Home » Recensioni » Old Man Jack vol. 1 & 2: Mena il tuo colpo più duro anzianità, non mi fai paura!

Old Man Jack vol. 1 & 2: Mena il tuo colpo più duro anzianità, non mi fai paura!

Ci sono miti così inossidabili che nemmeno Padre Tempo può
costringere alla pensione e se il Maestro John Carpenter va a zonzo per il
mondo a suonare la sua musica, Jack
Burton non resta certo su una panchina a dare da mangiare ai piccioni o a
fissare qualche cantiere!

La BOOM! Studios detiene i diritti sui fumetti ispirato al
cult di Giovanni Carpentiere Grosso guaio a Chinatown, e da qualche tempo si sta scatenando, sono giù arrivati il seguito a fumetti del capolavoro del
1986 e anche uno scontro tra Jack Burtone Jena Plissken, tutti proposti anche qui da noi in uno strambo Paese a
forma di scarpa da Cosmo editore.
“Old Man Jack” fin dal titolo pare fare il verso all’Old Man
Logan della Marvel, e può vantarsi di avere lo stesso John Carpenter come
autore del soggetto e della sceneggiatura insieme ad Anthony Burch, ma immagino
che sia più o meno come gli altri fumetti pubblicato dai BOOM! Studios con protagonista
Jack Burton pubblicati fino a questo momento: Il Maestro ha gettato lì un’idea, e Burch in questo caso si è
tirato su le maniche per trasformala in un fumetto, permettendo a Giovanni di
impegnarsi nelle attività frenetiche che riempiono la sua giornata, ovvero
giocare ai videogiochi e guardare partite della NBA. Del resto cosa serve
diventare un Maestro se puoi non puoi spassartela no?

A furia di definirsi “Vecchio Jack Burton” è
diventato vecchio davvero.

Se per caso non aveste letto nemmeno mezza pagina dei
fumetti pubblicati qui da noi dalla Cosmo, nessun problema, “Old Man Jack”
tiene conto di quanto accaduto tra quelle pagine, ma può essere letto da
chiunque abbia visto Grosso guaio a Chinatown, se non avete nemmeno visto quel capolavoro, che cacchio ci fate
ancora su queste pagine!? Via sciò! A vedere il film veloci! Mi ringrazierete
dopo.

Ma se proprio insistete, vi do tutte le informazioni che vi
servono per allinearvi con i fumetti che vi mancano: Wang Chin e la sua amata
Miao Yin dagli occhi verdi si sono sposati e hanno avuto una figlia di nome
Winona, mentre il demone cinese appeso dietro al camion di Jack nel finale del
film, beh lui si chiama Pete. Sul serio, non vi serve sapere altro, credetemi.

“Old Man Jack” parte dal presupposto che Ching Dai si sia
stufato di cercare di conquistare il mondo utilizzando scagnozzi umani e si sia
messo in proprio, scatenando l’inferno sulla terra, secondo voi chi è l’unico
abbastanza stupido da provare a fermarlo? Bravi proprio Jack Burton! Che però
si gode la sua amata solitudine in un postaccio in Florida come ogni buon pensionato
americano, ed è pronto a godersi lo spasso nella cittadina abbandonata, solo
lui, il sole e una confezione da sei di birra gelata!
Ma in fondo il nostro Jack sente il richiamo della
responsabilità e dovrà fare i conti con qualche casino combinato (ma chi? Lui?
Chi l’avrebbe mai detto!) quindi parte rombando attraverso le fiamme che
avvolgono la cittadina con il suo Pork-Chop Express giusto in tempo per
imbattersi nel suo mortale nemico: David Lo Pan!

Vecchi nemici (ancora più vecchi) che si ritrovano.

La stramba alleanza tra i due è l’occasione per Anthony
Burch di scrivere qualche dialogo in cui Jack prende per i fondelli il suo
avversario, ma la trama si complica quando a tornare in scena sarà anche Wang
Chin, ed insieme a lui le colpe provenienti dal passato di Jack: Si perché
durante un incidente stradale del tutto fortuito, il nostro camionista
preferito ha involontariamente ucciso la moglie e la figlia dell’amico, che da
allora lo odia profondamente.

Ma volete scrivere un seguito di “Grosso guaio a Chinatown”
senza mettere nel mucchio anche il mago Egg Shen? Certo che no, per poter
utilizzare la sua magia contro Ching Dai, bisognerà prima liberarlo da uno dei
tanti inferni cinesi in cui è intrappolato, ed è più o meno qui che termina il
primo volume della Cosmo, composto da quattro storie, proposte in un volumetto
dal formato Comic Book americano, che tradotto vuol dire: Pagine grandi e
soprattutto a colori! Finalmente non devo inforcare gli occhiali come Old Man
Jack per leggere un fumetto della Cosmo, era ora!

La copertina del secondo volume edito dalla Cosmo.

Il secondo volume è decisamente meno brioso, anche se il
tratto molto esagerato del disegnatore Jorge Corona si lascia guardare, mi
piace soprattutto come disegna il mento gigante e il ciuffone del “Mullet” di
Jack Burton.

In questa seconda parte della storia, lungo la strada che
separa i nostri protagonisti dall’unico posto al mondo dove è possibile
attaccare Ching Dai (ovviamente la Chinatown di San Francisco) ci si mettono
anche le Tre Bufere, che possono riassumere il loro primo incontro con Jack
Burton con le stesse parole: «Alla fine sono esploso».
La trama riprende slancio quando, una volta liberato Egg
Shen dall’inferno in cui era prigioniero, Jack gli ruba il libro dei sortilegi
per fare qualcosa di folle, un accordo con Ching Dai. Jack è pronto a diventare
il “Ponte di carne” che il potente demone agogna, se quest’ultimo riporterà in
vita Miao Yin e Winona.

Scommettiamo che questa copertina alternativa sarà meglio del tanto annunciato remake con The Rock?

Un grosso rischio per Jack, che sarà pure invecchiato ma non
ha perso i riflessi e il gusto per il pericolo, quando i suoi amici gli
chiedono di andare a combattere Ching Dai, in un ultimo disperato assalto, la
sua risposta parla chiaro: «Ecco cosa dice Jack Burton quando i suoi amici gli
chiedono un aiuto per salvare il mondo Jack Burton dice… Cazzo perché no?».

Malgrado un calo di ritmo nella parte centrale del secondo
volume “Old Man Jack” resta una lettura spassoso, malgrado l’età del
protagonista, forse non molto originale se avete letto qualcuno degli altri
fumetti pubblicati dalla Cosmo, ma sicuramente imperdibile per i fan di Jack
Burton, ma vale la pena aspettare anche il prossimo volume in uscita, d’altra
parte come dicevo sempre alla mia ultima moglie, io mi rifiuto di commentare
più velocemente di quanto possa leggere, e a parte questo è solo questione di
riflessi!
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Doctor Who – 1×04 – 73 Yards (2024): distanziamento sociale interdimensionale

    Altro giro, altro episodio di Doctor Who che conferma che il nostro Dottore, forse a causa della fresca rigenerazione, o si ritrova con dei piedi fuori taglia, oppure ancora non [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing