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Nightmare 4 – Il non risveglio (1988): Benvenuta nel Paese delle meraviglie Alice

Mi fa piacere ritrovarvi qui lungo Elm Street, oggi ci
fermiamo un momento ad ammirare la costruzione al numero quattro, una casetta
finemente arredata in cui per un po’ ha vissuto un vecchio amico di questa Bara
Volante, quel drittone di Renny Harlin.

Il successo clamoroso del terzo capitolo di Nightmare, pretendeva immediatamente un seguito, la New Line Cinema ha davvero fatto una corsa contro il tempo per uscire
nelle sale prima dello sciopero degli sceneggiatori del 1988, ma prima c’è una
tappa obbligata da fare, prima bisogna citofonare a casa Wes Craven.

Si perché la New Line ci ha provato spesso a riavere a bordo
il papà di Freddy Kruger, e dopo aver bocciato il suo soggetto meta
cinematografico per un terzo capitolo, zio Wessy un po’ distrattamente buttò lì
un’idea da sviluppare, il viaggio nel tempo attraverso i sogni (storia vera).
Mi immagino i tipi della New Line, abbandonare la riunione (fin troppo)
creativa con Craven, accampando scuse del tipo «Guarda dobbiamo andare abbiamo
il cane che si morde la coda! Ci facciamo sentire noi eh Wes? Ciao mitico! Ciao, ciao».
Il vero pallino della New Line era provare a far scontrare
Freddy con il suo celebre collega Jason Voorhees, per questo venne contattato anche il regista di Venerdì 13 parte VI – Jason vive ovvero Tom
McLoughlin, ma l’accordo con la Paramount che deteneva i diritti su Giasone non si firmò mai, e McLoughlin
malgrado l’interesse al progetto, per sua stessa ammissione scappò a gambe levate, perché la New Line aveva già
iniziato a girare “Nightmare 4” senza nemmeno un regista, ma solo con uno
straccio di sceneggiatura firmata dall’esordiente e futuro premio Oscar Brian Helgeland.

Un incubo su Elm Street (4) il padrone dei sogni, che picchiò il cane, che morse il gatto, che i titoli di testa in questa rubrica mai mancò.

A chi lo facciamo dirigere questo cacchio di quarto
capitolo? Chi sarà così matto da salire a bordo di un treno in corsa senza
conducente? Uno dei prediletti di questa Bara, quell’adorabile pazzoide di Renny
Harlin non aspettava altro!

In alcune interviste i produttori (tra cui Rachel Talalay
che tornerà più avanti lungo Elm Street) tessevano le lodi dei primi film di Harlin,
ma la verità è che l’ultima parola l’aveva il produttore Robert Shaye, che di
avere un finlandese mezzo matto dietro la macchina da presa, non ne voleva
proprio sapere. Nei contenuti speciali del blu-ray Shaye scherza, ma
scherzando dice la verità, quando si è trovato davanti questo
vichingo biondo alto 1,93 con i capelli da cantante di band Glam Metal ha
pensato: «Mi sembra un ragazzone grande e grosso, uno che può lavorare giorno e
notte. Assunto». Non so dirvi se abbia voluto anche controllare la dentatura
di Harlin, ma il finlandese l’ha avuta vinta. Anzi è stato proprio il successo
al botteghino del suo film (quasi cinquanta milioni di dollari portati a casa,
al netto di una spesa di circa sette) a decidere di far mettere in cantiere la
serie televisiva “Freddy’s Nightmares” (storia vera).

Renny con il suo look da vichingo, ringrazia Steve Urkel Rachael Talalay, responsabile di averlo assunto.

Il piano di Renny é semplice, dal suo punto di vista ormai,
i ragazzi nel 1988 vanno al cinema a vedere un nuovo film di “Nightmare”, non per essere
terrorizzati, ma per fare il tifo per Freddy Kruger. Harlin paragona il
personaggio di Robert Englund all’agente 007, il tipo figo che tutti ammirano,
e il piccolissimo dettaglio di avere una sceneggiatura a tratti incompleta, gli
ha permesso di portare avanti le sue idee, improvvisando sul set e con gli
attori, molte linee di dialogo e anche alcune intere scene. Perché sempre nei
contenuti speciali del Blu-ray, Harlin ha confermato di essere stato assunto,
il primo giorno dello sciopero degli sceneggiatori, quindi per gli
aggiustamenti alla storia dell’ultimo minuto, toccava arrangiarsi (storia vera).

