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Nightmare Before Christmas (1993): ora tu, se lo vuoi, canta la ballata della zucca con noi

Dai commentiamolo, ne scriviamo e poi, a nessuno diremo che siamo stati noi!
Sappiate che oggi correte un rischio enorme, questo potenzialmente potrebbe essere il primo post-musical della Bara Volante perché potrei scriverlo tutto in rima e cantando, d’altra parte quando si tratta di “Nightmare Before Christmas” di normale non può esserci molto.

Cosa vi dico sempre? Qui alla Bara Volante ogni giorno è Halloween!

Trovo incredibile il fatto che questo titolo, che ha largamente contribuito all’amore universale del pubblico nei confronti di Tim Burton, non sia nemmeno stato diretto da lui, però cosa volete dirgli al ricciolone? Per un lungo periodo da sotto quella massa di capelli uscivano idee geniali, ad esempio le origini di “Nightmare Before Christmas” si perdono nella notte dei tempi, negli albori della carriera del regista di Burbank, in particolare quando ancora lavorava come uno dei tanti animatori al soldo della Disney, quando Burton vide un negoziante togliere gli addobbi di Halloween per mettere quelli di Natale, qualcosa in quel cespuglio di capelli ha fatto “click”.

Dai suoi bozzetti non solo sono nati tutti i personaggi di “Nightmare Before Christmas” (gioco di parole basato su “Night Before Christmas”), ma è nato lo stile del tratto di Burton, quello che ci avrebbe regalato nel tempo meraviglie come Vincent e tutta la parte migliore della sua filmografia, prima di perdersi inseguendo il coniglietto pasquale o Monica Bellucci.

Gran stile Jack, gotico come se non ci fosse un domani.

Eppure l’origine del film è ben più articolata di così, perché proposto il soggetto alla Disney, questa rifiutò un’idea che secondo loro, non era abbastanza disneiana di base, quindi che fare? Per fortuna Burton poteva contare sul produttore e designer Rick Heinrichs, che amava trasformare in modelli i disegni del riccioluto collega, ed è stato proprio lui il tramite tra Burton e un altro notevole talento, il genietto dell’animazione a passo uno Henry Selick, che aveva già firmato cosette notevoli per Emme Tivì. Però parliamo di tre creativi in uno scantinato della Disney, a quel punto ci sarebbe voluta una scintilla, accesa da Paul “Pee-wee” Reubens.

Icona negli Stati Uniti e fiuto per il talento notevole, per l’esordio al cinema del suo solare personaggio simbolo, Reubens ha voluto un raggio di sole come Burton di fatto, lanciandogli la carriera e non solo la sua, visto che “Pee-wee’s Big Adventure” (1985) è stata la prima collaborazione tra il regista e un tale di nome Danny Elfman che in linea di massima dovreste conoscere come il compositore del fantastico al cinema, ma allora era più che altro noto come il cantante degli Oingo Boingo, che guarda caso erano il gruppo preferito di Reubens (storia vera). In particolare Elfman stava attraversando un momento di crisi personale non da poco, leader di un gruppo musicale di successo con cui lui, non voleva più avere nulla a che fare, fidanzato con la sceneggiatrice Caroline Thompson (che per Burton avrebbe scritto “Edward mani di forbice”) era un re del suo piccolo mondo da Rockstar a cui pesava la corona, affascinato da un mondo diverso, quello del Natale Cinema, ricorda nulla tutto questo? Andiamo avanti, perché tra poco Elfman avrà un ruolo chiave.

Questi due insieme, hanno combinato per giusto un paio di grosse meraviglie.

Ormai la valanga era in movimento, con la sua straordinaria ascesa, Burton si stava portando dietro quello che sarebbero diventati i suoi pretoriani, una banda di scappati di casa strapieni di talento, troppo strambi per Hollywood ma troppo capaci per restarne lontani a lungo. Quando Burton scatena la Bat-Mania sul globo, ormai diventa un pezzo grosso, troppo impegnato con il seguito già messo in cantiere dalla Warner, uno che a quel punto, poteva fare davvero quello che voleva, anche resuscitare l’idea rimasta sul fondo di un cassetto intitolata “Nightmare Before Christmas”, un film d’animazione interamente realizzato a passo uno, quando nessuno più puntava su questa costosa tecnica che richiede ore, ed ore, ed ore per girare ogni singola sequenza un fotogramma alla volta.

