiiiiii??», visto che in teoria non avrebbe dovuto nemmeno mai averne sentito parlare. Fine della porzione di post ripiena di SPOILER!

Insomma questo è il livello di cura con cui è stato realizzato, prodotto, montato, distribuito e lanciato in faccia al pubblico questo film. La Sony sta affondando è l’ultima speranza è quella di mettere su un film alla meno peggio sui “Sinistri Sei”, gli storici avversari dell’Uomo Ragno, anche se viste le premesse e la poca cura generale, temo un nuovo disastro in stile Suicide Squad, anche perché se hanno intenzione di sfornare film tutti della forza di “Morbius”, tanti auguri, tanti cari auguri.

Sepolto in precedenza martedì 5 aprile 2022

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