“Il mio nome è Kruger, Freddy Kruger”

Posso dirlo? Per me [Cassidy inspira forte] A Nightmare on
Elm Street 4: The Dream Master [Cassidy espira forte] è sempre stato uno dei capitoli
più divertenti e riusciti, non vorrei usare l’espressione sottovalutato, però
sicuramente messo in ombra dal grande amore dei fan per il terzo film. “Nightmare 4 –
Il non risveglio” (traduzione Italiota a capocchia, ma con un certo fascino)
prende alcuni concetti dal capitolo precedente utilizzandoli per certi versi
meglio, anche se è molto orientato a rendere Freddy Kruger la star assoluta del
film, con trovate memorabili, anche se alcune piuttosto sceme. Se ve lo state
chiedendo no, mi piace la pizza, ma trova la scena di Freddy che mangia
polpettine con la faccetta umana urlante, abbastanza cretina per quanto ben
realizzata.

“Ma tu vulive ‘a pizza, ‘a pizza, ‘a pizza, Cu ‘a pummarola gli adolescenti ‘ncoppa”

Inoltre, visto che sto qui per esprimere il mio parere, ho
sempre considerato Alice (Lisa Wilcox) la migliore tra le avversarie di Freddy. Non voglio peccare di lesa maestà nei confronti di Nancy, però l’idea di una
Alice che si perde nel Paese delle meraviglie, in cui il Bianconiglio è un serial
killer ustionato, con lame al posto delle dita e la fissa per le battutacce (e l’omicidio), beh ha una certa
presa su di me. Inoltre Lisa Wilcox era la più caruccia di tutte le “Scream
Queens” che hanno dovuto vedersela con Kruger, anche questo mi pare un parere
piuttosto personale no?

“Non basta essere perseguitata da Kruger, ora anche gli apprezzamenti non richiesti di Cassidy”

“Nightmare 4 – Il non risveglio” inizia subito forte, con
una biondina già nel mezzo di un terribile incubo. La filastrocca di Kruger, cantilenata dalle bambine inquietanti, nel doppiaggio
Italiano cambia per la quarta volta in quattro film. Un dettaglio che invece mi
fa impazzire è vedere comparire la scritta “Directed by Renny Harlin” davanti
ad una finestra che esplose. È più forte di lui, Renny non riesce a non fare esplodere le cose! Gli si vuole bene anche per questo.

Anche se ho visto il film tante volte, resto sempre
spiazzato come alla visione numero uno (affittato al videonoleggio vicino casa
in vhs, circa un’era geologica fa), quando scopro che la biondina è Kristen
Parker anche se non è più fatta a forma di Patricia Arquette, che le male
lingue volevano dimissionaria causa dolce attesa (indesiderata), quando invece
pare che sia stata sostituita, perché volesse semplicemente troppi soldi per tornare nel
ruolo. Sta di fatto che nel cambio in stile cestistico, entra in campo una
delle donne con il nome più bello della storia, Tuesday Knight. Se pensavate
che il nome Mercoledì Addams fosse strano, Martedì Cavaliere come vi suona?

Goodbye Ruby Tuesday Knight, who could hang a name on you? (quasi-cit.)

Martedì Kristen continua a sognare Freddy e con il
suo potere di coinvolgere nei suoi sogni gli altri, continua a tirare giù dal
letto gli amici che la mettono in guardia, a furia di provocare Kruger quello
tornerà bella mia! Come lo fa? Ecco, un cagnetto alza la zampa ed ehm, piscia una vampata
di fiamme sul punto dove i resti di Kruger sono stati seppelliti. Una trovata
che sulla carta avrebbe dovuto avere valenza simbolica, una sorta di mastino
dell’inferno che risvegli… No vabbè dai è proprio una cazzata ‘sta scena su,
non giriamoci troppo attorno!

