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Negan è qui!: Diamo spazio ai cattivi soggetti

Sapete, da quando
ho smesso di guardare i Camminamorti la
mia vita è molto migliorata. Lo confesso candidamente, ormai guardavo quella
serie solo perché mi divertivo a sfotterla, cosa anche piuttosto facile viste
le trovate idiote di cui è farcita.

Mi manca la mia
dose settimanale di sfottò a Rick e soci, non mi manca invece per nulla il
tempo gettato alle ortiche per guardare il tedioso nuovo episodio. Ma l’effetto
collaterale migliore di aver abbandonato quel catorcio di serie è che ho
finalmente recuperato anche il gusto di leggermi i fumetti di Robert Kirkman.
Non che li abbia
mai abbandonati in realtà. Ho da poco
terminato di leggere il volume numero 27 (“Guerra ai sussuratori”) che ho
trovato molto bello come al solito, ma il senso di fastidio che la serie
televisiva mi stava provocando, come uno zombie virulento stava infettando
anche la gioia di leggermi un bel fumetto, insomma un vero toccasana.
Proprio nel sopra
citato volume numero 27, il personaggio di Negan ha una svolta importante, che
rende ancora più preziosa questa sua storia solita. Si perché il tamarro in
giacca di pelle, con la propensione per le parolacce noto come Negan è uno dei
personaggi più riusciti dell’epopea zombesca di Roberto Kirkuomo.
Lo spietato capo
dei “Salvatori” armato con la sua inseparabile mazza da baseball ricoperta di
filo spinato di nome Lucille (come la chitarra di B.B. King) è un bastardo che
amiamo odiare, ma anche un personaggio più sfaccettato che in questo volume
finalmente ci racconta la sua storia.



Si chiama come la chitarra di B.B. King, ma fa una sola nota e non vuoi sentirla!

In passato la
Saldapress che pubblica in Italia i fumetti di TWD aveva già regalato dei
(costosissimi!) albetti di poche pagine dedicati ai personaggi più
rappresentativi, dei veri furti visto che spesso erano una manciata di pagine
inedite, assemblate assieme a qualche altra paginetta già vista presa dai
volumi, giusto per raggiungere il minimo sindacale di pagine da sparare in
edicola.

Se non altro
questo “Negan è qui!” è composto da 72 pagine tutte inedite, il costo è fin
troppo alto ma se non altro la qualità del volume è ottima, visto che lo
trovate disponibile in due copertina, una con macchie di sangue in rilievo e un’altra
variant con il faccione di Negan che ride (di noi).
Robert Kirkman fa
un salto indietro nel tempo, mostrandoci Negan prima dello scatenarsi dell’apocalisse,
già allora però il nostro Negan era un personaggione, tamarro lo è sempre
stato, solo che seguendo l’antico adagio di Woody Allen, scopriamo che di
mestiere faceva l’insegnante… Di ginnastica.



«Chi non sa fare niente, insegna. Chi non sa insegnare, insegna ginnastica» (Cit.)

Come si era già
ampiamente capito nel già citato volume numero 27, Lucille altri non era che la
moglie di Negan, ed è qui che Kirkman mena il suo colpo più duro, si perché la
coppia era già ampiamente in crisi prima che la peggiore delle notizie
possibili li colpisse. Voi direte, l’arrivo di un’orda di non-morti che
mangiano carne umana, no no, la malattia della signora.

Negan dimostrando
la testardaggine che lo contraddistingue, si avvicina ad una donna che fino a
poco prima quasi non considerava, lo fa con una tale forza e caparbietà che l’invasione
zombie scorre sullo sfondo, perché se la donna della tua vita sta morendo, il
resto del mondo può pure andare alla malora, e Negan pare non volerla proprio
lasciare andare, chiari e scuri di un cattivo come se ne sono visti pochi.
Abbiamo visto
tanti film con i morti viventi no? Ormai la scena di un personaggio che si
trova costretto ad uccidere un suo caro che improvvisamente si “risveglia” non
è certo una novità, ma qui Kirkman riesce a dare a questo classico una
dimensione nuova, rendendolo il momento chiave della vita di Negan.

Quando il mondo va a rotoli… Di nuovo!

Una volta chiuso
nel modo peggiore possibile la sua vita precedente, ormai Negan può solo
risalire la china, la mazza da Baseball è il suo nuovo colpo di fulmine, una
nuova Lucille (appunto) a cui dedicarsi, in una trasformazione da zero ad
(anti) eroe che si completa nell’ultima pagina dell’albo.

La storia scorre
alla grande, davvero questo “Negan è qui!” si beve ad una velocità irrisoria,
eppure funziona tutto alla perfezione, Kirkman è sempre bravissimo a
confezionare i dialoghi, ma quando può infarcirli delle parolacce tipiche della
parlata di Negan sembra che la sua prosa scorra ancora più liscia, i disegni
sono come al solito affidati al solidissimo Charlie Adlard, che si conferma un
carro armato in termini di produzioni di pagine, come “Team creativo” questi
due sono destinati a battare qualche record storico vista la loro costanza.



Insomma “Negan è
qui!” non solo ci concede di approfondire uno dei cattivoni più riusciti dell’immaginario,
ma si conferma una storia di morte e rinascita, due temi che quando si parla di
zombie non possono certo mancare.

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