Visto che Burton era impegnato con l’uomo pipistrello negli studi della Warner a Burbank, Rick Heinrichs ma soprattutto Henry Selick non avevano intenzione di spostarsi dalla Bay area, il vero regista del film che in originale si intitola con il genitivo sassone acchiappa pubblico “Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas”, ha messo su la sua banda di animatori a passo uno, disegnatori, art director e ovviamente il direttore della fotografia Pete Kozachik (che fa un lavoro espressivo con il colore degno del miglior Mario Bava) mettendosi a lavorare sui bozzetti dell’assente Burton, impegnato a Burbank Gotham City, ma prontissimo a fornire all’direttore artistico Deane Taylor le giuste imbeccate, come gettare per aria tutti i suoi bozzetti relativi alla città di Halloween, chiedendogli (anzi imponendogli) di ridisegnare tutto in bianco, nero e arancio e senza uno straccio di angolo retto (storia vera).

A sinistra, il vero responsabile del film, a destra, quello a cui è stato assegnato d’ufficio il genitivo sassone del titolo per cercare di staccare più biglietti possibili.

Come si fa però ad animare un film che richiede così tanto lavoro quando ancora non esiste uno straccio di sceneggiatura, ma solo una bozza di trama impostata da Burton? Il regista per il copione si è affidato a Michael McDowell che per lui aveva già scritto “Beetlejuice” (1988), problema: la sua sceneggiatura latitava, lentissimo a scrivere stava tenendo in scacco tutta la banda di San Francisco, che fare? Danny, la palla è nel tuo campo! Si potevano scrivere le canzoni, cosa che Elfman ha fatto con dovizia di dettagli, infatti tutte le abbondanti parti cantate di questo musical horror (ma di Natale) sono pezzi completi, che fotografano il personaggio nel momento in cui le canta, ed è innegabile che Elfman, re delle zucche degli Oingo Boingo affascinato da un nuovo mondo, fosse proprio lui, tanto da cantare di persona tutte le parti di Jack Skeletron, compresa la celebre “Cos’è?” (in originale “What’s this?”) che è stata la prima scena animata dal film, visto che il design di Jack era ormai definito, ad Henry Selick è bastato creare il mondo di Natale, ispirandosi ad una versione ancora più caramellosa dei racconti e le illustrazioni del Dr. Seuss.

Lo so che la state cantando, vi sento da qui.

Si ok, ma la sceneggiatura completa che fine ha fatto? Ecco, come metterla giù in modo educato, mettiamola così, Michael McDowell aveva una lunga storia d’amore con una polverina bianca ad uso nasale, quindi il massimo che aveva fatto era stato trascrivere (male) i testi delle canzoni di Danny Elfman. Con la data di uscita già fissata e il budget attorno ai diciotto milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti spirati (poi espanso a ventiquattro), dove lo troviamo qualcuno in grado di scrivere una sceneggiatura, che conosca lo stile di Burton e le canzoni di Elfman? Beh Caroline Thompson non solo conviveva con il compositore ma era stata la principale consulente, in quanto sua fidanzata, la prima da coinvolgere per farle valutare le canzoni, ed è così che Caroline Thompson è diventata la sceneggiatrice ufficiale del film.

Se Elfman ha caratterizzato Jack basandolo sulla sua vita, Caroline Thompson ha preso il personaggio di Sally, disegnata da Burton coma una generica “Femme Fatale”, e l’ha modificata secondo la sensibilità della scrittrice, risultato? Uno dei personaggi femminili più teneri mai visti al cinema. Henry Selick ha amato subito questa nuova incarnazione del personaggio, perché le ricordava sua moglie, capace di sostenerlo anche nelle idee più matte, tipo quella di diventare un animatore a passo uno, proprio come nel film Sally fa con le follie di Jack.

Un altro po’ di dolcezza da parte di Caroline Thompson e Sally sarà perfetta. 