Per fortuna da qui in poi Renny Harlin sale di colpi, viviamo in un periodo in cui gli anni ’80 sono tornati in auge, anche se si tratta più che altro di una loro versione
riveduta e corretta, ripulita da dettagli come le acconciature assurde ad
esempio. A tutti gli appassionati di Stranger Things nati quando esistevano già i Compact Disc, consiglio di guardarsi “Nightmare 4
– Il non risveglio”, la banda di ragazzi protagonisti sono i soliti stereotipi
(il tipo sportivo, la secchiona, la ragazza alla moda in fissa con “Dinasty”)
però tra capelli cotonati e vestiti, sono la quinta essenza degli anni ’80,
guardatevi la criniera sulla testa di Debbie (Brooke Theiss), non serve
aggiungere altro.

L’abuso di lacca per capelli negli anni ’80 è il vero responsabile del buco nello strato di ozono.

Robert Englund ha sempre dichiarato che questo è il suo
capitolo preferito della saga (come Brad Dourif per i film di
Chucky, sono tutti i suoi preferiti), di sicuro è anche quello dove ha portato a casa più fogli verdi con sopra
facce di ex presidenti defunti come paga, e forse anche per quello si diverte così tanto nel ruolo.
Kruger qui inizia ad uccidere i ragazzi usando le loro paure e le loro manie contro
di loro, a partire dai sopravvissuti del film precedente, Kincaid (Ken Sagoes) mandato a miglior vita con tanto di “Frase
maschia” finale («Quando arrivi all’inferno, di che ti manda Freddy»), per poi
passare a Crusel (Rodney Eastman) in quello che è di sicuro uno degli omicidi
più memorabili di tutta la lunga saga di “Nightmare”.

Solo una volta nella mia vita mi è capitato di dormire in un
letto ad acqua da ragazzino, provate ad immaginare a che film ho pensato appena
mi sono sdraiato? Bravi, proprio “Nightmare 4”, anche se non è spuntata nessuna
bella figliola nuda a nuotare nel materasso (purtroppo!), ma nemmeno Freddy ad
artigliarmi (per fortuna!). Poi siccome ogni omicidio deve essere firmato con una
battutaccia, quello di Crusel si completa con «Che fai, ti bagni quando sogni
le belle ragazze?», traduzione ancora più esplicita del già piuttosto diretto
«How’s this for a wet dream?».

Ah-Ah hai bagnato il letto!

Bisogna dire che dopo essere brevemente apparso senza ustioni finte nei panni dell’autista dello Scuola Bus nel secondo capitolo, Robert Englund in cerca di un po’ di sollievo dalle ore di sessione in sala trucco, qui compare nei panni di una sinistra infermiera («Sono venuto a
prelevare un po’ di sangue!») ma a proposito di omicidi rocamboleschi entrati a
far parte dell’immaginario, quello di Kristen sulla spiaggia resta memorabile.

Testimonial ufficiale dell’AVIS dal 1988.

La ragazza in fuga da Freddy cerca di sognare qualcosa di
piacevole, come una bella spiaggia su cui abbronzarsi, ma il guanto di Kruger
spunta dalla sabbia come la pinna di uno squalo, seguito a ruota da Freddy che
indossa i Wayfarer e se la ride prima di ucciderla. In tale senso [Cassidy
inspira forte] A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master [Cassidy espira
forte] porta avanti una tradizione della saga, ovvero quella di fare fuori a
film iniziato, colei che pare indiziata per il ruolo della protagonista, solo per lasciare campo
libero ad un altro personaggio femminile, accadeva nel primo capitolo con Tina e Nancy, per certi versi anche nel terzo con Nancy e Kristen, e qui il testimone
passa alla bella Alice, che eredita anche il potere di poter radunare gli amici
nei suoi sogni, Avengers Dormiglioni uniti!

Regola numero uno: Se in un film compaiono dei Nunchaku, bisogna usarli!

“Nightmare 4 – Il non risveglio”, esattamente come il
capitolo precedente, ha un ritmo dettato dagli omicidi, qui i ragazzi muoiono
in base alle loro fissazioni. La secchiona viene uccisa durante un compito in
classe, con Freddy che sbuccia la mela da professore con gli artigli e dispensa
giudizi negativi («Bocciata!»). Mentre il tipo sportivo in fissa con le arti
marziali (o presunte tali) viene ucciso durante un onirico duello pseudo
orientaleggiante («Sayonara, Rick-san!»).

