Home » Recensioni » Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986): l’ultimo delitto degli ZAZ

Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986): l’ultimo delitto degli ZAZ

Alcuni registi passano una carriera intera cercando di lasciare un’eredità, David Zucker, Jerry Zucker e Jim Abrahams che nel giro di pochi anni hanno inventato un linguaggio comico, asfaltato il cinema catastrofico con L’aereo più pazzo del mondo, dimostrato che la parodia poteva essere una forma d’arte e infine, nel 1986, hanno deciso di salutarsi con una commedia nera in cui tutti vogliono rapire, ricattare, fregare o ammazzare qualcuno.

Il festeggiato di oggi è stato il loro ultimo film diretto insieme prima che le loro strade professionali iniziassero lentamente a separarsi, francamente? Mi sembra il finale più ZAZ possibile. Perché quando si parla di Zucker-Abrahams-Zucker il cervello corre subito alla parodia, al non-sense, alle battute che arrivano più fitte delle raffiche di mitra in un film d’azione anni ’80, in generale ti aspetti la parodia pura, invece questa volta non c’è nessun genere cinematografico da prendere per i fondelli.

Come passare da ZAZ all’onomatopeico ZACK in un attimo.

Qui ci sono soltanto persone orribili, le “Ruthless People” del titolo originale (“tradotto” nella sua versione italiota), un marito che sogna di liberarsi della moglie, due sequestratori convinti di fare il colpo della vita, amanti che ricattano amanti, che ricattano poliziotti e ad un certo punto, arriva un Serial Killer… Puro ZAZ, per un film ingiustamente dimenticato.

La premessa è talmente semplice da sembrare una barzelletta raccontata all’una di notte davanti ad una birra: Sam Stone (Danny DeVito) è un magnate della moda di Beverly Hills, che ha fatto i soldi fregando un’idea, ma poi, sempre per soldi, ha avuto la pessima idea di sposare Barbara (Bette Midler), che dopo anni di convivenza detesta cordialmente e ha deciso di ucciderla per godersi l’eredità insieme alla sua amante. Una sera torna a casa con il cloroformio pronto all’uso e scopre che qualcuno l’ha preceduto: sua moglie è stata rapita e i sequestratori chiedono mezzo milione di dollari per riaverla viva.

«… Bucio de culo

Sam è felicissimo, ma non può darlo a vedere alla polizia, quindi fa la scena, anche quando i rapitori minacciano di ucciderla, lui non pagando li incoraggia, loro abbassano il riscatto lui continua a non pagare, insomma, il delitto perfetto, sperando che facciano il lavoro sporco al posto suo. Ora, io non so se esista un corso universitario dedicato alle premesse perfette per una commedia, ma se esiste qualcuno dovrebbe proiettare l’inizio di “Ruthless People” agli studenti e poi spegnere il proiettore dicendo: «Ecco, questa è la risposta giusta. Potete tornare a casa».

La sceneggiatura era opera di Dale Launer e fu talmente apprezzata che Michael Eisner la sottopose personalmente agli ZAZ, la cosa è interessante perché i tre erano abituati a scrivere da soli il proprio materiale, stavolta invece accettarono una storia altrui perché la ritenevano troppo buona per essere lasciata ad altri e secondo me avevano anche ragiono.

Quello che adoro di questo film è che dimostra una volta per tutte una cosa che forse tendiamo sempre a dimenticare, gli ZAZ non erano soltanto dei fenomeni della parodia, quello lo sapevamo già, qui il bersaglio non è Hollywood ma la natura umana, che ne esce parecchio ammaccata. Danny DeVito è semplicemente perfetto, Sam Stone è uno di quei personaggi che dovrebbero risultare insopportabili e invece finiscono per essere irresistibili, soprattutto nel suo essere insopportabile, ogni volta che apre bocca riesce ad essere più squallido della scena precedente, una qualità che richiede un notevole talento.

Ormai in piena modalità Olivia Newton-Jones.

Se però DeVito è il motore della storia, Bette Midler è quella che si prende il film e se lo porta a casa, la sua Barbara Stone parte come vittima designata e lentamente si trasforma nella persona più intelligente presente sullo schermo, e forse anche quella più fisicamente in forma, visto che passa la sua prigionia ad allenarsi con l’aerobica in tv. Ritrovando fiducia in sé stessa, scopre il valore dei modelli creati da Sandy (Helen Slater, l’attrice che avete deciso di rivalutare senza un motivo logico, se non far i bastian contrati a tutti i costi, perché qui risulta la più invisibile del cast) e capisce che il vero problema della sua vita non erano i sequestratori, era il marito.

A completare il quadro troviamo Judge Reinhold, come detto più di Helen Slater, nei panni dei rapitori più improbabili si sempre, due cuori di panna, lui è talmente inadatto alla malavita che sembra vivere in costante stato di panico, il venditore più onesto sulla roba che venda tanto, da non vendere niente, anche se risulta spassosissimo qui.

Il colpo basso definitivo arriva con Bill Pullman, al suo debutto cinematografico, ogni volta che riguardo il film mi ritrovo a pensare che anni dopo questo stesso attore sarebbe diventato il Presidente degli Stati Uniti che guida l’umanità contro gli alieni, mentre qui è un idiota totale, comunque più sveglio del Presidente in carica. La prova che gli ZAZ sono sempre i più avanti di tutti.

Primo due film in carriera ZAZ e Mel Brooks, per poi passare a vabbè, Craven, no dico, brutto?

Costato relativamente poco, incassò oltre 70 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti (più del riscatto per Barbara!) nel mondo e diventò uno dei maggiori successi commerciali della Buena Vista (quindi Disney) dell’epoca. Critici come Gene Siskel e Roger Ebert lo accolsero molto positivamente, sottolineandone la brillantezza della sceneggiatura e delle interpretazioni. Two thumbs up! (cit.)

Eppure oggi, io sfido chiunque a trovarmi un’altra pagina di cinema che ne festeggerà il quarantennale, perché purtroppo fa parte di quei tanti, troppo film, che hanno tutto per piacere ancora al pubblico, ma sono spariti completamente dai radar.

L’ultima volta in cui David Zucker, Jerry Zucker e Jim Abrahams sono stati ZAZ e hanno condiviso la stessa cabina di regia prima di imboccare strade diverse, molti gruppi musicali si sciolgono pubblicando una raccolta malinconica, molti registi si bruciano puntando troppo in alti, gli ZAZ hanno preferito lasciare in eredità una commedia nera popolata da persone orribili che prendono decisioni sempre peggiori se non la conoscete, ora forse, vi ho creato un nuovo bisogno.

4.8 6 voti
Voto Articolo
Iscriviti
Notificami
guest
10 Commenti
Più votati
Recenti Più Vecchi
Film del Giorno

Cape Fear (2026): Il promontorio dell’investimento sicuro col pregio dovuto al pubblico

Per tornare sul promontorio (della paura) della nuova versione di “Cape Fear”, ho chiesto aiuto a Rebel Rebel, molto pronta ad affrontare Javier Bardem, lascio la parola a lei, la [...]
Vai al Migliore del Giorno
Categorie
Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
Chi Scrive sulla Bara?
@2025 La Bara Volante

Creato con orrore 💀 da contentI Marketing