“Nightmare Before Christmas” parte dal design geniale dei personaggi (un esempio? Il sindaco che come ogni politico, ha due facce), ma poi è cresciuto in assenza di Tim Burton, infatti per anni non è mai stato riconosciuto il vero merito ad Henry Selick di aver reso speciale questa storia, inserendo e animando momenti “vuoti” tra una canzone e l’altra, anche lavorando negli spazi che Caroline Thompson non aveva già contribuito a rimpinguare di idee, ad esempio il ratto del coniglietto pasquale è un’aggiunta dello stesso Selick, così come il suo tentativo di modificare il finale pensato da Burton. Infatti Selick con una scelta secondo me saggia, voleva giocarsi una conclusione con smascheramento alla Scooby-Doo, invece di rivelarsi un sacco pieno di vermi e insetti, sotto la maschera del Bau Bau (doppiato da Ken Page), Selick avrebbe voluto metterci il folle scienziato creatore di Sally, dando così ben più spessore ad entrambi i cattivi del film, se vi interessa, trovate gli storyboard QUI. Bastava sottoporre la modifica a Tim Burton. Che l’ha presa bene, benissimo direi.

La reazione morigerata di Tim Burton? No, ha fatto di peggio.

Piombato negli studi di San Francisco della Skellington Productions come il megadirettore di Brazil, circondato da una serie di sottoposti, davanti all’idea di modificare il suo finale il ricciolone ha iniziato a sbraitare, finendo per fare un buco nel muro di cartongesso con un calcio dato con i suoi stivaletti taglia 48 (storia vera). Dopo aver abbozzato e inquadrato la porzione di muro calciata da Burton, Selick ha dovuto ripiegare le ali, esattamente come il povero Elfman meraviglioso nelle parti cantate di Jack ma non adatto per quelle parlate, sostituto per quelle da Chris Sarandon che qui fa il Burton della situazione, si è preso il merito anche se di fatto, ha dato solo un calcio al muro e poco altro.

Dopo una proiezione di prova che pare aver provocato incubi a molti bambini, la Disney penso bene di far distribuire il film alla sua “succursale” per ragazzi ovvero la Touchstone Pictures, alla sua uscita nelle sale americane ad ottobre (ovviamente) del 1993 il film andò… Modestamente. Non ve lo sareste aspettati vero? Considerando il suo stato attuale di film di culto, “Nightmare Before Christmas” andò in pari, ma usci dalle sale preso e in silenzio, ed è qui che devo proprio raccontarvi come io ho conosciuto il film.

Ehi ma quella è la mia Bara Volante!

Avevo dieci o undici anni, quando dissi a mia madre che andavo nella saletta del mio cinema di provincia, lei terrorizza capì che stavo andando a vedere Nightmare (storia vera), sono sicuro fosse più che una seconda visione ormai, visto che entrai in sala con un mio amico e sulle note di Alan Silvestri mi trovai davanti una piuma svolazzante e poi Tom Hanks su una panchina, tutto mi sembrava tranne un film d’animazione, ci credo, era “Forrest Gump” che finì a vedere per uno scambio di palinsesto del cinemino semi parrocchiale. Poco male, tornai due giorni dopo senza il mio amico e in una sala vuota, mi innamorai di questo film, non esiste un altro modo per spiegarla più chiaramente di così. Andiamo, vi stupisce? Il nome del blog lassù era un bell’indizio, in un’epoca pre-Internet, pensavo di amarlo solo io questo film, poi ho scoperto che non era affatto così, basta dire che quando uscì l’edizione in 3D nel film, per uno dei primi compleanni di “Nightmare Before Christmas” presi due treni per andare a vederlo con gli allora poco diffusi occhialini, in un cinema piccolo ma promettente che allora aveva due sale ed era l’unico nel nord Italia che lo proiettava in tre dimensioni, era l’Arcadia di Melzo prima di diventare la realtà che è oggi (storia vera).

Il colpo di scena che non vi aspettavate, vero?

Folle? Pazzo? ‘bbastanza, eppure ancora oggi quando a casa Cassidy verso ottobre si intagliano zucche, con la Wing-woman a due voci intoniamo “This Is Halloween”, non ci sentirete mai ma sappiatelo, siamo troppo fighi, roba che il Reverendo Manson non ci allaccia nemmeno le scarpe (storia vera). Allo stesso modo quando si addobba l’albero a dicembre potete facilmente intuire quale sia la cantilena che ci accompagna, sempre in coro.

Casa Cassidy, un ottobre qualunque.

Cosa devo aggiungere io su “Nightmare Before Christmas”? Esteticamente è un capolavoro di design, fotografia e animazione, capace di conquistare anche uno mostro nero vestito come me che ha da sempre un rapporto complicato con i film musicali. Questo che è un musical romanticone, gotico che omaggia Halloween e Natale in parti uguali resta un gioiello che si è costruito il suo mito nel tempo. Con quintali di gadget la Disney ha determinato la composizione degli armadi di molte ragazze Dark del pianeta, gli unici difetti che riesco a trovare a questo film sono essenzialmente due, Henry Selick non ha mai davvero raccolto i suoi effettivi meriti per questa oscura meraviglia e nessuno, ci ha mai fatto vedere il mondo dietro all’albero di San Patrizio, avremmo potuto avere un “Nightmare Before St. Patrick” che sarebbe stato molto nelle mie corde, ma Jack ha aperto la porta sul mondo del Natale e va bene così, un difetto dovevo mettercelo per non passare proprio per fanatico di questo film, cosa che per altro sono.

Cos’è? Una Bara Volante. No intendo dire, cos’è? Non mi sto mettendo a cantare, voglio dire, è un film di Halloween? Selick sostiene di sì. È un film di Natale? È per bambini o per ex bambini pallidi e con le occhiaie come il sottoscritto? “Nightmare Before Christmas” è un film per stramboidi fatto da stramboidi di talento, parla a tutti quelli che non hanno ancora trovato il loro posto nel mondo, ma che comunque hanno qualcosa da dire, a volte una canzone da cantare, ve lo dico io cos’è “Nightmare Before Christmas”… Un Classido!

Non so nemmeno cosa aggiungere perché corro seriamente il rischio di descrivervelo tutto, minuto per minuto, questa meraviglia, lassù minacciavo un post cantato e potrei farlo, alla fine sono l’ombra che in giro va, semino il panico in città e di sicuro su questa Bara, di cui sono fantasma e re. Basta dire che lo stesso Burton un po’ è stato travolto dall’incredibile quantitativo di amore per questo oscuro gioiellino, tanto che un film d’animazione a passo uno, lo ha dovuto dirigere di suo pugno per davvero nel 2005, il bellissimo “La sposa cadavere”, nel tentativo di ribadire la paternità di un film che è suo tanto quanto, se non più di Henry Selick, Danny Elfman, Caroline Thompson ed ogni animatore che lo ha portato in vita un fotogramma alla volta.

Prova del buon lavoro di adattamento, trovate di culto come Babbo Nachele.

Se lo avete sempre visto in italiano, ogni tanto provate a guastarvelo in originale, anche solo per avere la prova concreta che l’adattamento italiano delle canzoni è la ciliegina sulla torta. Mai stato “Sorcino” in vita mia, al massimo “Pantegana”, però beccami gallina se la voce di Renato Zero non è perfetta per la versione nostrana, inoltre quando sentiamo Zero parlare con il cane fantasma di nome Zero, ogni volta capisco che certi film sono speciali, tutto fila e trova il suo posto e anche se non hanno fatto soldi alla loro uscita, Padre Tempo si conferma sempre il miglior critico cinematografico del mondo, perché a trent’anni dalla sua uscita “Nightmare Before Christmas” non si è ancora ben capito se sia un film di Halloween o uno di Natale, di sicuro è uno dei più bei gioiellini della storia del cinema, anche se il titolare del suo genitivo sassone ha fatto un buco nel muro o poco più, ed ora scusate, vado a cercare la scatola con gli addobbi di Natale in cantina. Che succede a Cass? Che succede a Cass?

Sepolto in precedenza venerdì 8 dicembre 2023

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