Freddy, ma cosa gli fai tu alle donne? (beh di solito le uccide)

Anche se la morte più coreografica è senza ombra di dubbio
quella di Debbie, la maniaca dell’allenamento, a cui Freddy prima spezza le braccia
con il peso del bilanciere, per poi trasformarla in maniera molto Kafkiana in
uno scarafaggio. Renny Harlin è in grande forma e può contare su effetti
speciali orgogliosamente vecchia scuola, tutti ancora piuttosto efficaci, che
rendono ogni morte memorabile, la trasformazione in scarafaggio poi l’ho sempre
trovata angosciante, anche perché sognare insetti è uno degli incubi più
ricorrenti, quindi se pur in maniera volutamente caciarona, Renny Harlin ha
dimostrato di aver fatto i compiti.

Trovo tutto questo molto Kafkiano!

Trattandosi di un film improvvisato per buona parte, il ritmo
non cala mai, e lo dobbiamo quasi esclusivamente al talento di Renny Harlin, mi
fa impazzire la scena in cui Alice esce dal ristorante dove lavora (il “Crave
Inn”, chiamato così chissà in onore di chi)
ripetendo sempre la stessa identica scena, ritrovandosi sempre allo stesso
punto senza poter fuggire, proprio come in un incubo. Anche se il momento più
spettacolare è vedere le anime intrappolate all’interno di Freddy, un groviglio
di corpi che come Lucius ci insegna,
sembra ispirato a l’Assunzione della Vergine del Correggio.

In questo film, che come dicevo lassù da qualche parte, è
così spudoratamente anni ’80, poteva mancare un “training montage”? Proprio no!
Infatti come Rocky con la foto di
Ivan Drago sullo specchio, Alice riesce ad assimilare i talenti di tutti i suoi
amici uccisi, diventando di colpo una secchiona tosta, con giacca di pelle a
testimoniarlo ed esperta di Nunchaku, o per lo meno, la sua palese controfigura
inquadrata di spalle, é in grado di maneggiare l’arma. Ora Alice è pronta a scoprire quanto è profonda la tana
del Bianconiglio Kruger.

“Non calpestare i Palmipedoni, altrimenti ti prendo a calci!”

Lo scontro finale tra i due è muscolare come ci si
aspetterebbe da un film di Renny Harlin, ma direi anche vagamente simbolico,
non proprio come quello tra Kruger e Nancy nel primo film di Wes Craven ma quasi. Alice invoca la filastrocca del
signore dei sogni (il Dream Master piallato via dal titolo Italiano), e quando l’assassino
vede riflessa la sua immagine, immediatamente ricorda tutti i peccati passati, che tornano
letteralmente a dilaniarlo e a trascinarlo all’inferno.

Gli effetti speciali dell’ultima scena sono ancora
spettacolari, danno alla conclusione un tocco quasi Body Horror, e per altro uno
delle anime che si agitano sotto il petto dilaniato di Kruger, è il corpo della
leggendaria Linnea Quigley (storia
vera).

“Non avrei dovuto fare il bis di peperonata ieri sera!”

“A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master” è il capitolo
che rende ufficialmente Freddy Kruger l’assoluto mattatore e protagonista della
sua saga, ma anche il film che ha lanciato Renny Harlin sul palcoscenico
internazionale, due anni dopo si sarebbe guadagnato la stima di tutti grazie al
suo 58 minuti per morire, perché tra
i tanti figli di Freddy, c’è anche questo pazzoide finlandese, che è solo uno
dei tanti bravi registi che sono partiti da Elm Street per fare carriera. Tra
qualche giorno ne incontreremo un altro, appuntamento al prossimo capitolo
della rubrica dedicata a Freddy, non mancate e… Sogni d’oro!

Intanto vi ricordo lo speciale del Zinefilo dedicato a tutti i film di Nightmare! Trovate la locandina d’epoca del film sulla pagine di IPMP.

Non perdetevi nemmeno la pagina dedicata alla rubrica su Nightmare di questa Bara, con questa meraviglia creata da Quinto Moro.

“Venite a trovarci, e buoni incubi a tutti!”
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